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Uè Uè

 Forjapanwithlove . Il 18 Marzo è stata la giornata del Silenzio, in segno di rispetto per il Giappone,  da parte dei Blogger. Non che serva a qualcosa se non segue il  click  su “donate” ( il mantra del 45500 per devolvere due euro alla Croce Rossa  è sempre valido da ripetere durante la giornata; grazie al cielo poi esistono spammatori fastidiosi che capitanano   Il Multiblog di Siciliani, ; Mister Sasetti se non ci fosse bisognerebbe proprio disegnarlo giovandosi delle matite più preziose a punta fine). Per non sbagliare ne ho fatte più di 72 ore di silenzio e non solo dal blog. Ho staccato i cellulari (e non ho intenzione di riaccenderli, inciso) e non ho intravisto nessun tipo di social network, email, ping, poke, tricche e ballacche. La spasmodica voglia di farne altre 720, di ore,  mi divora ma non ci sarà bisogno di rinunciare alle mie carni perchè  mi asseconderò senza troppe riflessioni e giustificazioni.

 Si alternano tragedie ad eventi in un’ imbarazzante dicotomia e nonostante l’innegabilmente valida  filosofia iaiesca “ridiamoci su, ma anche giù” non riesco a muovere nessun muscolo facciale sito nei dintorni della bocca. Pare che si chiamino zigomatico,  risorio e buccinatorio . Bene. Avranno di certo subito una paresi e non hanno intenzione di reagire. 

Si agitano  bandiere tricolori piangendo le sorti nipponiche guardando sconvolti sbarchi a poca distanza da noi mentre partono missili e vengon fuori pseudo-soubrette vestite da poliziotte ad Arcore; per soli 99 centesimi sull’ipad puoi pure acquistare le foto sul sito dell’Unità che ritraggono Lele Mora fare ginnastica in casa di Betty; perchè pare che le Papi (Papy?)  Girl lo chiamassero anche così. Con la y, sì.  La settimana del cervello dal 13 al 20 Marzo, White Day, San Patrizio, Unità d’ Italia. Il tutto quando si è reduci dal carnevale e Hinamatsuri.

L‘inerzia è affascinante, mentre si alternano coriandoli-bandiere-fischi-guerre-disastri naturali,  nonostante la chiara difficoltà di  indossare maschere e proseguire blaterando su riso fritto con il miele e meringhe colorate come accadrà a breve. Avrò modo inoltre  di blaterarne fino alla nausea ma in qualche modo ho cercato di organizzare la sezione Project, sagacemente riadattata con il nome “Project 12” perchè ufficialmente sono tanti i progetti visivi e fotografici ai quali lavorerò. L’ingente mole ricettosa, però,  arretrata e in divenire non mi permette di soffermarmi su questo punto al momento. Proprio perchè si prosegue impavidi verso l’organizzazione pasquale come nulla fosse. A chi interessasse quindi capire qualcosina in più sui miei progetti lavorativi visivi e fotografici credo che per la prima volta sia stato raggiunto un livello di sinteticità tale da rischiare di non rispecchiarmi. Basta cliccare qui. I dodici spazi sono chiaramente in costruzione e pertanto potrebbero contenere ben poco. Gli aggiornamenti individuali verranno segnalati all’interno del Blog, come sempre.

Ho sempre riso moltissimo della profezia Maya. Sulle persone che poi hanno qualche considerazione e addirittura timore a riguardo ancor di più. Se fate parte di loro, me ne dispiace giusto un po’. Non è scortesia ma dannazione allora credete alle cose serie. Che ne so divenite adepti come me del Mostro Spaghetti Volante ! Santa Polpetta! Ho riso però e molto anche per le coincidenze sul dodici che mi riguardano. Chi ha visto Omen e il suo 6-6-6 potrebbe tranquillamente convenire con me  che sono la versione in gonnella di Damien in formato raddoppiato 12-12-12. Per chi non ha visto Omen e non coglie il significato potrei pure parlare di uova di quaglia e sarebbe lo stesso. Ho sempre atteso fortemente il 12-12-2012 sin da piccola. Senza un motivo. Dovessi arrivarci, vista la situazione attuale, sarebbe già una bella vittoria. Non che ci sia del pessimismo cosmico in questo lunedì ma semplice coscienza. Attendo che la mia personalità priva di logica e raziocinio mi rapisca per portarmi ad Eggland. Cookieland o in qualsiasi landa lontana da qui.

