Sono il piccolo assistente di Babbo Natale, è ovvio

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Mi dite che sono davvero il piccolo assistente di Babbo Natale? Mi fate questo regalo? Mentitemi ne ho bisogno. Perché ho sempre sognato e sperato di poterlo diventare.

Siamo qui oggi tutti riuniti per celebrare la definitiva morte neuronale di Iaia. Se prima l’elettroencefalogramma mostrava senza indugio un rettilineo adesso come potete notare dal tracciato si hanno leggere curvature ad abete natalizio che impediscono l’ossigenazione di quello che in teoria andrebbe chiamato cervello ma poltiglia è. Dopo aver provato diverse (eufemismo) ricette per il cenone della Vigilia e il pranzo di Natale mi ritrovo a decretare senza esitazione quello che papperanno i miei graditi commensali. Ogni singola cosa da me scelta non appartiene alle suddette estenuanti prove. Questo mio atteggiamento ha dato il via alla Filippica del Nippotorinese della durata di 8 ore, 43 minuti e 23 secondi quando si poteva riassumere tutto con “Non sai scegliere”. Sì, perché uno dei miei più grandi difetti (e sono tanti e grandi tutti) è non saper scegliere tra la vastità e nel dubbio prendo/faccio tutto. Per questo motivo ci ritroviamo (plurale maestatis. Mi sento un po’ il Mago Otelma) con una lista chilometrica di roba da fare completamente nuova. Considerato poi che il novanta per cento dovrà essere realizzato da me, logica imporrebbe che fosse esclusivamente un problema mio. A quanto pare però il tizio nordico, mammapapàamici mi vogliono cerebralmente attiva almeno la sera della vigilia. Fosse solo per gridare a gran voce “Ambo!” piuttosto che vedermi stramazzata al suolo in preda ad attacchi di stanchezza dopo aver sfornato nell’ordine: panettone, pandoro, biscotti/gelato, ornitorinco ripieno, muffin di tutte le misure/colore/gusto, segnaposto di pasta di zucchero,  coda alla vaccinara con lardo arrotolato accompagnato da spaghetti agli smarties di Nigella. E chutney. Tanti Tanti chutney che sono la mia ultima passione insieme ai Macaron. E che sarà mai. Devo solo confezionare tutti i regali della tombola, accoppiare ad ogni singolo premio un numero che andrà trascritto nella lista dopo aver suddiviso per: ambo, terno, quaterna, cinquina, tombola, premio sfiga a quello più sfigato (perché è chiaro che chi eccelle anche in sfiga va premiato). Devo solo trovare gli ultimi regali perché quelli acquistati online tardano ad arrivare e urge “mini regalo tampone”, ovvero “ti do questo e poi te ne do un altro così ci confondiamo un po'”. Devo solo scrivere la lettera a Babbo Natale spiegandogli che no. Ancora nessuno è venuto a riprendersi quel tizio che parla Giapponese per rispedirlo a Tokyo e avere quello che avevo chiesto: Una Borsa. Una stramaledetta semplicissima borsa. E altre cose che non trascriverò al fine di non tediarvi ulteriormente. Procediamo per punti. Sì.

Mi è stato consigliato di fare il punto della situazione, appunto (cielo è tutto un punto!). E facciamolo questo punto va.  Sinora abbiamo (Mago Otelma esci da questo corpo!)  preparato: Omini di Pan Zenzero e Casetta di Pan di Zenzero con la ricetta di Montersino, Biscotti da appendere all’Albero di Natale, Muffin al Cioccolato Bianco e Pistacchio, Macaron al Pistacchio con la ricetta di Nigella, Biscotti di Cioccolato con Gelato al Pistacchio di Csaba, Cupcake Natalizi Speziati a forma di Alberello, Pandorini Paneangeli, Biscotti della Tombola, Panettoncini ai Mirtilli, Strudel di Mele Christmas Version, Ciambella Paradiso, Alberelli al pesto, Alberello di Broccoli e Gamberi, Biscotti salati alle spezie, Tronchetto di Natale, Biscotti al Mandarino

E fatto una proposta di menù a base di Pesce Spada per la Vigilia o il Giorno di Natale che prevede: Cantuccini alle Arachidi, Canestrini Esotici con Spada melograno/mango/papaya, Tartara di Pesce Spada al Kiwi, Ravioloni di Pesce Spada con Mandorle/Pinoli e Uvetta, Involtini di Spada con crema di limone, Ganache al sapore di Cannella, Praline al sapore di Cannella e Macaron con ganache al limone.

