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Strudel di Mele e Stelline paradisiache ballando I will Survive

Giuro solennemente che dopo aver postato queste 83723922 ricette dolci natalizie mi lancio in roba completamente diversa: lardo di colonnata arrotolato con cotica speziata al sapore di ragù bolognese e dadolata di bistecca al sangue con consommè di spaghetti al sentore di polpettine di cervo nano peloso.

Max, Cey e Ale la odiano fortemente ma per dovere di cronaca (?) bisogna dire che : E’ online la  versione ipodeliriaca del Gikitchen per fronteggiare l’annoso dilemma: “sì ma io come cavolo la seguo una tua ricetta se deliri ogni mescolata di cucchiaio con roba incomprensibile e parli di nani da giardino mentre separo l’albume dal tuorlo? “ La versione Light sì, dove sorprendemente annoto solo gli ingredienti e il procedimento. Non chiedetemi sinteticità ulteriore, santo cielo. Fate prima ad esserlo voi sintetici e chiaramente urlarmi in faccia: nonsenepuòpiùbastaperamordellarennadibabbonatale.

Il giorno del mio compleanno si è deciso insieme ai miei genitori e ai loro migliori amici, nonchè genitori a loro volta dei miei migliori amici, che questo natale lo trascorreremo in versione anni 70. No. Nessuno aveva  ancora toccato un goccetto. Calcolando poi che l’istigatrice prima nella fattispecie sono io e per giunta astemia va da sè che qualora avessero calcolato il tasso alcolemico al momento del parto di questa insana idea saremmo stati tutti in regola. Fosse arrivato un controllo per il flusso neuronale allora sì che ci avrebbero fregato. Insomma per dire che sì. Si è stabilito che quest’anno faremo un natale anni 70. Non una festa a tema perchè cielo è pur sempre Natale ma un’ambientazione Anni 70. Mandati all’ortica parenti e tutti, sempre perchè si è nella fase “solo quello che si vuole e non quello che si deve”, festeggeremo solo tra di noi. Il fatto che la famiglia vera è quella che si sceglie e non ti capita, è un assioma.

Senza ritrovarsi lì riversi sul divano a copiare ed incollare testi per assurdi sms cliccando su “invia a tutti”. Guardare attoniti alberelli costruiti con la punteggiatura che decretano in extremis il mittente meno tecnologico dell’anno. Provando quasi tenerezza per quello che sicuramente lui reputa una roba bella assai. Avviarsi senza forze a mezzanotte verso l’albero di Natale per scoprire che la nonna ha pensato bene di regalarti il muschio bianco; lo stesso che ti ricorda quel feroce mal di testa che avevi all’ultimo banco del liceo perchè la tizia davanti aveva ben pensato di non farsi la doccia se non in venticinque gocce  di muschio sapientemente miscelato a centoventisette di concentrato di cocco fortissimo nauseabondo. Sperando che il router wifi non ti abbandoni e che non ci sia il blackout tecnologico altrimenti come farai a digitare sull’oracolo google : come uccidere la nonna che vuole giocare a tombola in quindici facilissime mosse ?

 No. Fatto per enne anni. Quest’anno si va indietro nel tempo e anni 70. Di conseguenza nessun  mezzo tecnologico a disposizione. Nessun cellulare, wifi, galaxy tab, ipad cippe lippe e frizzi e lazzi. Con buona pace di tutti ognuno metterà da parte la propria anima geek nerd e non si collegherà, invierà messaggi e assegnerà ip liberi per mandare l’email di emergenza. Al massimo ci chiederemo “hai un gettone?” per scender giù tra il freddo e l’oblio in cerca di una cabina telefonica. Mi sono data la zappa sui piedi, mi verrebbe quasi da dire.

Del resto non essendoci la nonna e sostituendo sapientemente le cartelle della tombola a quelle biscottose che motivo c’è di collegarsi ? Devo essere sintetica, vero.

