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Filosofia della zucchina bollita

La mia Domenica con Totoro è riassunta in quel minuto di video, sì.

( Leggo sempre semprisssimissimissimo i commenti. Tardo a rispondere ma celapossofarecelapossofare. Perdonatemi )

 E’ intuibile che siamo in una fase allestimento natalizio? No perchè generalmente sono così sobria che è difficile presentire e  subodorare (mi piacciono i sinonimi, e allora?) cambiamenti imminenti. E comunque giusto perchè va annotato proprio tutto, ieri ho chiesto a papà ” cosa hai mangiato papino?”. 

( l’età adolescenziale ancora mi consente di chiamarlo papino)

“Ma niente amore. Non mi andava di cenare. Ho preso solo un tè con i biscotti che hai fatto tu e qualche cucchiaiata di Salsa al basilico”. Sì, perchè papà ama mangiare cucchiaiate di sughi pronti a qualsiasi ora del giorno e della notte sfidando l’acidità.

Lo facessi io sverrei dopo qualche minuto in preda a spasmi e coliche. Il fatto che lui mangi abbracci del mulino bianco con philadelphia e bottarga di tonno (e non ho detto tre ingredienti a caso ma quelli esatti. Ho dei testimoni) non dovrebbe farmi preoccupare quindi se sceglie di accompagnare il tè con i biscotti ( agli agrumi, inciso) con delle ricche cucchiaiate di salsa già pronta. Di solito poi abbina a piatti di carne e pesce, indistintamente  succo con polpa di pera. Non importa  che abbia una ricca cantina con vini particolari. Papà ha il periodo del succo con polpa di pera. E può arrivare all’improvviso senza che nessuno se lo aspetti.

E d’estate un bel bicchiere di latte di mandorla potrebbe sgargarozzarselo tranquillamente con delle tortine maionese, gamberoni e salsa wasabi.

Questo per dire che sostengo sempre di non essere una fudddblogghè ma mi sa che con questi geni devo rassegnarmi: provengo da una famiglia di gourmet. C’è poco da fare.

Munita di tutta l’ironia che posso non mi è difficile intuire il perchè io abbia avuto e abbia problemi con l’alimentazione. Una mamma che arrotola lardo pure sulla salsiccia e un papà che per tenersi in forma beve tè mangiando biscotti con salsa pronta sono due sorprendenti capisaldi di follia.

E per inciso affronterei ogni sorta di paura e disturbo pur di essere sempre e solo loro figlia.

Ma tralasciando le due  meraviglie che mi manderanno al manicomio ben presto. Ecco. Devo farfugliare circa la ricetta di oggi.

Non prima però di avere mostrato fiera e tronfia la meravigliosa copertina che la mia mamma in gran segreto ha sferruzzato per me. Inutile dire che non vi è regalo più  bello da ricevere di un pensiero talmente profondo. Righe. Rosso. Bianco. Cuori. Iaia. E Maghetta Streghetta.

“Un cuore è venuto male però ….” , disse l’adorabile genitrice mentre veniva soffocata dalla sua unica prole in delirio.

L’altro giorno su twitter non ricordo quale link ma dicevo di preparare “cupcake con base 4/4 vaniglia aromatizzato alle spezie con copertura di glassa al formaggio irrorata di cannella con pistacchio di Bronte e Nocciole del Piemonte e….”

Credo che non mi siano bastati 3 tweet da 140 caratteri. Al che un tipo mi ha scritto “ma una frittata, tu mai?”.

Ho alzato un po’ l’angolo della bocca e mi sono detta. Santo uomo cihairagionecihai. Perchè credo di star passando alla storia (sefaperdì) come una sorta di Bree Van De Kamp solo leggermente più schizzata che oltre a lucidare l’argenteria disegna pure e muove pupazzetti riuscendo a fare quarantacinque portate con un fiocco rosso e tacco dodici tra un concorso  e l’altro.

La domanda che più volte mi viene posta è chi mangia tutta questa roba convivendo con un Nippotorinese che appare pure un bel po’ magretto. Pur avendo tolto questa curiosità un po’ ovunque (anche qui e per spesse volte) mi ritrovo a non stancarmi e dare “spiegazioni” perchè ben comprendo che dietro quell’interrogativo c’è un “macomecacchiofastascema?”

Tutto lecito, insomma. Mi sono decisa quindi a scrivere queste due righe così che io possa copiarle ed incollarle in caso di necessità futura in modo da essere esaustiva da qui alle generazioni future.

