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E che la forza cacocciuolesca sia con voi di venerdì 17 !

Ma che meraviglioso Venerdì 17 è questo? eh? che meraviglioso Venerdì 17?! Sveglia dopo ben due ore di sonno! Poltrisco a più non posso (c’è disperazione e sarcasmo neanche troppo celato, sì)

Nonostante il Nippotorinese continui a dirmi che dodici progetti siano pretestuosi e umanamente gravosi sulla mia già compromessa stabilità psichica, continuo a sperare che trascorsa l’estate io possa finalmente gettarmi a capofitto in particolar modo in tre di questi. Eggland (sito in costruzione) confesso sia in  polposiscion e in cima ai tre.

Il progetto uovoso mi entusiasma. Accantonato più per mancanza di pubblicare/sistemare/organizzare,  che altro. Ho materiale che trasborda dalle cartelle. Talvolta guardo un’immagine e dico “carina questa. cos’è?! di chi è?!”. Per rendermi conto solo dopo che è mia. Non è difficile del resto visto che conservo solo roba mia (ragionamento ineccepibile).

Mi ricompongo. Ritiro il “carina” altrimenti la mia ipercriticità non si trasforma in autodistruzione ed io sono qui per darmi addosso mica per vigorose pacche sulla spalla. E. Insomma.

Se da una parte spingo al limite arrivando a dormire quattro ore scarse, dall’altra mi riprometto di darmi una calmata. In quell’esatto momento “di darmi una calmata” mi viene in mente un’altra graphic novel o storia completa dall’inizio alla fine. In una frazione di secondo l’altro giorno, ad esempio, la storia del pinguino ballerino è cominciata e finita. Con annessi colpi di scena e rivelazioni sconvolgenti.

Sono in un loop di allucinazione visiva talvolta preoccupante ed estraniante per chi mi sta attorno. Divertente (e preoccupante ed estraniante) per me.

Ma visto che siccome siamo qui per la rubrica “Profumi di Sicilia” , evito di perder ulteriormente tempo (anche perchè Nonna sta arrivando e giornata lunga mi attende. Max e se la legassi e ci sentissimo lo stesso? Al massimo te la passo e la insulti ok? Cosa sto dicendo Max? Non lasciarmi sola ti prego)

(prima o poi questo allegro condominio folle sarà segnalato alle autorità competenti e ci porteranno TUTTI, nessuno escluso, VIA! Sì. Sto parlando con te lurker numero 12398181 )

 (Al Primo Lurker che avrà l’ardire di presentarsi pubblicamente andrà un chilo di paste di mandorla e una sopresa! E’ il gioco dell’Estate, sì)

Ci sono diversi termini in siciliano che mi fanno sempre sorridere e che esercitano un vero e proprio potere rallegrante senza un perchè. Sarà il suono cacofonico o talvolta bizzarro e inusuale che trasforma senza un motivo apparente un susseguirsi di lettere in una fonte di vera e propria allegria.

Una di queste parole è per l’appunto: cacocciuli. I cacocciuli altro non sono che i carciofi. Trovo che dire Cacocciuli sia teraupetico quasi quanto il tuppete; è innegabile però che quest’ultimo abbia nel mio cuore un posto speciale (ma voi l’aggregatore tuppete lo seguite vero? Perchè santuppete do sempre consigli strampalati ma tuppete è degno di nota, tolta la mia fastidiosa presenza anche lì intendo).

Adoro i carciofi e questo periodo è fortunato per una che ne mangerebbe vagonate insieme alle fave. Mamma sostiene con veemenza che non mi piacciono quanto a lei perchè “se ti piacciono davvero i carciofi allora devi mangiare anche le foglie”. E mamma per confermare la sua tesi non solo mangia la parte finale ma ingoia carciofi letteralmente interi. Non butta assolutamente nulla.

Per me è leggermente diverso.

Dimostro la mia latente pigrizia nello “sbucciamento carciofesco”; ovvero lascio mangiare tutte le foglie allo sfortunato commensale che siede alla mia destra ma anche alla sinistra ma anche soprasottotavolo e alla fine: tuppete! Il cuore è mio!

Sono la strega malvagia dei carciofi. Mando cacciatori in boschi intrisi di foglie, peluria carciofesca in cerca di lui. La parte più. Il cuore. E’ mio *risata diabolica.