Abbiamo parlicchiato un po’ abbozzando idee di menù con la mamma e indubbiamente i mini strudel alberellosi  ci saranno. E’ un semplicissimo Strudel alle Mele ma avendo io questa smodata mania di fare tutto alberoso non potranno mancare in questa deliziosa versione natalizia. Facilissimo da preparare ed esteticamente accattivante. L’idea di fare tanti piccoli dolcetti monoporzione è sempre vincente. Si permette ai commensali di non rinunciare alla varietà preservandoli dalla pesantezza di un’unica fetta nauseabonda intrisa di poca fantasia. Sfornando ininterrottamente al fine di non postare roba natalizia anche con l’avvento della primavera oggi trascrivo due ricette: Strudel alle Mele e Stelline Ciambellose Paradisiache.

 La ricetta di questo Strudel di Mele è presa dalla Cucina Regionale italiana. Gli ingredienti sono orientativamente per 6/8 persone. Nel caso delle monoporzioni alberose dipenderà ovviamente dalla grandezza della vostra formina: 900 grammi di mele renette, 100 grammi di uvetta, 30 grammi di burro, 50 grammi di pinoli, 150 grammi di zucchero semolato.

Per la pasta: 300 grammi di farina bianca, 15 grammi di zucchero, 1 uovo, 100 grammi di burro, pizzico di sale [ Se proprio non se ne ha voglia la santa pasta sfoglia pronta è amica nostra. Non sarà di certo la stessa cosa ma.]

Mettere 250 grammi di farina a fontana sulla spianatoia, spolverizzarla con il sale e lo zucchero. Unire al centro l’uovo e 40 grammi di burro fuso freddo. Lavorare gli ingredienti unendo qualche cucchiaio di acqua gelata fino ad ottenere una pasta elastica come quella delle tagliatelle ma leggermente più morbida (io sono fuori di testa ok ma questo parallellismo non è farina del mio sacco, si sappia) . Lavorare con energia e avvolgerla in un telo inumidito.  Lasciarla riposare per almeno 30 minui. Mettere quindi l’uvetta a bagno in acqua tiepida in modo da ammollare il  frutto secco. Riprendere la pasta e lavorarla stendendola con il mattarello e ricavando tante piccole formine ad Albero (nel caso non le aveste e voleste fare il classico strudel stendetela e allargatela a rettangolo con uno spessore di cira mezzo centimetro).

Fondere 60 grammi di burro e spennellare la pasta. Distribuire sopra la superficie le mele tagliate a dadini (piccolissimi nel caso dell’alberello; più generose nella versione classsica) sottilissime ricordandosi di lasciare libero il bordo. Spargere quindi l’uvetta ben asciugata, i pinoli e spolverizzare con lo zucchero. Richiudere con un altro alberello (arrotolare lo strudel nel caso della versione classica richiudendolo su se stesso). Spennellare con un po’ di burro fuso la pasta lungo tutta la superficie.  Imburrare la teglia e infornare a 180 per 20-30 minuti ( nel caso della versione classica occorreranno almeno 50 minuti).

La Cucina regionale italiana consiglia anche di provare la versione con la mollica di pane bianco, ovvero inserire insieme alle mele, uvetta e pinoli prima di richiudere il tutto 50 grammi di mollica di pane bianco leggeramente tostata.

 Per queste stelline ho utilizzato gli stampi dei mini pandorini e li ho affettati per bene. La ricetta è in realtà la ciambella paradiso presa dall’Enciclopedia della Cucina Italiana e le dosi sono indicative per 4 persone circa: 4 uova, 75 grammi di burro, 150 grammi di zucchero semolato, 1/2 bacca di vaniglia, 1/2 limone non trattato, 150 grammi di farina OO, 75 grammi di fecola di patate, 1/2 bustina di lievito per dolci, sale e burro e farina per lo stampo qualora non usaste il silicone (Il Vino che consiglia lo chef è un Passito di Pantelleria)