Cucino tanto sì ma ho tanti nani da giardino. E’ questo il mio segreto.

Fugato ogni dubbio sulla mia vita privata e su come gestisco le porzioni, direi di proseguire con un piatto che faccio spesso per svariati motivi. Uno su tutti è perchè le zucchine all’interno di questa famiglia rappresentano un caposaldo e un porto sicuro. Se dovessero valutare a livello mondiale il consumo medio singolo di zucchine, io e il Nippotorinese risolleveremo la nostra nazione facendola balzare a cifre vergognosamente stratosferiche.

Io le mangio lesse. Come le anziane e arzille signore attempate lesso verdure e le inondo di sale e talvolta di limone asserendo che dopo un piatto di fave e una quintalata di fichi secchi voglio morire così:  Mangiando zucchine lesse. Senza alcun tipo di condimento che non sia sale e limone. Come i broccoli rappresentano una goduria assoluta.

Sette anni fa quando il pelato sabaudo sbarcava dal continente per approdare nell’isolotto, mi colpì come un pugno in pieno volto solo l’idea di lessare delle zucchine ; io che non sapevo manco cosa fossero.

Non c’è cioccolato? Non ci sono patatine dentro? Non c’è una quintalata di olio? ecchetelemagniaffà. Se oggi sono quella sono (una cretina, sì) è sicuramente merito (colpa) del saccente intellettuale di sinistra che con fatica e neuroni compromessi mi ha fatto comprendere  una cosa semplicissima: il gusto.

Affidarmi alle sensazioni ancestrali e non certamente a quello che passa per buono. A ben pensarci le patatine fritte unte del Mac non sono buone. Sono schifide. A ben pensarci la coca cola non è buona. Ti fa scoppiare lo stomaco mandandoti al manicomio i fermenti lattici.

La zucchina bollita nella sua meravigliosa semplicità è un tramonto. Come la fava e il fico secco non sono cibi da vecchi perchè” i vecchi non capiscono nulla”. Lo è perchè finalmente hanno capito. Capito esattamente tutto.

Il fruttivendolo ormai lo sa. Compro le zucchine (ed io compro sempre con il numero 12 o multipli del 3). Esattamente 12 e con tre faccio una torta salata per lui e nove le mangio io.

Quando sono più grandi, il fruttivendolo,  mi guarda e  dice “Iaia mi sa che dodici sono troppe oggi. Facciamo nove?” e dico sì sorridendo.

Sorrido sempre a chi si sforza di entrare nel mio mondo fatto di numeri e nani. Provo affetto e rispetto per chi si avvicina a me comprendendo dei percorsi non accessibili a tutti. E non perchè qualcuno sia più intelligente o meno. E’ perchè dei percorsi possono essere intrapresi solo da chi simile è. E io e il mio fruttivendolo siamo simili.

La torta di zucchina è casa. E’ una canzone di Phil Collins Take a look at me now; quella che tra trenta anni ascolterò preparandola e ricordando quello è stata. L’inizio di un amore e il suo prosieguo. Il mio cambiamento che dopo essermi affettata velocissimamente mi sono ricomposta come la copertura della pasta brisè che la contiene. La semplicità di essere una zucchina bollita che tutti vedono come torta salata elaborata con sfoglia fatta in casa piegata e ripiegata  ma che ahimè rimane davvero una semplice zucchina lessa.

Le torte salate per me erano serate tra amici. Mia cugina ne preparava una con la sfoglia dove dentro ci metteva prosciutto e formaggio. Infornava e quando si tagliava e si mangiava ancora calda sbriciolando in una cucina color noce scuro si passavano serate sognando fuori.

La sfoglia ogni volta che la srotolo mi fa venire in mente lei. La vedo ancora affettare galbanone e acchiappare prosciutto. Il resto non c’è. Nel ricordo io non ci sono.

Non sono nè ripieno nè zucchina bollita.

I ricordi, se dolorosi, vengono rimossi per dare spazio a quello che si diventa. E la sfoglia è diventata brisè e il ripieno prosciutto e formaggio solo ricotta, parmigiano e zucchine. Sono buone entrambe seppur diverse ma è  tempo di zucchine.

E quindi prendi una ciotola ci metti dentro la ricotta, tagli le zucchine, aggiusti di sale senza poter assaggiare perchè sei intollerante al latte e versi tutto su una pasta brisè (o sfoglia) che può essere già pronta o che hai fatto tu con il bimby giusto per non smentire la tua smania di facciotuttoio. Dipende da cosa vuoi nella vita e da cosa la vita ti dà.