Una strega malvagia bramosa di cuori di carciofo con tanti nani da giardino killer (ed anche qui devo farci una storia*segna sul taccuino).

Ora, fermo restando che questa immagine calza a pennello e che non ho mai visto un pennello con la calza, c’è da dire che quando ho affermato “evvabbbè ma che sarà mai fare i Carciofi arrostiti sul barbecue!?” che in siciliano renderebbe meglio con un “evvabbeni chi ci voli affari du cacocciuli arrustuti nu fucuni?!” (speriamo nessun siciliano arrivi qui – escluso il mio Sasetti– perchè potrebbe seriamente vergognarsi di essere rappresentata da una che non solo dà prova di non sapere scrivere bene in italiano ma pure nel suo dialetto. Vabbè andiamo avanti).

Dicevo? ah sì. Qualcuno lassù doveva fulminarmi seduta stante. Contando che sopra di me non abita nessuno, suppongo la temibile antenna parabolica.

Credevo che per fare i carciofi arrostiti servissero solo i carciofi. Nel senso che non avrei dovuto fare altro che imbottirli con il pane, prezzemolo e pecorino e sbatterli sulla graticola. Amen.

Che è un po’ la verità di quanto è avvenuto per dovere di cronaca senonchètuttattaccato che:

1) Per fare i carciofi arrostiti nonostante tu sia munita di cuffia da doccia (e avrei dovuto fare qualche foto di me in quella tenuta ridicola, lo ben so. Ma ho una dignità anche se è difficile crederlo) avrai problemi a recuperare una tuta da isolamento in amianto. Puzzerai ordunque dai 5 ai 6 giorni nonostante 3 docce con aceto balsamico e bagni nel limone.

2) I Nani da giardino, che hanno già problemi psicologici nell’essere diventati Nani da terrazzo senza averlo richiesto, si infastidiranno e ti guarderanno di sottecchi giurandoti vendetta. Si impuzzeranno le barbe e questo sarà oltremodo motivo di insofferenza. Ed anche se oltremodo nulla c’entra a me piace sempre usare questo termine desueto. Anche desueto non è niente male ma di che cosa stavo parlando?

Ah sì. I cacocciuoli.

3) Le persone che abitano a 200 km da te quando ti incontreranno al supermercato ti chiederanno dopo i convenevoli “ti ha sposato poi il polentone? ““ma perchè non ti sposa il torinese?”“ma me la spieghi una cosa: perchè non vi sposate?” e roba annessa: “ma venerdì facevi cacocciuli arrustuti vero? mi hai impuzzato tutte le lenzuola! ti odio”. E saranno bei momenti.

4) Ustionarsi è talmente facile che si fa prima a sciogliersi le falangette nell’acido muriatico giusto per non farsi cogliere impreparate. Soffrire con premeditazione è meglio*disse annuendo fino a slogarsi il collo

5) E ultimo punto ma non certo in ordine di importanza: alcuni carciofi si bruceranno perchè cercavi di non incendiare la pianta vicino al barbecue e trascorrerai allegramente il week end con le mani a pugno, avendo difficoltà a tirar fuori la carta di credito durante lo shopping. Che è di per sè un ottimo deterrente ma sfoggiare mani carbonizzate e ustionate non è certamente una cosa bella da vedere.

( lo sporco si anniderà tra le unghie. Sono bei momenti. Se volete condividerli con me mandatemi diapositive in email e facciamo un album online ” Tutte le mani sporche di cacocciuole arrustute”. Suppongo che il premio Strega non ce lo tolga nessuno)

Alla fine ho realizzato che fare queste famigerate Cacocciuole Arrustute (perchè Cacocciola può anche diventare genere femminile. Ah la meraviglia ermafroditismo della lingua sicula!) è centomilionidivolte più complicato che fare un piatto di Ducasse.

Sentirsi dire poi da papà “Buone amore mio! Mi hai chiesto di essere onesto, vero?”

“Certo papà. Sempre”

“Sono troppo leggere! Mia mamma le faceva un po più imbottitine”.