Procedimento: Separare i tuorli dagli albumi tenendo da parte 2 albumi. In una ciotola mettere il burro ammorbidito, 75 grammi di zucchero, la polpa della vaniglia incisa e raschiata e mescolare. Lentamente e bene tutto. Unire i 4 tuorli, uno alla volta, mescolando sempre accuratamente fino a quando il composto risulterà liscio e senza grumi. Unire la scorza grattugiata del limone. In un ‘altra ciotola mettere i due albumi precedentemente tenuti da parte e montarli a neve ben soda con un  pizzico di sale; unire infine lo zucchero restante. Setacciare a parte la farina con la fecola di patate e il lievito e unire tutto al composto con i tuorli aggiungendo gli albumi per ultimare la preparazione.  Con movimenti precisi e lenti dal basso verso l’alto. Facendo ben attenzione a non smontare tutto il composto. Versare il composto nello stampo o stampini che avete prescelto (nel caso di uno stampo unico, orientatevi su 22 centimetri circa) premurandovi di imburrarli e infarinarli nel caso in cui non siano di silicone e cuocere in forno preriscaldato a 180 per 45-50 minuti nel caso dello stampo unico. Nel caso delle mini porzioni  chiaramente meno. Una volta raffreddata, sformare questa delizia ciambellosa, tagliarla ed  eventualmente  finirla con lo zucchero a velo.

  

Ma diciamocelo inzuppata nel barattolo di nutella, zucchero a velo o no, dopo i bagordi del giorno prima è il giusto epilogo a quella scritta luminosa sopra la testa ” Senso di colpa uccidimi uccidi in fretta e fammi perire tra le luci natalizie ADESSO!”.

 Mi esalto solo io quando vengon fuori le stelle dal pandoro?  Piangete di gioia poi mentre le accatastate e vien fuori l’alberello? Mentitemi se necessario, ve ne prego.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
41 COMMENTS
  • Wish aka Max 14/12/2010

    Si ristabilisce l’ordine costituito.
    Primo

  • Marta 14/12/2010

    Ho fregato Max ahahahahha
    PRIMAAAAAAAAAAAAAAAAAA

    • Wish aka Max 14/12/2010

      Ehi, per uno abituato a combattere coi decimi di secondo in pista, un minuto è un’eternità… 😉

  • Ireos 14/12/2010

    uhmmmm che fame che mi hai fatto venire. Ingrasso 10 chili solo a guardare le foto. Sto lentamente sbavando sulla tastiera mentre immagini di mini stelline ciambellose mi sfrecciano davanti per andarsi a tuffare in un lago nutelloso.
    Oddio.
    Benvenuto signor Diabete.

    <3

    • maghettastreghetta 15/12/2010

      Amore mio sbavare sulla tastiera è cosa buona e giusta perchè i rivoli di bava finiscono negli interstizi delle lettere e purificano la tastiera dagli agenti esterni. Immagina questi agenti esterni come conigli travestiti da pan di zenzero che cercano di rosicchiare i tasti e che.
      INSOMMACOSASTODICENDO?
      ti amo.
      e basta.

  • Marta 14/12/2010

    Sei l’abitudine giornaliera più bella che ho ormai Giulia.
    Grazie

    • Alessandra 14/12/2010

      occhio che Gi può diventare una droga 🙂

      • maghettastreghetta 15/12/2010

        Eccallà altro bonifico (eccallà lo diceva sempre un mio carissimo amico napoletano e ogni volta che dico ecallà mi sento a napoli e mi sento felice e mi sento ok. quanto volte ho scritto e mi sento? sparami)

    • maghettastreghetta 15/12/2010

      Marta il bonifico come pattuito arriverà entro natale *indossava occhiali da sole per non farsi riconoscere mentre si guardava intorno per vedere se c’erano telecamere

  • laChiari 14/12/2010

    Sì belli ma…

    …le caramelle?

    C.

