Home / Carne  / E se ieri era chiuso in una gabbia di spezie, oggi il Maiale è imprigionato in una foresta di erbe e spezie ( sono un essere malvagio)

E se ieri era chiuso in una gabbia di spezie, oggi il Maiale è imprigionato in una foresta di erbe e spezie ( sono un essere malvagio)


Su style c’è la mia seconda ricetta ipocaloricasfiziosanonlosomancoioaggettiviacaso. Insomma un Cous Cous velocissimo con delle verdure al vapore e del Sashimi di Tonno. Per leggere il breve delirio basta cliccare qui >>>>

Il coltello, sì quello ritratto nella foto che dovrebbe servire per spalmare roba cremosa come saggiamente sostiene Pani, è al momento il migliore in assoluto mai adoperato. Me lo ha venduto la signora della Deutsche Vita, in quel di Torino. Locale dove si confezionano meraviglie della tradizione culinaria tedesca, che amo e visito ogni volta anche per rifornirmi di tonnellate di senape aromatizzata; sinora nessuna senape è riuscita a battere quella aromatizzata ai mirtilli e frutti di bosco in vendita esclusivamente da loro. E’ confezionata da due tedeschi che girano personalmente a bordo di un pulmino per reperire i prodotti locali migliori e confezionare queste meraviglie. Una storia bellissima tra l’altro, che non ricordo se ho o meno raccontato qui ( acutil fosforo a me !)

Questo per dire che a quella per i miei tanto amati coltelli di ceramica si aggiunge questa passione irrefrenabile per il versatile spalmino più tagliente del diamante. Spalma e taglia da far paura ed è stato da poco eletto ” coltello dell’anno “in casa con tanto di fascia, celebrazione, podio ( dove basiti vi erano i costosissimi coltelli di ceramica sconfitti), e anche una bottiglia di succo di frutta frizzante da stappare. In versione chiaramente magnum.

Il maiale in crosta di spezie ed erbette fresche fa parte del momento “raptus Nigella”. Chiamo così quell’impulso irrefrenabile di pasticciare in cucina senza sapere bene dove si voglia andare a parare. Quando agguanti roba a caso e butti olio manco fosse acqua. Arrotoli, lanci e in una danza confusa tra mani, impasti, carni e coltelli vien fuori qualcosa che non solo non avevi preventivato ma che sa di nascita. Come fosse una creatura partorita dal nulla senza gestazione alcuna. Nel settanta per cento dei casi (cifra a caso perchè detesto le proporzioni e percentuali) so già cosa preparerò. Oltre ad avere un senso, che sia per il blog o per la vita reale non importa, è stato programmato al supermercato o semplicemente durante la stesura della lista della spesa. Le variazioni ovviamente sono contemplate ma in linea generale una linea da seguire c’è. Il momento “raptus Nigella” invece è completamente affidato alla follia ( il Nippotorinese mi direbbe ” dillo che il momento raptus è il 99%” . Fortuna che posso mentire quanto voglio, tiè).

E magari quel pezzo di carne destinato ad essere tagliato e fatto saltare con della frutta o dei chutney o magari come ripieno di agnolotti dopo aver fatto un idromassaggio nel barolo, te lo ritrovi tra le mani mentre affetti velocissimamente erbetta aromatica e lanci spezie a caso, soprattutto quelle in scadenza. Oh ma scadono tutte a Gennaio 2012?

Qui sta per succedere una moria speziale. Inutile dire che dovrò confezionare qualsiasi cosa che contenga tonnellate di spezie per non buttar via gran parte del mio generoso rifornimento casalingo.

Nel “raptus Nigella” è necessaria la busta di plastica, ovvero quella che occorre per conservare gli alimenti sia nel freezer che nel frigo. Lei infila tutto lì e scuote. Si diverte tantissimo mentre agita il sacchetto. Non importa se dentro c’è farina e calamari o noccioline e avena. Dal dolce al salato lei agita la busta come una maraca e via. E quando dico maraca non posso non pensarmi a nove anni durante una recita che mi vedeva travestita con tanto di vestito e ananas in testa. Esistono anche delle meravigliose diapositive che per decoro non passerò a scanner ( o forse sì. Per carnevale 2089, però).

In effetti questo metodo del sacchetto, da quando l’ho scoperto, mi appassiona e molto. Non ho mai più fritto i calamari senza averli prima fatti volteggiare in aria dentro la busta piena di farina e sale e non ho più impanato qualcosa su un piatto. Per questo motivo nel sacchetto ho messo tutte le erbe aromatiche sopravvissute sul terrazzo al Natale e Capodanno e gelo siculo (si fa per dire) e le spezie in scadenza. Coriandolo, senape, pepe e anche un po’ di paprika mi sa. Ho infilato il mio pezzetto di maiale (siamo intorno ai 300 grammi ) e via. Volteggiando nel vuoto. Prima di fare quest’operazione però massaggio sempre con dell’olio la carne ( proprio come quello in crosta brisè). E’ un momento tristissimo, tra l’altro. Un ultimo addio. Lo massaggio e mi definisco già da un po‘ l’estetista vegetariana killer.

La sanguinaria estetista vegetariana che come ultimo saluto al suo pezzetto di carne o pesce, regala una seduta aggratis di massaggi simil shiatzu. La mia Cri, sarebbe orgogliosa del mio operato ( o perlomeno fingerebbe bene, diciamo così)

Solo così riesco a sentirmi meno in colpa (ha una sua logica o sto vaneggiando?). Il maiale in crosta di brisè  come questo in crosta di erbe o spezie mi piace moltissimo esteticamente. Purtroppo le giornate orrende che si susseguono unite  a questo pallidissimo sole non rendono giustizia visiva a questo pezzotto maialoso perito con onore dopo un meraviglioso trattamento simil Messeguè. Potevo fargli un cataplasma, in effetti. Sarà per la prossima volta.E’ la classica preparazione che non richiede tempo e che se eseguita il giorno prima non sarà certamente meno gustosa. Con patate e salvia (vi ricordate la versione patate e salvia fritte? clicca qui) si potrebbe pure pensare a un secondo per degli ospiti anche inattesi. Del resto dopo averlo fatto volteggiare in aria dentro un sacchetto (o impanato alla vecchia maniera ma fa un po’ tristezza compiere sempre gli stessi gesti in cucina) si butta in forno già caldo a 190 per trenta minuti massimo e via. Il maiale poi non deve essere, al contrario del roastbeef, al sangue ma ben cotto. Ne dovesse rimanere si può usare sempre la parte interna come ripieno della pasta (ebbene sì, io ho fatto così perchè questo pezzotto era riservato solo al Nippotorinese che ahimè non ha retto in un sol colpo) o per i più impavidi (non è il mio caso) procedere direttamente al congelamento e via. 

Per essere più credibile nel momento “raptus Nigella” dovrei preparare il tutto o con un giubbotto di jeans o in vestaglia di seta color verde mela acido o lilla glitterato. Ne deduco che devo correre a comprare questi due must have. Ora subito.

E il chorizo, ecco. Per essere davvero credibile a me occorre il chorizo (che per inciso: è irreperibile in ogni dove).

Fatevi una foto adesso. Fatevi una foto ritraendovi con quello sguardo affranto di ” non ho ancora fatto il disegno per quella scema e il suo assurdo concorsochenonèunconcorso” e speditemelo in allegato email.

VERGOGNA! VERGOGNA!

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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16 COMMENTS
  • Wish aka Max 19/01/2012

    Buongiornoooooooooooooooooo!!!!

    • Wish aka Max 19/01/2012

      Il campionato è mio. Questo, almeno. Su Style ci sto lavorando 😀 😀 😀

  • Angela 19/01/2012

    Si Max, anche perchè se ci sono persone come me, che si dimenticano ogni santo giorno di lasciare il commento prima e ammirare le foto e le parole di questa perla di ragazza poi … Hai la vittoria in tasca!! Giulia brava come sempre!! Amo amo amo leggerti al mattino a colazione 🙂 ti abbraccio fortissimo e buona giornata!! 😉 Angela, Angyerry 😉

  • pani 19/01/2012

    mi inchino davanti all’onorevole vittoria dello spalmino. Del resto, basta osservarlo per bene per capire che si tratta di un utensile di pregio.
    La sanguinaria estetista vegetariana…potresti aprire una bottega di massaggi, chissà. Voglio dire, un conto è essere massaggiati da un carnivoro, altra storia da un vegetariano

  • Bibi 19/01/2012

    Sono orgogliosissima di te.
    Il massaggio prima dell’addio è fondamentale.

    E ora non potrò mai più fare un massaggio, me lo sento.

  • PieceOfStar24 19/01/2012

    Vorrei vederti con una vestaglia verde acido non posso più farne a meno XD
    E soprattutto sei davvero molto tenera a dare alle tue vittime un ultimo trattamento…peccato che poi sei una bestia e le squarti peggio di come fa dexter. Ecco il tuo massaggio è equiparabile alle foto di dexter. Vergognatiiii :))))

  • Tiziana Sissa 19/01/2012

    …Chissà perchè pensando a te ed al vittorioso spalmino germanotorinese mi è venuto in mente il sanguinoso (ma fantastico!) barbiere di Fleet Street, Sweeney Todd, nella musicale e delirante rappresentazione cinematografica di Tim Burton (inchiniamoci di fronte all’idolo!), soltanto che si tratta di una tua personalissima rivisitazione in vestaglia verdemelaacida che somiglia più a Nigella che a Johnny Depp!
    🙂

  • Katia Ostanel 19/01/2012

    Ohhhhhhhhhhh la Deutche VIta di Torino ooooooooooohhhhhhhhh!!!
    Anche lì ci dobbiamoandareinsiemepunto.
    Ecco.

  • luci 19/01/2012

    Nooooo!!!!!!!!!!!! Stavo per massaggiare ed ingabbiare il mio pezzetto di maialino nella brisè… ma anche questa ricetta è invitante… per non parlare della prospettiva del mitico sacchetto di Nigella e della conseguente mise per la preparazione… cosa dici, la vestaglia di seta può andare anche color ghiaccio?! 🙂 Buona giornata!

  • Paola Brunetti 19/01/2012

    Buonanotte deliziosa lettura quotidiana 😉 ciaooo

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