Home / 2011 / settembre

Prefazione piccolissima : 

Habemus Handmade Nanodagiardino (inglese, latino e italianotuttattaccato. C’è poco da fare. Sono una poliglottidiota)  ;  le tediose fasi progettistiche si trovano cliccando qui . L’attività nanosa su Garden Gnome prosegue, come anche quella di Halloween Food . A tal proposito segnalo la ricetta dei Biscotti semplici da inzuppare nel latte , che ho uplodato giusto qualche giorno fa. Essendo impegnata in attività di rilievo, come si evince dal dritto-rovescio-barba-cucito, confesso di non riuscire a star dietro a tutto se non con immensa difficoltà ma l’insonnia mi è amica, grazie al cielo e la pazienza (vostra) pure. E quindi giusto per cominciare: grazie.

Grazie (sentito) all’Etna che ha fatto piovere cenere tutta la notte trascorrerò allegramente la mattinata spazzando nani e piastrelle e sperando che Mary Poppins arrivi per portarmi a ballare con  pinguini in frac. Gnafaccio (roman lesson number #123123).

Ma *diventa seria* grazie soprattutto alla

redazione di Donna Moderna , che ha premiato una mia foto durante un aperitivo per gli Instagram addicted svoltosi durante la Settimana della Moda a Milano.

Instaglam e #accesoriami è stata davvero una bellissima iniziativa ed io  lusingata a dir poco (nel mio piccolissimo) di farne parte. Purtroppo non potendo essere a Milano ho seguito in streaming la diretta e al momento di “deuinneris” quando ho sentito “Giulia- Maghetta Streghetta” ho fissato il monitor con sguardo vitreo per tre quarti d’ora. E subito dopo ho esultato lanciando in aria nani, conigli e pure il Nippotorinese.

Fine Prefazione piccolissima. 

Fiorio all’angolo. Si fermò a prendere un gelato allo yogurt. Le piaceva tantissimo. Era amaro e non stucchevole come quello delle macchinette che riempiono un cono o una coppetta in quei ridicoli distributori di acciaio ormai sparsi per la città. Prendeva sempre il gianduja lì; del resto Fiorio era proprio conosciuto per questo gusto nella città che ormai da anni era anche un po’ sua. Percorrendo la via che l’avrebbe portata al mercato si rese conto di come in fondo non fosse per nulla cambiata la zona della Crocetta. Aveva voglia di prendere un clafoutis pere e cioccolato alla Torteria Olsen. Aveva voglia di ricordi e di abbracci che non poteva ricevere se non concentrandosi molto per affidarsi ai ricordi.

Il clafoutis, doveva ammetterlo, non era per nulla dissimile da quello che le preparava sua mamma quando lei con il vestito azzurro di cotone fatto dalla zia saltellava con la corda fuori in giardino. I merletti svolazzavano mentre rideva senza motivo; cosa che le riusciva già da tantissimi anni difficile. Non tanto trovare un motivo, perchè non lo aveva, quanto ridere in sè.

Nella sua cucina, poco distante da dove quel buon gelato le rinfrescava il palato la domenica mattina, scriveva su un quaderno comprato alla Feltrinelli quello che le era accaduto durante il giorno.

Aveva salutato la signora Rossi affacciandosi al mattino per riprendere la roba stesa. Aveva abbassato un po’ la fiamma della moka quando stava per salire profumando anche le piastrelle. Aveva deciso di non stirare e continuare ad accumulare nel cesto di vimini dove anni prima c’erano un panettone, una bottiglia di vino e un cotechino. Aveva poi sistemato la spazzatura da buttare e  se era un giorno dispari scendeva giù con le buste per sistemarle nei cassonetti e risalire. Aveva riposato su una poltrona e fissato il televisore spento. Qualche volta aveva mangiato un uovo o due fili di spaghetti sconditi aggiungendo l’olio dopo. Aveva visto il programma televisivo deprimente del pomeriggio lasciando scorrere le immagini senza sentire perchè si ostinava a non pigiare nuovamente sul mute, messo anni prima, e aveva aspettato la sera.

Il gelato allo yogurt era proprio una festa, pensava mentre il sole le bruciava un po’ la pelle. Per il clafoutis avrebbe dovuto aspettare. Non poteva lasciarsi sopraffare dall’ingordigia anche perchè doveva andare a fare colazione come ogni domenica mattina nel suo bar preferito.