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Black Cake al Microonde? Facciamocela spiegare dagli americani, va.

Mamma si era convinta che il microonde fosse pericolosissimo. Negli anni novanta questo minielettrodomestico turbava le notti di ogni casalinga. Mentre le più impavide provavano il novello extraterrestre illustrandone le meraviglie alle dirimpettaie, le stesse che poi decenni dopo sarebbero diventate adepte della setta Bimby, mamma stava lì ad agitare la testolina con il suo categorico No. E’ inammissibile.

Ma siamo pazze? La pentola pressione! Il congelamento della carne! E adesso arriva pure il microonde?!

Certo è che verrebbe da pensare mia mamma come una casalinga che non aveva nulla da fare e che si crogiolava davanti alle telenovelas venezuelane, altrimenti perchè rinunciare al guadagno di tempo prezioso? Al contrario di ogni pronostico mamma era (è) una grande lavoratrice e portava avanti un’azienda. Cresceva una figlia. Giocava con questa. Inventava mondi per lei. Cuciva. Disegnava. Faceva mosaici con i vetri. Si prendeva cura del suo uomo manco avesse seguito un corso da geisha e tutte le mattine come se non bastasse preparava i vestiti sul letto a papà e me. Intimandoci categoricamente di non fare nulla “facciotuttoio”. La mania di controllo e la sindrome di Bree Van De Kamp, insomma.

Perchè mamma, oltre ad essere psicolabilmente dedita alla pulizia e avendo delle fisse maniacali di iperattivismo, è sempre stata capace di cucinare-cucire-pulire gli interstizi della cucina-parlare al telefono con nonna e invitare dodici persone a casa senza batter ciglio. Perchè mamma è stata anche un po’ sfortunata nell’avere la quasi totalità delle sue amiche prive di senso di pudore innanzitutto ma anche approfittatrici della sua bontà. E insomma Fernanda è sempre stata quella che apparecchiava, sparecchiava, cucinava, moltiplicava i pani e rassettava casa mentre comodamente le altre signore disquisivano sul colore dello smalto.

L’idea di congelare la carne l’aveva turbata quando la notizia che si potesse morire in tronco, per ben altri motivi però, l’aveva colta all’improvviso tra un maccherone con la salsa e una fetta di carne durante un qualsiasi tiggì delle ore tredici intorno alla tavola.

Quando mangi da/con mia mamma devi sempre tenerti il piatto. Perchè è capace di cambiartelo anche se non hai finito. “te ne do uno pulito!”

Perchè è capace di versare la parte rimasta in uno pulito per farti finire di gustarlo in un piatto non troppo sporco. Quando si è in famiglia la prendiamo allegramente in giro dicendole “stailontanodame” incrociando posate e mani come durante un esorcismo. Quando vi sono ospiti la sediamo con due gocce di lexotan e via.

Ama gli allarmismi la mia mamma. Ama preoccuparsi e reinterpretare notizie per appagare la sua sete di tragedia. Allora la notizia che la carne congelata e ricongelata potrebbe causare morti immediate l’ha rielaborata a proprio modo. Il risultato? La carne congelata fa morire le persone.

Rassegnatasi al fatto che non fosse esattamente così, ha sagacemente pensato di adoperare metodi casalinghi per rendersi conto se la luce fosse mancata durante la sua assenza. Del tipo che metteva delle granite in freezer; è risaputo che le granite ricongelate assumono un’altra sembianza e consistenza; da questo capiva se fosse mancata la luce o no. Ma era solo l’inizio.

Altre teorie strepitose degne di uno scienzato oggettivamente fuori controllo si sono sviluppate all’interno della mia abitazione ma basti sapere che nessuna l’ha mai tranquillizzata.

Scongiurato il pericolo della carne congelata ma sempre con sguardo vigile e attento e sempre per brevissimi periodi, si è passati all’incoronazione della Regina fobia: il gas. Ha turbato le mie notti, mamma con il gas. Ogni sera prima di andare a letto mi dava un bacio e mi diceva “secondo te  ho chiuso il gas?”.

Sapeva di averlo chiuso e di averlo controllato almeno tre volte ma la conferma da me (che l’avevo vista e in più avevo guardato l’allineamento dei pomelli insieme a lei) per certi versi  la rassicurava (o almeno avrebbe dovuto).

Blindati in casa manco fossimo stati la famiglia Hussein, sprangava-chiudeva-controllava e si aggirava come un’agente della DEA pronto all’irruzione immediata. La notte chiusi ermeticamente in casa, mamma mi raccontava di come le altre donne usassero la pentola a pressione e andassero a dormire SENZA CHIUDERE IL GAS CAPISCI?!?! Mentre mi accompagnava a scuola sfrecciando con la sua panda azzurra 750 CL serissima dopo il bacio e “ti vengo a prendere all’una occhei?!” c’era sempre “lo abbiamo chiuso il gas, vero?”.

Ecco per me la pentola a pressione e il gas rappresentano i principi cardini sui quali si basano tutte le mie incertezze; si evince che hanno un ruolo fondamentale nella mia esistenza (turbata).

Per mamma la pentola a pressione era quasi più pericolosa del gas e della carne congelata. Forse perchè racchiudeva quel mix mortale di “facciamo della carne congelata nella pentola a pressione e apriamo il gas?!” Sì. Deve esserci un nesso che riesco a cogliere solo ticchettando. Approfondirò.

Con la pentola a pressione si poteva morire. Sarebbe saltato tutto in aria e tuppeteeeeeeeeeeeeeeeeee. Morti tutti.

“Lo sai amore quante persone muoiono per la pentola a pressione?”

No. Non lo sapevo. Anche perchè d’accordo qualche notizia sul gas c’era stata e l’avevo sentita ma era assurdo come perdessi sempre la puntata del tiggì dove stragi a causa di pentole a pressione erano stato ampiamente documentate.

“Eh non l’hai visto tu! ma io sì”. E perchè mai non fidarsi di mamma? (sbaglio clamoroso)

E io immaginavo di salvare il mondo diffondendo il verbo. Cercando nel mio piccolo di salvare tutti gli esseri umani da questo tragico e assurdo utilizzo di un aggeggio ad alto tasso di mortalità.

Una volta la mamma di una mia amica mi ha detto “faccio i ceci con la pentola a pressione oggi, vuoi restare a pranzo Iaia?”. Abbassai la testa e dissi “no signora, grazie”, ma portai in salvo con me la mia amica augurandomi che la sua famiglia sopravvivesse.

