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Te lo dico io cosa avviene e non avviene in Crociera – prima (tragica) parte

“Lasciati sedurre dall’eleganza originale e dall’atmosfera suggestiva della Dea del mare: Costa Serena è la nave dei grandi miti classici. Giove, Apollo, Bacco, Clio… ogni divinità dell’antichità ti accompagna nei singoli ambienti con il suo fascino e la sua aurea* straordinaria.

Una nave ispirata al divertimento, al benessere e al relax: bar e ristoranti, ponti spaziosi e panoramici, piscine con copertura semovente in cristallo, realtà virtuale e campi da gioco per vere sfide in mezzo al mare.

Uno spazio di 6.000 metri quadrati di tutto benessere su due piani, di cui 2.100 metri quadrati dedicati interamente al Centro Benessere Samsara Spa, uno dei più grandi esistenti su una nave da crociera.”

1.500 cabine, di cui 87 all’interno dell’area Samsara Spa, 505 con balcone privato, 58 suite con balcone, 12 suite all’interno dell’area Samsara Spa
5 ristoranti di cui due (Club Bacco e Ristorante Samsara) a pagamento*, su prenotazione
13 bar, di cui un Cognac & Cigar Bar e un Coffee & Chocolate Bar
5 vasche idromassaggio, 4 piscine di cui due con copertura semovente, una per bambini e Toboga
Samsara Spa: 6.000 mq su due piani con palestra, terme, talassoterapia, sale trattamenti, sauna, bagno turco, solarium UVA
Campo polisportivo, Ponte piscina con tetto di cristallo semovente e schermo gigante
Teatro su tre piani, Casinò e Discoteca
Simulatore di Gran Premio
Mondovirtuale, Squok Club
Passeggeri: 3870 anime di cui 1100 di equipaggio. Velocità massima 23 nodi. Lunghezza 290 metri . Larghezza 35, 5 metri.

*aurea non esiste e lo ben so. Il fatto che io abbia fatto copia incolla dal sito è un buon inizio/presagio.

Per qualche oscura ragione è in 4:3 e non 16:9 . E non posso dare neanche la colpa al caldo considerando che sto in una stanza con un condizionatore sparato a 16 velocità 3.


Era ben precisa l’idea che avevo della crociera, avendone fatto due in tenera età; se per tenera età può intendersi un quarto di secolo. La nave era lussuosa, pulita e sterilizzata. I dettagli erano esasperati sì ma sfarzosi con brio. I ponti ricolmi di statue, quadri e riproduzioni di opere. Lunghe scale con gradini illuminati adornavano bar, salotti e stanze dedicate ad ogni possibile ed immaginabile uso. La biblioteca, la sala relax, la sala dove fumare sigari, l’internet point, il piccolo teatro per i più piccini e inquantificabile altro ancora. I poggiamani delle scale sempre lucidi e intonsi grazie alla presenza costante di un addetto pronto a sorriderti nello strampalato caso non si fosse usato l’ascensore. Perchè quando si è in vacanza ancor più che nella vita giornaliera ci si rifiuta proprio di fare le scale.
Io che l’ascensore non lo prendo in vacanza e nella vita di tutti i giorni ad ogni piano ricambiavo il sorriso e il “Buongiorno” dell’addetto al lucidamento poggiamani. Fino a socializzare e spiegar il perchè facessi sempre le scale. Dal ponte 3 al 12 per salire al Lido. Dal ponte 12 al 2 per scendere quando si arriva a destinazione. Dal ponte 9 al 5 per andare a cena. Dal ponte 4 al 12 per vedere il mare da un’enorme vetrata nel caso in cui avessi scrutato qualche delfino.

Insomma era una farsa di lusso per buttarti un po’ di fumo negli occhi e farti vivere quello che si potrebbe apparentemente definire sogno tra lustro e sfarzo. Ne ero conscia per carità, ma.

Ricordo perfettamente di aver ticchettato qualche considerazione a riguardo (esattamente qui) il giorno precedente alla partenza. Posseduta da una nostalgia televisiva manco avessi carenza di Grecia Colmenares nelle vene e nelle viscere. Se ne avessi il coraggio mi rileggerei per potermi sbeffeggiare (e schiaffeggiare) duramente. Il fatto è che sono ancora talmente provata che infierire su un corpo psicologicamente inerme, sarebbe un atto masochistico eccessivo anche per me.
Per imprimere e trascrivere ancor meglio considerazioni e ricordi procederò da questo momento in poi per punti. Questo non significa che riuscirò ad essere più comprensibile del solito ma perlomeno ci provo. Ci sono talmente tanti dettagli da tirar fuori che non riuscirei neanche con 100.000 battute.
Non escludo quindi di fare un post a puntate.
Il Post ha l’inquietante titolo:
Te lo dico io cosa avviene e non avviene in Crociera.
Suppongo inoltre che quando avrò finito i miei 12 progetti visivi-fotografici, il mio libro e la mia graphic novel (quindi nel 3098 ad essere ottimista) scriverò un vero e proprio manualetto a riguardo. Lo regalerò ai parenti la vigilia di Natale e saranno tutti costretti a leggerlo. 

-1 Durante l’imbarco, dopo aver autocertificato e firmato un precompilato in cui dichiari il tuo stato di buona salute, cominceranno gli interrogativi riguardo la tua fotogenia; quella che hai sempre sostenuto con fermezza di non possedere, insomma. Sin da subito infatti, l‘equipaggio dona un assaggio di quello che avverrà durante l’avventura crociera, ovvero : essere bersagliato dall’obiettivo nelle situazioni più disparate. Consegnato difatti il bagaglio e salutato i parenti, qualora vi avessero accompagnato fin lì, vi ritroverete davanti ad una piccola coreografia con timone di legno scadente e cappellino da marinaretto per fermare il tempo su: Welcome!
Questo battesimo ti ufficializza come “preda perenne delle decine di fotografi”.

