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Gi and Cupcakes in Wonderland

Domani è il 4 Novembre e proprio in questa data Alice cade nel tunnel e. Il paese delle Meraviglie.

 

Anticipo quindi un mio omaggio alla ricorrenza perchè domani accadrà anche altro. Una priorità imprescindibile, nulla togliendo a lei che è un po’ l’alter ego di tutte le visionarie (lo so. vi starete chiedendo: “ma devi fare per forza un post al giorno?”  e quello che non avreste mai voluto sentire, arriva questa mattina come un fulmine a ciel sereno. Premettendo che di cielo sereno qui neanche l’ombra. “Sì. Un post al giorno perchè è un ottimo esercizio di scrittura e impegno” *sentenziò).  Diverse volte ho voluto fermare il tempo sul mio volto pasticciato velocemente affinchè rimanessero ricordi. Io che ne ho davvero pochi fotograficamente parlando. Ma sto recuperando direi con questi futili egocentrismi che odorano di altro. La mia ineguagliabile mamma per l’occasione, vedendomi particolarmente entusiasta di festeggiare, mi ha regalato una teiera antica che apparteneva alla zia di sua nonna. Roba complicata, insomma. Di un colore oscenamente kitsch come piace a me e come perfettamente si confà all’occasione. L’anno scorso il 4 Novembre è stato difficile. Quest’anno il 4 Maggio, data in cui Alice attraversa lo specchio, è stato difficile. In modi diversi ho vissuto queste due date che ho sempre venerato in seguito alla lettura di Carroll , millenni fa, in maniera angosciante.

 

 

Cadendo in un tunnel anche io. Ma della disperazione. Con davvero poche meraviglie. E invece eccomi qui. Con i miei progetti, le mie prime vittorie e quel granello misero di autostima che non credevo arrivasse. Bastava solo forse quello per  bere pozioni e trasformarsi. Ingrandirsi. Rimpicciolirsi. Giocare con le carte della Regina Rossa e sfidarla. Inseguire il tempo acchiappando il bianconiglio per le orecchie e sputare in pozioni trite e ritrite che non funzionavano perchè scarseggiavano di ingredienti di prima qualità.

 

Per l’occasione ho fatto dei semplicissimi cupcake, già provati ad Halloween come base e piaciuti parecchio, alla carota per onorare il Bianconiglio e tutto il mio esercito di Rabbids. E sulla glassa un semplicissimo tripudio colorato di zucchero puro.

Alle cinque vorrei avere qui  (in rigoroso ordine alfabeticocognomesco grazie all’ausilio delle Tonne*indossa occhiali mimetici): Iolanda, Michela, Estella, Simona, Maddalena, Carla, Cecilia, Enrica, Chiara, Pia, Giulia, Nano, Martina, Giovanna, Giulia, Lorenza, Lea, Camilla, Paola, Carla, Hoshi, Francesca, Giada, Daniela, Katia, Valentina, Manuela, Selenza, Maria Grazia, Chiara, Valentina, Alessandra, Lisa, Lina, Alessandra, Cristiana, Giulia, Ilaria, Chy, Lisa, Fiorella, Marty. Per offrir loro del the e questi carotosi cupcakes.

Io che non ho più amiche. Ma ho loro. Quindi riformulo: io ho tante amiche.

La ricetta dei cupcake è una versione leggermente modificata che ho trovato sull’enciclopedia dei Maestri Pasticceri Italiani.

Gli ingredienti sono: 2 uova, 125 grammi di zucchero di canna, 1 cucchiaio di cannella in polvere, 30 grammi di burro, 160 grammi di yogurt, 1,5 dl di latte, 200 grammi di farina 00, 1 bustina di lievito per dolci, 300 grammi di carote lesse e passate, 100 grammi di mandorle tritate, 100 grammi di nocciole tritate,  pizzico di sale, burro per stampini.

Procedimento: Dopo aver sbattuto le uova con lo zucchero e la cannella lavorare  unendo il burro precedentemente sciolto in una casseruolina a fuoco basso ( ok dai al micro e facciamo prima!) insieme allo yogurt e il latte con una frusta a mano (evviva i bicipiti!). Incorporare a questo composto la farina setacciata con il lievito e il pizzico di sale unendola a pioggia in modo che non si formino i grumi e continuando a mescolare molto vigorosamente. Unire infine le carote lesse e passate con una forchetta (che non c’è mica bisogno dello schiacciapatate. Avendo a disposizione uno schiacciacarote però. Ok la smetto, uffa).  Mandorle e nocciole tritate. Mescolare con cura fino ad ottenere un composto omogeneo e versare nei pirottini classici. A 180 per 25/30 minuti e le questi cosini carotosi saranno pronti per essere decorati come più si ha voglia.

Per la glassa ho usato sempre la ricetta di Valentina Gigli che trovo ottima : 600 grammi di zucchero a velo e 100 grammi di albumi con la frusta elettrica a velocità inaudita.

“ho una malattia si chiama fantasia porta quasi all’eresia è considerata pazzia”

“E’ tardi! E’ tardi !” . Vi aspetto.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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