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Brownies al Cioccolato al sapore di Banana e Rum (e fidanzati ubriachi)

Ieri sera abbiamo apprezzato la fotografia di Suspiria in versione restaurata. Quella carta da parati rosa che già ricordavo raccapricciantemente (?) inquietante in questa nuova versione assume contorni ai limiti del sopportabile. Colori psichedelici che scombussolano e sconquassano. Così tanto per usare il verbo sconquassare che ahimè non ha la fortuna di essere comune quanto il fortunato scombussolare. Per quanto mi riguarda, chiaramente.

Magari in altri luoghi e in tutti i laghi accade l’esatto contrario. Maledizione! Scanu ! Non c’è neanche da chiedersi perchè il verbo sconquassare abbia un’attinenza con il ragazzino di bravobravissimo divenuto poi amico di Maria. Ma non siamo qui per sbeffeggiare il tizio con il ciuffo emo glamour anche se una rubrica a parte dovrei pure dedicargliela. Il fatto è che davvero non riesco a seguire una linea logica e quasi dimenticavo di scrivere che ho capito finalmente a chi somiglia Patrizia Mirigliani. Sedetevi se necessario perchè questa notizia non solo cambierà il corso della vostra giornata ma dell’esistenza tutta.

Rullo di tamburi e ukulele (perchè ci mancano gli ukulele, siamo seri perfavore): Madame Blanc; la tizia proprietaria della scuola di danza degli orrori argentiani,  sì.  Ora non per offendere la bellissima Signora Bennett me ne guarderei bene, inteso. Nella versione a dieci minuti dalla fine del film  per capirci quando beve l’intruglio e urla come un’invasata ” a morte ahahahha a morte la ragazzina americana buahaaauahu la voglio morta”. Bene. E’ Patrizia Mirigliani e nessuno osi sostenere il contrario. Inutile dire che la mummia, madre di tutte le streghe, dietro il tendone fosse senza dubbio il padre dopo aver partecipato a “Cambio sesso e mi trasformo” su Sky.

Adesso soddisfatta di me stessa posso tentare ( tentare eh) di rientrare nel topic di questo post. Sfoggiando con non poco orgoglio questi termini giuovini. Insomma mentre apprezzavo i colori di Suspiria e maledicevo un po’ Argento per non essere almeno nella fotografia quello di una volta ho notato una banana.

Ebbene sì. Una banana. Roba tristissima me ne rendo conto. Si sperava in qualcosa di più avvincente dopo Scanu, Suspiria e Patrizia Mirigliani ma la cruda realtà è: una banana quasi marcia. 1) La voglia di spadellare un po’ c’era. 2) Il nippotorinese era tornato stanchissimo dal lavoro e io potevo rovinargli quelle due ore di relax immeritate e mi sono detta: “quasi quasi lo schiavizzo come assistente cuoco e ne approfitto”. E così  è stato. Afferrato il magico libriccino della Mondadori Cucino Io (sottotitolo: schiavizzo lui) che si è poi rivelato essere davvero un amico fidato,  ho scovato questa ricettina che avevo già guardato distrattamente e per farmi odiare meno dal tizio pelato ho solo detto: ” RUM!” .

Quando si nomina un alcolico ottengo moltissimo in cambio. A me basta dire ” Borsa! “ , a lui una qualsiasi bevanda che contenga almeno un dieci per cento di alcool. C’è da dire poi che io dopo i Brownies ( e lo strepitoso video)  di Cey smaniavo un po’ perchè non li avevo mai provati. Mi ero ripromessa di fare un videopost per questo gemellaggio culinario ma. Con la maglietta di Miss Piggy, i capelli folgorati e un pallore inaudito non mi sembrava proprio il caso. Non che occorressero tacchi e minigonna ma santo cielo almeno la ceretta ai baffi avrei dovuto farla.  Il fatto che questo delirio non sia in alcun modo romanzato ma  rappresenti uno spaccato di  pura realtà   in un momento di improvvisa razionalità dovrebbe preoccuparmi. Non conoscendola e non avendo tempo e voglia poco importa ( il soggetto di questa frase dovrebbe essere la razionalità). Dicevo? ah sì. Sono facili questi brownies. Non posso mentire e dire buoni perchè non li ho neanche sfiorati; Contenendo due delle cose che  detesto più al mondo: la banana e il rum (come tutti gli alcolici del resto). Ma il Nippotorinese felice e visibilmente ubriaco ha apprezzato. Tanto.

Dosi per 22 biscotti/Brownies circa con un Tempo di preparazione intorno ai 40 minuti. Se avete Suspiria restaurato in dvd e/o un cd di Scanu sarebbe anche meglio.

Gli ingredienti sono: 225 grammi di farina bianca, 30 grammi di cacao amaro in polvere, 1 cucchiaino di lievito in polvere, 180 grammi di cioccolato fondente tritato grossolanamente, 180 grammi di burro, 250 grammi di zucchero, 100 grammi di noci pecan , 3 uova leggermente sbattute, 2 banane mature, pizzico di sale, 6 cucchiai abbondanti di Rum ( il nippotorinese ha voluto dare un suo contributo mettendone almeno il doppio sorridendo e asserendo che ” evapora. evapora “. Inutile dire che era difficile far evaporare una bottiglia di Rum da 2 litri )

Preriscaldare il forno a 170 gradi. La teglia per i nostri brownies con queste dosi dovrà essere intorno a 28x 18 centimetri. Dopo aver setacciato la farina, il cacao, il lievito e il pizzico di sale far sciogliere il burro con lo zucchero di canna a bagnomaria con l’acqua che sobbolle appena (non posso mentire così spudoratamente e sì. Ho fatto al microonde, lo ammetto). Dopo aver tolto dal fuoco il burro con lo zucchero unire le noci pecan, le uova leggermente sbattute, il rhum e le banane schiacciate. Come da copione adesso gli ingredienti secchi verranno uniti a quelli liquidi per incontrarsi pian piano in quello che poi diventerà un composto abbastanza omogeneo ma non troppo compatto. Versarlo uniformemente nella teglia precedentemente preparata e far cuocere per massimo 35 minuti fino a quando il preparato apparirà compatto e asciutto in superficie. Aiutandosi con il fido stuzzicadenti . Lasciarlo raffreddare prima di procedere al classico taglio rettangolare dei brownies. Ubriacare il fidanzato e godersi il film sul canale sky successivo con il ritardo di un’ora. Per essere finalmente felici dopo una giornata a dir poco stressante.

 

 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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