La famiglia della mia amica sopravvisse con stupore mio e della mamma. La stessa famiglia la cui mamma non chiudeva il gas la sera. L’ho saputo da sua figlia che al telefono (swatch arancione doppio per l’esattezza) una sera seraficamente mi ha detto “ma la mamma mica chiude il gas la notte”.

La pregai di chiuderlo; del resto era la mia migliore amica. Potevo salvarla random dalla pentola a pressione portandola a casa mia, ma mi riusciva difficile ogni notte portarla in salvo da quella matta di sua mamma che non chiudeva il gas. Avessi avuto la patente all’epoca avrei potuto offrirmi per girare tutto il vicinato e controllare la manopola di tutti ma. Non avevo neanche un motorino ed ero troppo pigra per fare un porta a porta notturno.

Fu così che sono cresciuta e diventata adulta e psicopatica.

Non congelo la carne, nonostante mamma mi dica”ma fallo eh. Per un paio di giorni però non di più. Non si sa mai”. Non dormo se non controllo il gas tre volte e se il Nippotorinese prima di coricarsi non fa il controllo allineamento con me eventualmente volessi una conferma, mi incacchio pure e tanto. Non ho una pentola a pressione perchè preferisco stare otto ore davanti ai ceci duri piuttosto che far morire i miei nani da giardino in un’esplosione violenta che suppongo potrebbe compromettere l’intera città in cui vivo.

Ma. Attenzione.

Ho un microonde.

Perchè io e mamma abbiamo poi brillantemente superato la questione microonde. Eroine dei giorni nostri, impavide e stoiche ci autocomplimentiamo dandoci vigorose pacche sulla spalla quando azioniamo il microonde.

Mi è oscuro come non sia nata nessuna tragedia riguardo la lavatrice ma è pur vero che mamma mi dice sempre “tu guardala quando lavora. Non si sa mai”. E’ diffidente allo stesso modo nei confronti dell’aspirapolvere. Quando sono andata via di casa mi ha detto “lo vuoi un consiglio amore? non prenderlo l’aspirapolvere. Non mi convince”.

A me piace quando fa quella faccia strana di chi sa ma non vuole rivelare. E’ come se nascondesse storie e segreti su aspirapolveri violenti capaci di fagocitarti durante l’utilizzo. E allora confesso che no. Non ho preso l’aspirapolvere.

Mamma mi ha insegnato a vedere gli elettrodomestici come esseri viventi indipendenti. Delle specie di robot simil Caterina con Alberto Sordi che entrano a far parte della tua vita non tanto per agevolarti quanto per complicartela. Prestando attenzione però si possono avere anche delle piccole soddisfazioni; difatti ieri ho detto a mamma “sai che ho fatto una torta al microonde?”.

E dalla cornetta ho immaginato la sua faccia buffissima mentre balzava in aria dicendo “macosastaidicendo??!?!?”.

Perchè se c’è una cosa che non bisogna fare è: improvvisare. Improvvisare utilizzi. Il micro per mamma ha un solo scopo: riscaldare quando si ha fretta. Sia mai che si riscaldi con il micro se non si ha fretta! Prepararci una torta dentro rientra già nella categoria “stiamo esagerando possiamo saltare tutti in aria. allarme. allarme”.

“Metti dentro il micro e in sei minuti hai una torta al cioccolato!”

“Ma ha dell’incredibile! E non è scoppiata?”

E sì, mamma ha dell’incredibile e no. Non è scoppiata.

Ma lo è ancora di più il fatto che io voglia provare a congelarne qualche fetta. Perchè, so di asserire una roba assurda, ma io non ho mai congelato nulla. Ne parlavo giusto con Cey mesi fa. Regina del congelamento mi spiegava come la vita fosse semplice per le persone che conoscono questa stramba tecnica non adoperata da me e e dalla mia famiglia.

Nel freezer conservo dei conigli per fare delle prove di ibernazione. E sono studi seri i miei, non c’è nulla da ridere. Conservo una sorta di gel che serve in caso ti spaccassi il setto nasale o cadessi (e anche se ti fai la ceretta ai baffi e diventi rossa, lo confesso). Conservo il ghiaccio a forma di cuore per fare i cocktail al Nippotorinese e frutta congelata e frullata per i miei sorbetti iperdietetici. Conservo pure un pacco di minestrone con l’orzo di cui va ghiotta mamma e quando viene mi piace sempre avere un minestrone. Lei si sente così coraggiosa da quando mangia l’orzo congelato che quel sorriso soddisfatto mi gratifica e non poco.

Che poi lei lo mangi anche alle quattro del pomeriggio come spuntino è un altro discorso. Non vorrei far passare la mia mamma per una tipa “strana”.

Davvero voglio provare a congelarne una fetta. E’ un grande passo.

Da oggi io sono una donna che congelerà un pezzo di torta fatto nel microonde.

E mi sento tanto ma proprio tanto orgogliosa di me.

(che poi la mangerà il Nippotorinese quindi che mi importa? )

La ricetta della Black Cake al Microonde la trovi cliccando qui >>>

( e la dedichiamo a Giuli)

( ahem confesso di averla fatta girare altre due minutini perchè ero terrorizzata dal fatto che non venisse compatta*dissefischiettandofingendoindifferenza)

———–

Sempre in tema di Cioccolato poi, segnalo la ricetta che ho uplodato sulla rubrica di Halloween.

Il Cupcake  aromatizzato alla vaniglia (la ricetta base) con una crema di burro al cioccolato (anch’essa ricetta base). Considerando che ve ne saranno una moltitudine direi di partire dagli ingredienti principali per poi arrivare alle variazioni leggermente più elaborate.

Il post sul Cupcake aromatizzato alla vaniglia con la crema di burro al cioccolato Halloween version la trovi cliccando qui >>>

Segnalo inoltre una bellissima iniziativa: 

Donna Moderna porta in tre città italiane “Experience Store”, una nuova grande iniziativa dedicata alle lettrici: uno spazio nato come luogo di incontro e di shopping. Experience Store partirà il 30 Settembre a Catania dove resterà fino al 9 Ottobre (Villa Bellini), per poi approdare a Salerno (dal 21 al 30 Ottobre) e concludersi a Genova (dal 11 al 20 Novembre). Dieci giorni per tappa per dare modo di conoscere più da vicino Donna Moderna. Casting live aperti a tutte le donne che sognano di diventare protagoniste della rivista. “Donne vere”, piacevoli, di ogni età e taglia, studentesse, mamme, donne in carriera che desiderano realizzare il sogno di indossare un bell’abito o di posare per un servizio esclusivo sulle tendenze beauty. All’interno dell’Experience Store ci sarà la possibilità di incontrare i giornalisti che mostreranno dal vivo come nascono le idee, i servizi di moda e le rubriche. Il pubblico verrà inoltre coinvolto in veri e propri workshop, utili e divertenti.