  • vee 14/12/2010

    gli strudel alberellosi *__* chebbelliiiiiiinih! per non parlare delle stelline, *adora.
    e sappi che pure io mi meraviglio sempre del pandoro tagliato a fette e risovrapposto che forma l’abete, è una di quelle cose che mi fa venire gli sbrilluccichini agli occhi. (o come direbbe l’ominpatato “ti vengono gli occhi a cuore come hello spank”)
    approposito. è una bellissima idea quella di fargli i biscottini a forma di omino di pandizenzero *__* ci riuscirò senza usare gli stampi? (non ce l’ho ç_ç) magari faccio una sagoma col cartoncino e li ritaglio sopra a quella…mmhhh *vee pensando ad un piano geniale e malefico.
    devo organizzarmi, santacleopatra. non ho tempo. venerdì è troppo vicino e Lui mi viene a prendere la mattina, aiuto. non ce la farò.
    no, devo farcela. punto.
    123457985423456bacixoxoxo

    • maghettastreghetta 15/12/2010

      Cucciola se anche a te piace il pandoro tagliato a fette che si trasforma in albero di natale ti prego prendi la carambola ! è la stella a cinque punte perfetta e sembrano quasi ali di rondine ( ok sto giocando sporco. è solo per convincerti a provare la bellezza e il sapore di quello strambo frutto esotico)
      Come ti dicevo sopra ( avevo gia’ letto questo tuo bellissimo commento ma ogni volta ho arretrati e finisco per blaterare quilienonsoneancheiodove) possiamo fare una formina per l’occasione.
      In giro per la rete poi ce ne sono tantissime in versioni stampabili ad esempio.
      QUando non avevo la formina ( comprata su ebay) facevo cosi’ e venivano davvero bene.
      Non ho dubbi.
      Ce la faremo
      20310381038138 baci

  • Alessandra 14/12/2010

    Confesso di aver depennato molti conoscenti che mi mandavano sms circolari a Natale e colgo l’occasione per sottolineare la mia stima per Iaia…panza piena, occhio che brama il bibitone di bicarbonato e limone, divano incorporto alle chiappe e cellulare in mano a mandare sms NON SI FA!
    Ma propio no! Perciò ben venga il Natale Anni 70 (che mio figlio se non ci si degna di tagliargli i capelli assomiglia smpre di più ad uno dei fratelli Gibb), ma anche anni 80 (che così posso riprendere a chiamare i fuseaux FUSEAUX e non leggins che mi fa schifo), anni 90 no…fin troppo tecnologici! E quindi aderiamo anche noi al Natale “fuori dal mondo”!
    Per quanto riguarda la versione ipocalorica del sito no, non approvo e farò anche del boicottaggio per convertire gli avventori sulla tua versione IPERCALORICA…perchè le tue ricette senza te…no…no….nun se pò sentì!
    Venerdì farò gli strudel…lo comunico così, ufficialmente!! Sono bellissimi alberellosissimi e io ho deciso che dovrò mangiarne almeno tre! E quindi, vista la prossima partenza di Irina, sarò costretta a farmeli da sola!
    In ultimo ti spupazzo un pò di coccole e vedi che nella spam della tua mail, forse ce n’è una mia!
    E TUPPETEEE!

    • Bibi 14/12/2010

      echecazzo ale anche io ho deciso che li riprendo a chiamare fusò e basta. cosa sono questi leggings che mi sanno di parenti dei lemmins.
      io te e mia mamma contro il mondo:ridiamo dignità ai fuseaux!

      • Alessandra 14/12/2010

        si…istituiamo il FUSO’ PRIDE!

      • maghettastreghetta 15/12/2010

        Ecco. Bibi ti presento ALe. Ale ti presento Bibi.

        Dirvi che questa unione mi rende felice è dir poco.
        E santo cielo GIURO CHE LI HO CONTINUATI A CHIAMARE FUSO’ IO .
        LO GIUROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

        unite.
        ce.
        la.
        faremo.,

    • Wish aka Max 14/12/2010

      Le mie figlie li chiamano “gli auguri alla rubrica”, mi fa impazzire questa espressione.
      Io li uso, ahimé, ma solo ed esclusivamente per conoscenze lavorative. Purtroppo spesso si è quasi costretti a fare cose che non si vorrebbero fare.

