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Nord e Sud: Hamburger con battuta di carne piemontese (Fassone) e Pistacchio di Bronte


Durante l’imbarco in un inaspettato ottimismo ho immaginato come sarebbe stato il rientro in casa, dopo due settimane. E come avrei fatto a disfare una tonnellata, e non si fa per dire, di valigie. Poi  saggiamente ho convenuto con il mio sifaperdire raziocinio che il rientro non ci sarebbe stato e che sarei morta schiantata sull’isola d’Elba. Sì, ho sempre immaginato Elba, come capolinea della mia vita in un tragitto Torino-Catania.

C’erano pochissime probabilità di incontrare la ragazza della profumeria che quindici giorni prima mi aveva augurato “Buon viaggio” dopo avermi consigliato il gommage leggero azzurro e non quello esfoliante rosa; continuo a confondermi perchè le etichette francesi non le capisco mica bene. Eppure era lì che leggeva Novella 2000 insieme ad una sua amica che alternava Chi a Visto. Non so quale delle due avesse più cattivo gusto ma avrei voluto andare lì e piangere. Solo dopo aver letto l’inserto di Sandro Mayer però. Quello su un cane zoppo e cieco a caso, tornato a casa. Volevo essere preda di una paranoia violenta, insomma.

E piangere.

Piangere fortissimo con in mano il mio libro di Foster Wallace che non riuscivo a decifrare a causa dell‘instabilità emotiva e raccontar loro di come eroica stessi per salire sull’aereo. Non tralasciando infine che davvero il gommage leggero azzurro è migliore di quello esfoliante rosa. Ed anche una considerazione attinente importante: ovvero che a Marsiglia guardando attonita il Nippotorinese parlare il francese con scioltezza mi sono ripromessa di impararla questa cacchio di lingua a me ignota.

E comunque il gommage. Fa andare via solo il primo strato epidermico. Riesco a scorticarmi meno, insomma. Merci au revoir.

A Caselle vi era una multietnicità d’abbigliamento che nel mio totale stato trans-ipnotico ho decifrato come stabilità psicologica (altrui). Nel senso che. Se esci con una gonna lunga a quadrettini colorati con attaccati degli specchietti e l’abbini ad una maglietta con un pupazzetto carinissimo con bottoni per occhi e cerniere per sorrisi, sai sicuramente quello che fai. Anche perchè se abbini il tutto ad una borsa di paglia con tanti gingillini colorati spagnoleggianti sai con assoluta certezza che sta proprio cominciando la tua vacanza o che al massimo sta finendo ma non c’è tempo per piangerci sopra. Piuttosto ne approfitti per portare un po’ di colore nell’oblio quotidiano che ti attende. Insomma che si tratti di arrivi o partenze  sei felice, colorata e odori pure di vita.

Considerazioni che facevo mentre attraversavo i controlli vestita di nero, con un coprispalla nero, con delle ballerine nere, una borsa nera, un cappello nero. Coerente in fondo anche io, considerando il fatto che fossi strasicura di andare incontro all’Elba e alla morte. Questioni logistiche in fondo. Non volevo in alcun modo far decidere a qualcun altro cosa farmi indossare come ultimo capo d’abbigliamento. Semmai avessero recuperato il mio corpo tra le acque dell’Elba e/o qualcuno avesse riconosciuto il mio cadavere.

Ho scrutato in giro alla ricerca di qualcuno che indossasse un total black. Anche un ragazzino emo per carità andava bene. Ce ne sarà uno costretto a partire per le Isole Eolie o Monaco con i genitori, no? Uno che al suo ritorno imprimerà ricordi strazianti attraverso scritti intrisi di disperazione su un  diario. Di quando voleva tagliarsi la falangetta con il temperamatite dopo l’ennesima brioche e granita dei genitori alla piazzetta principale o di come avesse deciso di non lisciarsi la frangetta laccata in segno di protesta.

No. Tutti colorati. E niente ragazzini emo depressi con voglie di falangette suicide. Gente allegra. Gente colorata. Con cappelli a falde larghe di paglia intrecciata. Con specchietti, gingilli etnici e sandaletti con strass e pietre. Quei sandaletti con la suola di legno che fa malissimo, dannazione. Malissimo.

Pur non essendo una matematica ho convenuto  ancora una volta con il mio (inesistente) raziocino che l’abbigliamento partenza-arrivo è direttamente proporzionale allo stato psicologico del passeggero. Questa intrigante teoria basata su fonti scientifiche (?) dovrà essere approfondita al capitolo* “Settantenne con pantaloni a zampa di elefante color nero lucido con tutti gli animaletti disegnati in ocra e filini dorati, occhiali finto-Gucci dorati con lenti specchiate e mocassino verde pistacchio”.

