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Un Maiale imprigionato in una gabbia di brisè. Ed è colpa mia.

Sono sveglia dalle 4.45 e sono già in imbarazzante ritardo. Contando che sono andata a letto alle 01.10 e sono collassata tra gli arti superiori di Morfeo moooooolto più tardi i conti tornano? *disse prendendo la sua infallibile calcolatrice professionale di Hello Kitty ( c’è pure la radice quadrata eh)

E comunque, nonostante non sia qui a pettinar i capelli del Nippotorinese, una cosa completamente off topic devo dirla: se i fiori si afflosciano la soluzione c’è: acqua e zucchero. Funziona! SantasignoraPina mi ha insegnato ieri questa tecnica infallibile. Un mazzo di fiori ormai disperato e affranto (forse perchè non gli avevo messo l’acqua? uh….?) è diventato rigoglioso e frizzante dopo che i gambi sono stati immersi in acqua e zucchero. Ecco, giusto per condividere notizie di fondamentale importanza così prima di lasciare due appunti in cucina. 


In crosta. Tutto in crosta. E’ una fissa, santo cielo. E oggi una ricettina talmente veloce da far piangere per la commozione. Il Maiale massaggiato con il miele in crosta di brisè. Avevo già preparato il Prosciutto di Praga in crosta (clicca qui per la fumetto ricetta). La ricetta della Pasta Brisè è semplicissima (clicca qui per la versione stampabile)  ma se si avesse poco tempo c’è il rotolo già pronto del banco frigo e via. Basterà massaggiare il nostro maialino con del miele e salarlo per bene per poi arrotolarlo nella pasta brisè e con le strisce rimanenti fare una gabbietta o i decori che si preferiscono ( quando ho detto “massaggiare il maialino” un brivido mi ha percorso, lo confesso. Ma èladualeggedellafuuddblogghè. Ah vero, io non lo sono).

Ingredienti per circa 400 grammi di impasto: 250 grammi di farina OO, 120 grammi di burro, 50 ml di acqua. Burro e farina per lo stampo, sale.

Procedimento: Disponi  la farina a fontana e unisci il burro leggermente ammorbidito ma non troppo (dovrà comunque essere abbastanza compatto), un pizzico di sale.

Lavora l’impasto aggiungendo pian piano l’acqua a 35 gradi. Impasta in modo energico e fai riposare la pasta ottenuta avvolta nella pellicola in frigorifero a +3 gradi centigradi per 15 minuti.

Tira la pasta su un piano infarinato allo spessore di 1/2 centimetri.

Il pezzotto di maiale ( che non superava a occhio i seicento grammi)  l’ho prima fatto rosolare in padella per prendere colore da tutte le parti in poco olio aromatizzando con pepe freschissimo macinato sul momento, sale e un po’ di timo fresco. Il sughetto mieloso l’ho usato per spennellarlo un po’.

Avvolgi  il maiale con la pasta brisè formando una specie di scrigno e decora .

Spennella con un po’ di uovo sbattuto, sala la superficie e in forno già caldo a 180 per quaranta/quarantacinque minuti.

 
A me il maiale in crosta brisè salva per un paio di giorni. Nel senso che riscaldato ha sempre un suo perchè o perlomeno ce l’ha per il Nippotorinese. Con un pezzotto del genere quindi riesco ad “organizzarlo” per ben più di un pranzo e cena. Pur confessando che il sant’uomo comunque non avanza mai nulla e mai si lamenta se mangia qualcosa uguale per diversi giorni. Detesto dire la verità ( mi fa soffrire e tanto) ma santo cielo è meraviglioso.

Ahem lascio il dubbio sul soggetto della frase così il pelato non si pavoneggia.


E questo Gennaio che volge al termine (perchè diciamocelo superata la metà  dei trentuno giorni disponibili è finito il mese) mi paralizza e non poco. E’ come se fossero passate solo due ore dalla vigilia di Natale e invece qui ci si organizza già per il vestito di Carnevale ( che per inciso sarà come sempre una robetta sobria; ma è giusto rimediare a tanti anni senza costumi e ordunque saddafà).

Questo per dire che domani sarà Pasqua e tra una settimana ci sarà la prova costume e sarà di nuovo Halloween. Fortuna che la fine del mondo è stata posticipata al 2016. Perchè lo sapete vero che il malvagio piano dei Maya è saltato, sì?  ( devo smetterla di leggere qualsiasi tipo di news quando faccio defaticamento sul tapis roulant) 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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