    • maghettastreghetta 15/12/2010

      Il mio nipote treeene cugino di campagna che mangia biscotti al mandarino.
      Ecco.
      Ora sì che posso ritenermi soddisfatta. Ho l’immagine che voglio portare dentro di me per i momenti bui e tristi.
      Lo immagino cantare mandarinomio con il tono di anima mia .
      SIIIIIIIIIIIIII PUOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO FAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE(cit)
      tuppete.
      tuppeteforever.
      cielostareiquiablaterarecontefinoallafinedeimiegiorni.
      e non escludo che non lo farò*disse con tono minaccioso mandando bacetti

  • Bibi 14/12/2010

    so cosa regalarti a natale: un piccione viaggiatore. o un gettone per la cabina telefonica 🙂

    comunque ammazzatemi subito, io il pandoro a fettine stellate e alberellato non l’ho mai visto di persona.
    a fette normali solo da mia mamma, a casa mia non esce nemmeno dalla busta, in genere lo strappo a morsi o a pizzichi direttamente da là.

    si, devo diventare una food blogger, non c’è nulla da fare.

    • maghettastreghetta 15/12/2010

      Amore.
      dobbiamo rivedere questa roba del pandoro.
      sono sconvolta.
      IL PANDORO A FORMA DI STELLA NO!??!?!
      NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO?!!??!?CIOETUNO?!?!?!?!?

      (tu già sei una food blogger. SEI !)

  • Lisa 14/12/2010

    Focaccina!!!! Natale anni 70 °_°
    Ti esalto a prepararne ancora 96868465 di ricette!!! ;-D
    tanti bacetti! ;-*

    • maghettastreghetta 15/12/2010

      Focaccina mia sono esaurita ahahhahhaahah
      😀
      Allora farò altre 131238201381038103818 ricette
      (‘2391’039019301381083103819380182301830182 baci)

  • Ninphe 14/12/2010

    Tu non mi puoi far vedere lo strudel alberelloso perfetto dopo aver tirato giù Maria, Giuseppe e una quindicina di angeli quando l’ho fatto io nella forma normale e lui nella forma normale non voleva starci manco morto :\

    Appena tornata da un colloquio di lavoro che boh, speriamo sia un bel regalo di natale in ritardo…e i tuoi muffin alle pepite di cioccolato che hanno fatto faville tra i colleghi del fidanzato.

    Teoricamente stasera dovrei preparare una torta…ma gliela faccio trovare domani sera con l’aggiunta di un cosino di cioccolato e una bella scritta 🙂

    E sabato andrò alla preparazione di biscotti della fortuna con dentro scritte assolutamente assurde e nerdiche 😛

    • maghettastreghetta 15/12/2010

      Sel :-)ti adoro !
      Ma finiscila! Il tuo sarà buonissimo. Io sto in fissa con queste monoporzioni e le trovo a tratti leziose ma sono una droga.
      E non posso farne a meno. Il nippotorinese ad esempio davanti allo strudel ha giusto detto ” ma lavogliamo finire di profanare lo strudel? ”
      In effetti lo strudelverohalaformadellostrudelvero.
      Ecco.
      I BISCOTTI DELLA FORTUNAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
      non ci credooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
      ANCHE IOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
      *cade per terra.

  • maghettastreghetta 14/12/2010

    Io trascorrerei la serata qui ma il nippotorinese mi ha concesso solo la pubblicazione di un farfugliamento e ora devo DEVO DEVOOOOOOOOOOOOOO vedere un film iraniano sottotitolatogiapponese e doppiato in ostrogoto.
    Domani torno .
    E non mi schiodo più da qui.
    E vi leggo. Sempre.
    E sempre: grazie.

    E domanitonnoerispondogiuropromesso.
    viamo.siachiaro.

  • Wish aka Max 15/12/2010

    Propongo che la prima ricetta salata sia uno strudel ripieno di guanciale

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