Questa piacevolissima assenza di me ha fatto saltare due “eventi”. Sabato è stato San Giuseppe ergo la festa del papà. Le annotazioni personali corredate da parole e immagini le conservo nel cuore questa volta  perchè gelosa di condividerle (si può sapere dov’è quella maledetta personalità gioviale che lancia cuoricini e racconta di caramelle come segna posto che formano la scritta “Ti amo papà”?). Domenica 20 Marzo poi Le Jour du Macaron – Il Macaron Day. Sì perchè a quanto pare è stata indetta anche la giornata internazionale del Macaron e questa risulta essere la seconda edizione ufficiale. Il Macaron  che sta surclassando secondo un recente sondaggio anche il cupcake nella città di New York, finora indiscusso bocconcino dolcioso preferito nella Grande Mela,  seguito con leggerissimo distacco dall’onnipresente muffin.  Leggevo giusto qualche giorno fa che il cupcake risulta essere,  oltre che meno fashion e modaiolo di questa meringa dai colori sobriamente pastello, anche pesante. La leggerezza indiscussa del macaron con l’assenza di tuorlo e burro fa sì che anche le più schizzinose riescano a concedersi un morsicino fugace.  Ieri seguendo un itinerario stabilito dal Comune si potevano assaggiare in diverse Bakery e Pasticcerie macaron appena sfornati con moltitudini di ripieni in maniera del tutto gratuita. Per l’occasione in Europa si è scomodato addirittura nientepopodimenoche  Pierre Hermé con un’iniziativa degna di nota. Una parte del ricavato dalla vendita dei famigerati dolcetti andrà devoluta ad un’associazione benefica (per  l’Alliance des Maladies Rares e  Autour des Williams) .

I Macaron (come tutta la Patisserie) di Hermè e Christophe Felder mi hanno sempre messo un ” po’ “ di ansia lo ammetto. Avendo ricevuto però in regalo dal Nippotorinese volumi di entrambi fatti pervenire direttamente dalla Francia non potevo certamente esimermi dal provarli al grido di “Hermè e Felder perdonatemi perchè non so quel che faccio!”. L’esperimento Hermesiano sarà prossimamente online, mentre oggi ci becchiamo l’impasto base dei Macaron di Christophe Felder tratto dal libro “Le meilleurs Macarons”. Essendo scritti interamente in francese ho trascoro (e continuo a trascorrere)  allegri momenti con il translate di google da una parte e il nippotorinese al telefono dall’altra. Perchè sì. Conosce pure il francese. Detestarlo è il minimo; continuo a ribadirlo in maniera infaticabile.

Annoto anche la ricetta delle Crispelle di Riso Catanesi di San Giuseppe. Sì proprio Crispelle con la i e non con la e. Un dolcetto che difficilmente non chiude il pasto durante il pranzo e la cena del 19 marzo nella mia città. La mia prima esperienza crispellosa risale a circa due anni fa anche se l’anno scorso mi ero dedicata completamente a diversi esperimenti decretandone una   tra tre: ricetta quantomeno simile all’ufficiale. Le ho preparate sabato per il pranzo paposo usando un buonissimo riso integrale nonostante la ricetta originale non lo prevedesse. Nell’impasto ho addirittura aggiunto un ingrediente non previsto  ( qualche cucchiaiata di marmellata di arancia amara fatta da me) ed il risultato è stato sorprendentemente valido. Mi concedo anche variazioni alle ricette della tradizione. Dire che sono completamente pazza, come dice Max, è la mia unica certezza.

A dimostrazione del fatto che le ricorrenze continuano ad accavallarsi incessantemente alle tragiche realtà oggi è l’equinozio di Primavera  (se è per questo Domani è la giornata mondiale dell’acqua per non farci mancare proprio niente) ;  trascorrerò il pomeriggio ai fornelli per sperimentare delle ricette pasquali della tradizionale Italiana e non solo. Casa è invasa da conigli di ogni sorta e uova. Ovunque. Una tela mi aspetta perchè l’acrilico che aspettavo è finalmente arrivato.

Infine: come ho avuto modo di blaterare non troppo tempo fa non trascriverò più le ricette sul blog vista l’ingente quantità di parole, immagini, illustrazioni e disegni. Sarebbe bello fare una piccola introduzione “ciao sono stanca ma volevo farvi vedere gli spaghetti al pesto che ho preparato oggi”. Foto. Saluti. Fine. Sogno questo tipo di sinteticità e schiettezza da una vita. Se dovessi rinascere vorrei proprio accadesse questo. Non mi importa la variazione di sesso, condizione sociale, appartenenza etnica. Io voglio rinascere sintetica.