Potevamo fare a meno del Panettone, dei Pandorini al cioccolato e della ciambella soffice con la glassa al sapore di Cannella, Miele e Mandorla che potrebbe essere più un plumcake? Sì. Contando che ho ancora qualcosina di arretrato siete autorizzati a insultarmi. Come sempre del resto.

La faccio breve ok? Se non sentite le risate registrate non è che ci sono problemi alla regia. E’ che a natale vengono sostituite da rutti di Elfi, assistenti di Babbo Natale. Non è molto glamour ma questo passa il convento (ma convento fa pensare anche a voi che da qualche parte del mondo esiste anche un luogo dove ci sono monache senzavento? bene. la smetto). Io amo Stefano Fagioli. Nonostante faccia ricette lontanissime dai miei gusti. E’ un po’ la versione maschile di Luisanna Messeri per essere calzante (anche voi quando dite calzante pensate ad una calza che ha capacità di collante? io sempre). Per la proprietà transitiva amo sua moglie: Monica Bianchessi che grazie al cielo ha finalmente una rubrica su Alice. Sul numero di dicembre poi fa tante di quelle ricettine monoporzioni natalizie adorabili che non si può non idolatrarla (Già vedo Max con la mazza ferrata) . Vorrei provare anche la versione classica con la crema di vaniglia. Se riesco a dormire questa notte quattro ore invece che cinque posso farcela. E non escludo che lo farò.

Gli ingredienti (indicativamente per 6 mini pandorini ma dipende chiaramente dalla vostra formina. Io uso quelle della Silikomart): 300 grammi di farina OO, 120 grammi di fecola di patate, 100 grammi di burro morbido a temperatura ambiente/pomata, 100 grammi di zucchero semolato, 6 uova, 80 grammi di latte, 1 bustina di lievito, vaniglia o cannella, 1 pizzico di sale, 80 grammi di cacao amaro.

Procedimento: con l’aiuto delle fruste elettriche montare i tuorli con lo zucchero. Unire il latte e il burro. Sempre mescolando aggiungere poco alla volta la farina insieme alla fecola e il cacao precedentemente setacciata Aumentare la velocità delle fruste e montare l’impasto fino a renderlo spumoso e gonfio. Montare gli albumi con un pizzico di sale. Ottenuta una neve fermissima incorporarli con movimenti dall’alto verso il basso al composto precedente. Imburrare e infarinare qualora non aveste come me le miniporzioni di Pandorini in silicone e infornare a forno preriscaldato 180 per 30 minuti circa. Sfornare i pandorini quando sono freddi e prima di servire  spolverare con lo zucchero a velo. Ora non mi permetterei mai di smentire una ricetta della Bianchessi ma onor del vero va detto che non si otterrà un composto perfettamente pandoroso. Sono buoni per carità ma non sono pandorosi al punto giusto e ciò va assolutamente detto.

Dopo aver sfornato i panettoncini ai mirtilli, il sogno di sfornarne uno grande di panettone turbava le mie notti. Non ho trovato lo stampo adatto e la cosa mi ha francamente addolorato non poco. Se potessi scegliere cosa trovare sotto l’albero senza indugio direi: stampo cartoso per panettone. Rimanendo ormai però un sogno irrealizzabile mi sono accontentata della classica teglia di silicone tonda. Insomma l’ennesima profanazione culinaria. Dopo il babà e la pastiera di Ale che non vedo l’ora di preparare. La ricetta che ho seguito per il panettone è sempre quella adoperata per la versione mignon fruttosa ma al posto dei mirtilli ho messo l’uvetta (tadan! che colpo di scena eh?!) . Sembra più un pandolce ribadisce il Nippotorinese. Non è soffice come il panettone e bucherellato arioso ma è carino. E somiglia vagamente al panettone. E rimarrà comunque pur sempre il mio primo panettone. Ogni panettonschifezzaèbelloamammasoia (e qui Ale si renderà conto che urge un corso di Napoletano online. Già seguo quello romano di Max con passione, e va detto)