Consiglio? Avere sempre degli occhiali da sole modello anni 60 (simil Minimal Baroque di Prada Collezione 2011; chiaramente must have di questa estate. E c’erano dubbi?) pronti a coprire tre quarti di volto per non incorrere in paranoie dopo aver visto le foto esposte al pubblico ludibrio sul ponte 5 (segue punto 2).

-2 Sì perchè le foto vengono esposte lungo il corridoio centrale, nella cosiddetta via dello shopping. Ogni passeggero può comodamente trascorrere piacevoli ore facendo volteggiare le pupille tra centinaia-e centinaia-e centinaia di foto. Assistito chiaramente da un membro dell’equipaggio (che si scoprirà poi essere lo stesso vestito da Spagnolo durante lo sbarco a Mallorca, da marinaretto durante lo sbarco a Marsiglia e da pizza margherita durante lo sbarco a Napoli) che fissandoti per 4 minuti netti memorizzerà il tuo volto scannerizzando mentalmente ogni tratto fisiognomico. Trovata la foto, aperta la teca di vetro ed estratto il malloppo che ti riguarda (per accontentare il cliente ne scattano almeno tre in modo che possa avere una vasta scelta tra: occhi sgranati a palla – bocca aperta con croissant in bocca e spinaci tra i denti) con un sorriso beota ti dicono che: una foto costa SOLO venti euro. Due foto ne costano SOLO trenta. Tre foto SOLO trentacinque. A quel punto quattro foto a quaranta euro ti sembrano un affare irripetibile. Sei già incapace di intendere e volere e siamo solo alla prima sera. Sì, perchè la velocità con la quale si stampano e si espongono le foto è ai limiti del paranormale.


Oltre al corridoio con le teche di vetro contenenti le foto ricordo dello sbarco – imbarco – serata di gala – serata del pistacchio – serata anni 80 – serata tutti in discoteca – serata romantica – serata rock, vi è un angolo dedicato ai book fotografici.
Sì perchè per i più narcisisti e avvezzi all’obiettivo c’è anche la possibilità di comporre alla modica cifra di 200 euro un book con ben 10 foto dal formato leggermente più grande di quello standard.

Non è semplicemente entusiasmante?

Francamente era l’angolo che preferivo. Sbirciavo come se fossi dentro un negozio strapieno di vinili. Andavo giù velocemente come quando si cercano i 45 giri. La protagonista indiscussa della crociera era la venticinquenne biondina iper ossigenata tondetta di nazionalità tedesca che spopolava all’interno della nave. Per comodità la chiameremo Inga Frauke Von Wurstel (senza un perchè; addirittura il doppio nome perchè mi piace esagerare). Grazie ai suoi outfit fluo e alle sue forme eccessivamente tonde messe in bella mostra, ha conquistato il cuore di tutti la nostra prode eroina Inga Frauke Von Wurstel. Chi per motivi a me ignoti e altri a me sufficientemente comprensibili. Vestita da geisha, da spagnola con le nacchere, da orsacchiotto e da gattina. Vestita in abito lungo, corto, in bikini, costume, appoggiata su un pilastro di marmo e avvinghiata ad un palo pronta a cominciare una danza, Inga Frauke Von Wurstel ha portato a casa un bel book da mostrare ad amici e parenti. Su Facebook, in primis.
Cercando di mantenere un decoro (ed era difficile) sfogliavo lentamente come se stessi cercando un mio fantomatico book. Malvagia e impicciona trascorrevo delle buone mezzorette così. Credere che le alternative fossero ancor meno divertenti è pressochè impossibile eppure santo cielo era proprio così. Per questo motivo non smetterò mai di essere riconoscente a Inga Frauke Von Wurstel grazie alla quale interminabili minuti di navigazione sono sembrati essere addirittura attimi.
(posso creare su Facebook il profilo di Inga Frauke Von Wurstel, per favore?)

Il Consiglio? Portare sempre un tubino stretch aderentissimo in lycra scadente per poter fare delle foto davvero fescion in un eventuale book fotografico. Accoppiate il tutto con zeppette di legno arancioni e fiocco azzurro. Prendete insomma spunto dalla musa indiscussa Inga Frauke Von Wurstel.

-3 Non è difficile intuire, facendoci caso certo, che la parola inflazionata è: relax. Al secondo posto: ci pensiamo noi. Sì perchè in crociera è un continuo messaggio-bombardamento. E’ come entrare a far parte di una setta. Al momento dell’ipnosi collettiva solo un suono echeggia della stanza: relax. A seguire: ci pensiamo noi.
Ogni giorno ti viene recapitato in cabina il giornale di bordo dal fantasiosissimo nome “Today”. Il comandante ti dà il buongiorno come fosse una delle tue priorità di esistenza, ti informa del tempo che non corrisponde mai e dell’arrivo che sistematicamente è indicativo e niente più. Quello che accadrà durante la giornata all’interno della nave è meticolosamente programmato ora per ora; se non addirittura in alcuni casi quarto d’ora per quarto d’ora. Dalle 7.00 alle 9.00 la colazione al ristorante. Dalle 07.00 alle 10.00 la colazione al buffet. Dalle 10.00 alle 12.00 la seconda colazione per i ritardatari al Lido ponte 12. Dalle 12.00 alle 13.00 pranzo del primo turno al Ristorante. Dalle 13.30 alle 14.30 pranzo del secondo turno al Ristorante. Alle 10 al ponte 9 i gioielli Swarovski con il venti per cento di sconto. Alle 11 al Beauty Center Samsara uno scrub al sale del mar morto alla sconvolgente cifra di soli quaranta euro!