Adesso, non per contraddire papà ma se nonna le faceva “un po’ più imbottitine” significa che aveva costruito in casa delle molotov ripiene di formaggio, pane e prezzemolo. Per conto mio avevo già esagerato parecchio.

E non posso dire “sarà per la prossima volta” perchè santo cielo una prossima volta dubito ci sarà mai!

La versione stampabile manca quest’oggi (orrore e raccapriccio) perchè in realtà non esiste una vera e propria ricetta. In una ciotola si mette della mollica, aglio a pezzettini piccolissimi, prezzemolo e tanto tanto tanto tanto tanto (ma tanto eh) formaggio. Dopo aver lavato i carciofi e aperto un po’ le foglie in modo che sia facile inserire ovunque sia possibile il ripieno, procedere con l’imbottitura (siate generosi ! Più generosi di me è un metro di misura che dovrebbe bastare mi sa). Coprire i carciofi con la carta stagnola e far cuocere lì (per un’ora e mezza e anche più) sul barbecue (è inutile dire che il barbecue a me l’ha acceso quella santa donna di Pina che mi aiuta in casa, vero? No perchè se dovevo pure accendere il barbecue sarebbe saltato tutto in aria molto prima dell’imbottitura cacocciuolesca. Oltre ai nani da giardino una grande squadra di Santi mi assiste).

E che la forza cacocciuolesca sia con voi!

Ahem quasi dimenticavo. Ho accompagnato queste “cacocciuola” (masantocielocomesiscrive?! qualche siculo neuronalmente dotato si faccia avanti per cortesia!) con un trittico base siculo immancabile. L’immancabile caponata con l’insalatina di pepato fresco e cipolletta e la primavera .

No dico, ma voi non avete mai mangiato la primavera siciliana? Lasciamo perdere il pepato fresco con la cipolletta che nonostante sia formaggio bisogna ammettere godurioso (sì un tempo l’ho assaggiato*confessò) , ma la primavera siciliana? I gourmet verdurosi la preferiranno alla caponata. Perchè santapizzetta gode di fama internazionale la caponata e va bene, ma la primavera è stata sempre sottovalutata ed è ora di dire BASTA!

La ricetta della primavera siciliana non la trovi in versione stampabile perchè sono semplicemente fave, piselli e carciofi saltati in padella con un soffritto di cipolla. La morte sua è la semplicità. Il Pepato fresco con la cipolletta è semplicemente pepato primosale siculo tagliato a tocchetti con cipolletta fresca e irrorrato (annegato è il termine più adatto) di olio di oliva e la caponata prevede un capitolo a parte che arriverà ben presto. Questa nelle foto è una caponata light al forno fatta appositamente per la mia mamma quindi onde evitare depressioni caponatesche mi riservo di presentarvi la versione originale tra qualche giorno.

(Perchè Light? Perchè Mamma fa la dieta mangiando caponata light e poi ci da sotto con gli ultimi pezzi del guanciale di Max dicendo “sololultimopezzettino”. Omettendo “sololultimopezzettinodi878grammi”) 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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27 COMMENTS
  • Carolina 17/06/2011

    Eccomi!
    Vorrei tanto quella uova ” a mollo” così paciose e rilassate… Me le fai anche a me?
    Un abbraccio stellina e buon fine settimana.
    :*

  • iber 17/06/2011

    per pocoooooooooooooooooooooooooo

  • edoluz 17/06/2011

    bellissime le uove!!

  • lacinzietta 17/06/2011

    io ti confesso che odio, aborro, detesto i carciofi (sarà che ho avuto dei traumi alimentari fanciullesci relativi a questo alimento, sì), ma cucinate da te e dalle tue sante manine li assaggerei volentieri. e sarebbe un evento da segnare sul calendario!

  • Wish aka Max 17/06/2011

    Buon auspicio… oggi quarto, domani spero nel record personale a Vallelunga… ora leggo

  • Lurker 17/06/2011

    Buongiorno sono un lurker. Lavoro con Max, l’indirizzo a cui spedire le paste di mandorla è lo stesso. Anzi a ben pensarci meglio spedirle a lui, che poi me le consegna. Grazie

  • Wish aka Max 17/06/2011

    Lurker è il mio vicino di openspeis.

