Home / Pasqua  / Pretendo le chiavi della città di Napoli (non quelle per uscirne che mi sono arrivate, però)

Pretendo le chiavi della città di Napoli (non quelle per uscirne che mi sono arrivate, però)

Il meteo di questa cucina preannuncia una caduta inaspettata e violenta di post pasquali in data 5 e 6  Aprile. Gli orari purtroppo non prevedibili attenteranno alla densa massa neuronale nazionale. Munirsi quindi di ombrelli e coprirsi per bene.

Non ho pubblicato decine di ricette natalizie proprio per il fatto di averne accumulato una quantità imbarazzante. Certo è che avrei potuto mettere per l’equinozio di Primavera  il Muffin al Triplo Cioccolato nonostante lo portasse una renna di cartone con un assistente di Babbo Natale in groppa, e lo spaghettino feshiòn fragole e champagne per carnevale nonostante ci fosse nell’inquadratura la forchetta con su scritto in bassorilievo “Merry Christmas”. Non ci sarebbe nulla di male in fondo ma  dovrei mentire sulla mia vera natura che mi vuole sobriamente psicopatica e tendente al maniacale precisismo. Postume usciranno quindi  le foto che ritraggono la renna con il muffin e lo spaghetto feschiòn con quelle fragole che a Natale, oltre a costare quanto un volo Catania-Torino, come gusto somigliavano più ad una zucchina. Cruda. Dura. E verde. E acida. E brutta. E cattiva.

Per dire che avendo smesso di rifare gli stessi identici errori, nella vita in primis, con molta probabilità posterò qualsivoglia inezia pasquale io abbia provato in questo periodo. Ho sottoposto ogni forma vivente ad una sorta di tour culinario per decretare il dolce che imbandirà la tavola pasquale quest’anno. Approfittandone chiaramente per un po’ di esercizio. Culinariamente e fotograficamente parlando. Volendo tediarvi da “postuma” il meno possibile ordunque l’ideona di uplodare i vari esperimenti senza girarci troppo intorno.

Così giusto per litigare di nuovo con Max che vedendosi “ciao. Ricetta. Ciao”  mi stirerà con la moto senza colpo ferire. Ma prima mi devi fare la cicorietta alla romana, mio caro. (solo i veri amici ironizzano su incomprensioni o sbaglio?).

All’attivo abbiamo la Stiacciata Fiorentina  (versione stampabile) e la torta pasqualina ligure che sono già due pezzi forti  della tradizione italiana Pasquale ma è innegabile che la Signora indiscussa Regina delle Tavole più tradizionali è: La Pastiera Napoletana. Vedo già infuriarsi il cannolo e la cassata ma tant’è.  Con le sue infinite leggende e storie raccontate. Pur non avendo purtroppo alcun gene campano sento in me scorrere la sacra passione del grano cotto. Sarà che la mia prima volta con la pastiera è stata a dir poco indimenticabile.

Ero su una nave da crociera. Sì, ho fatto anche questo. Addirittura due volte. Il motivo, oltre ad un’innegabile esaurimento nervoso, è facilmente riconducibile al fatto che impossibilitata a viaggiare a causa della mia claustrofobia e aviofobia improvvisa, pur di non stare a casa a pettinare capelli di conigli e trascorrere del tempo con i miei genitori (eternamente in movimento), mi sono aggregata all’allegra comitiva. Se ve lo state chiedendo: No. Non fatelo. Se avete un età inferiore agli 89 anni o superiore ai 14 la crociera non va fatta. Einstein ed io vi illustreremo nel caso i motivi ma non è questa la sede adatta. Non sono leggende metropolitane quelle che ne oscurano la fama.