Gli ingredienti sono: 600 grammi di farina, 200 grammi di uova intere, 3 cucchiai di strutto, 120 grammi di uvetta, 250 grammi di burro, 5 grammi di sale, 1 grammo di vaniglia bourbon in bacche, 200 grammi di zucchero di canna grezzo, 2 bustine di lievito per dolci

Sbattere le uova con lo zucchero nella planetaria. Unire la farina e il lievito e impastare fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Aggiungere il burro  morbido a temperatura ambiente e il sale e continuare a impastare. Quando il tutto sarà ben amalgamato, sospendere l’impasto per circa 10 minuti affinché si rilassi. Unire quindi l’uvetta (precedentemente ammollata per 5 minutini in acqua a temperatura ambiente). Fare riposare circa 3 ore; trascorso il tempo prendere l’impasto e dargli la forma di una palla. Farla riposare vicino  a una fonte di calore per almeno 30 minuti. E’ arrivato quindi il momento di inserire l’impasto in una teglia tonda per i meno fortunati come me. In uno stampo per panettone altrimenti. Fare riposare la nostra Creatura *con sguardo da “Dottor Frenkenstin” (Gobba? quale gobba? ) per 14 ore al caldo. A lievitazione ultimata spennellate la superficie con un uovo sbattuto e infornare a 180-190 gradi per 40 minuti.

Ho inaugurato poi lo stampo di silicone alberelloso (ho finalmente quella di silicone. Quella di alluminio la userò per piantarci i semi di Litchi/Lychees) con una versione ciambellosa che più ricorda un plumcake. Ricetta che non ha fonte purtroppo perché appuntata frettolosamente un dì sul mio Sacro Libro di Bodrum. E’ facilissima e di sicura riuscita. Per queste giornate frenetiche ottima perché ci si impiega davvero pochissimo tempo. Gli ingredienti (per quattro persone circa) sono; 4 uova, 220 grammi di burro, 220 grammi di zucchero semolato, 2 cucchiai di cannella fresca in polvere, 125 grammi di mandorle in polvere, 2 cucchiai di miele,  180 grammi di farina OO, 1 bustina di lievito per dolci, pizzico di sale, burro e farina per lo stampo qualora non usaste come me le teglie di silicone (22 cm circa. Il mio alberello siliconoso è molto piccolino eh)

Rompere le uova e separare gli albumi dai tuorli. In un pentolino fare sciogliere a fuoco basso il burro stando attenti a non farlo spumeggiare (andrà bene anche al micro), Montare con una frusta elettrica i tuorli con lo zucchero sino ad ottenere un composto gonfio, spumoso e molto chiaro. Continuare a lavorare gli ingredienti con la frusta elettrica e versare a filo il burro intiepidito, il miele, la cannella, le mandorle ridotte in polvere, la farina setacciata e il lievito. Montare gli albumi a neve in un’altra ciotola con un pizzico di sale e incorporare delicatamente i due composti seguendo come sempre dei movimenti precisi e decisi dal basso verso l’alto. Versare nello stampo (imburrato e infarinato se non si hanno le teglie di silicone) e sbattere un po’ sul piano di lavoro in modo da eliminare eventuali bolle d’aria. Cuocere a 180 gradi per 45-50 minuti circa.

 Bene. Posso chiedervi adesso l’ennesimo favore dopo avervi imposto di mentirmi e dire che sì. Sono il piccolo assistente di Babbo Natale (?!). Quelle 193213123912312 versioni di Muffin natalizi e biscotti  che ho preparato li propongo l’anno prossimo o li metto in un post da 32243234 terabyte e chi si è visto si è visto?

E soprattutto a proposito di chi si è visto/chi l’ha visto ma perchè la Sciarelli si è fatta la frangetta cortissima? Le si dica che non è un Natale da frangetta questo, per diana. E pure per marlboro e merit.

Che questo rimane sempre un blog de curtura e si parla pure di frangetta.