 Il sito di Donna Moderna ha inoltre organizzato un gioco dedicato agli appassionati di fotografia e web che vivono a Catania: basta scaricare l’applicazione Instagram, il social network fotografico più popolare del momento e iniziare a scattare foto della città, a persone, scorci, monumenti e panorami mozzafiato. Le foto più belle saranno raccolte in una mostra online su Donnamoderna.com e verranno dati regali e sorprese ai fotografi più talentuosi. Per maggiori dettagli consultare il sito http://ty.donnamoderna.com/experience-store . “Experience Store” è un importante progetto sociale, nato dalla collaborazione tra Donna Moderna e Mediafriends, a favore di Caf Onlus e Focolare Maria Regina Onlus. Le aziende e il pubblico che aderiranno alle attività organizzate contribuiranno concretamente infatti a dare una mano ai bambini che hanno subito maltrattamenti o abusi.

Io ho dato il mio contributo con alcuni scatti. Uno su tutti :

CAN(n)O(ll)A : una canoa-cannola. 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
56 COMMENTS
  • pieceofstar24 03/10/2011

    primaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

    • Giulia 03/10/2011

      <3<3<3<3<3<3<3<3
      Max è tornato*_*
      stai attentaaaaaaaaaaa

      • pieceofstar24 03/10/2011

        sono attenta e velocissssssimaaaaaaaaaaa. cielo però devo avere il tempo di leggere. Umpft oggi un casino di cose da fare. 🙁 stasera se riesco <3 (dopo mando sms mi dici di nonna e. dobbiamo parlare noi. si.)
        (è una minaccia)

  • pani 03/10/2011

    sai che storia usare le pentole a pressione invece delle molotov? Ceci, lenticchie e broccoli che volano, falcidiando tranquilli passanti e imbrattando muri appena intonacati.
    Io ho smesso di chiudere il gas circa tre mesi fa. Credo che riprenderò a farlo fra poco, quando arriverà il generale inverno.
    Poi c’è una cosa che mi chiedo spesso: come si fa ed essere sicuri che la lucetta all’interno del frigorifero è veramente spenta quando il portello è chiuso?

    • Giulia 04/10/2011

      Pani ti prego dimmi perchè d’estate non lo chiudi-.
      E’ importante.
      Devo saperlo. SOno serissima (ti tormenterò . sappilo. ti inseguirò. pedinerò e tutti i verbifuturosemplice ) . Dimmelo *_*
      c’è qualche segretoconnubbbiocontreb gas-estate e non ne sono a conoscenza ? hai svolto degli studi appositi estromettendomidatuttoquesto?
      parliamone.

      La luce è spenta sicuro. Io quando ero piccola aprivo e chiudevo( vabbè pure un paio di settimane fa) . Con il frigo vecchio veniva proprio meglio perchè c’era quel cosino biancolateralelevettantica. Con il frigo spaziale di adesso lo studio è più complicato perchè la levetta non c’è *_* è tuttoautomatizzatoesuonapureselodimenticoaperto.
      Questo frigo non è amico mio . Ma è un altro discorso.
      Si spegne però e ne sono sicura (almeno qui eh. Tu dovresti provare ) perchè lasciando i conigli di plastica dentro (ne ho uno anche dentro la lavastoviglie che è diventato tutto giallo nella parte superiore vicino alle orecchie ma non nella parte inferiore) mi è capitato di aprire all’improvviso.
      (svolgo indagini sulla resistenza dei conigli di plastica)

      E mai e dico mai. L’ho trovato con gli occhiali da sole.
      Se ci fosse luce lì dentro li indosserebbe, no?
      Non potrebbe stare a lungo senza occhiali da sole tra philadelphia e burro.
      Indi per cui mi sto fortissimamente convincendo che sì.
      La luce si spegne.

      • pani 04/10/2011

        io non ne sono affatto convinto. Purtroppo non ho nessun coniglio che può fare da test. Quello che avevo (si chiamava Empe, sob) non c’è più.
        Potrei usare uno dei miei pincetti ma non sono molto affidabili. L’unica è infilarsi dentro al frigorifero e quasi quasi…potrei anche farlo. Ormai ha la sua età e sarebbe ora di cambiarlo. Prima di sbarazzarmene lo svuoto e mi ci infilo dentro.
        D’estate c’è un motivo per cui non è necessario chiudere il rubinetto del gas. Le finestre sono aperte, molte, tutte e quindi, anche se ci fosse una fuga l’ambiente non si saturerebbe. Durante l’inverno invece, con finestre sigillate e paraspifferi, la casa diventa come una pentola a pressione.

  • ireoslastrega 03/10/2011

    Io sono d’accordo con tua Madre. La pentola a pressione è il MALE. Quando me l’hanno regalata l’ho esorcizzata e ho nascosto il coperchio. Ecco.

    Se ti amo?
    Ovvio.

    • Giulia 04/10/2011

      io ti amo e lo sai.
      Ora dimmi ti prego che MAI userai la pentola a pressione senza prima parlarne con me e Nanda.MAI
      giuramelO !

  • Martina 03/10/2011

    Anche io sono cresciuta con la mamma e la sua costante cantilena dell’abbiamochiusoilgasmarti??!.
    Caratteristiche della mamma gasfobica sono poi le volte in cui si rientrava a casa per controllare l’effettiva chiusura, rigirando per bene la manopolina, per poi, una volta di nuovo fuori, chiedersi con espressione Amletica: ” E se invece di chiuderlo l’avessi aperto??! ho perso i migliori pomeriggi ad aspettare tra un piano e l’altro del mio palazzo 🙂
    ps. La pentola a pressione fa paura anche a me! e anche l’apertura delle bottiglie di spumante…mi aspetto da un momento all’altro la cecità causata dal malvagio mister sughero!

    • Giulia 04/10/2011

      Marti abbracciamoci forte. Peccato non poter abitare nello stesso palazzo perchè avremo di sicuro potuto giocare mentre le genitrici *_* controllavano il gas chiudendo riaprendo provando.