[*Che non vedo l’ora di compilare, inciso.]

Sembrerebbe un’esasperazione visiva ma no. Non l’ho visto solo io. Ho testimoni (circa 150 persone allibite), non contando mamma che serissima ha sentenziato “stile. quell’uomo ha stile”. Il fatto che io non abbia scattato neanche una diapositiva veloce con l’iphone la dice lunga sulla mia totale incapacità di intendere e volere in quel preciso istante. So che è di nazionalità italiana e precisamente piemontese. So che un giorno io lo ritroverò. Perchè ho stilato una personalissima classifica di “Miti assoluti” durante questo viaggio. Avrò modo di ricordarli a breve ma lui è indiscutibilmente nella top five dei suddetti. 

All’imbarco riflettevo sul fatto che tanto ottimismo, dovuto ad un abbigliamento ilare e sorprendentemente multietcnicocoloratovariegato dei passeggeri del volo Torino-Catania delle 09.50 del 11 Luglio 2011, non poteva farmi schiantare su qualche scoglio dell’isola d’Elba. Il Karma colorato era con noi e di conseguenza per qualche allineamento a me ignoto di karma-fato-fortuna non poteva certamente andare male.

Mentre salivo sull’aereo mi chiedevo seriamente se al mio passaggio, durante l’attraversamento del corridoio, la gente in segno di scaramanzia si toccasse per debellare la sfiga nera in formato siculo che con sguardo allucinato da lemure fissava l’infinito. Interamente di nero vestita e pallida come la mietitrice incappucciata solcavo la navata del veicolo volante.

Il mio posto era il 24A. Me l’ha detto la signorina del check in.

La signorina del check in, gentilissima tra l’altro, mi spiegava con calma che 32 chili sono il limite massimo consentito all’imbarco bagagli. Con un filo di voce le spiegavo che sapevo già del sovrapprezzo. Agitando la carta di credito. I miei neuroni non potevano andare oltre e lei lo ha capito quando lentamente mi ha chiesto di seguire il labiale “Non è Un PRO-BLE-MA di SOVRAPPREZZZO. Proprio piu’ di 32 CHILI non SONO CONCESSI!”.

Le avrò fatto tanta tenerezza in tutta la mia inettitudine. E come darle torto?

Fortuna che mamma e papà erano venuti in mio aiuto da Catania per trascorrere l’ultimo week end (la scusa ufficiale era per trascorrere un week end con me e i genitori del Nippotorinese. E così è stato ma. La realtà diversa: arrivare con un bagaglio e mano cadauno e ripartire con un bagaglio in stiva cadauno + precedente bagaglio a mano imbottito con sciocchezze qua e là). Con scioltezza e incapacità di mantenere un minimo di decoro le ho pure detto che “gli altri 32.7 chili” (sì c’erano altri 32.7 chili + 21.4 chili ma è una storia troppo complicata) erano nell’altra valigia che avevo appositamente acquistato per un leggero sovraccarico di oggetti comprati. E con faccia di tolla “ci saranno mica problemi?”.

Provaci tu a resistere ai libri trovati ai LaFayette. Provaci tu a resistere alle guide gastronomiche al Corte Ingles. Provaci tu a resistere alla miriade di oggettini che si trovano da Pink Martini a Torino. Provaci tu a resistere ai saldi in quel di Barcellona e Torino. E provaci. Insomma.

Provaci tu perchè io non ce la faccio mia amata signorinadelcheckin.

Il Nippotorinese ha sentenziato che la gentilissima signorinacheckin poteva farci arrestare per smercio di roba assurda (sarà per il nano da giardino o per i puffi in versione mummia? sarà per i conigli con la testa mozzata o dart fener in versione mignon?) e che più di 90 chili distribuiti in quattro valigie dove 85 erano solo i miei potevano essere un motivo validissimo per un mio fermo. E conseguente arresto.

La gentilissimasignorinacheckin, dopo aver fatto passare i miei bagagli fuorilegge sorridendomi e dicendosonoancheiodonnacapiscoperfettamente perchè tra le donne esiste una solidarietà e lo ben so, mi aveva detto “ho dovuto mettervi proprio in fondo perchè l’aereo è pieno”, ma pensavo esagerasse.