Aggiungerò pertanto ad ogni post un link ; per chiunque volesse avventurarsi nell’elaborazione di una ricetta qui pubblicata sarà facile e immediato stampare. Per questo motivo ho scelto di non inserire neanche un’immagine. Non ci si dovrà scomodare neanche a copiare e incollare il testo escludendo il formato .jpeg  che potrebbe far scoppiare allegramente la cartuccia della stampante. Basterà cliccare su file-stampa e tanti saluti. L’intenzione inoltre è quella di trasformare tutte le ricette presenti qui, e che si possono visualizzare nell’indice,  in questa versione easy.  Diciamo che è un lavoro più per me che per altri. Mi sono resa conto che rileggermi e scovare la ricetta all’interno del post è un masochismo fin troppo grande anche per me.

Le sorti della  versione ipodeliriaca del Gikitchen, ovvero Gikitchen Light sono state decise nel seguente modo: Nella sezione qui in alto Light sto riorganizzando ( con non poca fatica) tutte le ricette precedenti in versione stampabile. L’estenuante copia e incolla mi provocherà anche una paresi alle falangette ma ci stiamo abituando a questo blocco muscolare continuo ergo non si ha paura e impavide si prosegue. Quando tutto sarà trasferito farò esplodere il Gikitchen Light che è stato chiaramente un errore di gioventù.

La Ricetta base dei Macaron di Felder la trovi cliccando qui

LaRicetta delle Crispelle di Riso Catanesi di  San Giuseppe la trovi cliccando qui

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Una nota doverosa,  è che Gnomeo e Giulietta non va visto. A patto che non si lascino a casa i neuroni, per chi si può concedere il plurale al contrario di me, e il buongusto. Attribuirei un “vergognoso” mentre le stelline da 1 a cinque della scala di valutazione prendono fuoco. Non mi aspettavo tanto ma neanche questo lerciume. Ci fosse lo zampino degli autori di Pomeriggio Cinque capirei ma a quanto pare non è così. Visto l’entusiasmo generale di voler condividere con me recensione, opinioni e quant’altro mi esporrei solo con queste due righe per non doverne parlare mai più. Ho dovuto propinarmi Rabbit e Vite Perdute di Lynch e passare ore con ” A Scene at the Sea” nelle orecchie per rimuovere il vuoto neuronale provocatomi dalla visione. Solo un momento è stato rilassante e non ho scalciato contro il divanetto della sala sbuffando. Quando la rana ha detto ” uè uè”. Ho pensato “Ale. chissà se Ale dice uè uè così”.

Perchè in questo momento forse i muscoli del sorriso paralizzati si muoverebbero solo per quel uè uè.

Update: Prima di incendiare tutti i miei apparecchi Apple ( quindi la casa e mi dispiacerebbe giusto un po’), chiunque volesse firmare la petizione per rimuovere questa vergogna dalle Applicazioni, avrebbe la mia stima imperitura. Grazie.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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18 COMMENTS
  • Cey 21/03/2011

    Ti voglio bene solo questo

  • Cey 21/03/2011

    E sono contenta di non aver detto “Primo” perchè era più importante il resto.

  • Valentina Brida 21/03/2011

    Ciao Tesoro, volevo dire solo che mi manchi, e che rispetto tutto questo.
    Ti abbraccio.

  • Selena 21/03/2011

    abbraccio stramegaintenso. Mi sei mancata un sacco, ma era per un motivo più che valido e posso aspettarti per sempre (“dio sembra una dichiarazione d’amore!!” “ma lo è, cretino di un sarcasmo”)

  • Veru 21/03/2011

    “sogno questo tipo di sinteticità e schiettezza da una vita”: la sogno pure io ma spero di non raggiungerla mai e spero che neanche tu la raggiunga mai… le parole sono vita, essenza, elucubrazioni necessarie per elaborare la propria esistenza.
    Gnomeo e Giulietta fa schifo, Rango te lo consiglio caldamente 😀
    I macaron li ho preparati pure io ma ho deciso che spendo 1.60 da Laduree quando li voglio. Di frittelle ne è stata piena la mia casetta di Dublino, sabato si puzzava come se si fosse lavorato in un take away cinese… ora ci rimettiamo in carreggiata mangiando soia che ci fa bene, dicono 🙂 Io continuo a preferire le cose che puzzano 😉

  • PieceOfStar24 21/03/2011

    La sinteticità da te non la vorrei mai. Perchè nemmeno quando nuoto nei tuoi mare di parole ne ho abbastanza, figuriamoci se fossi sintetica.
    Rispetto il tuo silenzio, solo che manchi.
    E io ho una sfilza di grazie da dirti che se comincio oggi finisco nel 2098 ma forse anche qualcosa di più (giusto perchè la sinteticità è pure il mio dono).
    Non vorrei mai la sinteticità. Mi piace scoprire i dettagli, le sfumature che rendono unico un qualcosa. (“Quanti orecchini hai Gi?” ricordi? Ecco, è questo che intendo.)
    E di te mi piace questo. Il tuo modo di raccontare perdendoti a lamentarti tu stessa del tuo non essere sintetica. Come se stessimo parlando al telefono. Ci sei, sempre.