      (ahem ecco. rido tantissimo perchè anche io all’apertura della bottiglia di spumante ho sempre creduto che potesse succedere una mini tragedia del tipo: tappo in un occhio-ospedale-nulladigravemaferitadolorosa sino ad arrivare tappo nel lampadario-crollo del suddetto sui festanti-tuttimortischiacciati e cagnolino tristissimo che abbaia nella notte per chiamare aiuto )

      (ricoveriamoci adesso , ok? )
      (in una clinica senza gas però ! *_* )

  • lacinzietta 03/10/2011

    No. No, questa non me la dovevi fare. Cioccolato al lunedì mattina?? E poi questa storia della torta al microonde è geniale, assolutamente geniale. Ecco.

    • Giulia 04/10/2011

      Ciiiii <3 provala ti prego perchè è davvero pazzesca *_*
      Il nippotorinese che non ama particolarmente ilcioccolato ha detto: sepofà.
      Che è già una sorta di mezza stella michelin 😀 !

      Sti americani quante ne sanno *_* !
      etusarailamiainviataspecialissimavero?! (dimmi di sì. ti prego)
      <3

  • Ari 03/10/2011

    la mia soddisfazione più grande è stata riuscire a preparare la pizza al microonde, lo ammetto.

    • Giulia 04/10/2011

      santapizzetta! (che qui ci sta pure tanto bene) ma non ho mai provato *_* maiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  • yliharma 03/10/2011

    la mia mamma usa la pentola a pressione e congela anche il gatto….però il microonde no. quello mai. e mi ha attaccato la fobia, anche se poi a lavoro mi ci devo scaldare il pranzo…ovvio che un giorno avrò un microonde e lo userò come una pazza, lo so 😀
    però…sta cosa della tendenza all’esagerazione e alla tragedia…ma sarà mica una caratteristica delle donne sicule? no perché ce l’hanno anche mia mamma e mia zia (sua sorella)…se qualcosa va storto, ne fanno un disastro epocale, un raffreddore diventa una malattia incurabile ecc ecc… bisognerebbe indagare: qualcuno ha altre donne sicule da analizzare?

    • Giulia 04/10/2011

      Paolamia sì. Abbiamo un campionarioenormeeeee di donne sicule e ti dico che sì. Tendono tutte alla tragedia. Ahem qui vi è un fulgido esempio *si mette sulla scrivania in posa e lancia cuoricini.

      In realtà Nanda per malattiafebbreblablabla no. Nel senso la donna sicula si dedica a una tragedia in particolare. Ad esempio: febbre? 36.2 ? antibiotici a manetta , ospedale e pianto sul letto di morte. Il 98 per cento qui è così.
      Mamma no. Non mi ha mai fatto prendere medicinali e mi ha sempre spedito a scuola anche con 38 dicendo: fatti queste cinque ore e poi si vede.
      Non ha mai fatto tante storie riguardo questolatofebbrosoqua.
      Ma sul gas. Ecco sul gas. La pentola a pressione e chiudersi con 120948203482048204 giri porta di ferro blindata sì.
      Le fobie delle mia mamma risiedono tutte in casa e l’analisi psicologica che ne viene fuori è devastante perchè non è riuscita a celarle e trattenerle ma me le ha consegnate belle e infiocchettate *_*
      L’ho presa sempre in giro e adesso mi ritrovo a fare esattamente le stesse cose ma in maniera ancor più maniacale.
      Adesso è lei a dirmi ” amore però none sagerare”.
      A me verrebbe di darle amorevolmente un calcio sugli stinchi *_*
      ma poi l’abbraccio e le dico sonopazzapercolpatualocapisci’!?
      ci ridiamo su ma. Mi sa che un calcio sugli stinchi (piano piano) io a Fernanda mia glielodo( ovviamente non so quel che dico)
      Insomma: parliamo di tua zia *_*
      anche lei problemi con la pentola a pressionemicrogas?
      (il micro confesso che non è tra gli oggetti indispensabili della mia vita in cucina ma è stramaledettamente comodo e santapizzetta perchè rinunciarci?!?!)

      (l’uovo nel micro ? devi provare *_* fantascienzzzzzzzzzaaaaaaaaaa)
      ‘3942’34924932’094’0249’0248 baci paolamia

      • yliharma 04/10/2011

        che succede all’uovo nel microonde…? sono curiosa…
        mia zia è la tragedia fatta persona, per qualunque cosa….e perché io non mi sposo “non vorrai mica restare da sola come me??” (è pure zitella….sì…) e perché non ho il lavoro stabile “e possibile che tutti ce l’hanno e tu no?” (ma tutti chi?) e perché c’ha i dolori, e perché suo fratello c’ha i dolori, e perché sua sorella c’ha i dolori, e perché la figlia della vicina è una delinquente (ha qualche tatuaggio…) ecc ecc ecc. e tutto con toni lamentosi da tragedia greca. e se le dico che ho il raffreddore parte con la tragedia. ormai non le diciamo più niente… 😀
        mia mamma invece è più orientata alla casa, tutto deve essere pulitoperfetto, se si rompe qualcosa va in paranoia “ommioddio come faremo ora che il barattolo del parmigiano s’è rotto” e roba così O_o
        e a me ha attaccato la mania del pulito e la “schifignoseria” ma la sto combattendo! diventerò stoica e mangerò anche con la forchetta sporca al ristorante: ce la faròòòòòòòòòòòòòòòò (non ce la posso fare…) 😀

  • Ho letto le prime righe e già stavo pinagendo…ora vado a farmi offrire il caffè dal Giammy (Ebbene si altro incontro fugace) e poi ritorno…sai quando c’è il GIammy mi blocco!

    CIaoooooooooooo

    Ps che posso mandarti una mail avrei voglia di dirti un pò di cose e che non so veramente a chi dirle…so che sembra patetico …ma va beh.,..

    • Rieccoci. E penso che ogni madre sogni l’amore che tu dai alla tua.
      E in questo mi sento un po’ in difetto. Mia madre lavorava e aveva un marito violento (si che beh all’anagrafe si chiama Papà), non aveva tanti soldi e cucinava, lavava, stirava e senza aggeggi da cucina elettronici preparava fantastiche torte. E mamma mi ha insegnato che solo chi ha buon gusto appare principessa non chi spende i soldi. Mamma è sempre stata combattente e lei ce l’ha fatta. Mi ha portato via da Torino si è risposata e mi ha fatta studiare.
      Eppure io non riuscirei a stare in cucina con mia madre a cucinare con lei o per le. Non riuscirei a parlarci. So che mi vuole bene, ma sono consapevole che voleva un’altra figlia. E mi dispiace per lei che io non possa traboccare amore come fai tu per la tua mamma. Perchè in ogni post c’è un po’ di Sicilia, di mamma e di nonna. Donne di diverse generazioni con diverse fissazioni e diversi colori e odori (perché le donne siciliane se poi nonne non ne parliamo hanno quell’odore inconfondibile di bucato, di casa con il cotto e finestre spalancate…)
      Donne diverse e unite che forse non hanno bisogno di dirsi grandi cose perché basta un piatto cucinato insieme per riprendere magari da dove si era lasciati mesi fa.