 

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38 COMMENTS

  1. Ed ora che ho battuto tutti nella tempestività posso prendermi tutto il tempo che voglio per scrivere qualcosa di più serio… (fino ad un certo punto ovviamente)…
    Io non lo so se sei il piccolo assistente di babbo natale.. posso dirti però che se io fossi babbo natale ti vorrei come assistente…
    Ringrazio anche te perchè ho visto che sono entrato nel magico mondo di tuppete… ed è un onore… mi mette allegria sapere di esserci… e non è da tutti avere il dono di mettere allegria… tu, valefatina e darsch ce l’avete…

    • E già essere il tuo assistente mi basterebbe a trascorrere un natale felice, ecco. Va detto.
      Mi piacerebbe da matti vedere all’opera un professionista. Adesso sei costretto a dirmi ” Quando vuoi puoi venire a vedermi” altrimenti piango. Metto il muso e ti brucio la macchina.
      Non necessariamente in questo ordine *parte una musica del terrore mentre lei lo guardava afffffabbbbile con lo sguardo in una comparsa a caso di The Walking Dead (che francamente non è mica così bello mavabè)
      Non sapevo del magico mondo di tuppete ma ne sono felice.
      Purtroppo io riesco a fare il 2 per cento di quello che vorrei in rete.
      Stavo quasi dimenticando il compleanno di darsch quindi figurati. Insomma per dire che.
      Sono felice anche io e molto e onorata a dir poco di stare in mezzo a quei due che sono delle meraviglie del creato.
      Mi spiace che tu abbia incontrato me 😀 ma sei stato fortunato perchè attraverso me hai incontrato loro due.
      Mettiamola così.
      ( grazie. Davvero. Se davvero ti faccio scappare un sorriso. E’ in assoluto la cosa che mi gratifica di più)
      Un bacio grande

  2. Ma quante cose faiiiiiiiiiiii quanteeeeeeeeeeeeee? O___O io a Natale mi autoinvito che si sappiaaaaaaa

    (e anche tutti i rabbids, certo.)

    [buongiorno Giulia :D]

    {bacetti}

    • Buongiorno cucciola della zia.
      Mi mancavi. Ma non vuoi chiaramente più bene alla zia (sì lo so. è l’ora del lamento sopportami)
      La cosa assurda è che davvero non so cosa preparare.
      Cioè vorrei fare quello che ho già fatto qui sul blog*fischietta* e altre 91283901283910238 prove perchè cacchio è durato troppo poco questo natale (vedi? parlo già come se fosse l’otto marzo ! vero ! la torta mimosa. sparamitiprego)
      ma tu?
      la cena tradizionale cucciola da te come è?
      e anche tu fai solo natale e non vigilia come il nippotorinese?
      erudiscimi tradizionalmente.
      e abbracciamociforteforte

      • Allora, fino all’anno scorso io ho sempre fatto anche Vigilia 🙂 quest’anno non so che succederà, ma in genere da noi si fa anche Vigilia (ti ricordo che siamo mezzi siculi quindi forse è dovuto a questo? non lo so…)
        Cena della Vigilia tradizionale a base di pesce di solito e a Natale sicuramente i tortellini fatti in casa in brodo 🙂 più arrosto e robe varie, ma niente di elaboratissimo 🙂
        Quest’anno io lo sto vivendo in maniera “nuova” il Natale per il fatto che sto fuori casa…boh vedremo come lo vivo, ancora non lo so 🙂 ho un po’ di smania, ma allo stesso tempo ansia :/
        E voglio bene alla ziaaaaaaaaaaaaaaaaaa *_*
        tantissimo, sì.

  3. Buongiorno, piccolo assistente di Babbo Natale!
    Come al solito “me so’ tajato” (Roman lesson #9), che sta per “mi sono tagliato” (in due dalle risate), parente di “me fai tajà” (induci in me del buon umore), “sei ‘n tajo” (sei una persona particolarmente divertente).
    Cito in ordine sparso: la durata della filippica del nippogiappo, l’ornitorinco ripieno, la necessità di lezioni di napoletano (un pochino ne mastico anch’io, intanto ti regalo questa chicca, applicabile a chi vuoi tu “chill’ pare che niente fa, invece pur’ scass’ ‘o cazz'”) e la lettera a Babbo Natale…
    Io sono sempre costretto ad usare il motorino, il traffico è oramai un delirio totale, stamane un autista di una auto NCC (noleggio con conducente) ha strombazzato ad un motorino perché non lo faceva passare. Circostanza straordinaria, considerando che il suddetto NCC si trovava all’estrema destra infilandosi dalla corsia preferenziale e doveva voltare a sinistra, mentre il motorino si trovava in paziente attesa che il rosso diventasse verde per andare (giustamente) dritto…
    Lo spirito natalizio pervade tutti gli automobilisti, anziché abbassare il finestrino e dirti vaffanculo ti mostrano il dito medio mentre parlano al cellulare.
    Insomma siamo tutti più buoni.
    Come ho già detto su twitter (mi sto modernizzando anche me), e come tanto tempo fa diceva Massimo Lopez facendo pubblicità a Telecom, una telefonata allunga la vita. E’ proprio vero.