Il 24A generalmente non è proprio in fondo, mi sono detta mentre mandavo un messaggio all’unica persona che avrei voluto accanto in quel momento. E mentre blateravo di borse, grattacieli e conigli il dubbio che fosse un aereo più piccolo di un airbus 320 mi era giusto balenato un attimino. Fagocitata da quel “balenato” come una novella Geppetto quando ho attraversato il corridoio, sotto i vari magheggi superstizionistici (?) dei passeggeri colorati, il 24A era proprio l’ultimo posto.

Il Nippotorinese, conoscitore delle mie fobie più profonde e ormai scaltro ed abile nel saperle mischiare in un vortice di follia, mi ha guardato e ha esclamato “Calma e gesso”.

Avrei riso in un’altra situazione. Perchè quando dice “calma e gesso” mi piace. Non come quando dice “Garantito al limone” ma anche “calma e gesso” è tra i must have dei detti nippotorinesipiemontesi. “E’ un aereo pocopocopocopocopoco più piccolino” mi ha detto disperato mentre già le lacrime scendevano. Il fatto che io abbia detto seria “avevo sempre immaginato di morire con un airbus 320 e non 319” oltre a denotare una mia infinita (e lampante) conoscenza aeronautica ha fatto voltare il passeggero del 23A che con occhi sgranati in preda a disperazione è scoppiato a ridere.

Poco distante il signore con i pantaloni neri lucido (top five dei miti assoluti) e animaletti ocra.

Lo stewart particolarmente perspicace ha intuito sin da subito che a bordo c’era una gatta da pelare. E ironia della sorte ailurofobica, quella gatta ero io. Dopo avermi rassicurato portandomi una confezione di kleenex familiare da 500 salviettine, si è seduto dietro di me (e non essendoci altri sedili suppongo sia stato difficile) e ha cominciato a raccontarmi la storia della sua vita.

L’ho amato. Profondamente e come poche volte in vita mia. Per me rimarrà sempre Giuliano. Non si chiamava così ma Ale mi ha insegnato tante cose nella vita e una speciale per imparare a volare. Che c’è sempre una persona che ti tende la mano. Anche se sei sola. Ma. Che nel caso contrario. Che puoi agguantarla tu quella mano e pretenderla con fermezza. E per lei è stato Giuliano un giorno.

E a me piace immaginare che sia lo stesso per tutti. E augurare un Giuliano a tutti. A chi lo cercherà. A chi non lo vedrà ma verrà visto.

L’ho guardato. Ho visto il cartello “salvezza” sulla sua fronte e da quel momento è stato Giuliano.


Giuliano mi ha preparato una camomilla. Pur supponendo che lui abbia messo quantitativi di valium capaci di abbattere uno gnu di centosettantaquattro chili, credo di non aver deluso assolutamente le aspettative di nessuno quando me la sono rovesciata addosso ancora bollente. Senza emettere un “ahia” o un “ohibò” sotto lo sguardo sbigottito di chi stava certamente pensando “ohmaquestaèpropriomatta!”.

Ma solo mezzo bicchiere, però. Bollente sulle cosce. Il primo pensiero è stato quello di sincerarmi di avere dei testimoni. Di crearmi un alibi, insomma.

Sarebbe potuta sembrare un’incontinenza da paura. Fortuna che tutta la fila c-d-e si sia premurata di soccorrermi al grido di “poverina” “masantocielotuttealei” “mapoveracucciola” “ma è un manichino? non emette nessun tipo di suono” e roba così. Mentre mamma rideva in preda ad un attacco isterico e papà mi guardava orgoglioso sussurrandomi “stai andando benissimo amore mio”. E se lo dice papà, come faccio a non credergli?

Giuliano e il Nippotorinese, ormai amici per la pelle, hanno chiacchierato per un’ora e quaranta alternandomi sorrisi di comprensione e strizzatine di occhio con “daichecelafai”. Al terzo “dai dai dai “ mi è sembrato di essere la Cagna Maledetta con due cloni registi in una puntata dell’aereo più pazzo del mondo in versione telenovela venezuelana. Chi non segue Boris non è chiaramente amico mio.

Giuliano mi ha spiegato in maniera molto tecnica (come se stesse parlando a un’adulta di 3 anni insomma) che “c’è gente molto peggio di te eh!? tu sei bravissima! Ci sono alcuni che gridano, urlano e danno di matto! tu alla fine piangi in silenzio e non disturbi. Sei davvero bravissima!”. Insomma ero tronfia come avessi ricevuto un premio all’asilo. Mi aspettavo un ghiacciolino al gusto nuvola, ma niente. Disdetta. Solo camomille ustionanti sulle cosce. Ci si accontenta.