Inforni a 180 per trenta minuti mentre fuori piove e Phil Collins canta mentre ridi delle tue stonature ormai note ai più e aspetti che si apra la porta.

Per vederlo arrivare. Sorridere e dire.

“Amore hai fatto le zucchine? torta o bollite?”

La nostra vita è questa. I cupcake speziati con glasse dai nomi lunghi settemila caratteri sono quello che si vuole vedere.

Cause there’s just an empty space 

Ora possiamo fare un applauso a Cri che ha migrato il mio vecchio Blog da Splinder a WordPress, mettendo al riparo ben sei anni di miei apocalittiche idiozie? Possiamo perfavore ringraziarla? ( ok non picchiatela per favore. E’ stata costretta) 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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36 COMMENTS
  • Wish aka Max 28/11/2011

    Eccolo!

    • Giulia 28/11/2011

      eccoti.
      urge consulenza grafica *_*
      albero grande sì albero grande no. Vabbè che è un work in progress ma io potrei non dormirci stanotte.
      quanto vorrei che fossi qui per tormentartiiiiiiiii.
      ehitu.
      dovescappi.
      ehitu.
      doveffuggiiiiiiiiiiiiiii?!!?

    • Wish aka Max 28/11/2011

      E un grazie imperituro a Cri per aver salvato gli scritti della nostra eroina! 🙂

    • Wish aka Max 28/11/2011

      Io direi albero piccolo (se è per il sito). Altrimenti troneggia troppo e distoglie dal resto della grafica che invece è bellissima

      • Giulia 28/11/2011

        tiamoloribadiamo.
        ecco.
        anche io pensavo che fosse un TANTINELLO giustountantinello esagerato.
        Magari lo teniamo solo per stasera e domani piccolo piccolo ?!
        *_*
        ( ho trovato delle cose nel vecchio blog che devo farti leggere. è offline perchè prima voglio rivedere alcune cosette e togliere foto di persone che non esistono più E. una serie di cose. Ma ecco volevo fartelo vedere)
        e poiiii devo chiamarti.
        e poiiiiiiiii devo dirti che quando ho disegnato questo ho pensato a te

        http://ibispaint.com/art/125119729/

        purtroppo sono stata interrrotta e non ho completato come volevo ma ecco.
        volevo dirtelo
        e poi .
        uffa troppe cose ma ce la facciamo :*

      • Wish aka Max 28/11/2011

        Ce la possiamo farcela. Nonostante *. L’asterisco sta per wildcard, che nelle espressioni regolari (vedi wikipedia) sta per qualunque carattere ripetuto qualunque numero di volte. Il che significa quindi nonostante la qualunque.
        Nonostante la fatica
        Nonostante la tristezza che ogni tanto arriva
        Nonostante il lavoro
        Nonostante i tempi bui
        Nonostante gli inciampi

        Nonostante. Ce la faremo. E ci riabbracceremo dal vivo stretti stretti.
        Dimmi solo se hai una data per gennaio.

      • Wish aka Max 28/11/2011

        Iaia ho visto il disegno, sono senza parole…. quanto ti voglio bene

  • Giada 28/11/2011

    Quant’è bello qui! Quanto sono belli i testi che scrivi e le ricettine *_* Gnam! Si vede che tutto il lavoro che fai qui è frutto della passione!!

    Giada.

    • Giulia 28/11/2011

      Giada piacere io sono Giulia ma se ti fa piacere puoi chiamarmi Iaia.
      Grazie prima di tutto di essere venuta in casa mia e vorrei accoglierti con cupcakepistacchietticaramelleedolcezzevarie.
      Mi hai fatto un grande complimento e ti ringrazio.
      Infinitamente.
      Perchè davvero è sola e pura passione. Ed essenza che mi fa respirare.
      Niente altro.
      Spero di rileggerti presto ( ti seguo già in qualche piattaforma? faccio confusione con nick e nomi perdonami )
      Un bacio grande

      • Giada 28/11/2011

        No, nessuna piattaforma 🙂 ho solo questo tumblr http://franzkandcats.tumblr.com/ dove allevo gatti cicciotti :3
        Grazie per il cupcake gentilmente offerto 😀 Non vedo l’ora di leggere nuove ricette dolci e sfiziose :3
        Continua così!!

  • Bibi 28/11/2011

    chebuonelezucchine.
    esistono così tanti modi per farle che mi dimentico del più semplice.

    e comunque io volevo importare anche gli autori maledetto uorpress!

