Maiale con Albicocche e Datteri, sì

Stèphane Reynaud è l’Autore del libro Maiale & Co di cui ti ho tanto parlato. Oggi ho provato la sua ricetta di maiale con datteri e albicocche secche da far gustare a mamma, papà e Nippotorinese. Ne ho fatto anche una versione con i datteri soltanto senza albicocche. Il risultato è stato davvero sorprendente e mi accingo quindi a trascriverla così magari, se hai voglia, la provi anche tu.

Ingredienti per 6 persone:

  • un chilo e duecento grammi di spalla di maiale disossata
  • 6 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
  • 400 grammi di cipolle tritate finemente
  • un cucchiaino di zenzero in polvere
  • un cucchiaino di cannella in polvere
  • un cucchiaino di cumino in polvere
  • mezzo cucchiaino di zafferano 
  • 150 grammi di datteri secchi 
  • 150 grammi di albicocche secche
  • aglio se vuoi 

Preriscalda a 160. Taglia la carne in egual misura. Scalda l’olio e aggiungi carne, cipolla e spezie in una pirofila che può andare bene poi anche nel forno. Cuoci a fuoco basso per dieci minuti mescolando di tanto in tanto e poi unisci datteri e albicocche coprendo con 180 ml di acqua. Copri e lascia cuocere in forno un’ora.

Controlla e se evapora troppa aggiungi poca acqua per volta.

QUESTO POST È STATO PUBBLICATO IL: 

13 COMMENTS

  1. sì, il maiale è un tipo affabile. Poveretto, gli tolgono i denti quando è piccolo, altrimenti morde gli altri. Per non parlare di…uhm…meglio non pensarci, altrimenti divento vegetariano di botto

    • Quando ho visto Babe il maialino coraggioso ho avuto il giusto incoraggiamento a intraprendere la via del vegetarianesimo.
      Pur confessandoti che qualsiasi vegetariano farebbe a meno di eliminare il maiale.
      Perchè santo cielo rimane pur sempre il sogno proibito.
      Pur non essendomi mai piaciuta la carne confesso di avere un ricordo.
      che.
      santocieloaiutami.
      pane caldo e mortadella.
      ecco.
      semmai dovessi ricominciare ripartirei ( per restare) proprio da lì.
      Ho cercato di sopperire all’essenza con la mortadella vegana.
      Ma non la consiglierei neanche al mio miglior nemico.
      ( e la carrozzella giù per le scale ha influenzato praticamente ogni disegno che io abbia fatto in queste 24 ore)

  2. pane caldo e mortadella! Come i muratori e i giardinieri 🙂
    Io, non essendo goloso, sono un onnivoro mansueto.
    Non dirmi che non hai mai visto questo, dal minuto 5:

  3. Dovremmo seriamente discutere sul fatto che anche io odio i formaggi ma mozzarella (santa lucia) e philadelphia ne mangerei a vagonate.
    Che razza di problema psichico abbiamo? Cioè insomma uno fra i tanti 😀
    Detto questo il maiale abbiamo capito che è buono pure con salsa di fango e lombrichi. Non se ne discute.
    Odio pure io il ferragosto e quest’anno lo attendo solo per riposarmi un po’ perchè sono in ferie. ECCCO. Quest’èqqquanto.

    🙂 cià

    • Sai cosa credo? seriamente?
      che non siamo mai cresciute.
      ha ragione il nippotorinese.
      per apprezzare i formaggi stagionati e goderne a pieno si deve avere consapevolezza. E’ un cibo adulto e difficile. Un po’ come i legumi che ho imparato ad amare troppo tardi. E’ difficile allettare un bimbo con un piatto di lenticchie se paragonato alla nutella e credo valga lo stesso per il panetto santa lucia contro il puzzone o la robiola di roccaverano che santo cielo è pure buona.
      Insomma per dire che siamo due bimbette che amano il gusto facile.
      che amano non doversi impegnare troppo perchè devono andare a giocare e correre nel cortile. E allora è più facile la mozzarella.
      Chiaramente non so quel che dico ma vorrei che appoggiassi questa mia teoria, fosse solo per portarmi via da quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii *_*
      Eccoeeequesteeeequantosenzabacetto?
      ah?
      la metti così? bene.
      e allora non ci gioco oggi io in cortile con te !
      (fammi essere una bimba dispettosa ti prego. non lo sono mai stata )
      cià mi fa ridere 😀

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Seguimi anche su Runlovers

Tutte le settimane mi trovi con una ricetta nuova dedicata a chi fa sport

MUST TRY