      In realtà volevo raccontarti la mia esperienza con la pentola a pressione, perché tua madre AVEVA RAGIONE.
      Io nasco a Torino e i miei zii con cui sono cresciuta (fino a 5 anni poi sono subentrate le zie siciliane) vivevano a Montà d’Alba. Beh per farla breve quando ci siamo trasferiti mio zio ha portato a mia madre un gallo ammazzato per l’occasione la sera prima. (La mia esperienza con le galline ti ho già detto. La cosa che rifletto ora è che forse c’è una correlazione magari se in quella maledetta pentola a pressione c’era un conigli invece che un gallo…. O_O Non ci voglio pensare O_O )
      Beh mia madre caccia sto benedetto gallo in cucina nella pentola a pressione titubante e insicura, ma mio zio era serenissimo.
      Andammo tutti insieme in sala a far non bene che cosa. Poi Zio andò fuori a farsi un giro.
      Mamma andò in cucina a vedere il Gallo, io la seguì con annesso Elefante (si il mio amico inseparabile).
      Me lo ricordo come fosse ieri. La cucina illuminata dal sole, il rumore di bollore della pentola, mia madre che si gira verso di me, mi mette una mano sul petto e mi dice “stai lontana” (e grazie a Dio per una volta l’ascoltai). Lei che si avvicina alla pentola e poi….
      Un boato!
      Ricordo solo che mamma mi ha spinto sotto il tavolo e mi tenne forte. Non vedevo nulla, sentivo solo il puzzo di bollito e un rumore strano di “ciaf ciaf ciaf”.
      Poi dopo un’eternità (magari saranno stati secondi) uscì dal tavolo e vidi mia madre a terra piangere come un vitello. Li per li non capì, poi timidamente alzai gli occhi!
      C’erano pezzi di gallo spiaccicati per tutta la cucina. E un odore di morto pazzesco ovunque.
      Mamma si è ustionata mezzo braccio con una parte di gallo che è saltato fuori, fortunatamente senza lasciare traccia.

      Morale: NOI NON POSSEDIAMO PENTOLE A PRESSIONE. Ed io non comprerò mai una pentola a pressione.

      A mia madre qualche anno fa (penso che dall’incidente siano passati più di vent’anni) le hanno regalato una pentola a pressione. Ci ha provato ad usarla. L’ha rimessa sul fuoco e poi stava li con panno, cucchiaio di legno a guardarla…”pronta a combattere”, ma non ce la faceva e spegneva. Penso che non l’abbia mai usata.

      La mia idea sul microonde te la risparmio, direi che come inserto al post può bastare.

      • Giulia 04/10/2011

        Premesso che puoi scrivermicomequandovuoi e che per me sarà un piacere a dir poco anche perchè so che sai che io (è una frase sintatticccamente assurda machiseneimporta) insomma. ritardo. ma.
        ci sono.
        Ecco. premesso questo e premesso pure ch eno. Non voglio mi risparmi dell’idea sul micro e neanche che mi risparmi di questi meravigliosi ricordi.
        E.
        E insomma potrei scrivere fino a natale 2013, maya permettendo.
        ma ce la possiamo fare.
        direi per punti .
        1) Prima del Nippotorinese generalizzavo un po’ sai? Non tanto ma generalizzavo. Sostenendo freddezzacaloresentimentiblabla. Razionalità, pochissimamaturitàinpiù e convivenza con “fattore x freddezza” ho capito quanto questa discussione possa diventare profonda, complicata , piena di insidie e meraviglie ma . Ma alla fine generalizzando si ritorna a dover sintetizzare in quel calorefreddezza. A me, al contrario della maggioranza, mi piace la compostezza e il diverso modo di approcciarsi. Forse perchè non sono tipicamente da aprroccioiammbelleabbracciebaci. Virtualmente sì, perchè la mia indole è quella e provengo e sono quello. E se nonf ossi stata timida, come inr ealtà sono, avrei potuto lanciarmi anche realmente in questo determinato tipo di atteggiamento. Ma . La realtà è che mi sono trovata davanti un mondo e un modo di diverso. A partire, una su tutte, con l’amicizia (importantissima) nata con la sorella del Nippo. La mia socia cognatosa.
        E’ cominciato tutto con lei.
        Non ci sono troppi momenti mielosimelensileziosi come ho avuto in precedenza con indigene del luogo. Ci sono concretezze, meno abbracci e sbaciucchiamenti .
        Più momenti determinanti . Anche con te. Ho questa sensazione di pochi sbaciucchiamenti e concretezza.
        Di raccontarsi una vita con delicatezza, attraverso peluche e pensieri. Due parole in un video. E . foto.
        Non voglio generalizzare ma lo farò. E’ un tipico atteggiamento che invece appartiene a te. In quanto te sta per latitudinenord.
        E questo atteggiamentolatitudinenord lo amo. E profondamente. Una sudista convinta potrebbe pure azzardare che la tua folle simpatia e profondità sono frutto degli zii del sud 😛
        perchè c’è sempre questa assurda rivalità che fa sproloquiare un po’ entrambe le parti. In realtà è una questione, credo, di profondità. DI volere davvero capire quello che è diverso da te e non necessariamente sbagliato.
        E non tutti arrivano a questo percorso se non percorrendo sentieri lastricati da stratosferiche minchiate.
        Se tre donne che cucinano insieme e si abbracciano possono pure nascondere lerciume e troppi pettegolezzi (grazie al cielo non è il mio caso personale. qui ci amiamo davvero e siamo tre cretine che non hanno ruolo ma tre amiche. e anche questo può essere sbagliato) come è tipico qui . tre donne che non si abbracciano “lì” lo fanno solo quando è giusto.
        E per questo diventa ancor più apprezzzzabile con tante z e profondo.