  • Iber 28/11/2011

    non ci si può distrarre un minuto che si viene subito superati in tromba

  • alessiai 28/11/2011

    Iaia, questo è uno dei post + belli che io abbia letto da quando ti ho scoperta. Riesci a rendere tutto fiabesco, anche una zucchina lessa. E’ proprio vero, le cose semplici sono sempre le migliori, e basta poco per renderle originali e farle piacere anche ai palati più schifettosi!
    Iaia sei mitica, vorrei che la giornata avesse qualche ora in più per poter leggere i tuoi infiniti post con dovuta infinita calma!
    bacioni, Ale

  • Giulia 28/11/2011

    E’ un po’ che ti seguo…in silenzio 🙂 ma ora ti devo fare proprio i complimenti!! Mi piace un sacco quello che fai e come racconti ricette e vita 🙂 disegni, parole, foto..tutto!! 🙂
    Brava brava!

    Giulia!

  • PieceOfStar24 28/11/2011

    Io quelle zucchine bollite me le ricorderò sempre. “Amore a Giu piacciono le zucchine bollite perchè è l’amore della zia iaia” e un sorriso di lui che allunga zucchine bollite.
    Amo quella canzone e ora vado a bollire una zucchina, si.
    e poi l’header natalizio lo adoro, il cerchietto renna quest’anno me lo compro!
    Voglio bene io tu ecco

  • lacinzietta 28/11/2011

    Sono tanto contenta di non essere l’unica svitata al mondo che si mangia il sugo pronto a cucchiaiate suscitando sgomento generale, evviva tuo papaà!!

  • Bucaneve 28/11/2011

    Ma quanto scrivi, quanto pubblichi, quanto mi piaci!!!! Adoro il tuo mondo pupazzosissimo, tutto è passione e fantasia e essere te stessa in tutto…e poi io adoro le zucchine!!! La voglio provare, anche se so che la mangerò solo io in casa (io e il cane, rettifico…), ma chissenefrega e peggio per chi non ha capito nulla del fascino della zucchina!!!

  • marziatag 28/11/2011

    Hello Maghetta! oltre a seguirti a mettere costantemente cuoricini sul tuo instragram, consigliarti posate da insalata a forma di orecchie di coniglio e darti consigli per cacciare i beccaccini, ogni tanto passo anche di qua! AdoVVVVo la versione natalizia e le mille te con corna di renna e simili!
    Da brava vecchietta amo le zucchine bollite e ancor di più i broccoli al vapore.. gnam gnam! Il plaiddino della genitrice è troppo dolce e leggere le tue parola mi fa sempre sorridere ma anche venire un po di malinconia perchè vorrei anche io un nippofidanzato che mi chiede come ho cucinato le zucchine.. 🙁
    Bacetto
    Te l’ho detto in tutte le salse, ma anche io ho migrato il blog da blogger a wordpress, pero io tutto da sola.. pepepepe! 🙂

  • marziatag 28/11/2011

    PS gli errori di battitura sono perche non ho riletto, non perche sono analfabeta!! 🙂

  • Miluuvet 28/11/2011

    io ti amo. e torno. presto. che sotto natale il mio bagaglio di imbecillità devo pur scaricarlo da qualche parte!!!

    • Giulia 29/11/2011

      io ti amo e non mi preoccupo. a volte sì lo confesso . poi mi dico che no. epoi il tempo e poi gli eventi . e poi mi chiedo semi hai dimenticato e dico che no.
      il tempo.
      e mi preoccupo e poi non mi preoccupo.
      e poi .
      è tutto così.
      dipende dal giorno ma immutato l’amore.

  • alessiai 28/11/2011

    per la cronaca: ho appena finito di mangiare il mio tortino di zucchine, fatto con strati di zucchine sovrapposti e intervallati da parmiggiano, pan grattato e fake mozzarella (intollerante anch’io ai latticini, ho pensato che già mangiare il parmiggiano era abbastanza, quindi era un po’ esagerato usare anche della vera mozzarella) 😛

    • Giulia 29/11/2011

      Ma santo cielo Ale è unafigatapazzesca (perdonami il gergo da quindicenne ma non lo adopero mai èunafigatapazzesca e qualche volta ne sento necessità fisiologica)
      sai che la provo davvero qeustacosaquaa?!?!?
      insomma per dire che.
      Tortino zucchinesco di Alessia nella to do list subito !

