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Arancini di Zucca ma anche Risotto alla Zucca (tuismeglcheuan)

Essendo siciliana l’arancino dovrebbe essere il mio pane quotidiano. Non mangiando pane e non avendo mai provato particolarmente simpatia per l’arancino sono una vergogna regionale. C’è poco da fare. Il fatto è che l’essere vegetariana non collima perfettamente con l’essere una consumatrice sana di arancini. Anni fa esisteva la poco gettonata versione esente da carne al secolo conosciuta come : Arancino bianco. L’unica pecca era che abbondando di burro e formaggio dopo il terzo morso si rischiava di collassare per terra in preda a spasmi gastrici.  La versione bianca, credevo nascesse per il bisogno di far avvicinare al prodotto anche le persone vegetariane. Chiaramente mi sbagliavo o perlomeno commercialmente non hanno ottenuto questo grande riscontro. Perchè? ebbene, esiste ancora questa versione priva di ragù che però è stato saggiamente sostituito da pezzi di prosciutto cotto. L’Arancino a catania proprio come l’arancina a palermo oltre alla classica versione: ragù, mozzarella e piselli ha un’infinità di variazioni. Salmone, norma, pistacchio, funghi, pesce spada, spinaci, quattro formaggi e una sfilza imbarazzante. Nella parte orientale poi l’arancino ha tre forme universalmente riconosciute: la forma tonda che non contiene carne ( dove carne sta per ragù attenzione. Non vorrei che anche voi vi trovaste davanti il simpatico teatrino ” Eh! ma c’è prosciutto qui dentro!” per sentirvi rispondere eh !  ma mi aveva chiesto se ci fosse la carne mica il prosciutto!” ) , la forma piramidale che contiene ragù-piselli-mozzarella che è la versione classica per il territorio catanese e infine la forma ovoidale che la maggior parte delle volte contiene spinaci o salmone o la versione “norma” che chiaramente sta per : melanzane fritte a tocchetti, salsa, mozzarella e ricotta salata (qualche volta però c’ è solo la mozzarella).

Insomma nonostante non sia un’appassionata dell’arancino il dna siculo a quanto pare impone di sproloquiare almeno tre minuti buoni sulla consistenza, forma, contenuto dell’arancino. Ora io non avevo mai fatto gli arancini. Mi si lancino i pomodori adesso! La cosa terribile (ebbene sì ce ne è un’altra) è che non ero mica partita con l’intenzione di farli. Sono il risultato di un avanzo, termine terribile che sostituiremo con “rimanenza calcolata per eventuale occorrenza”? No. Non suona bene.

La Socia, ovvero la sacra cognata da Torino (che ormai non c’è più bisogno di specificare mi sa), mi ha ragguagliato sulle ultime ricette fatte e subito mi è venuta una gran  voglia di preparare il risotto alla zucca, che il giorno prima aveva imbadito la tavola in quella che è la mia seconda casa lontana. Prima di tutto occorre specificare che la regola della famiglia del Nippotorinese è la seguente: 3 cucchiai a testa più uno per la pentola. Controbattuta dal fratello che ha sostenuto con fervore: due pugni a testa più uno per la pentola (come se la mangiasse lei eh. Era proprio quello il senso). Io testona (e sicula esagerata)  ho forse voluto rendere omaggio ad ambedue aggiungendoci del mio e avrò buttato nell’acqua bollente: 9 chili di riso. E Amen.

Ingredienti per due persone Risotto alla Zucca: 200 grammi di Riso Carnaroli, 1 fetta abbastanza grande di Zucca, 1 cipolla, brodo vegetale, olio, 3 cucchiai di parmigiano, cubetti di formaggio se si vuole (a me è stato proibito dal Torinese e imposto di mantecare con il burro. Ha avuto anche da ridire sul brodo vegetale perchè sostiene che doni un sapore completamente diverso e che sia preferibile il brodo di carne ma. Ho seguito i consigli della Socia e ho proceduto con il vegetale).

Preparazione Risotto alla Zucca: Preparare il brodo e tenerlo in caldo. In  una pentola soffriggere la cipolla tagliata finemente con la zucca già lavata e fatta e pezzetti. Quando il soffritto sarà pronto versare il riso. Lasciarlo tostare per qualche minuto e cominciare a versare pian piano il brodo con un mestolo. Quando è cotto aggiungere il formaggio se si è scelto di inserirlo, altrimenti il burro e parmigiano. Mantecare e servire (c’è da dire che io avevo già della zucca pronta fatta al forno. Perchè a me piace mangiare la zucca semplicemente cotta nel forno senza olio-sale e nulla. La preparazione quindi è stata rapidissima perchè non ho dovuto neanche preoccuparmi della cottura di questa meravigliosa cucurbitacea.

Avanzato il riso ho proceduto l’indomani alla realizzazione degli arancini di zucca. Ma lo sapete perchè si chiamano arancini? Perchè somigliano ad un’arancia. Facendoli di zucca che è sempre arancione credo proprio di aver rafforzato il concetto (ok la smetto. E’ la verità, però uffa)

Ingredienti per gli Arancini di Zucca (a me ne sono venuti fuori 3 di piccola-media grandezza) : il riso rimasto ( la metà esatta della preparazione sopra),  3 o 4 pezzetti di mozzarella tagliata a tocchetti, 1 uovo, pan grattato e olio per friggere. Ecco. Non sta per olio di semi ma per olio extra vergine d’oliva.

Preparazione per gli Arancini di Zucca: Dopo aver tagliato a pezzetti un po’ di mozzarella e aver sbattuto le uova prendere una manciata di riso con le mani e mettervi al centro un pezzettino di mozzarella tagliata. Chiudere la pallina di riso e passarla nell’uovo per poi finire con il pangrattato. Continuando fino all’esaurimento degli ingredienti si potrà procedere alla frittura in olio bollente prediligendo di mangiarli caldi o al massimo tiepidi.

Adesso posso tranquillamente asserire con orgoglio che: sì. Ho preparato gli arancini come è giusto che fosse. Nonna sarà orgogliosa di me! Ah vero. Mia nonna non è siciliana, vabbè.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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