  • pina 21/03/2011

    Buone le crispelle e consolatorie. Per tutto il resto, basta riderci su. Dovremmo davvero cominciare a riflettere, anche al difuori delle giornate mondiali dell’acqua, della guerra, del giappone. Riflettere e di conseguenza agire.

  • nuuuooooo!
    io. il 18 marzo. ho scritto e pubblicato il mio PRIMO post!!!
    pivella che sono!
    grazie per tutto quello che scrivi ♥

  • nonsodove 21/03/2011

    I silenzi possono essere molto più salutari di mille parole, anche se poi si finisce per riflettere e vedere come in questi ultimi periodi di rose e fiori non ce ne sono poi molti -.-
    Ah, mi è parso di capire che oggi è la giornata montiale della poesia…..beh quella di solito nasce dalla riflessione, forse è una delle poche giornate che si salverà.
    Ciao maga
    un abbraccio

  • gaia 21/03/2011

    mi manca la mia iaia ecco. l’ho detto e lo urlo: MI MANCA LA MIA IAIA!!!!!! ecco.

  • hendrixandme 21/03/2011

    Suona il telefono. Guardo il display. Se il chiamante risiede da roma in giù la mia risposta non è “pronto” ma “uè!”. Solo a te ho risposto sempre pronto per evitare che tu pensassi “ecco…Ale risponde Uè e probabilmente starà mangiando spaghetti al ragù riposti nella tasca della giacca e, con l’altra mano, starà suonando il mandolino!”. Perchè il uè (che poi rafforzato diventa uèuè ma si usa solo in casi ben precisi) non ha traduzione, significato ed etimologia; uè e basta. C’è anche un uà, se proprio dobbiamo essere precisi. Lo si usa con tono di meraviglia tipo “uààààààà…..è bellissimo!” . Dallo stesso idioma proviene anche l’espressione “uammamà” traducibile con un “mamma mia” (es. “uammamà cumm si pesant” usato per sottolineare all’interlocutore che la vita va presa con ironia e leggerezza). E se potessi comprare un pò di leggerezza, anche on-line, sarei la persona più felice dell’universo. Ne comprerei un container, possibilmente in pillole, e mi metterei a regalarle all’umanità. Perchè se ci penso mi sento schiacciata da un macigno alto come un palazzo di 167 piani. Ma, per fortuna, non sono programmata per questo pensiero.
    Veniamo all’altro punto fondamentale di questa giornata. Il giorno che diventerai una donna sintetica (e quindi non lavabile in lavatrice ad alte temperature e da stirare con il ferro tiepido…ma tanto io non stiro) mi vedrai in piazza a protestare contro questa bruttura vestita di giallo e verde tipo ominasenduic. Perchè il pensiero di te sintetica non si può pensare, il mio cervello (notoriamente dotato di pochissime sinapsi e qualità) si rifiuta categoricamente (“uè ma stai pazziann?”… ti chiederei se fossi qui adesso).
    Passiamo ora alla comunicazione di servizio. Hendrix si è comprato un atlante per bambini. Con un pennarello sta segnando tutti i posti dove vivono le persone a lui care. “mamma questa è la cicilia?” (abbiamo un pò di problemi con la S ultimamente). “si ciccio….e questo è l’etna, il vulcano”. Hendrix ha cerchiato la tua città e mi ha detto “e qui ci vive Iaia!”. Poi mi ha chiesto “Iaia ha un vulcano sulla finestla comeannoi?”. “si amore, anche lei ha un vulcano sulla finestra!”. “allola vedi che è amica nostla!” (con aria soddisfatta ha fatto doppio cerchio rosso). Perciò sappi che da oggi in poi l’Etna è sul tuo terrazzo! E anche che ti voglio bene, quello vero!

  • iber 21/03/2011

    Quando ho letto “Io voglio rinascere sintetica” mi sono immaginato una Giulia di polietilene che scrive moltissimo 😛
    bacidodici al quadrato 🙂

  • Cuocopersonale 21/03/2011

    Io non mi stancherò mai di dirti che come te non ce ne sono… mai…

  • Cinzia 21/03/2011

    chiedo venia, mi vergogno perché continuavo a chiedermi dov’eri e invece eri semplicemente in silenzio… mi manchi Iaia ma aspetto calma calma che torni anche di là. un bacino zitto zitto.

  • Cey 22/03/2011

    Torno quì solo per dirti che ti aspetterò sempre sempre eh.

  • Silenzio 22/03/2011

    …non sapevo del giorno del silenzio!!!…da chi e quando fu indetto???

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