Il pomeriggio il duo spagnolo con le canzoni della tradizione al bar Giove. La torta al cioccolato al prezzo speciale di due euro ascoltando la sorprendente ugola d’oro di Maiorca. Spiedini di frutta al ponte 3 rimasti dal pranzo primo turno al ristorante e così via. Tra giochi, bingo, offerte speciali di gioielli, profumi, orologi, vestiti. Nella via dello shopping .
Via dello shopping che consiste poi in due negozi. L’esaltazione alle stelle per venti metri quadri complessivi strapieni di: l’uno di orecchini-braccialetti-orologi tra i quali quelli Guess (e chi ha un minimo di buon gusto ben sa che non si può adoperare niente che porti questo nome) e l’altro di magliettine “viva costa crociere”, pantofole con il timone e squallidi souvenir made in Barcellona per chi non è sceso dalla nave e ha preferito magnarsi il buffet piuttosto che capire cosa sia la Sagrada Familia (si mangia? ah allora no!). Un souvenir per dire “a Barcellona ci sono stato” a conti fatti rientra perfettamente nella logica del perfetto crocierista.
Relax e Ci pensiamo noi.
“Godetevi la nave. Non pensate a nulla. Ci pensiamo noi. Relax assoluto”
“Lasciatevi cullare dal nostro mare e dalle coccole. Una settimana di relax e al resto ci pensiamo noi”.


“Voi non dovrete pensare a nulla. Ci siamo noi a pensare a tutto! Lasciatevi coccolare. Rilassatevi e basta”.
Sta di fatto che ci penseranno pure loro e io mi rilasserò ma solo in un caso: che io sappia parlare il filippino.
Non che sia un requisito impossibile saper parlare il filippino, del resto sto con uno che parla correttamente giapponese-francese-inglese-siciliano-piemontese e anche un po’ di cinese, ergo non credo sia un’impresa titanica.
Il problema è solo uno: avvisate. Avvisate per tempo.
L’impresa di comunicare con il folto staff di mille e poco più di un centinaio di anime, composte al novanta per cento da individui di nazionalità filippina, risulta titanica.
Letteralmente addestrati a dire “sì certo. capito. buongiorno. benvenuto. cipensoio. relax” diventa imbarazzante, se si è muniti di un minimo di decoro-civiltà-educazione come la suddetta, cercare di mantenere la calma.
“Scusa puoi per favore non condirmi insalata?”
“Si io puoi per favore non condirmi insalata”.
Insalata con due litri di olio.
“Excuse me salad without salt and oil”
“Tu italiana? io capire”
Insalata con due litri di olio.

“Posso avere un traduttore italiano-filippino, Genio? “

Il tasso di comprensione era ai minimi storici e se alla reception erano tutti muniti di quattro bandierine al petto cadauno spagnolo-francese-tedesco-italiano e qualcosa si riusciva a comunicare (sarà perchè erano italiani?), il resto era desolazione e assurdità.
Massimo rispetto per i lavoratori che avevano la colpa solo di essere stipendiati da una multinazionale che per abbattere ormai i costi si rende ridicola agli occhi di qualsivoglia nazionalità.
L’incapacità di comunicare in qualsiasi lingua (specialmente in inglese), alla base del soggiorno, ti rende inerme e sbigottito. L’aggravante è poi notare come la maggior parte si prenda gioco di loro e abusi del suo potere da passeggero infierendo contro chi colpa di poca comprensione non ha.

Il consiglio? Imparare il Filippino. Basta poco che ce vo?

– 4 Ed io il filippino l’ho giusto imparato un po’ grazie a Made. Made, filippino e “assistente di cabina”, così lo definiva una bastarda gerarchia, oltre a confezionare appositamente con gli asciugamani delle piccole gru da mettere sul letto o ventaglietti o rose o solo il cielo sa cosa, ridacchiava divertito alla vista del Nano da Giardino sul terrazzino; che diciamolo era l’unica cosa bella di questo soggiorno. Quello che avevo focalizzato come angolo e isola felice. Dove mi ero immaginata con il computer ticchettare e disegnare e dove avevo immaginato il Nippotorinese leggere notizie dal mondo o libri assurdamente ricercati come lui. Dove il vento avrebbe scompigliato i capelli. Albe, tramonti e sfumature sul mare indimenticabili. Che le ho pure viste eh. Ma.

Peccato che nella cabina accanto ci fossero due gemelli neonati con colichette e sputazzetti pronti a far perdere il controllo alla madre e a tutto l’equipaggio compresa me e sulla destra una meravigliosa coppia ventenne che urlava come se avessero allestito un banchetto con prodotti a prezzi vantaggiosi durante il periodo dei saldi in un mercatino affollato. Per finire poi: un bel corridoio mi divideva dalle mie dirimpettaie. Le “due fashion blogger” che scattavano continuamente outfit in ogni angolo, spiaggiandosi con le loro orrende borse Gucci in angoli affollati. Adornate con sobrie collanine dal peso di trentacinque chili cadauno mostravano la mercanzia per corredare un qualche post con quattro parole del tipo: troppo bella la crociera ci sono un sacco di braccialetti. Oggi indosso la mia Gucci vintage della nonna e un paio di scarpe che ho scambiato con la mia amichetta di cabina. Non vedo l’ora di mostrare le foto a tutto il mio condominio e sentirmi dire che sono la più bella del paese. Ciao a presto. Grazie per le visite. Mi fate felice. Non voglio deludervi. Continuerò così. E’ merito di mia nonna che è l’unica persona importante della mia vita.

Bon.

Avrei venduto lo scalpo del Nippotorinese al mercato nero per conoscere il link del blog. Confesso di esserne alla ricerca.

