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John Lennon, Jim Morrison e Scatoloni Natalizi

E’ nato Jim Morrison oggi. Il giorno che ho sempre aspettato  per rovistare tra gli scatoloni natalizi con mamma.

Per avere l’albero illuminato il giorno del mio compleanno;  sarebbero mancati solo quattro giorni per il dodici dodici alle dodici. Quest’anno si è giocato di anticipo ed io e mamma ci trastulleremo davanti ai nostri alberi godendoci il giorno festivo senza arrotolarci tra i fili. Al massimo lo farà Roomba “Oronzo” che nonostante il dissuasore pare essere particolarmente attratto dall’odioso groviglio. Per quanto mi riguarda rimango barricata in casa a sfornare roba per il libro, guardare film, giocare con il Kinect e altre amenità dove spicca Epic Mickey wii version che pare essere un viaggio ricco di sorprese, libri da finire e catalogare,  obiettivi da studiare e pressioni psicologiche ai danni del Nippotorinese che dovrà sorbirsi la mia lunghissima wishlist pre compleanno. Perchè al diavolo le sorprese. Occorre concretezza. Un diamante da 345 carati sarà sufficiente, suvvia.

E’ morto John Lennon oggi.  Non credo aspettasse di rovistare tra gli scatoloni con Yoko Ono perchè , anticristianesimo e azioni blasfeme a parte , sicuramente erano troppo impegnati a fare training autogeno e autoipnosi blaterando su vite precedenti. Non è difficile immaginarlo quindi ballare intorno ad un abete che prende fuoco girando il collo come Linda Blair. Sta di fatto che idiozie, leggende metropolitane a parte oggi sono trenta anni. Trenta anni che uno dei geni musicali,  finiva dritto nel paradiso che non c’è. Ed è il giorno della fine e inizio della genialità dell’uno e dell’altro. Un giorno importante, anche per questo.

Tra la morte di Lennon e la nascita di Morrison non vi è precedenza. Il potere seduttivo di quest’ultimo nei  miei confronti è innegabile tanto quanto quello della guepiere di Frank Further. Riders on the Storm  ricorda prepotentemente  me con un paio di fuseaux a righe percorrere un corridodio lunghissimo dove alla fine c’è  una targhetta con su scritto “Liceo Scientifico Ettore Majorana”. “Imagine”  al contrario e aggiungo purtroppo ricorda prepotentemente me e il nulla. Ma in quel nulla c’è un tutto universale. Ed è la grandezza di Lennon. Ci sono letture interessanti a riguardo anche se a quindici anni  scrivevo le massime di Morrison tra cancelli di saggezza e allucinazioni meravigliose. Lennon al contrario di Morrison  che nelle ultime fasi della vita si era completamente lasciato andare al Dio Cibo e Bacco, fuggiva. Per la maniacale ossessione di ingrassare. Seguiva una dieta rigorosamente macrobiotica. Non si concedeva nessun tipo di dolce. Alcun tipo di carne che portava negatività all’anima. Ma alla domanda “il tuo piatto preferito?”. Rispondeva diversamente.

Uova strapazzate e patatine fritte. Come se quello che per altri è normale per lui non lo fosse. Mi sono sentita vicina a Lennon in questo suo disperato tentativo di rimanere ancorato ad un sogno. Che possono essere anche soltanto due semplici uova  con patatine fritte alla vecchia maniera come le preparava la nonna. La nonna di ognuno di noi. Senza buste surgelate e forme perfettamente regolari. Quelle patate fritte vere, cielo. Maledettamente vere.

E oggi io voglio immaginarlo semplicemente così. Felice che mangia uova strapazzate e patatine fritte incurante delle calorie. Magari inzuppandoci un po’ di pane tostato con il burro, per esagerare. Immagina. Immaginalo adesso.

Buongiorno John. La colazione è pronta. 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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