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Maiale all’uva

Tragica Premessa. Questa ricetta fa parte di un abnorme lunghissimo post : Menù Autunnale

E’ la prima volta che fotografo la carne che corrisponde a: è la prima volta che non mi è piaciuto fotografare qualcosa. E il mio vegetarianesimo non c’entra nulla, o perlomeno credo. Come ho avuto già modo di ribadire più volte la mia scelta di vita non ha influenzato, e soprattutto non deve, in alcun modo chi mi sta accanto ed i miei ospiti. Per questo motivo preparo senza alcun tipo di problema anche i piatti a base di carne. Nonostante abbia un’innegabile propensione nei confronti del pesce. In primis per cultura e poi perchè a me piaceva e tanto. Mentre per la carne non si è mai trattato di rinuncia ma piuttosto di una liberazione visto che tormentava la mia esistenza tutta , nei confronti del pesce qualche volta ho avuto brevi cedimenti. Ricordo esattamente il sapore del carpaccio di pesce spada agli agrumi e ammetto senza vergognarmene che talvolta quella sensazione mi è mancata. Ma finisce lì. In verità avevo comprato questa spalla di maiale perchè Cey mi aveva segnalato  su Cucina Moderna un’entusiasmante ricetta da proporre al Nippotorinese; ovvero Lo spezzatino di Maiale con la zucca. Tipicamente autunnale e che per di più incontrava perfettamente i gusti del tizio pelato. Avendo però ospiti a cena e l’intenzione di propinar loro il risotto alla zucca e salsiccia e delle mini tortine di frolla con panna e zucca mi sono detta che forse no. Anche il maiale alla zucca sarebbe stato davvero troppo. Ho guardato un po’ di ricette su internet mettendo come chiave di ricerca proprio Maiale all’uva, inconsapevole della reale esistenza. Perchè colta da acquisto compulsivo acinoso avevo leggermente ecceduto con le quantità e mi sono ritrovata una distesa di grappoli senza fine in frigo. Mi sono stupita nell’apprendere che di ricette ce ne erano e tante. Solo non con il pezzo di spalla ma con il filetto. Non mi sono persa d’animo e ho mischiato un po’ di nozioni qua e là partorendo addirittura una mia personalissima versione. Roba che non ci si crede, insomma.

600 grammi di spalla di maiale (per spezzatino), noce moscata, sale, burro, cipolla bianca, farina, 1 generoso grappolo di uva nera (ma credo non faccia differenza nel caso fosse bianca)

Impanati nella farina mischiata alla noce moscata i singoli pezzetti del maiale li ho lasciati rosolare nel burro dove precedentemente si era imbiondita la cipolla (si era fatta le meches e stava parecchio bene, sì). Dieci minuti per lato mentre in quel tempo mi dedicavo meticolosamente ad un’operazione da esaurimento nervoso: togliere i semini dagli acini perchè in quasi tutte le ricette reperite ammonivano. I Semini sono amarissimi ! E quindi.

Alcuni li ho passati con lo schiacciapatate e ho buttato un po’ di succo in cottura mentre gli altri semplicemente tagliati a metà. Per altri venti minuti girando e rigirando e il Maiale si era bello che ubriacato a dovere. Il fatto che io sia totalmente astemia e vegetariana e abbia fatto ubriacare un maiale è stata un’esperienza mistica a dir poco.

Mi è stato detto che il particolare sapore agrodolce lo rendeva davvero piacevole. Speriamo non fossero ubriachi anche loro come il povero maialino, ecco va detto.

 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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