        Non potrei stare più con uomo di mentalità siciliana. Si badi bene che non affermo di non poter star più con un uomo siciliano . Ma con un uomo di mentalità siciliana. Che purtroppo nel 90per cento delle volte per non dire 99 è sempre sotto la gonnellina della mamma.
        Dice che la pasta a forno della mamma è la più buona di tutte.
        E.
        Si fa pilotare dalle femminuccciiiie ma nelle decisioni importanti (sarcasmo) decide lui perchè è l’ommmo.
        Primo perchè grazie al cielo la vita mi ha riservato un altro tipo di padre e per questo qui vorrei abbracciarti forte e dirti mi dispiace.
        e profondamente.
        Secondo poi perchè pur capendo e profondamente che non è questione di latitudine e che il buonsenso dovrebbe appartenere a nordsudovestest.
        purtroppo generalizzare non solo è comprensibile ma diventa quasi obbligatorio perchè lapalissianamente ci si basa sulla maggioranza.
        e la maggioranza è quella.
        sud: pizzamandolinocasinodisordine
        nord:compostezzaserietàbagnacaudaordine.
        E grazie al cielo a non tutti piace la pizza.
        A me ad esempio la pizza fa anche un po’ antipatia.
        Per dirti che tu con il tuo gallo, la pentola a pressione, la tua parte sicula e torinese.
        Il tuo raccontarti .
        E Peppina.
        Siete entrati nel mio cuore.
        E non è un caso secondo me se porti Torino dentro. Un po’ di sicilia e un gallo dentro una pentola a pressione.
        Non è mai un caso quando ci si incontra.
        Ed io sono felice di averti incontrata Pepe.
        Tanto:*

      • Pepe 04/10/2011

        Urca la la la. ^_^

        tanto per fare il buco alla ciambella…. (che c’entra? non so).
        Mia madre è di Licata con tutte le zie al seguito (sue sorelle). Mia madre era una “rivoluzionaria” o così la chiamavano al paese. Tutto perchè indossava gonne sopra il ginocchio la domenica e voleva studiare in Francia e diventare professoressa di francese.
        Non ha fatto nessuna delle due cose, ma andarsene dalla Sicilia si. Proprio per quella mentalità di cui parlavi tu. Ed ha imparato però aimeh fin troppo bene che al nord non era poi così diverso. I piemontesi hanno una forte mentalità meridionale (guai a dirglielo ma “sun terroni” ^__^) che negli anni 70 era “no Terrun vai via” ect ect.
        Io nasco a Torino e ho un legame speciale con Alba e mio Zio (quello del gallo), beh avevo poi è sparito (da una settimana è comparso… potere delle galline).
        Mi trasferisco a Milano e qui mi stoppo, perché se per me è la mia vita condensata in 3 righe so che alla gente risultano “rivelazioni agghiaccianti” . E pensa o che sia falso o che cerco compassione o mi da compassione. Diciamo che sono successe cose che non devono succedere. E nel mentre mia madre si risposava con un Milanese doc mezzo austriaco (altro che disciplina =_= !!! Non te dico!!).
        Per questo ho “odiato” mia madre, crescendo ho scoperto che non era tanto perché si risposava in fondo mio padre è sparito quando avevo 5 anni ed è magicamente ricomparso in una bare con un conto da pagare, che non ho pagato e non me ne vergogno.
        Mi sono accorta che ero incavolata con lei perché io non sapevo quello che succedeva a me stessa. Si pensa sempre che le mamme vedano, sentano percepiscono. Ma da figlie forse ci dimentichiamo che le mamme sono fatte di carne e ossa e piangono, soffrono, non capiscono, non vedono e non possono immaginare.
        E quei 3 anni da incubo me li porto dentro come un tatuaggio mal riuscito . E la cosa assurda che mi hanno travolto solo dopo a distanza di quasi 5 anni. Dai 18 ai 24 anni (e da li che scoprì che scrivere ti tiene la mente, le mani e il cuore occupato) diciamo che ho vissuto con molto rock. Non accorgendomi che in fondo ero solo un cucciolo ferito (della serie “ma dove vuoi andare!!”).

        Il 25.02.2010 la mia vita è cambiata. Quella che percepisci ora, è una io che non conosco, che mi stupisce e mi spaventa perché certe volte non comprendo quello che mi succede.
        Nel maggio del 2008 ero pronta a lasciare i sogni nel cassetto a percorrere quel binario perfetto: scuola-maturità-università-banca-carriera-compracasa-compracane-sposati-
        Senza preoccuparmi dell’ “essere felici” o quanto meno di provarci. Ero assolutamente certa per quanto ho vissuto (sono convinta che l’età si misuri con l’esperienza. Ebbene io ho 42 anni! ^_^) che bisogna piegarsi alla vita e non combatterla (cosa che ho fatto per 23 anni della mia vita).

        E poi la vita ti sorprende come non avrei mai immaginato e fa si che tu ti senta finalmente donna, finalmente consapevole della tua carne, dei tuoi difetti e che riesca a dire apertamente “sai che c’è chissene” (è il mio nuovo motto ^_^).
        Ho scoperto tanto cose. E una su tutte. Ho scoperto che anche io so amare, ho scoperto che anche io so piangere perché mi manca qualcuno, ho scoperto che non mi devo vergognare di volere una persone e di preoccuparmi per questa persona. Ho scoperto che per farsi amare non devi disegnarti e raffigurati ma semplicemente spalancare gli occhi e guardarlo li davanti a te.
        Fino a quel giorno non ho mai detto scusa ne grazie. Non ho mai abbracciato nessuno, non ho mai baciato veramente qualcuno. Ho fatto regali, ho fatto raffigurazioni di fidanzamenti durati 7 anni … sono stata una grande attrice la migliore.
        E ora mi ritrovo con mia madre che non sa chi sono e non lo immagina neanche. Ed il vuoto intorno.
        Il 25.02.2011 alle 20.00 circa ho attraversato un corridoio buio perdendo una scarpa (si fa molto Cenerentola ma è così che andò) e corsi ad abbracciare il Giammy il quale non fece nulla. Rimanemmo così per boh un’eternità e mi disse alla fine “sai che fa un male cane uscire dal bozzolo e iniziare a volare”. E non capì subito (sono tonta ma se non hai mai provato certe cose è difficile). Però lo amai e me lo presi. Più che altro mi piazzai a casa sua dopo 2 settimane e non ci uscì più ^__^
        E decisi di dare un calcio alla mia vita. Abbandonai il PuntoRacingClub (ricordi i video che ti ho fatto vedere) perché era finita quell’era dell’apparire senza essere. Tagliai i finti rapporti dovuti (erano pochi ma li eliminai).
        E come una bimba che torna a vedere dopo 28 anni ho stretto la mano del mio Giammy e ho cercato di capire se c’era veramente un posto in questo mondo.
        E la vita ti riserva cose terribili ma anche meraviglie. E sai ho scoperto qual è il segreto.
        Essere noi, con le fantasticherie, i dubbi, le paure e non vergognarsene. Spalancare il cuore. Facendo così si è più forti, migliori di tutti. E la gente non capirà, la gente si stupirà, e ti aggredirà per questo, ti sputerà addosso cattiveria ed egoismo.
        Ma tu non arretrare, spalanca i tuoi occhi e fai quello che sei.