    • Mesotaiatomipiaceassai e da oggi lo dirò anche quando non c’entra nulla.
      “Salve cosa desidera? ”
      “mesotaiata”
      “Salve quanto pane desidera?”
      “nonmenefreganulla mesotaia”
      E anche dal dottore
      ” Ciao Iaia”
      “Cia dottore mesotaiata”
      giuro mi piace troppo. faccio pure gli auguri di natale con
      MESOTAITA.
      l’anno prossimo saro’ mezzaromanamezzanapoletana con queste favolose lezioni roman lesson e napulen lesson online.
      preparo amatriciana e pastiera e cacchio *_* cacchioooooooooooooooooooosonolacittadinadelmondo.
      cosa sto dicendo max?
      eh ?
      cosa sto dicendo?
      stanca.
      SONO ESAURITA.
      e pure tu. dirai.
      dopo che ti ho sentito *risate registrate, grazie instancabile regia.

      Il dito medio.
      Ecco.
      Sapevo. Riesci a commuovermi sempre.
      Oggi anche io sono da dito medio perlastoriadelpaccodiceychesantocielovorreiammazzarloqueltiziomaledetto.
      ma.
      sono calma vedi?
      gli ho solo detto che vado a Milano e lo brucio al Duomo.
      Avessi potuto guardarlo negli occhi avrei solo appiccato il suo dito medio .
      quanto è brutta la lontananza dannazione.
      quantoèbrutta*va via a capo chino riflettendo e mandando bacetti
      (evviva Max su twitterrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr)

  4. Sì, sei la mia zietta piccola aiutantessa di babbo natale, anzi degli elfi che lavorano per fare giocattoli e tu, giustamente, prepari loro i biscotti come salario. *__*
    Se tu ri-fai tutte queste cose per la vigilia/natale io prendo un volo con i soldi che non ho e vengo a magnare dattè. sappilo u.u A casa mia si faranno robe semplici, voglio cioè spero di riuscire a fare questa bene/maledetta cena con l’ominpatatomax almeno la sera di Natale…con mia mamma ovviamente (papà no, lavorerà per queste feste…hanno bisogno di lui in cucina xD). Da noi a Natale è così…con chi ci pare e a pasqua con chi vogliamo. non siamo mai stati i classici tipi da cenoni e pranzoni tutti assieme allegramente.
    e ora vado a farmi un caffè, ne ho bisogno.
    tanti bacini :**********

    • Mi piace l’idea di preparare i biscottini per il salario degli Elfi *_*
      è il mionuovosogno.
      Ti prego abbraccia subito la zia *_*
      E ti prego dimmi che entri anche tu in tuppete.net perchè devi assolutamente conoscere quelle due meraviglie di darsch e vale.
      Insomma per dire.
      Che.
      Il biglietto per venire da me sarebbe un idillio ma magari non si può questo natale ma il prossimo sì oppure a pasqua.
      ecco diciamo a pasqua che mette più allegria. è più vicino*annuisce con la testa sognando di abbracciarlaforteforte.