Giuliano ha la mia stima assoluta mentre  traccia il  mio complicatissimo profilo psicologico in maniera precisa e attenta con l’aiuto del Nippotorinese. Giuliano ben conosce il tallone achillesco da  toccare e levigare. Giuliano sa che bisogna elogiarmi come una brava bimba lodandomi. Giuliano sa che non mi accorgo delle strizzatine di occhio e delle vigorose spallate da commilitone con il nippotorinese ad indicare “daichecelafacciamo. daichelastiamoconvincendo. daichecelastiamofacendo”.

Giuliano è ormai convinto di avere su di me il pieno controllo e di avere risolto una paura atavica che mi attanaglia. Se non fossi stata a ventimilioni di piedi di altezza come in quel momento lo avrei pure preso a ceffoni per averlo anche solo pensato ma. No.

In quel momento Giuliano era la mia unica ancora di salvezza e tutto gli era concesso. Ed è bello essere un’approfittatrice di ancore di salvezza. Ne farò un mestiere se ne avrò il tempo.


Grazie a Giuliano e al Nippotorinese che parlavano di incidenti aerei inesistenti, di come si stesse bene in volo, di come fosse più sicuro dell’auto, di come fosse più. Dei turni di Giuliano. Che lui doveva far ancora Catania- Malpensa e Malpensa- Catania, della pioggia di cenere e di tutti i dirottamenti su Lamezia, Malta, Roma e Palermo e conseguenti problemi. Di come non ci sono più le mezze stagioni e quanto sia difficile parcheggiare in centro. E’ trascorsa l’ora e quaranta tra le più lente di tutta la mia esistenza. Viaggiavamo a 870 chilometri orari grazie al vento favorevole, così sosteneva allegro il comandante, e la temperatura era di meno cinquantadue gradi centigradi. E cosa non di certo meno rilevante a bordo sono riuscita a produrre ben otto ettolitri di muco. 

Insomma.

Troppe cose da raccontare, arretrati da leggere, foto da sistemare, cose da finire non finite e cose finite che non vogliono finire. Davvero tantissima roba che pian piano cercherò di sciogliere come una matassa ingarbugliata. Un po’ come sto facendo con la mia vita strapiena di fobie.

Che non voglio abbandonare perchè fanno parte di me ma che devo lasciare andare un po’. Fosse solo per rinnovarle.

Insomma.

Per dire che gli spadellamenti e i fumetti e i resoconti dell’Ice Cream Tour in quel del Mediterraneo e Piemonte stanno per essere riversati qui senza ritegno alcuno. Ma.

Ma oggi. Una ricetta di quelle che richiedono tre secondi di preparaziuone.

Oggi un’idea iperveloce che racchiude il Nord e il Sud. Una carne piemontese freschissima di quelle che davvero puoi trovare solo in Piemonte unita all’elemento principe della cucina siciliana: Il pistacchio (rigorosamente di Bronte). Con una trita di carne finissima e magrissima (più battuta che tritata a dirla tutta) si procede alla preparazione di un semplicissimo hamburger rotondeggiante. Senza aggiungere nulla: uovo, sale, pepe, spezie, formaggio grattugiato. Nulla. Solo carne appallottolata e fatta accarezzare da una pioggia di pistacchio di bronte sbriciolato freschissimo. Da una parte e dall’altra. E tostata in padella a fuoco altissimo giusto qualche secondo (45 massimo) da una parte all’altra. La battuta di carne deve risultare letteralmente cruda e leggermente scottata all’esterno. Scottatura che  sarà lievissima grazie alla scorza di pistacchio. Tenero e duro. Anticonformista e tradizionale. E’ un Hamburger che per me rappresenta pienamente il connubio di una coppia eterna. Che sa di amore. Contrasto e diversità. Ma che si amalgama perfettamente e conquista.

Gli antipodi e i contrasti. Le paure risolte e quelle ancora che ti aspettano al varco. Il fatto è che c’è davvero troppo su cui ticchettare. Ricordi troppo vividi pronti a scoppiare.

E a me tutto questo è mancato tanto. Addirittura troppo. In maniera preoccupante, eh. Perchè fa/fate parte ormai della mia esistenza. La parte più bella, tra l’altro.

Non mi resta che trastullarmi tra i miei 40 giga di foto. Ci sarà mica anche un limite massimo per imbarcare foto?

