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Uova FantasMino in memoria di Mino

Mino il Fantasmino non cade mai. Lo metti su un tavolo e arrivato al vuoto gira senza indugio proseguendo fiero. Gira in curva velocissimamente per proseguire il percorso che lo porterà chissà dove. E’ stato adottato sei anni fa in una notte buia e tempestosa durante una fermata obbligata in Autogrill (perchè chi ha la sfortuna di essere accompagnato da me in macchina, sa che alla vista di un Autogrill DEVE fermarsi, pena: broncio fino all’arrivo. Fossero dieci come anche mille chilometri da percorrere) a pochi giorni da Halloween. Amo questi luoghi che odorano di viaggi brevi e lunghi e pipì trattenute per chissà quanti chilometri con il desiderio di sfondarsi di qualche ciuccio caramelloso o perchè no un infantile pacco di patatine alla paprika.

Era lì stanco di mangiare rustichella e capri. Con un passato da alcolista, essendo posizionato proprio vicino al frigo delle birre. E’ stato amore a prima vista. Ricordo perfettamente di essere rimasta affascinata dalle tre posizioni possibili: prima posizione: spento. Seconda posizione: accesocamminasuonanoncademai. Terza posizione: accesomaècomesefossespento: ovvero la sagacia di possedere un mini rilevatore di movimento, pronto a far partire musica e arti allorquandotuttattaccato qualcuno passi vicino; terrorizzando questo qualcuno fino alla fine dei propri giorni. A casa (con poco stupore tra l’altro) mi sono resa conto sin da subito  che in quel mini rilevatore ci fosse qualcosa che non andasse ma.

Ma mai per questo ho amato Mino meno. E Mino meno a me fa schiattare dalle risate ma non credo di dovermi ulteriormente dilungare. E’ da sempre un rapporto splendido seppur talvolta complicato. Mino, diabetico e con problemi serissimi di colesterolo, ama i dolci da impazzire. Essendo io la sua dietista di fiducia e premurandomi di preparargli sempre un menù a parte la notte di Halloween per non farlo sentire di certo estromesso dal resto subisco continuamente le sue lamentale. Vorrebbe di più. E quel più pur non potendolo avere talvolta lo procaccia in maniera subdola. Nascondendosi e divorando dolcetti. La diapositiva qui sotto ci mostra in tutta la nostra casalinghità proprio l’anno scorso prima dell’arrivo degli invitanti quando lo avevo beccato con un pezzo di cannolo in bocca. Che poi non abbia la bocca è un’altra storia.  

Ora cosa c’entra Mino vi chiederete? La risposta è semplicissima: non lo so. Ah sì. Le uova. Oggi mentre preparavo le cose che più detesto al mondo (sì perchè sarebbe più probabile che io mangiassi un coniglio che un uovo sodo ) e che al contrario al nippotorinese piacciono una cifra (una cifra sta ad indicare che anche io uso il linguaggio giuovane ergo sono giuovine) ho gridato “le uova fantasmoseeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee”. Le facevo anni fa ma in maniera totalmente diversa ( ” e allora cosa ci stai raccontando?” vi chiederete voi e la risposta è sempre la stessa ” e mic a lo so io !” ) Dipingevo la buccia delle uova con la tempera bianca;  con il pennello disegnavo il volto di Jack Skeletron di Burton per poi attaccare il lenzuolo sotto lo stuzzicadente grande nella quale li avevo infilzati. Insomma. La versione sbrigativa di oggi senza pennelli-frizzi-lazzi è stata : occhi olive, stuzzicadente e amen. Ma. 

 La missione adesso è:

1) Preparare questa versione uovosa per mostrarvela che non si sa mai potrebbe essere d’aiuto come idea per la decorazione della tavola. E ne sarei felice neanche a dirlo.

2) Dire a Mino che le uova fantasmose sono chiaramente un omaggio a lui ( sentirà “formaggio” ne sono sicura. Ho già detto che non ha un padiglione auricolare funzionate a causa della disfunzione al rilevatore di movimento? no? ce ne sarebbe cose da dire su Mino)

3) Metterlo a dieta sin da adesso perchè a Ottobre, che  è chiaramente il mese dove in assoluto è il protagonista della casa, prende sempre quelle tre/quattro federe ( ovviamente nel mondo fantasmoso i nostri chilogrammi sono espressi con l’unità di misura delle federe ma lo sapete già chiaramente)

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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