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Gingerbread Zombies are coming….

L’altro giorno sistemando alcune formine ho notato la teglia di silicone acquistata l’anno scorso nel fornitissimo sito della Silikomart, che adoro. Poco più in là in bella vista anche quella dei mini Gingerbread che tanto ho sfruttato per il Natale passato. L’immagine che è apparsa sin da subito nella mia mente, già provata dalla visione di tre minuti di Pomeriggio Cinque, era qualcosa di più scenografico e sanguinolento del risultato che non ci si avvicina per nulla;   ma si tenta di accontentarsi. Per adesso, perlomeno. Avendo voglia di fare una prova il più presto possibile non mi sono chiesta neanche che tipo di impasto potessi fare. Ho agguantato un bicchiere di plastica e sì. Ho usato meccanicamente la ricetta  diventata di uso quotidiano: La Ricetta dei bicchieri di plastica (a chi interessasse la trova qui; nei dei Rainbow Cupcakes . Comprensibilmente se non se ne ha voglia: 3 bicchieri di farina, 2 di zucchero, 1 di latte o yogurt, 1 di olio extra vergione di oliva o di burro fusso, 1 bustina di lievito, vaniglia o cannella o quelchesivuole. E via con lo sbattitore elettrico tutto insieme. Amen)

Per la  glassa delle decorazioni ho usato quella della Gigli ( 100 grammi di albumi e 600 grammi di zucchero montati a velocità massima fino ad ottenere un composto spumoso e sodo. Ricordando che con questa dose si potrebbero glassare anche tutti gli zombies di George Romero a grandezza naturale in almeno quattro remake) e come albero ho piazzato un Broccolo che poi sarebbe finito bello che bollito perchè se c’è una cosa che mi manda in delirio è proprio il broccolo bollito con un po’ di limone. Più di un piatto di riso, una patata o un dolce. Ho un problema con i broccoli. Outing a parte, devo dire che se fatta con un po’ più di attenzione, tempo (ne avevo davvero pochissimo e ho decorato molto velocemente. Ma davvero molto molto) e precisione l’idea potrebbe essere davvero carina. La mia intenzione sarebbe quella di invecchiare il castello con della glassa, sfondare ancor meglio la porta e far risaltare il dettaglio dello Zombie in fondo che fuoriesce da una bara di marzapane. Quello sulla destra proprio sotto il broccolo che sagacemente non ho fotografato.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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