  • pani 28/11/2011

    uhm…i ricordi dolorosi non vengono rimossi per lasciare spazio a quello che si diventa. Se ne stanno invece lì, a covare come galline padovane, silenti e imbronciate. I ricordi dolorosi fanno male all’inizio, come una ferita da taglio. Poi ci si abitua e si forma la crosticina ma ogni tanto ci fa piacere andare a grattare la crosta e vedere se la ferita sanguina ancora.
    I ricordi dolorosi borbottano ogni tanto. Quando borbottano troppo bisogna spegnere il fuoco e alzare il coperchio della pentola, altrimenti si bruciano, come fa spesso mia moglie con le zucchine. Casa mia odora spesso di zucchine bruciate.

    • Giulia 29/11/2011

      E come darti torto? E’ che mi ostino.
      Cercando di convincermi che. Ma purtroppo so. Sì. Hai ragione.

      quando ero piccola non toglievo mai la crosticina perchè mamma mi aveva detto che sarebbe rimasta una cicatrice enorme. MA PROPRIO ENORME EH?!
      Non le ho mai creduto ma.
      Sarà che mi sono dedicata poi a masochismi ancor più preoccupanti.
      Non riesco però a non strapparmi le pellicine delle labbra quando arriva l’inverno.
      Me ne viene una sempre sul labbro inferiore . La tiro fortissimo e si forma un solco.
      Non posso ridere e parlare o stendere troppo il labbro inferiore perchè si apre. Ed è una buona scusa per non parlare. Faccio gesti e per un po’ non parlo.
      Tutti sanno. E allora indico il labbro e dicono “ahhhhh ok ok shhh”
      Poi quando sono da sola.
      tuppete (suono onomatopeico siculo)
      me la strappo fortissimo . A volte corro a vedere davanti lo specchio quanto sangue esce.
      Credo sia un po’ una crosticina ma mamma non mi hai mai detto di non tirare le pellicine.
      e insomma per dire che.

      sì.
      brucia tantissimo e credo di essere una zucchina cucina da tua moglie.
      Un giorno me la fai conoscere, vero?
      Un bacio
      ((grazie)

  • lasposacadavere 29/11/2011

    forse ho un problema, non vedo la ricetta! G meravigliosamente piacevole, come sempre.

    • Giulia 29/11/2011

      Lasposacadavere prima di tutto un bacio (che vale per tutti gli arretrati)
      Come stai?

      Hai ragione. In realtà quella che ho trascritto non è una vera e propria ricetta *disse fissando il vuoto ( è che davvero iononcihopiuletà )

      A me fa sempre piacere leggerti.
      Sapere che ci sei in silenzio e.
      e che compari così.
      mi fa davvero sempre piacere.
      Quando passa un po’ di tempo, ti confesso, mi preoccupo un po’.
      Sono svampita sì ma ricordo (quello che voglio ricordare e tu sei una di queste)
      Un bacio grande :*

  • valebri 29/11/2011

    Amore.
    Gikitchen in versione natalizia è ormai un must, lo sai si?
    Anzi sei tu che sei un must, anche se non so esattamente cosa vuol dire, chiedrò all’intellettuale mereghettiano in ciabatte che vive con me, te lo voglio ribadire, sei un must.
    ti amo
    ciao
    V.

    • Giulia 29/11/2011

      io voglio essere solo la tua cì-
      nel cuoricino
      e ti amo.
      ciaopersempre :*

  • Mariangela 29/11/2011

    Sarà che con l’atmosfera natalizia divento più sensibile ma.
    Mi sono commossa con questo post.
    Amo la semplicità della vita familiare raccontata da te, è tutto così poetico 🙂

    Un milione di baci e abbracci

    • Giulia 29/11/2011

      Mariangela e tu commuovi me.
      Grazie infinite :*

      Come stai? Albero? Scelto il colore?
      parlottiamo un po’ abbracciate..va:*

  • silvia 29/11/2011

    Emozionata da questo racconto di vitaintortadizucchine mi sorprendi sempre e riesci a dare alla mia giornata questo pensiero… ..è nelle cose semplici e quotidiane che si rispechia l’amore per la vita.
    E sono più consapevole.
    Grazie Iaia

    • Giulia 29/11/2011

      Silvia le tue parole sono un abbraccio di un’amica.Grazie.
      :*
      Grazie a te.
      Per la compagnia e il tempo che mi dedichi. Spero di meritarlo .
      Un bacio grande

  • Fabio 30/11/2011

    Appena ho sentito la musica di Kikujiro mi è scattato il sorriso!! Grazie Iaia e buona giornata! 🙂

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