Dopo Tunisi, Barcellona, Marsiglia e insomma il classico giro del Mediterraneo ultima sosta: Napoli, che grazie al cielo conoscevo già e che non ho dovuto girare per quattro ore seguendo una che agitava la paletta tonda con un numero scritto sopra. Nonostante fossi stata felice ospite della città, in particolar modo di Capri dove ho avuto l’onore di conoscere Luciano De Crescenzo, non avevo mai mangiato la pastiera. E’ successo la notte prima dell’attracco. Sul ponte *nomediuncompositoreacasononricordo* quando davanti alla magnificenza di luci dal mare si servivano dolci tipici della tradizione partenopea, dopo rigorosa cena a base di pesce, pizza e roba strepitosamente napoletana. Essendo un alieno e non avendo mai amato la pizza (quella sera ho però mangiato pizza fritta per la prima volta. Qualcuno mi procuri uno strofinaccio ho appena allagato la tastiera) ho atteso come uno squalo aspetterebbe un simpatico coniglietto irrorrato di sangue galleggiare nell’oceano il buffet di dolci.

Si sentono due boati dalla nave (e come si chiama il clacson della nave adesso?).  Sul giornale di bordo: un trafiletto. Piccolissimo. Raccontava di come il capitano della nave fosse Napoletano. Di come ogni notte quando si trovasse davanti la sua città: suonasse. Per i suoi amori. La moglie e la città. Una leggenda che si rifà a milioni di leggende. Eppure da sola su quel ponte mangiando pastiera lontana da gabbie dorate e libera davanti all’infinito, ricordo perfettamente di essermi accarezzata Gippy, il pesce che vive sulla mia caviglia. Di aver sentito il richiamo della libertà e dell’amore. Non vi era nessun Nippotorinese allora, se non in una forma amichevole. Lui era a mangiare sushi in qualche stramba bettola giapponese con l’australiana che conquistò tra un gambero in salsa wasabi e un mini roll al salmone. E’ chiaro che da tutto questo non può non evincersi la seguente: Le Australiane sono fortunate perchè le siciliane che mangiano cibo napoletano salvano loro la vita togliendo  dai canguri i nippotorinesi che mangiano cibo astruso (ha una sua affascinante logica tutto questo).

La Pastiera è insomma un tassello che si unisce ad un puzzle che altrimenti non avrebbe soluzione. Che altrimenti non avrei potuto appendere per osservarlo e capire cosa farne. Di quel quadro risultato di me.

 La Pastiera è Alessandra, che irrompe nella tua vita dimostrandoti che ci si può salvare a vicenda e che il grano non deve azzeccare e che no. Il cucchiaio deve essere di legno! La Pastiera è Valentina, che con dei calzini colorati e delle premure che ti fanno respirare al telefono ti racconta del sodalizio tra ricotta e zucchero per tutta la notte in frigo. Un po’ come noi. Tra sogni zuccherosi e morbidezze di idee ricottose.

Non trascriverò la ricetta di Alessandra perchè è stata copiata sul Sacro Libro di Bodrum e lì rimarrà. Non trascriverò neanche quella di Valentina quando arriverà. Non sono mai stata gelosa delle mie amiche e di ricette di felicità. Ma solo fino ad ora e ho capito il perchè. Non ne avevo mai avute così. Di amiche e di felicità sincera.

 Siamo a quota sette. Ebbene sì. Ho fatto sette versioni di Pastiera, roba che forse www.lapazzasiculachecucinavasolopastiera.com dovrei comprarlo sul serio. Tra le sette versioni ce ne sono, oltre a quella della mia Ale, due davvero interessanti che meritano. Una è presa da Ricette 2.0 Dal Blog alla tua tavola (Vi ricordate di comprarne una copia per Pasqua, vero? Un euro va anche al Banco Alimentare e sono cose importanti) e la maternità è di Fudgella. L’altra era un sogno perverso che aleggiava. Una versione in bicchiere monoporzione (Napoli perdonami! So che dopo il Babà è difficile) che da tempo speravo di poter realizzare. Non avevo voluto osare tanto ma vedendola su Sale e Pepe di Aprile mi sono decisa. La colpa è chiaramente loro ed io non c’entro nulla. Mi piace essere adulta, si sa.