      Non riuscirò mai a rifare tutto ma non escludo davvero che buona parte lo riprorrò nonostante sia tentata da altre duemila cose. Sono già al lavoro e arriverò stremataesaurita. Anche se già lo sono.
      Ma il tuo papetto anche la vigilia 🙁 ?
      Uff. E’ il risvolto della medaglia ebbene sì. Gloria e merito a chi come il tuo papà sacrifica le feste e la gioia familiare per far da mangiare a una mandria di matti che al contrario di lui stannotuttinsiemeappassionatamente.
      MA.
      E dico ma.
      Si può sempre recuperare e far sì che ogni giorno sia natale.
      E ora la zia non prende caffè ma se ci prendessimo una bella tisana al melograno insieme? (fingi entusiasmo ti prego )
      *_*
      1093813821938 bacetti cucciola

  5. Sono certa che non profanerai la ricetta di Donna Irma! Certissima!
    Luminosissima aiutante di babbonatale! Si…arriverai stravolta alla Vigilia e, mi sembra di vederti già, mentre presa dal caos, proverai a pettinarti con una “cucchiarella” (si…il cucchiaio di legno è per antonomasia “la cucchiarella” e che non si osi chiamarla diversamente!)!
    Ma io dico SI…ce la farai!
    Io sono in prevedovanza per l’imminente partenza di Irina! Domani ci saluta! E io piangerò per alcune ore!
    Stasera, per non pensarci, preparerò i roccocò (altra ricetta di Donna Irma) e devo aspettare per i biscottini che mio fratello mi procuri dei mandarini (che non siano mandaranci o clementine) non trattati (lui ha le sue basi a Sorrento per cui entro tre giorni avrò mandarini a profusione).
    Per ora mi limito a disperarmi in silenzio per la partenza e, mentalmente (e solo mentalmente) mi sto “abboffando” di Nutella (se lo facessi realmente potrei trovermi già il 25 mattina come “Zi’ ‘Nnacc’ o Pennino” (questo è un modo moolto popolare per descrivere persone di matronale imponenza, paragonate alla famigerata Zia Nacca, maestà del quartiere Pendino, che era chiamata così per la larghezza del chiamiamolo bacino e, infatti, nacca sarebbe l’anca).
    E dopo questa perla di sapere ti bacio, ti abbraccio e di coccolo pure un pò!

    • Devo sapere della partenza di Irina. Devo saperlo nonostante io abbia le mani sporche duemilacosedafare e solo il cielo sa cosa. Nonostante ancor ail braun non sia arrivato e io ho già 3 e dico TRE signorichelavoravanoallacooposcianepuretronynoncisonoparagoni nel bagagliaio. Li tengo perch’ la notte di natale possono sempre aiutarmi a sparecchiare. SOno sagace o no? e no ti prego Ale non rispondermi.
      dammi una martellata in testa.
      fermami.
      e abbracciami.
      e la pastiera devo farla per la vigiliaaaaaaaaaaaaaa
      tutti mi dicono che se ho una ricetta di unasignoranapoletanacheselefattaestorceredallafigliadorabilecheamoechehoconosciutoeblablaba..
      insomma
      TUTTI DICONO: PASTIERA.
      e il nippotorinese non è mai stato tanto felice e attende manco fosse un triste agnolotto alla piemontese.
      etihodettotutto.
      insomma.
      la prima volta con la pastiera e la inauguro pure a natale ? no.
      nonpossofarcela.
      Ora io non smetterò di ridere nell’ordine per:
      zi nacc pennino abboffando e zia nacca pendino.
      no zia naccapendino.
      sonocoricatasullascrivaniaaiuto.
      AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

  6. il pandorino nero mi turba un po’…insomma, per me il pandoro è qualcosa di intoccabile, è fatto così, a forma di monte con la neve sopra e sa di pandoro! Non di cioccolata, canditi, vaniglia…
    Io, in paradiso, farò i tuffi come un pesce baleno in un deposito pieno di pandori.

  7. Ma Pani avevamo già fatto un luogo dove fare tutti. Occorreva assolutamente l’infernodelpandorinonero dopo ilparadisodelpandorinobianco.
    Insomma per dire che no.
    Sono esaurita più del solito e non elaboro.
    Ma tidico che:
    io so parlare il balanese.
    tu?
    Nemo? bel nome!

  8. questo sì è un bel pandorino! Ma io voglio un bel pandorone, impervio, con le pareti scoscese, alto alto. Ho deciso, stasera ne apro uno.

  9. puoi sì ma sei a rischio masticazione. L’importante è non essere presenti durante la spolveratura della neve.

    In effetti, orecchiodiconiglio è una bella definizione per gli scii di ultima generazione.

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