        Chi come te da un piccolo pallino riesce a tirare fuori un nano da giardino significa che ha vissuto. Significa che ha sofferto che ha conosciuto la solitudine, ha conosciuto l’emarginazione, ha conosciuto il rifiuto, ha conosciuto la cattiveria. Significa che sei speciale, che sei talmente naturale che un soffio di vento ti fa vibrare.
        La gente non lo capisce, la gente ti aggredisce.

        E noi, io e te in questo lo sento siamo simili, non corriamo via. Ci chiudiamo. Ci chiudiamo sul quaderno bianco (tu disegni, io ho sempre scritto parole parole e parole bada PAROLE non frasi).
        E quando talvolta, perché la vita sa stupire, incontri persone che riescono a capirci qualcosina, anche una puntina, di tutto questo volteggiare/blaterare/fotografare/urlare beh ci riempono i vuoti che abbiamo da sempre ed è più che sufficiente.

        Un abbraccio.
        “Io mi cibo di persone e sensazioni e allontano i contratti e le frequentazioni. Tu sei un piccolo fiore di viola glassata adagiata armoniosamente su un cupcake.”

      • Pepe 04/10/2011

        Ps. Hai detto che andavi per punti ma ti sei fermata all’Uno! ahahhaa
        GRAN_DE

  • Mariangela 03/10/2011

    Ebbene si, anch’io chiudo sempre il gas, ma non la sera prima di andare a dormire, lo chiudo ogni volta che finisco di cucinare…non si sa mai…e poi è una buona abitudine, ci si mette un secondo e si sta tranquilli!
    Per ovvie ragioni non possiedo una pentola a pressione e nemmeno il microonde.
    Non ho nemmeno il problema di riscaldare gli avanzi perchè non avanzo mai niente, mangio come un orso! porca miseria, spero che il mio metabolismo continui a collaborare anche a adesso che ho DA POCHISSIMO passato i 30…altrimenti diventerò una palla…che poi essendo pure alta poco più di un metro e mezzo farei davvero ridere….
    Ti abbraccio forte Giulia, buon inizio settimana!!

    • Giulia 04/10/2011

      Mariangela ti adoro !
      ahem confesso di non averlo scritto per non farmi ricoverare immediatamente ma anche io chiudo il gas ogni volta che cucino. Carrambaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa*le salta addosso e la bacia violentemente*
      Ma allora NON SOLO SOLAAAAAAAAAAAAAAAAAAA !(datemi un sedativo)
      Mamma è così tanto orgogliosa di me !( non è vero. dice che mi ha rovinato ed io annuisco).
      Ecco.
      Sai che questa notizia un po’ mi rincuora? perchè finora nessuno mi aveva confessato di farlo (sospettavo che qualcuno al mondo esistesse, lo ammetto)
      Fondiamo un club e salviamo il mondo !

      Ok mi calmo.
      Santapolpetta *_* ma io amo il tuo metabolismo! dimmi che si può comprare un prototipo del tuo metabolismo adesso . TI PREGO ( io se non corro come una matta e faccio esercizio . Porello . Lui non lavora mai *_* è un metabolismo con la mentà sicula che timbra il cartellino e poi va a fare un po’ quello che vuole 😀 )

      Un bacio grande e ti abbraccio forte anche io.
      Grazie sempre per la compagnia :*

      • Mariangela 04/10/2011

        Mia mamma mi da sempre dell’imbecille quando me lo vede fare, io l’abitudine l’ho presa da mia nonna che lo chiudeva sempre, lei aveva ancora la bombola del gas in cucina, forse è per quello che lo faceva…comunque è una buona abitudine e non facciamo del male a nessuno!!! DACCORDO?????

        Devo ammettere che sono davvero fortunata e non ho la tendenza ad ingrassare però ogni tanto (due volte alla settimana) anch’io vado a correre e obbligo il cane a venire con me, da sola non mi piace!

        Tanti baci per te!!

  • Katia Ostanel 03/10/2011

    Posso unirmi al club di quelli che non hanno l’aspirapolvere e si, lo confesso, sono terrorizzata dalla pentola a pressione…L’ho sempre vista come una sorta di razzo lunare pronto a schizzare nello spazio!!!
    Ma plauso assolutamente plauso alla torta nel microonde,,,ci proverò!
    E si, Giulia, congelare non è tanto male: io ho il freezer strapieno, soprattutto di carne (mio suocero fa il macellaio e il mio fidanzato è mooolto carnivoro), ma soprattutto ho i cubetti di ghiaccio a forma di omini lego!!!
    Un abbraccio a te e alle nostre manie!

    • Giulia 04/10/2011

      Katia FERMITUTTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!FERMIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!
      1. esistono i cubetti a forma di lego? *svengo*
      2. Congeli carne suoceromacellaiofidanzatocarnivoro cioè significa che non è mai successo nulla? malore improvviso? qualche nanodagiardinomorto per fettina di carne congelata? siamo sicuri? Posso mettere sull’agenda “zeroferitiacasadikatia” ?!
      3. L’aspirapolvere è il male. A me l’anno scorso hannor egalato insieme alla reflex quellatondachecamminadasolaepuliscedasola. Si chiamava Oronzo . Bene, due settimane e poi è stata silurata in cantina. Anche la scopa elettrica. Dopo un breve entusiasmo. via *lanciataincantina
      4. Sììììììììììììììì la torta al micro *_* mai più senza. E’ stata una di quelle scoperte pazzesche che ti fanno entusiasmare senza alcuna ragione. Giusto per il gusto di entusiasmarsi, insomma. Una torta in 6 minuti può davvero salvarti la serata. Ospiti improvvisi (ok mi calmo. devo smetterla)

      E viva le nostre manie e fobie, sì.
      Un bacione Katia :*

      • Katia Ostanel 04/10/2011

        Ebbene si, sapevo che i cubetti a forma di omino Lego avrebbero destato il tuo interesse! Lo stampo da 8 omini mi è arrivato in regalo dal mio fidanzatorinese, che è andato in gita al parco divertimenti Lego che c’è in Germania (eppoi io sono quella strana, tra tutti e due facevano 70 anni di età,ma evidentemente Peter Pan ha effetto anche su di loro!!!)…Ma penso che si possano trovare anche on line, anzi, ne sono quasi sicura,,,e devo dirti, per aumentare il tuo interesse fino a toccare le stelle, che a Berlino, invece, avevo comprato il salino ed il pepino a forma di testa di omino Lego,,,come dire, ognuno ha le sue perversioni!!!!