La Ricetta della Pastiera Napoletana Monoporzione nel Bicchiere la trovi cliccando qui >>>

La Ricetta della Pastiera Napoletana di Ricette 2.0 la trovi cliccando qui >>>

Ricordi trascritti:

Aprire la porta e trovarsi davanti un pacco che aspetti come una bimba alla mezzanotte del Natale per poi scoprire orecchie di coniglio, fiori che scrivono e bambole capaci di tenere ricordi con disegni che parlano di abbracci e silenzi è quello che mi è spettato per questo indimenticabile dopo pranzo. Il sorriso ebete che scomparirà con non poca fatica è merito di Giulia.

Non smetterò mai di ribadire la mia fortuna. Talvolta devo prendermi a randellate sugli stinchi per capire se è realtà o mera fantasia e allucinazione. Si narrano leggende sul fatto che questo fantomatico passaggio virtuale-reale sia pieno di insidie, trappole e orrendi retroscena.

Sarà. Ma nel mio mondo accade l’esatto contrario. Vengo pervasa da una spaventosa delicatezza e gesti,  insieme a degli oggetti che raccontano di me, di noi e del tutto. In un’assurda realtà che è poi quella che ho sempre sperato esistesse.

E difatti. Esiste. Realmente. Grazie Giulia. Grazie infinite per tutto quello che c’è dentro. Di te.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
26 COMMENTS
  • Selkis 05/04/2011

    Che nostalgia di casa che mi hai fatto venire…. 🙂 la ricetta monoporzione è carinissima!
    baci tesoro, leggerti è sempre un’esperienza lisergica, anche quando non ci sono uova parlanti e pannacotte zombie 😀

    • maghettastreghetta 05/04/2011

      Ma santapizzetta sai che non ricordavo fossi Napoletana ( ora mi dici che sei di Brescia . Ma ci sono abituata. Ti fornirò di mazza ferrata. Preferisci la numero 3 o la 6? La 3 va più in profondità lo ammetto ma la 6 è più maneggggevole) quindi posso contare su di te (dimmi di sì ti prego) quando verranno ordeimpazzitidinapoletaniapicchiarmi.
      Mi difenderai.
      Testimoneeeerai ( si scrive così) a mio favore ordunquenevvero vero?
      ( è un pomeriggio più difficile di tutti i pomeriggi difficili e lisergica è il termine in assoluto che sceglierò quando mi chiederanno “scegli tra 10 termini” . Perchè so accadrà)
      ( sceglierò pure pastiera mi sa)
      (una pastiera lisergica ! VOGLIO PREPARARE UNA PASTIERA LISERGICAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA)

      (mi abbracci e mi dici che andrà tutto bene? è proprio questo il momento adatto)
      Un bacione!
      ( ma tu come stai? cosa fai? quando torni? quando vieni da me? come sta il tuo uovo parlante? )
      (fingi di averne uno ti prego )
      ( e il coniglio pazzo? eh il tuo coniglio pazzo? )

  • jelena 05/04/2011

    ahhahha ma sei proprio fusa… 🙂

    mi hai fatto sentire la brezza marina serale del porto nei dintorni di Napoli con il tuo post. WOW

    • maghettastreghetta 05/04/2011

      Jelena 😀 ciao ! *le allunga un bicchierino di pastiera
      Diciamo che fusa è riduttivo ma ammetto che mi piace parecchio e sintetizza al meglio la situazione attuale (situazione passata e attuale , direi. Futura no perchè lì sarà follia conclamata senza mezzi termini)
      Detto questo.
      Un bacione

  • Gennaro 05/04/2011

    eh no! La pastiera nel bicchiere no!..;) Vabbè…vabbè…tu puoi tutto.
    Intanto, ho fatto domanda alla Jervolino per la consegna delle chiavi della città.
    A parte gli scherzi, meriti sempre tutte le dimostrazioni di affetto che ricevi.
    un bacio