E redarre quelle trentamilasettecentocinquantaquattromilioni di considerazioni da viaggio in 12.302.233 scorrevolissimi post. Fuggite finchè siete in tempo.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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44 COMMENTS
  • lacinzietta 12/07/2011

    <3

  • Bibi 12/07/2011

    che bello che seidiuovoqui

  • Wish aka Max 12/07/2011

    Ok, almeno il podio è mio… ora leggo con calma

  • maghettastreghetta 12/07/2011

    mancati tanto iaia. tantissimo.
    e vorrei stare qui a blaterare fino all’infinito ma comincio domani.
    pecchècèunfilmdorrorechemiattende (se non vedo un film d’orrore a notte prima di dormire quando è estate. no. noncelafaccio)

    Ciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii santocielodevoraccontartimilionidicose.
    Criiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii tihopensatotantoquandomihannodettochestavamocosteggiandolasardegna.ho urlato mollatemiquidalpontedodici

    Maxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx già averti sentito mi ha fatto sentire a casa :*

    • lacinzietta 12/07/2011

      tesoro mi spiace che non ci siamo incrociate, ma ce la faremo!! 😀

      • maghettastreghetta 12/07/2011

        Ma io risalgo ad agosto *_* NONMISFUGGI*risata satanica (e risalgo con più calma. con quellacacchiodicrociera ho perso troppi giorni )

  • Wish aka Max 12/07/2011

    tu alla fine piangi in silenzio e non disturbi. Sei davvero bravissima!

    Alla lettura di questa frase in casa hanno pensato che sono completamente pazzo perché ho iniziato a ridere talmente forte che ho sovrastato il rumore della tv…

    Fantastico il racconto dell’aereo, e benedetto sia Giuliano… Fiorello in una delle sue gag dice “Io non è che ho paura di volare… io ho paura di CADERE!!!!!” Dovevi dire questo a Giuliano… 😉

    Evvabbè, meno male che sei tornata, Internet era un mortorio senza maghen 🙂

    A domani (pomeriggio)

    • maghettastreghetta 13/07/2011

      Che poi oggi non sono arrivata ma spero domani. Perchè se c’è una cosa che mi fa felice è parlarti.
      So pure i problemi dei gestori telefonici italiani adesso. cieloquantotiadoro.
      Al nippotorinese quando gli ho spiegato dei problemi deigestoritelefonici mi ha detto “Max è un mito e non capisco come faccia a spiegare a te roba tecnica” . Uff. C’è questa leggggenda metropolitana che aleggia . Il fatto che io non comprenda robbba (con 3 b) tecnica. Quell’insulso individuo non sa che noi abbiamo parlato anche di derivate ( che poi io non abbia capito nulla chisene)

      Insomma per dire che mi sei mancato ma te l’ho detto.Che mi mancava leggereprimomatelhodetto. che mi mancava dirti domanipomeriggio e poi santocielo non arrivo ma questo un poco meno ma ti pregovogliamibenelostesso. si puo’ dire vogliami , ne sono certa.
      e che ti voglio bene ma questo te l’ho detto .
      insomma.
      :*
      finalmentesonoacasa e Max è con me! evvai !

  • lacinzietta 12/07/2011

    sì ma porco pistacchio io ad agosto sto 20 giorni negli Stati Uniti! a che giorni pensavi? io sarò a casa i primi e gli ultimi giorni di agosto :-/

    • Wish aka Max 13/07/2011

      Ah ma a questo si rimedia subito… tu resta qui e mi cedi volo e pernotti… io vado in USA al tuo posto! Generoso, eh? 😉

      • lacinzietta 13/07/2011

        uhmmm NO 😛

      • maghettastreghetta 13/07/2011

        Quanto siete adorabili voi due? eh? 😀

        Ciiiiiii amorepatatoso *_* celafaremo. Promettimi solo che porti Iaio in Usa *_* se immagino le foto di Iaio in USA gia’ rido.
        e non la smetto più

  • Selena 12/07/2011

    SEI TORNATA SEI TORNATA SEI TORNATA!!!!! Mi sei mancata un sacco sai? ma tanto tanto :***

    E lo sai che io l’ho studiato il francese? assieme all’inglese, al tedesco e al corso base di giapponese fa di me una brava poliglotta che non viaggia manco da cadavere -_-” Però amo poter parlare un’altra lingua e immaginare cosa pensano gli stranieri quando parlo in italiano…o quando loro parlano in lingua pensando di non essere capiti 😀

    Col francese mi sono salvata un sacco di volte. Facendo prendere il biglietto a Napoli a due francesi, aiutando un sacco di persone con la metropolitana…levandomi poi d’impiccio quello che ci provava. In francese. Con me. Mentre andavo a lavorare 😛

    Ora ti voglio qui. A Parma. A ingurgitare meloni come se fosse l’elisir di lunga vita e abbracciandoci così tanto da farci quasi male. Magari a ottobre che qui, nella broda calda estiva parmense non ti ci faccio avvicinare prima che mi schianti.