  • Wish aka Max 17/06/2011

    Io ADORO i carciofi/cacocciuoli. Ti suggerisco di provare una cosa che è più semplice della primavera. Taglia i carciofi in otto spicchi ciascuno, e cuocili in un cucchiaio di strutto, condendoli con sale e pepe. Sembra niente ma usare lo strutto al posto dell’olio fa la differenza. Ogni tanto bagna con acqua se serve. E mi sa che gli piacciono pure a don Turi.
    Però appena accendo il fucuni li provo, questi qua. Hanno un’aria assolutamente deliziosa.
    Ho provato a chiamarti per temporaneamente toglierti dalle grinfie nonnesche ma evidentemente ha sequestrato il telefono…
    Domani documenterò su tuitter la giornata di Vallelunga, se ti va manda sms con un orario in cui possiamo sentirci e ti chiamo volentieri.

  • Fausto 17/06/2011

    Ecco, dopo la tua descrizione dei pericoli nella preparazione dei cacocciuoli ho l’ansia, per cui non li farò mai; potrò mangiarli solo se mi inviti e li prepari tu. Uff

  • Selena 17/06/2011

    a me piacciono gli Articiòch (così lo impari anche in parmigiano :P) però fritti. E io e te e i carciofi fritti saremmo un’accoppiata vincente visto che a me non piace il cuore perché troppo molle. :****

    • Wish aka Max 17/06/2011

      Ma veramente si dice articioc in dialetto? Lo chiedo perché in inglese carciofo si dice artichoke… 😉

      • Selena 18/06/2011

        credo sia più una derivazione dal francese Artichaut 🙂 Visto che in parmigiano ci sono un sacco di parole che derivano dal francese e dal tedesco

  • ilfastidi0 17/06/2011

    a quest’ora….con queste delizie, non posso stare qui…..sto sbavando la tastiera (almeno con questa immagine negli occhi…..ti passerà la fame) ehhehehhe 🙂

    ti ho lasciato un link, interessantissimo su flickr……vai vai……vallo a guardare 😀

  • ilfastidi0 17/06/2011

    ah volevo aggiungere…..visto che ormai siamo all’idiozia sicula….che da me si chiamano “canciòffuli” 😀

    • maghettastreghetta 20/06/2011

      maddai non ci credo ! cancioffuli è bellissimo ahahhahaah (non dico mai ahahahha ma cacchio sto ridendo quindi ahahahah. uffa. mi mancano le faccine!)

  • ilfastidi0 17/06/2011

    ma perchè ti sei fissata con le uova??? perchè le tue “zampe di gallina” aumentano??? 😀

  • PieceOfStar24 17/06/2011

    Cacocciuoli mi piace un sacco *___* almeno quanto tuppete *___*
    io adoro i carciofi. ne vado matta. soprattutto quelli alla giudia che fanno qui a roma che santocielo sbavo. Così li fa la mia mamma (ovviamente, è indubbio che siete parenti) però non sulla brace, ma in pentola facendo un otttttimisssimo sughetto con cui accompagnarli 🙂
    Certo mangiarli in questa versione è da folli autolesionisti -___- non si finisce mai di sdentazzare le foglie. Anche io mangerei solo i cuori 🙂
    Però so buoni *___*
    :*** tanti bacini ziaiaia

  • maghettastreghetta 18/06/2011

    é colpa del nippotorinese se non sto qui a dirvi quanto vi adoro.
    e quanto.
    e uffa.
    speriamo si addormenti presto (ma potete consigliarmi mica qualche sonnifero? )
    😀

  • tiablanca 19/06/2011

    Carciofi…ricordo mia nonna seduta con una pentolona in braccio che girava e rigirava per “stivarli” a fatica. Erano sempre troppi, ma trovava il modo di farli stare “vicini vicini”;))) Lei metteva anche le olive:)
    Ricordo di averli mangiati solo così:)

    Grazie Giulia:)

    Baci

    • maghettastreghetta 20/06/2011

      Grazie a te per queste tue bellissime parole.
      Grazie a te per aver condiviso un ricordo così speciale. Davvero.
      Un bacio grande Tia
      ( è un onore e un piacere averti qui)

  • Martina 30/11/2015

    Adoro i cacuoccioli arrustuti (non sapevo potessero cambiare genere, pazzesco!), davvero buonissimi!

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