    • maghettastreghetta 05/04/2011

      Gennarooooooooooooooooooooooooooooooooo (santo cielo ma devo fare una lista di tutti i miei amici napoletani. Non è difficile capire perchè ami così tanto la vostra meravigliosa città) sì sì sì sì proprio tu.
      E’ inutile che ti nascondi ( santo cielo cosa sto dicendo) vieni subito qui !
      Ma non è che tu hai da spacciareunaricettapastierosaampressampressaummaumma? (perdonami. sto vaneggiando davvero)

      unospacciointernazionalediricette (è una droga. giuro che sta diventando una droga). La custodirei gelosamente e non la divulgherei neanche con una pistolapuntatallatempia. Muta sugnu (ok la devo smettere)
      Detto questo.
      Giurami però che non me le consegnerà la Jervolino le chiavi. Mi fa pure simpatia eh.
      Ma ho la netta sensazione che non riuscirei a soffocare un po’ le risate. Quando la sento ridacchio.
      Inconsapevolmente ridacchio. Anche quando non dovrei. S ela sento. Ridacchio.
      E poi la imito. Ma credo di averti già tediato abbastanza.
      Detto questo:
      la pastiera nel bicchiere ha detto mia mamma è scandalosa.
      Enunsepoguardà *disse dando craniate sugli spigoli.

      Un bacione!
      ( grazie. grazie sempre)

      • Gennaro 05/04/2011

        Non sei mica l’unica che ridacchi guardandola…io non la sopporto…;)
        purtroppo non ho ricettempressampressaaummaumma, però chiederò in giro..
        un’abbraccio forte forte..

      • maghettastreghetta 07/04/2011

        E se facessimo la Jervolino avvolta da un Babà ? *_*

  • hendrixandme 05/04/2011

    Io non so nemmeno come dirtelo perchè le coincidenze della vita sono imbarazzanti a dir poco. No, non sono la moglie del capitano della nave da crociera ma un pò le navi da crociera c’entrano. Non ho 84 anni (almeno per un altro paio d’anni rimango felicemente sotto l’ottantina) e nemmeno meno di 14. PERO’! C’è il però! Hendrix è quasi un quattrenne indipercuituttattaccato LUI potrebbe. Ed, in effetti, può e ci andrà. Non vive per altro. Complice un libro (autolesionisticamente regalato da me in una delle miliardesime spedizioni per sovvenzionare e stipendiare gli impiegati di Feltrinelli che quando ci vedono pensano “meno male non chiudiamo per altri tre mesi”). “in crociera con Richard Scarry. Non l’avessi mai fatto! Da quel giorno Hendrix ha due fisse, paurore. La prima, atavica, legata alla terza parola pronunciata dopo Mamma e Papà. con enorme difetto di pronuncia ha detto “aelo”. E, quindi, evidente che nei suoi pochi anni di vita sia ormai considerato un Frequent Flyer da Alitalia e da British. Spesso, prima che il mondo cambiasse, si compravano biglietti aerei solo per il gusto di farlo andare in aereo. Adesso che abbiamo approfondito il capitolo via aria, premesso che via terra hendrix, modestamente, ha macinato chilometri, ci rimaneva il “via mare”. Ecco. Via mare! troppo facile se pensi ad una crociera che parta da Napoli. Troppo comodo arrivare alla nave in taxi. Noi siamo professionisti dell’incastro viaggiatorio. Per cui partiremo da Venezia, destinazione Grecia, Turchia e Croazia. Ed in effetti avresti dovuto aggiungere al target d’età anche un “e se non avete un piede anarchico che fa quel faretto che gli pare” la crociera si. Se po fa. Hendrix lo lascio in cabina di pilotaggio tanto ne sa più di un comandante con 40 anni di esperienza. Mio marito lo mollo a qualche rompipalle che ha voglia di approfondire di questioni geopolitichestrategiconucleari. Ed io. Nel mio bagaglio ballerine nere, pantaloni alla caviglia, un maglioncino di filo bianco a riche blu (così passo per un marinaio della nave) ed impermeabile passerò tutto il tempo a vegetare sul ponte meno frequentato ad ascoltare musica e leggere. Anche se non credo che in cabina accettino di tenersi hendrix proverò con la cucina. “mamma ma quanti tipi di salsicciotti si cucinano sulla nave?” (si, in cucina se lo terranno almeno per farsi due risate). Si. Io amo le crociere anche se ne ho fatta solo una in vita mia e avevo giurato “mai più. nemmeno se mi mettono sotto con un’auto!”. Tant’è che mai dire mai. E quindi si parte. Con spirito diverso da allora. Con Hendrix che ha già fatto la valigia ed è tutto bianco e blu, in perfetto stile marinier (che pure ci sfotteranno per tutti e 5 i giorni). Ha preteso anche un cappello in tinta “pelchè l’alia coddisionata mi fa male all’olecchie”.E si parte. E non lo credevo più possibile. La borsa dei medicinali la si rimpinza sempre di più. “ma credi che il siero antivipera possa servire?”.”Ale sulla nave non ci sono le vipere!” “tu dici così perchè se poi una vipera morde il piede di hendrix è da me che viene a piangere!” “ok. Portiamo il siero antivipera! Ma lo stetoscopio e il deumidificatore per l’aria no! Quelli no!” “E se poi hendrix con l’aria secca….” “Ale. Una crociera si fa in mezzo al mare. Non credo che avremo problemi a trovare umidità!”. Mio marito ne sa una più del diavolo! Insomma tu parli di pastiere, napoli e crociere e qui ci siamo noi, con la nostra voglia di partire e la nostra borsa dei medicinali troppo ingombrante.
    E ti voglio bene. E sei il mio tesoro!