    QUANTO MI SEI MANCATA <3

    • Wish aka Max 13/07/2011

      Hmmmmmmmmmmmm non so perché ma ho la sensazione che tra tanti frutti a disposizione il melone non sia proprio esattamente il preferito di maghetta…. 😉

      • maghettastreghetta 13/07/2011

        ahahaahhaha ecco no ! Del Melone ne ho abbastanza*si rotola per terra ridendo

      • Selena 14/07/2011

        effettivamente… XD ci sfondiamo di ananas, pesche, litchi…quello che ti pare :*

    • maghettastreghetta 13/07/2011

      Devo scriverti e questo è un punto fermo *ripetè 10231032918031823 volte

      Mi sei mancata anche tu e tanto e ti ho pensato. In diverse occasioni; una delle quali quando si parlava di giapponese con “unamiaamicahappenafattouncorsoepresoilmassimodeivoti” ho detto tronfia e anche ballicchiando un po’ . Mi sei mancata quando si è sproloquiato sui diversi prosciutti ed io ho pensato ” Se Sel fosse qui potrebbe disquisire su quello di parma chesantocielorimanebandieranazionaleitalianachicchesenedica” e quando vedevo giapponeserie. E il biscotto della fortuna. E . Davvero tantissime volte.
      Con la fantasia diovevo andare bresciamilanobolognamezzaitaliaparma e venirti a spupazzare per bene. Il fatto di non esserci riuscita prima mi avrebbe gettato nello sconforto assoluto . adesso no. E’ solo rimandato . Mica mi sfuggi*occhiinniettatidisanguerivoltialcielorisatasatanica.
      Ci sfonderemo di alghe insieme ed io ti vedrò preparare i biscottini della fortuna ( su uno scriviamo ” il nippotorinese è una cacchetta liquida” . promettimelo ti prego)
      Detto questo. Non che non voglia continuare fino all’infinito . Ti dico subito che dalla prossima volta ti infilo in valigia *_* così da poter parlare con tutti tutti tutti. Che io con l’inglese facciounpocoschifo. con il francese peggiocheandardinotte e il giapponesesantocielosonoarenata.
      E l’italiano è ormai noto a tutti risulto particolarmente fantasiosa/incomprensibile.
      Miseimancatatanto*disse avvicinandosi a lei e abbracciandola dalle 22.40 di stasera alle 12.12 del 12 Luglio 3012.
      facciamo 4012?

      ( ma io sfido l’afaparmigiana eh!)
      (ma l’afaparmigiana è con le melanzane? ok. la smetto)
      :*:*:*:*
      203482048209482304823048230482340 MILIONI di baci
      (grazie sempre per essere qui con me)

      • Selena 14/07/2011

        prometto di farteli i biscotti della fortuna e preparare quel biglietto *_*

  • ZetaElle 12/07/2011

    Bentornata!

    Spero che quella soffertissima oraequaranta sia valsa la pena, anche se dalle foto che hai postato la questione non si pone proprio!

    Ma sai cosa? Quegli hamburger pistacchiosi mi intrigano tantissimo e la grande notizia è che li posso m,angiare anche se sto facendo la famigerata dieta. …no, cioè: la carnina posso senza problemi, per i pistacchi… ehm, lunedì chiedo il permesso ;o)

    Non vedo l’ora che posti tutti quei giga di foto imbarcati clandestinamente XD

  • pieceofstar24 12/07/2011

    A settembre viaggerò da sola in aereo. Mi chiedo se sopravviverò e lo saprò solo se e quando pesterò il suolo di Catania. E’ tanto che non prendo l’aereo e non impazzisco all’idea, ma proprio no. Fatto sta che alle fobie bisogna correre contro. Alla claustrofobia corro incontro quando mi tuffo nella metro, mettendomi le cuffie e vedendo il mondo che rallenta.
    Spero di trovare un Giuliano, durante Roma-Catania. Spero di trovarlo e magari all’atterraggio dirgli: grazie Giuliano ora ci pensa Iaia 🙂

    Bentornata!

    • maghettastreghetta 13/07/2011

      ti scrivo domani di tutto perchè in questo momento il nippotorinese mi ha detto ospegniobruciotutto. quindi . santocielosonoinostaggio.
      vorrei pero’ anticiparti che:
      ti voglio bene
      mi sei mancata manco a dirlo
      giuliano sul roma catania ci sara’ e lo porterai qui. lo terremo in ostaggio e poi santo cielo.
      che ce ne facciamo?
      bene.
      domani decideremo le sorti di giiuliano.
      :*

  • yliharma 12/07/2011

    anch’io ho pianto sull’aereo….però solo al primo volo, dietro un paio di occhiali scuri giganteschi accanto a una signora danese che non si è accorta di nulla…spero….poi mi è scesa la catalessi post-pianto (io sono come i bambini: se piango, poi mi viene sonno…) 😀
    quindi dici che per non avere paura mi devo vestire tutta colorata sgargiante per attirare positività? e uccidere tutti i passeggeri di nero vestiti????
    ti adoro, sallo. e mi sei mancata un sacco.

    • maghettastreghetta 13/07/2011

      Le francesi non si accorgono di nulla e sono sgarbate. Ecco. volevo gettare un po’ di qualunquismo in questa notte caldissima soffocante e afosa. In realtà dopo bruttissime esperienze appena vissute proprio salto dalla sedia solo a sentire francesifrancese. Mi passerà a breve questa idiozia ( almeno spero) . Perchè santapizzetta come si fa a non accorgersi di un disagio quando si è davvero appicciccatttivicinissimi? Bene.
      Disprezzo assoluto per la tizia che non ti ha rassicurato e abbracciato forte forte. Giusto per avercela con un’altra francese a caso.
      Detto questo:
      TUMANCATAAIIAIAIIAIA!!!!!!!
      Io pensato durante passeggiatineperchevolevofarmiunatrekkingatacotte! E in altr 1023423423428348 occasioni. Questa fobia che ci accomuna oltre a millemila robe rende il tutto piu’ romantico. Perchè non è difficile da adesso in poi immaginarci passeggere di un fantomatico volo abbigliate in maniera fluo fluorescentissimo.
      ci rovesceremo addosso camomille bollenti e per esagerare cuciremo magliette seguendo tutorial in rete ( ok questa è sottile-enigmatica come battuta ma iosantocielomistoschiattandodallerisatefortissimo) .Magari diventiamo noi stesse delle “Giuliano” e salviamo anime pie di nero vestite che in un altro destino felice sarebbero state sedute accanto a francesichenonsiaccorgonodinulla ! *_*
      Io non so quel che dico . Ma so che ti adoro . E da tempo eh. Immemorabile.
      E che mi sei mancata anche tu . E che tornare qui. Trovare te. Tutti e . lo vedi?
      ecco.
      hai percasounpaiodiocchiali? cheioforse….?!?
      :*
      grazie di esserci :*
      grazie sempre.

  • pieceofstar24 12/07/2011

    E sappi che. Quel disegno lassù con le teste mi ricorda lo stile di Guernica. E ho avuto un desgiavù pazzesco del mio esame di terza media dove blateravo talmente sconnessamente del cubismo che mi hanno supplicato di smetterla XD

    • Wish aka Max 13/07/2011

      Grazie!!!!! Grazie davvero, non avevo neanche visto la foto (io leggo e basta sono monotask). E’ verissimo quello che dici, in particolare la seconda da destra sembra quella che si affaccia nella stanza… complimenti per lo spirito di osservazione!
      (quando sono andato a madrid sono stato 40 minuti di orologio in contemplazione, penso sia una delle opere più entusiasmanti che mente umana abbia creato)

      • pieceofstar24 13/07/2011

        A me soprattutto quella sdraiata in alto. In realtà dal vivo non l’ho mai visto, ma. Ho il ricordo nitido di quest’opera (essendo poi appassionata d’arte in generale riesco a ricordare dettagli microscopici a distanza di anni quando magari se mi chiedi che ho mangiato a pranzo non lo ricordo 😀 )

      • maghettastreghetta 13/07/2011

        io non so diquellochestateparlando ma domani capiro’.
        so che rido perchè Max non guarda le mie foto e non so se deprimermi adesso o a partire da domani.
        e ok.
        Guernica non so chi sia.
        Bene.
        Ceffonatemi per la mia ignoranza ( ceffonatemi, appena coniato, sa un po’ di ceffoni a colpi di phon o sbaglio? )