        Confermo che no, assolutamente nessun segno di morte, nemmeno apparente, malattia o eritemi cutanei a causa di carne congelata, seroferitiacasadikatia (ho anche usato amici cavie che sono in salute ancora oggi)…Quindi…In fondo anche Otzi si era conservato bene sotto ghiaccio!!!

        NOOOOOOOO,l’aspirapolvere che va da solo noooooo!!!Io sarei terrorizzata:pensa se all’improvviso dovesse prendermi un colpo o finissi svenuta sul pavimento…L’aspirapolvere potrebbe anche risucchiarmi e nessuno saprebbe mai che fine ho fatto!!!

        Uhmamma, oggi sono un pò macabra,,,tantè,vado a far la torta di mele.
        Baciottoli di cioccolato!

  • Valentina 03/10/2011

    Devo assolutamente provarla! Parola di cavia 😉

    • Giulia 04/10/2011

      Caviaaaaaaaaa *_* ma vieni qui e fatti abbracciare forte ! :*:*:*:*

      • Valentina 04/10/2011

        Sfornata e assaggiata! Il mio microonde é rimasto stupito di quello che sa fare! 😛
        Grazie per la ricetta dolcezzaaaaaa! 🙂

  • Selena 03/10/2011

    Eccomi. Un’altra con la famiglia al completo che controllavano il gas 3 volte prima di poter andare a dormire. Mi hanno fatto venire su un patema che io a casa ho SEMPRE chiuso il gas, lo apro quando mi serve. Così come l’acqua della lavatrice “che se lo lasci aperto rimane dell’acqua nel tubo e marcisce il tubo” e allora via a tenere chiuso tutto (tanto non costa fatica).

    La pentola a pressione non è mai piaciuta manco a me e non ne sento neanche un po’ la mancanza (sarà che non ho mai fatto piatti con preparazioni stramegalunghe, senza contare che si può fare tranquillamente anche senza)…

    Ma con il microonde ho delle risate assicurate. Mia mamma prende il microonde coi punti dell’Esselunga. Modello vecchiotto. Mio papà chiede di scaldare una pagnotta per poterci fare un panino. Chiunque ha un microonde sa come vengono panini e panificati in genere: gommosi all’inizio e poi duri come il marmo.
    Ecco.
    Ora immaginate mio padre che prende la pagnotta gommosa che subito diventa marmo e sentenzia “il microonde ha ucciso il pane”. Son dovuta andare di corsa in camera mia per non ridergli in faccia. Da allora il microonde lo usavo solo io e SOLO per riscaldare “cheilmicroondefamaleperchésì”.
    Ora cel’ho in casa mia a fare il suo dovuto dovere di scaldatore di roba + scaldatore d’acqua per un the velocissimo + preparatore di dolcini alla tazza (la torta che ha presentato oggi tu, tatola Iaia mia)

    • Giulia 04/10/2011

      Rido fortissimo per il rubo della lavatricetiamo. Lo faccioance io *rotolo per terra ridendo. E questa cosa che siamo a tre. Che lo chiudono ogni volta che cucinano e non soltanto la sera mi fa sentire davvero bene.
      esenoncifossituselmia*sospirò.

      E ora rido fortissimo per il tuo adorabile papotto che adoro.
      datemiunbicchieredacquasoffoco
      (non so nulla delle torte alla tazza ma so già che impazzirò perchè le immaginotortedentrounatazza. dimmi che è così e mi svolti la giornata.fotograficamentebellissime.okdevocalmarmi. mi fiondo su gugol)

      che ti amo lo sai :*
      ma lo ripetiamo ogni giorno che non fa male
      ecco.

  • Alessia 04/10/2011

    Tu sei un genio ed io ti adoro!!
    Axxx

    • Giulia 10/10/2011

      ma cucciola eccotiiiiiiiiiiii!!!
      perdonami leggo solo adesso 🙁
      faccio un po’ fatica ma in ritardo. arrivo.
      Un bacione enorme!
      (iaiadora.iainogenio.ripeticonme)

  • fos87 10/10/2011

    Mia madre mi chiede mille volte se ha chiuso la porta di casa.
    Ah, è siciliana pure lei ^^

    • Giulia 10/10/2011

      ahem a questo punto dobbiamo davvero riflettere su *disse fischiettando e mandando bacetti

  • Sarah 02/05/2012

    Ciao Giulia.ho provato proprio oggi la torta al microonde in 6 minuti e a dirti la verita’ non ci speravo più di tanto…ma….
    E una bomba… Cioccolatosissima!!!!!
    Provatela…
    Ho fatto un Po di modifiche ed e buonissima.
    Al posto del cioccolato fondente ho messo quello al latte,ho dimezzato lo zucchero e per l’altra meta’ della dose ho messo nesquik.
    Continuo a seguire le tue ricette con la APP.
    Un bacio grosso a presto.

  • Sabrina 17/11/2013

    Mi e’ venuto il sorriso leggendo questo post anche se vecchio e tutti i relativi commenti!!! Sono quasi l’opposto….congelo la carne, uso la scopa elettrica, ma non uso la pentola a pressione anche se ce l’ho nel mobile in cucina a prendere a polvere, ma soprattutto non uso il microoonde! L’ho avuto per alcuni anni per scaldare velocemente il cibo…ma dopo essere arrivata a scaldare il latte per metterlo nel biberon per mia figlia (dopo essere stata convinta da un amica che mi diceva di non perdere tempo con lo scaldabiberon mentre la bambina urlava dalla fame) ebbene mi sono fermata un giorno a riflettere profondamente….e mi sono detta…ma cosa sto facendo? Do’ latte pieno di onde (radiazioni o particelle…insomma come si chiamino non so) a mia figlia?!?!?!?. Ho fatto un indagine su internet…e ci sono anche notizie sconfortanti a causa dell’uso del microonde… Se sono bufale o no, io da quella volta ho messo la croce e l’ho dato via!!!! E ora sono sette anni che non ce l’ho piu’!!! E vivo piu’ tranquillamente senza ulteriori sensi di colpa.
    Ciao!!!!

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