Made si aggirava furtivo all’interno delle cabine. Credo che durante il corso di aggiornamento lo avessero bombardato e terrorizzato con una regola su tutte “maifarsivederedalclienteinazione”. Perchè a ben pensarci Made doveva avere una qualche sorta di telecamera per monitorarci. Io e Il Nippotorinese, francamente allibiti dalla sua costante presenza in tutte le ore del giorno, abbiamo anche provato a uscir fuori dalla cabina e ritornare per capire se fosse entrato o meno. Per sistemare il Today sul letto, per allinearti gli asciugamani in bagno, per sistemare la frutta nel cestino, per pulire il terrazzino o semplicemente per giocare con il nano da giardino dopo aver fatto il cigno con l’asciugamano, Made era entrato. Made era stato lì. Made cambiava pure il bagnoschiuma nonostante non lo usassimo. Lo sponsorizzava mettendo dietro il mio e avanti il suo. Lo metteva sul lavandino. Sul gabinetto. Davanti allo specchio. L’ha messo pure sulla toilette con lo specchio per farmelo notare. Tanto che gli ultimi giorni ho costretto  il nippotorinese ad usarlo in modo che Made fosse felice.

La comunicazione è stata nettamente migliore che al ristorante tanto da farmi pensare per un momento di portare Made da Frank (non ricordo francamente il nome e quindi da ora in avanti sarà Frank che non è tipicamente un nome filippino ma vabbè) per spiegargli in filippino che io l’insalata condita con l’olio proprio non la volevo, dannazione. Ma tenevo che Made venisse picchiato selvaggiamente da Frank che sembrava essere il furbetto del quartierino mentre Made, in tutta la sua dolcezza, un tenero topino della prateria.  Essendo Made affezionatosi a noi e noi a lui quasi gli è venuto un colpo quando gli abbiamo detto che non avremmo proseguito la crociera perchè scendevano molto prima. E’ stato difficile fargli capire che non era colpa sua perchè davvero ha pensato questo. “No fatto bene?”-“Successa brutta cosa?”

La risposta voleva essere: No Made, grazie al cielo sbologniamo prima da questo postodicaccafuggiviaconnoitiprego ma. Con calma e allungandogli una mancia che non voleva assolutamente abbiamo spiegato che “luitorino-casa-scendiamosavona”. Ma dietro al suo “ah sì capito torino casa” c’era un po’ “sì. relax. ci penso io”. Che una valanga di paranoia e tristezza ci ha travolto, insomma.

Consiglio: Portate una valigia in più e infilateci dentro Made. Salvatelo dalla Costa Crociere, vi prego. Non fate il mio stesso sbaglio. Quello di preferire il nano da crociera e le due fashion blogger (confesso. le ho infilate in valigia sì, mi piacevano troppo. E mi facevano troppo ridere. Appena estorcerò loro il link le lascerò a piede libero)

-5 Vi alletteranno con la leggenda metropolitana che in crociera si mangia tantissimo-benissimo-bellissimo-sconvolgentissimo-favolosissimo. Bene. E’ ora di finirla perchè è pressochè attendibile quanto il fatto che io riesca ad essere sintetica. In crociera ci si può entusiasmare nei seguenti casi:

1) si ha una moglie o consorte di sesso non definito che come piatto forte ha il petto di pollo alla piastra

2) la propria conoscenza culinaria fa asserire senza alcun ragionevole dubbio che il sushi è buono perchè contiene tante melanzane

3) si fa parte della schiera “ho la panza piena e sono felice. Che mi importa con che cosa l’ho riempita?”

Certamente è cibo omologato per la massa e mi sta bene. Certamente non ci si può perdere nella ricercatezza del prodotto perchè si hanno più di tremila persone a bordo e mi sta bene. Certamente non ci si può dilettare in piatti ricercati con caviale Beluga e mi sta bene.

Certamente però una cacchio di insalata scondita o dei piatti vegetariani seri che non contengano la cotica nella preparazione e abuso di uova in quantità industriali lo si può pure fare. Capisco che la figura del vegano sia inquietante e che per forza un uovetto lo si debba mangiare per la sopravvivenza ma non è così per tutti. Essendo in un’era particolarmente attenta alle esigenze alimentari di tutti, tra intolleranze, scelte alimentari estreme e tante altre belle cose, sarebbe opportuno offrire un servizio. A maggior ragione se si decanta tanto la disponibilità dell’equipaggio, la prontezza e la cortesia. Se non riuscivo a spiegare a Frank che non volevo l’insalata condita, sperare di fargli capire che purtroppo non potevo mangiare nessuna roba nel menù perchè c’era la ricotta, la panna, l’uovo e un tragico eccetera, mi sarebbe risultato alquanto difficile.

Ricordavo enormi buffet di frutta nelle crociere precedenti. Bene. Gli enormi buffet alla frutta sono stati silurati in favore della pizza che si sforna dalle 20.30 sino alle due del mattino e non conosce tregua. La frutta la si può trovare a colazione però. Parlo di anguria assurdamente verde e ananas dal colore marroncino/ocra.

Tutti si lanciano al ponte 12 bramosi di pizza. E la ottengono. Margherita o con funghi. Con prosciutto o con salame c’è. C’è anche accanto una squallida insalata di fagioli e cipolle per qualche inspiegabile motivo. Anch’essa condita. Non vi è possibilità di comprare un gelato ma solo di prenderlo a pranzo da una macchinetta. Il sapore dicono essere cioccolato e fiordilatte ed è carinissimo sapere che chi è allergico-intollerante al latte: si attacca. Letteralmente si attacca.

E’ un tripudio di pizza e fagioli con cipolla. Un tripudio di piatti fintoelaborati che contengono panna e uova in ogni singola preparazione. Pesanti, faziosi. Che pretendono di essere quello che non sono. Che sono industriali ma vogliono apparire ricercati. Che confondono la massa facendogli credere di gustare un piatto da gourmet quando in realtà si farebbe prima a degustare un bel sofficino alla mozzarella. Che danno pure Carletto De Camaleontis in miniatura e ci si guadagna di brutto. Il capitolo “cibo sulla crociera” è talmente vasto che va approfondito a tempo debito. E’ una vergogna che nessuno sia stato in grado di poter fronteggiare un problema semplice come il mio. Non andando lontano il mio pensiero volge alle persone celiache e chi come me ha purtroppo bisogno di un minimo di accortezza.

L’intolleranza al latte non va sottovalutata. E’ un problema grave e importante. Lo stesso per chi ha scelto di non mangiare uova. Non è oggetto di scherno o commiserazione o addirittura avversione. E’ facile pensare di essere dalla parte giusta solo perchè si mangia carne-pesce-uova ed escludere in un ghetto gli altri.

Chi con sacrificio talvolta ha deciso di fare una scelta. Chi con sacrificio combatte un disagio alimentare.

E allora no. Ci pensiamo noi. E voi rilassatevi.

Fa quasi voglia di farvi dire: andate a fare.

Un bagno.

Consiglio? Portarvi qualche pezzo di seitan e tofu. Olio di soia o riso e qualche iceberg in borsa frigo. Peccato che a bordo non si possano portare generi alimentari. Ridiamo istericamente adesso.

Del resto: ci pensano loro. Noi dobbiamo solo rilassarci. Suppongo per concentrarsi e  capire come picchiare ogni singolo individuo dell’equipaggio. Capitano, compreso.

Il nostro era la fotocopia sputata di Leslie Nielsen e beveva scotch al bar. Suppongo per dimenticare. Hai visto mai che fosse intollerante al latte pure lui e l’unica scelta fosse quella? 

(ma cinque punti 3.600 battute è sintetico, vero?)

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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36 COMMENTS
  • iber 14/07/2011

    primooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

    • maghettastreghetta 14/07/2011

      evvaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

      Max ci picchierà fortissimo *_*
      attendiamolo con una rustichella a forma di Costaserenacrociera in mano. Solo così ci grazierà . Ne sono certa
      (io per sicurezza imbottiscolarustichellaconmatriciana)
      Iberetttinomiooo!!!
      Raccontami qualcosa o giuro che pianto un casino ADESSO !

      • iber 14/07/2011

        spetta che sto finendo di leggere il romanzo di avventura

  • valentina brida 14/07/2011

    amore. Letto tutto tutto il post e si. ti ringrazio. ti ringrazio perchè anche io sono mesi che dico a gionlennon che la crociera è la nostra vacanza ideale. E allora ho deciso che per ringraziarti in modo consono ti manderò i 2000€ che erano destinati alla crociera. Si hai capito bene. Mandami tuo iban.
    ciao.
    😀

    • maghettastreghetta 16/07/2011

      Vale amore mio no.
      Ti prego no.
      Perchè è vero anche che dipende da quello che ti capita. Mamma almeno (ne ha fatte qualcosa come 13-14 cifre sconvolgenti quindi) dice che non si puo’ davvero essere categorici a riguardo.
      In effetti il periodo non troppo adatto (troppagentesantocielo) e forse la sfiga di avere a bordo milioni di adolescenti (e inlaconleta) ha innescato un meccanismo mortale.
      Se non avessi fatto pur tanto tempo fa le due precedenti, ti avrei detto senza ombra di dubbio: ti prego rinuncia.
      Ma non me la sento proprio di sconsigliarla.
      Davvero.
      E’ soggettivo. Io preferirei essere travolta da una mandria di cinghiali e sbranata e controquellochedicelamamma generalizzo.
      E’ ancora troppo fresca la scottatura. Forse che forse a 980 anni potrei anche cambiare idea.
      e quando mi scrivi ciao.
      ridosempresallochetiamo.

  • Fania 14/07/2011

    Dopo essere morta voglio rinascere con la tua “sintesi” in scrittura.
    Al solito, viaggio in mondi fantastici ed assolutamente unici leggendoti.
    Grazie…

    • maghettastreghetta 16/07/2011

      Fania grazie a te per la compagnia, sempre.
      Consiglio caldamente di non rinascere mai con la mia sintesi. E non è per falsa modestia te lo assicuro. E’ che davvero a me piacerebbe poter essere più diretta e meno contorta. Faccio fatica ad esprimere un concetto che un bambino in prima elementare riuscirebbe a dire semplicemente in tre favolose sillllabbbbe.
      E comunque la cosa importante è:
      come stai tu?
      Un bacione grandissimo.

  • Bibi 14/07/2011

    ecco mi crolla un mito
    non ci vado più in crociera allora

    • maghettastreghetta 16/07/2011

      Amoremiono.
      Come stavo dicendo su a Vale e come dirò per altre 103821038120381203812 milioni di volte.
      E’ un’esperienza come un’altra . Che va fatta se la formula può apparire intrigante.
      Per me la formula era intrigante assai e ho cercato di convincere quelpoverodisgraziato che si ostinava a vivere il pensiero della crociera (che poi il suo pensiero sia stata l’esatta realtà . insomma dargli ragione mi fa sempre innervosire)
      Un’incommensurabile sfiga si è sicuramente abbattuta su di noi.
      Ora però parlando di cose serie.
      Oltre al Catania Cagliari diretto che dura solo un’ora e mezza nonsidicacheiononmiallenimentalmente.
      e che poi un on the road mi porterebbe da te in un batter d’occhio.
      vorrei sottolineare il fatto che esiste un traghetto.
      e io mica lo sapevo ! *_*

  • iber 14/07/2011

    ti rivelo che tempo fa mandai il curriculum alla costa crociere per fare il fotografo di bordo 😀 non mi hanno mai chiamato… secondo me mi ha fregato il fatto di nn essere filippino…
    cmq potevate dirottare la nave e venire a trovarmi in sardegna, ti avrei invitato un buonissimo gelato al basilico senza latte 😀

    • maghettastreghetta 16/07/2011

      Il giorno che dirotterò sulla Sardegna e tu fuggirai a gambe levate da me sarà il giorno che ti picchio.
      (cosastodicendo?)
      gelatolimonebasilicosorbettosenzalatte. bava. tanta tanta bava.

      E ora parlando di cose serie.
      Iber.
      santocielo.
      ma devi avere, oltre ad essere filippino, un altro requisito fondamentale:
      non sapere fotografare.
      e un po’ di astuzia santo cielo !
      come potresti farcela tu ? eh? comecheseibravissimo?
      smettila!

  • Wish aka Max 14/07/2011

    Evvabbè allora dillo che non mi vuoi più bene… il giorno che sono a pranzo dalla #pg mi metti il post alle 13… non si fa così…
    (ora leggo) (poi con te e iber facciamo i conti) (uffa)

    • Wish aka Max 14/07/2011

      Mamma mia, mi ricorda la mia vacanza in villaggio Valtur definito “Energy” (che significa solooverdiciottoeanderventicinquetuttoattaccato, praticamente solo ragazzini). Riconosco inquietanti similitudini come la pizza a tutte le ore, noi in più avevamo anche vagonate di hamburger sfornati a tutta randa… certo trovare pace in questo casino non è facile!
      Una cosa, come mai sei così affascinata dalle operazioni di carico-scarico merci della nave?? Tra foto e video si vede praticamente solo quello…
      Cazzucazzu devo lavorare, altrimenti starei qui per ore e ore…
      E comunque resto della mia idea, la crociera è bella. Non quella Costa. E’ bella la crociera sul Nilo. E’ bella quella sul Volga. E’ bella quella sui fiordi (non Costa, col Postale). Era (a questo punto non sono più sicuro di nulla) bella quella Costa invernale, con mare forza 9 e tempo da lupi che costringeva l’allegra combriccola a stare chiusa dentro mentre pochi isolati orsi (memmedesimoinpissona, moglie e pochi altri temerari) se ne stavano avvoltolati in coperte a poppa a leggere.
      Così non è una crociera. E’ un villaggio Energy galleggiante e senza possibilità di fuga…

      Ieri non ce l’ho fatta neanche a tentare di chiamare, l’argomento di cui abbiamo parlato al tel l’altro ieri mi ha preso abbastanza. Morti, feriti e sangue dappertutto. Oggi lecco le ferite. Quando ci sentiamo ti dico. E quando vedi il mio numero immagina che sia tua nonna che ti ha detto quel che sai 😉

      • Wish aka Max 14/07/2011

        Ho riletto l’ultima parte ora e pare un pizzino… 😀 😀 😀 😀 😀

      • maghettastreghetta 16/07/2011

        Pizzinoapppartetiadoro.
        Ti dico cheavendonesfortunapertegiaparlatoaltelefono.
        rimango della mia opinione:
        noi una crociera insieme ce la dobbiamo fare !
        Tu mi spieghi le derivate. E le funzioni . perchè è l’unico modo per farmele capire. Tutto puo’ sembrarmi piu’ interessante rispetto al bingo al ponte 9.
        Il nippotorinese che avra’ preventivamente imparato il filiippino parlera’ con tutto l’equipaggio per insultarlo dei torti subiti .
        E Carla picchiera’ a turno random i passanti . Sara’ la serial killer dei pistacchi.
        Dopo averli picchiati lascerà gusci di pistacchio come firma cosastodicendo?

  • lacinzietta 14/07/2011

    oddio ma che è, Disneyland?? un applauso alla tamarraggine delle tappezzerie. e perché il correttore automatico vorrebbe farmi scrivere “trascuraggine” eh? Perché???

  • Darsch 14/07/2011

    Mi dispiace veramente tanto che sia stata per te una pessima esperienza. 🙁 A me invece è piaciuta molto, a suo tempo. Adoro le comodità, adoro il fatto di affacciarmi dal balcone ogni giorno in un porto diverso, adoro girare per ogni anfratto nascosto di quei bestioni del mare (sono la curiosità fatta Darsch), adoro anche solo stare un’ora affacciato sull’acqua che scorre durante le giornate di navigazione. Il mangiare è obiettivamente di livello piuttosto becero, è vero. Come del resto è quasi inevitabile che sia, considerando che si deve pensare un tantino in grande. Non avendo alcun problema in tal senso, non mi sono mai saltate all’occhio tutte le carenze di cui hai parlato nel post, ma prenderne atto è davvero triste, soprattutto se l’azienda da cui provengono sbandiera ai quattro venti una particolare cura riservata ai clienti. Ad ogni modo noi, a suo tempo, abbiamo usato la nave semplicemente come hotel-galleggiante per visitare tantissimi posti interessanti, senza farci rapire/abbindolare dalle mille (presunte) meraviglie che si celano al suo interno (anche se alcuni spettacoli serali meritavano). Credo che sia una tipologia di vacanza che offre moltissime chiavi interpretative, sta a noi viverla come più ci piace. Certo però un minimo di cura nei confronti delle esigenze di determinate tipologie di clienti sarebbe il caso di addottarla…

    Prossima volta andate in camper! 😉 E passate pure per Roma, ovviamente! ^_^

    • Iaia sloggata 14/07/2011

      Non ci credo. Tu scrivi. Io leggo te *_____*

      Iaia sloggata dall ipad, uff

      • maghettastreghetta 16/07/2011

        Simooooooooo!!! innanzitutto sappi che devo dirti 10392340283408234028 cose. poverote. nonvorreiessereneituoipanni.
        Detto questo:
        ti ho mai detto che voglio lisciarti i capelli? Devo mettermi d’accordo con Sonia.
        Ma passiamo ai fatti.
        Dispiace moltissimo anche a me. Quello che hai scritto è esattamente tutto il papiello (adoro il termine napoletano papiello santo cielo ) che io avevo snocciolato al nippotorinese. Ho un pesce tatuato sulla caviglia proprio perchè io . Appartengo all’acqua. Non vi è una cosa che mi rilassa quanto l’acqua. Anche se apro la doccia o il lavandino. E la fisso. L’idea di potermi svegliare sul mare. Seppur vedendolo ogni giorno ma SUL mare. E’ una di quelle cose che classifico come sogno. Non importa se è una pozzanghera. Non importa quanto sia grande. Basta che ci sia un contenitore di acqua : iaia felice.
        Il Nippotorinese da buon nordico (ghghgh) non è che sia particolarmente legato all’acqua, al suono , al mare, e via dicendo.
        L’idea di trascorrere una settimana (che poi sono stati 4 giorni ) sull’acqua è un po’ come dire a me di fare catania-tokyo-seul-pechino-newyork. Che lui farebbe senza batter ciglio perchè al contrario di me appartiene in maniera indissolubile all’aria.
        Ho apprezzato neanche a dirlo il suo incommensurabile sforzo ma speravo che tutto quello che avevo visto io nelle precedenti crociere (2. Una sul mediterraneo e l’altr apure ma quella di 12 giorni canarie comprese) potesse viverlo . Il risultato è stato disastroso perchè c’era davvero tantissima gente ( e abbiamo sbagliato periodo) soprattutto adolescenti ( e qui il fato ci ha messo lo zampino).
        Pur comprendendo che il cibo non poteva essere ad altissimi livelli ( e ci mancherebbe mi verrebbe da dire) e capendo che molte cose hanno dovuto silurarle perchè la genteseneapprofitta (ed essendo una macchina per far soldi è chiaro che debbano guadagnarci in maniera vergognosa. ed è comprensibile pure) ho trovato davvero fastidioso la scelta di questa forzata internazionalità dell’equipaggio che a tutti costi vuole essere italiana. Salutano con buongiorno e ciao anche tedeschi e francesi , giusto per dare alla costa un’italianita’ che ormai non gli appartiene piu’.
        Non riuscivo a stare davvero da nessuna parte. E ti giuro SImo non sono così rompiballe come appaio*faccino assorto*-
        Cioè lo sono ma non così tanto. Sul terrazzino della camera non si poteva. Destra-sinistra c’erano due coppie assurde che vivevano in camera suppongo. E gridavano come matti.
        Nessun angolo per aprire il portatile e scrivere. L’unico momento “crocieracomepensavoio” è stato alle cinque del mattino (ma fino alle 4.30 c’era casino per discoteca) ma è durato davvero pochissimo.
        Dovevano pulire. sistemare tavoli per colazione e cosi’ via.
        Non voglio ricordarla cosi’ ma purtroppo puo’ essere anche cosi’.
        Vorrei rifarla 😀
        machiglielodiceaquellola’?!?!
        Un bacione immenso!
        (sono sempre felicissima quando mi scrivi. grazie)

  • Elisabetta aka Princess_76 14/07/2011

    Non ci sono mai stata in crociera. Infatti i dubbi che avevo si sono concretizzati nel tuo post. (Hai ragione in quei corridoi rivedo Shining). Quindi, credo che in crociera non ci andrò, nemmeno quando sarò in età senile.
    Essendo vegetariana poi, e con problemi di intolleranze, ho apprezzato tanto come hai scritto la tua “denuncia” nell’ultima parte del post. Grazie.

    • maghettastreghetta 16/07/2011

      Elisabetta prima di tutto grazie per essere qui e a seguire un abbraccio daboacostrictor!
      Pur non avendo romanzato nulla e fatto davvero un analisi fredda (sifaperdire) su questa esperienza ti dico però che andrebbe comunque provata.
      E’ davvero soggettivo, come tutto del resto. Avendone fatto due precedenti (ti confermo però che anche in quel caso ho avuto non pochi problemi con la questione alimentare) posso asserire senza dubbio che non va sempre così.
      Il fattore “x-fato” incide e parecchio. All’epoca non vi erano tutti questi ragazziniemopunkdisperati e un target tanto bizzarro. Nonostante l’agenzia di viaggio si fosse premurata di informarmi che per i vegetariani non vi era problema alcuno e che nel caso dell’intolleranza al latte, celiachia e veganesimo ci si sarebbe potuti tranquillamente rivolgere al personale non appena a bordo…
      beh.
      mi sono rivolta eccome ma .
      Non sono affatto all’altezza. NOn credo si possa fronteggiare un disagio simile. Bisogna organizzarsi quello sì. Solo che trovare del seitan a Maiorca è difficile 😀 e si ha davvero poco tempo.
      Semmai ci sara’ una prossima volta infilero’ seitan in valigia dal porto di imbarco. Nonostante dicano che non si possa portare nessun tipo di genere alimentare a bordo .
      *_*
      santocielo.
      e se organizzassimo noi una nave solo per vegetariani e intolleranti ?!

  • Selena 14/07/2011

    Anch’io come Darsch passerei ore “in oca” a guardare il mare e basta. Amo incantarmi a guardare il mare c’ho passato 13 ore a guardarlo quando andavo in Sardegna.

    Sinceramente ci pensavo ogni tanto a farmi la crociera. Forse da amante del trash sociologico potrei pure divertirmi XD

    Effettivamente io che non ho problemi non mi accorgo delle mancanze, ma ora che conosco 2 vegane, vegetariani a gogo ecc ecc controllo spesso gli ingredienti e mi stupisco di dove infilano derivati animali.

    Aspetto la parte due, adoro come pochi come scrivi.. <3

    tuppete.

    e GRANATA!

    • maghettastreghetta 16/07/2011

      Tuppeteeeeeeeee e Granata sempre!!*disse agitando il cartello “Sel ti amo”.
      Come dicevo a Darsch amoremiocuccioloso anche io. Giuro anche io. Era uno degli scopi principali. Scrivere e guardare il mare. RIlassarmi e leggere. E scrivere. e leggere e mare.
      A conti fatti ho pagato una cifra spropositata per fare quello che potrei fare a tre metri da casa mia senza pazzi urlanti, bimbi assurdi, scozzesi ubriachi e poverifilippinibuttatisuunanave suppongo schiavizzati nelle ore notturne ma anche diurne.
      Ero convinta che avrei potuto godermi a pieno il mare, la solitudine e frizzi e lazzi.
      Qualche mattina dal terrazzino ho quasi gridato al miracolo. Silenzio e mare.
      Ma fino alle 4 del mattino: casino. Dalle 6.30 casino di nuovo.
      Potrebbe emergere un mio lato nonmistabenenulla ma ti giuro che non è così. Non ho fatto storie e neanche ho fiatato quando mi è stato presentato il tortino di ricotta per la seconda volta. In silenzio ho annuito. Detto grazie. E via. Non che voglia fare la piccola fiammiferaia ma sono rimasta malissimo. Un equipaggio che si fregia del titolo “cipensiamonoi” e che si riempe la bocca parlando di celiachia e intolleranze e poi non sa fronteggiare un problema stupido come il mio beh. Troppe parole spese.
      Parliamo dunque di cose importanti:
      falloassolutamente.
      Perchè dal punto di vista trash sociologico è il top. Soprattutto durante le serate di gala.
      anzi parliamopiudicoseserie:
      dimmi quando e io vengo con teeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee *_*
      santo cielo.
      riempio la valigia di seitan e posso sopravvivere per anni.
      la frutta la mangiamo quando sbarchiamo o al massimo un’anguria che passa inosservata dentro il trolley la metto.
      e guardiamo le signore con le pailllllettessssss *_*
      eccosì.
      quello mi piace da morire.
      mai quanto te peròsiachiaro.
      (pure nella granita al cioccolato c’era il latte. PURE IN QUELLA)

  • jelena 15/07/2011

    Buahuahuahuahua… mamma mia che avventura… e sono sicurissimisissima al 200 % he non hai esagerato per niente.. Non ci sono stata in crociera ma conosco il genere. Inquietante.
    Mi viene lo stesso senso di disperazione quando nei buffet non trovo lattuga zenza un chilo di cipolla o aglio sopra o riso in bianco scotto senza le uova sode della colazione tagliate a fettine e buttate sopra.. per decorazione? Boh….. 😛

    • maghettastreghetta 16/07/2011

      Jelena!!! come stai? Un bacione!

      Ecco.
      Il buffet. Quello può farti entrare in effetti dentro un vortice di paranoia perenne.
      Perchè la lattuga deve comprendere degli accessori non richiesti? anche io fisso inebetita il bancofrigo. E’ un po’ come la storia dei fagioli borlotti con la cipolla e quattro litri di olio. Perchè ? Aprono la scatoletta e via. Non possono buttarli così nudi e crudi? perchè questo sforzo di annegarli nell’olio e affettare quattro chili di cipolla?
      Perchè? *sbattendosi la testa contro il muro

  • Cey sloggata su un altro brownser 15/07/2011

    Non è sintetico ma è perfetto, ti leggerei per ore.

    • maghettastreghetta 16/07/2011

      mi abbracci un pochino da un altro broswer?
      e come scrivi broswer tu.sa un po’ di brownies.
      etivogliobene

  • pieceofstar24 15/07/2011

    Risponderò per punti:
    1) strano che non hai trovato la scritta redrum perchè la moquette un po’ ricorda l’overlook e manco poco
    2) io parlo il filippino benissimo quindi mando il cv alla costa giusto per farli fallire in qualche modo
    3) non ho mai voluto farla e non farò mai una crociera MAI
    4) per guardare quel book della sig.na Von Wurstel avrei fatto una crociera
    5) è vergognoso il discorso cibo e mi è successa cosa simile in un hotel fighissssssimo al lago di Garda. A colazione solo crauti e wurstel e chissenefrega se vuoi un cornetto. Ti mangi i crauti col cappuccino e silenzio. Bleah.
    6) adoro la tua sinteticità, ma davvero eh
    🙂

  • maghettastreghetta 16/07/2011

    Amoremionipotoso
    1) all’overlook erano piu’ sobri
    2) sapevo che dovevi venire con me
    3) la faremo insieme e andremo al gala con paillettes
    4) il book ne valeva la pena. avrei voluto comprare una sua foto ma il nippo ha detto che era troppo anche per me. se tornassi indietro non rifarei lo sbaglio di non prenderla
    5)crauti e cappuccino? GNAMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM
    12) mi piace uff. doveva esserci. mi prometti che facciamo piu’ spesso sta cosa dei punti?

    (ma poi cosa vinciamo?)
    (sparami)

  • yliharma 16/07/2011

    io le crociere le ABORRO da sempre…mai fatta una e mai la farò, ma….ma….davvero, la mia immaginazione non era stata in grado di visualizzare una cosa così pacchiana come l’arredamento di questa nave…no ma davvero: chi è l’arredatore????!!!! un nano da giardino filippino in preda a un trip da LSD? attendo ansiosa la seconda parte….spero ci siano foto di Inga!!!!!!!!

  • Danita 28/02/2012

    🙂 🙂 🙂 Io ho fatto la Costa Concordia :-(, si, proprio quella e proprio con quello, si, Schettino, 2 mesi prima dell’incidente.
    Stessa cosa identica della tua :-), con l’aggravante della cabina-lager, della grandezza di un’ascensore, in cui, “stivavamo” io, mio marito e le mie bimbe….volevo scappare da subito!!! Ma la crociera l’avevamo vinta e quindi “l’abbiam” dovuta fare 🙁 :-).
    Il cibo??? Non sono vegetariana e ne vegana e devo dire che, l’unica cosa che si salvava, forse, era la carne e la selvaggina servita al ristorante la sera ;-), però, sono ingrassata 4 kg :-).

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