      • Wish aka Max 14/07/2011

        Diciamo che in un post contenente 34 tra immagini e vignette mi è sfuggita un’immagine… mi appello alla clemenza della corte!!! 😀

  • ilfastidi0 13/07/2011

    ma se, appena arrivavi al 24A ti davano una bastonata in testa non era meglio??? ehehehe……

    cmq abbiamo una cosa in comune….ci piace Boris…..siamo ancora amici….(per fortuna o purtroppo???) 🙂

  • Wish aka Max 13/07/2011

    eccheppizza non prende il tag img… cmq c’è un link bello

    http://www.cultorweb.com/Picasso/IMG/guernica_pablo_picasso.jpg

  • ilfastidi0 13/07/2011

    ti avevo scritto un messaggio stamattina….ma sto maledetto wordpress mi ha censurato!!!

    vabbè non fa niente……non avevo scritto niente di chè….se non il fatto che Boris ci accomuna e ci piace 🙂

    • maghettastreghetta 13/07/2011

      Fassssssssssss no scusa un attimo.
      E non hai scritto che ti sono mancata tanto 🙁 ?
      e io noncivengopiualcouscousfestcotte’ (fingi che volevi portarmici o piango fino a natale 2013)

  • lacinzietta 13/07/2011

    ma certo me lo porto Iaio! gli ho già fatto un discorsetto…

  • pieceofstar24 13/07/2011

    Il fatto che tu non sappia che cos’è Guernica e che tu abbia disegnato quella cosa lì mi sconvolge. Mi sconvolge perchè davvero Giulia ci sono dettagli somigliantissssimi. http://www.francescomorante.it/images/309a2.jpg è un dipinto di Picasso che dipinse durante la guerra civile spagnola. Potrei ora scriverti millemila sproloqui sui significati degli elementi che vi compaiono, giuro che me li ricordo ancora dalle scuole medie e questa cosa sconvolge pure me X_x ok non riesco a trattenermi. I dettagli più significanti sono il toro che rappresenta la guerra, la mamma col bambino lo strazio della morte e della guerra, il soldato sdraiato con la spada spezzata, il cavallo rappresenta il popolo straziato dalla guerra e il tutto si svolge sotto una specie di lampadario che rappresenta Dio (ha un occhio). Ok vado a fare il critico d’arte 😀 ma anche no.

    • maghettastreghetta 14/07/2011

      Nipotina prometti di non sbatterti la testa nel muro? di venire ugualmente a settembre? di volermi bene lo stesso? di comprare borse con me ahemnoquestononcentra.
      o forse sì.
      ieri ero totalmente nel pallone. stanca-sonno e congestionedaseminidianguria.
      avevo capito fischi per fiaschi e pensavo che guarnica fosse un’artista emergente.
      SPARAMI (ridocomeunamatta.mapiangoanchevergognandomi)
      Non credevo ti riferissi al dipinto (unodeimieipreferititralaltro)del grande Picasso( inchini e bava er terra)
      Sei perfetta come critico d’arte ed io come rincretinita dell’anno (da adesso sino al 3012)
      Perdonami.
      *_*
      (e c’era pure una blatta volante che dovevo acciuffare e un libro da finire e)
      ( e ho disegnato quei pastrocchi proprio mentre mangiucchiavo macedonia prima di andare a vedere Picasso)
      ( e hai un occhio assurdamente acuto)
      (un cervello )
      ( un cuore)
      ( e insomma: iaiasipavoneggiadiavereunanipotinabellissimaeintelligentissimacomete)

      • pieceofstar24 14/07/2011

        ah ecco mi sembrava stranissimo infatti che non lo conoscessi. Mi pareva oserei dire impossibile 🙂
        E no, non è sufficiente per convincermi a non venire a setttembre. Abbiamo tante cose da fare, che mica posso non venire oooooooooh. Capita leggendo di fretta e quindi ti pedddddono 😀 quindi potevo risparmiarmi la manfrina da critico d’arte? Ma a me diverte blaterare senza senso sui dipinti. Potremmmmo farlo per ore.
        E ho l’occhietto sveglio a volte, si 🙂 ma solo a volte eh. Come una volta ti dicevo, mi piace scovare i dettagli, quelli a cui nessuno fa caso 🙂
        E sul cervello avrei un attimo da ridire, ma. Ma ti farò una proporzione che ti piace tanto:
        io: cervello = iaia : astinenzadaborse

        Vedi 🙂 facilmente risolvibile 🙂

  • iber 14/07/2011

    mi vien da chiedere se il fassone torinese è un Fassino grassissimo

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