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Maiale con Albicocche e Datteri, sì

Philadelphia al Cioccolato, sì! E già da un po’ di mesi, eh.

Evvabbè la si aspettava, no? Perchè dopo il prosciutto, il tonno, il salmone, le erbette, le olive, le scapole glassate del nano da giardino in salamoia e il caviale Beluga, la versione formaggiocioccolatosa della Philadelphia andava immediatamente lanciata sul mercato.

Con l’avvento dell’Estate una roba fresca cioccolatosa che promette leggerezza è un lancio sul mercato mica da ridere. Onestamente era già da un po’ che mi chiedevo il perchè non ci fosse una base per cheesecake già pronta e perchè soprattutto tardasse ad arrivare la genialata semplicissima. Per chi non è avvezzo alla preparazione di torte, dolcetti e annessi potrà risultare un accoppiamento bizzarro ma chi già da un po’ ha abituato il palato al connubio formaggio-cioccolato non potrà che ringraziare questo sposalizio commerciale tra Kraft e Milka.

Primo perchè è indubbio che in ogni ricetta quando si enuncia “formaggio spalmabile” si fa spallucce e si pensa “eh la philadelphia”, secondo poi perchè Milka è un ottimo prodotto. Trenta grammi promettono 91 kcal e 4.2 g di grassi. Se stiamo pensando dunque di far fuori una vaschetta di 150 grammi spiaggiate su un divano pensando che “ormai è quasi ferragosto chissenefrega”,  non dovremo poi piangerci addosso così tanto.

Vabbè ma chi ci crede che non ci piangeremo addosso?

Confesso che la mia intolleranza al latte mi disturba soprattutto in questi momenti perchè io un assaggino lo avrei fatto molto più che volentieri.

Potrei eh, ma non me la sento di stare riversa per terra con laceranti fitte addominali mentre imploro ai passanti “sterminami. finiscimi. non voglio soffrire così”.

La Philadelphia è stata da sempre estranea alla mia totale indifferenza verso la categoria formaggi e quando ero picciuina picciuò insieme alla mozzarella (rigorosamente chimica e non di Bufala.Il panetto Santa Lucia per intenderci.

Non si dica che io non fossi una gourmet) era nella polposiscion di preferenza iaiesca (certo è che non ne andavo matta ma con il pomodoro mi piaceva, sì. E pure con le carote, sì. E pure con il sedano, sì. E pure sui broccoli, sì. Ok forse ne andavo matta).

Per preparare un/a cheesecake al cioccolato  con le pere (d’inverno) ma anche una al cioccolato con le fragole (d’estate) e vabbè pure con la zucca se vogliamo (in autunno) e con i canditi (d’inverno) questa philadelphia pare essere un’ottima soluzione. Considerando che non sono qui a sponsorizzare il prodotto ma a blaterare senza un perchè sugli accostamenti insoliti o presunti tali, iniziamo subito con il dire che l’ho rifatto.

Ebbene sì. Ho di nuovo fatto la macedonia di Maiale! E siamo qui per il Fast Post-Fast Food-Esperimenti-Express di oggi!

Ahem no. Non proprio una macedonia, anche se visti i trascorsi potrei tranquillamente, ma continuano le idee di Cucinare con la frutta.

Qualora vi foste persi le puntate precedenti con il Maiale ci penso io a ricapitolare lo scempio!

Menù di Maiale (con mela, miele e roba inquietantamente buona) 

Maiale all’uva

Maiale caramellato al miele e soia

Maiale allo zenzero 

Maiale fichi secchi e mele

E il bello, sperando non sia un eufemismo, deve ancora arrivare.

E’ la volta del Maiale con Le Albicocche e il Maiale con i datteri! L’idea di base è di Stephane Reynaud, il grande genio della Bibbia del Maiale che mi ha fatto partorire la roba del Maiale Figo (fichi secchi e mele). In realtà lui cucina proprio del filetto con albicocche e datteri secchi insieme appassionatamente. Volendo provare due accostamenti di sapore piuttosto particolari senza mischiare troppo le cose ho provato due versione distinte:

Il Maiale con le albicocche fresche denocciolate (invece che secche, come consigliava Reynaud)

e

Il Maiale con i datteri secchi denocciolati (di Iaia, vabbè.Credibilità zero)

Ne son venute fuori due zuppette maialose che anche fredde sono buonissime da servire con crostini caldi tostati (con magari qualche pezzetto di salsiccia di cinghiale sopra?! come ha fatto il Nippotorinese, per intenderci?!). Calde perfette e tadan! Come ragù di una pasta insolita (e chi l’ha detto che non si può provare con un risottino allo zafferano? eh? chi l’ha detto?) proprio come con i fichi e le mele.

Ennesimo accostamento carne-frutta riuscito che è ottimo da proporre in una cena quando si hanno ospiti. Si può preparare con netto anticipo (anzi a dirla tutta la carne assume ancor più gusto trascorse le ventiquattro ore) sbalordendo per il contrasto dei due ingredienti principali.

La Ricetta del Maiale con le albicocche secche la trovi cliccando qui >>>

La Ricetta del Maiale con i datteri la trovi cliccando quella sopra sostituendo semplicemente le albicocche con i datteri (bella la vita, no?)

E che siccome Reynaud mette tutto insieme io quasi quasi la prossima volta provo questa versione originale mixando il tutto. Non prima di aver fatto quella ai frutti di bosco, però. Trovata dell’uvaspina comedicoio, mi cimenterò “prima che immediatamente”. Quella ai mirtilli è già andata e fa parte proprio del “bello che deve ancora arrivare”.

 Il detto “del maiale non si butta via niente” è inquietante quanto vero ma un’altra realtà lapalissiana è che il maiale si sposa bene con tutto. Davvero con tutto. E’ un tipo affabile che non si fa mica tutti questi problemi.

Del resto per convincere i più increduli già negli anni ottanta il prosciutto e melone spopolava. Ma di questo credo proprio che ne parleremo la prossima volta perchè il suddetto sposalizio ha necessità impellente di approfondimento. Serissimo, già.


Foto quadrettose Via Instagram :

ah sì. Io continuo a divertirmi e conoscere fotografi d’eccezione. Ho realizzato anche una mia fantasticheria; che non è un’industria di fanta.

Quello di diventare amica di un mangaka giapponese. E tra fiabe, disegni e illustrazioni oltre a dare di matto e far macedonie di maiale, attendo fremente il fine settimana un po’ come tutti. Solo che io lo aspetto in modo che passi il più velocemente possibile. Perchè se c’è una cosa che detesto profondamente è proprio il ferragosto. Fortuna che sarò nell’esatto luogo contrario rispetto a dove il resto del mondo scorazzerà. E questo mi dà una certezza che esplode in un semplicissimo.

ip.

ip.

urrà.

Torno a disegnare, sì.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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