  • PieceOfStar24 05/04/2011

    Buona la pastiera. Buona. Buona. Buonissima.
    E carinissima la porzione monobicchiere. Che l’occhio la sua parte la vuole sempre.
    Non ho mai fatto una crociera, non mi ha mai attratto. Ma ricordo quella volta.
    Quella volta sul traghetto di Messina, con le mie all star blu rovinate e la mia maglietta di superman.
    Me ne stavo là a guardare il mare. Con la faccia scottata. L’aria che ti spettina.
    Ti senti libero. Avessi avuto già il sole che vive nella mia spalla forse l’avrei accarezzato.
    Lo faccio spesso ora.
    E’ una bella sensazione, il sentirsi liberi.

  • Lea - Aisha 05/04/2011

    Come non poterti amare di + dopo un post del genere?
    La prox volta che passi da Napoli sei ospite MIA, sappilo!!!!! :-*

    • maghettastreghetta 05/04/2011

      Ora lo so che mi darei un colpo di bastone in testa ma se tentassi di fare la pastiera vegana?
      eh?
      che ne pensi?
      *corre velocissimamente via

      • Lea - Aisha 05/04/2011

        se ci riesci ti faccio una statua!!!!

        Ora ti confido un segreto… sono una napoletana atipica: non mi è mai piaciuta a pstiera!!!
        L’unica che adoravo è quella che faceva mia nonna… gli ingredienti quelli sono… ma aveva un sapore diverso… forse usava un ingrediente segreto… non lo saprò mai! S’è scordata tutte le sue ricette… sarà l’età!!!!
        Cmq la faceva senza canditi…. pecchèallasuanipotinaprferitaicanditinon piacciono!!!!!!

        E cmq ti dirò di +… se riesci nell’impresa… credo che a napoli faresti contente taaaaaaaante persone…. tutti i vegani e gli intolleranti che guardano gli altri strafogare pastiere in questi giorni senza poter partecipare!!!!!

        :-)))))

  • ilfastidio 05/04/2011

    ci mancava solo che ti beccavo in giro per Barcelona….così, come minimo una craniata in fronte non te la toglieva nessuno ihihihiih

    • maghettastreghetta 05/04/2011

      La prossima volta che ti riconosco ti abbraccio e basta. Non mi fiderò del giudizio stupido del Nippotorinese ” ma figurati se è lui “.
      (ti immagini abbraccio qualcuno che non sei tu? *_* )
      santo cielo finirà così.
      Io devo farci un post su sta cosa *rido.
      Devo farlo da una vita.
      mi sa che lo faccio,
      ORA.

  • cjnzja 05/04/2011

    tesoro ma un giorno o l’altro ti vedrò con la mia maglietta? 🙂

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi