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La Torta Rovesciata all’Arancia e l’arrivo imminente degli extraterrestri

Era da un po’ che qui in casa non si apprezzava un film italiano; non che sia strano contando le inutilità che continuano a propinarci ma L’ultimo terrestre di Gipi, eccellente fumettista, mi è piaciuto tanto da gridare quasi al capolavoro. Termine che ho usato solo per Sorrentino e Servillo nel Divo, tra l’altro. E per la fotografia de La ragazza del lago, ora che ci penso.

Alcune scene con la loro fotografia surreale e visionaria mi hanno ricordato una delle mie ultime passioni che corrisponde al nome di Tim Walker. E il 20 gennaio  era anche il compleanno di Lynch. Per dire insomma che la scena del bosco girata come se qualcuno fosse buttato a terra e spiasse il lungo percorso della vita rappresentato come una strada, mi è piaciuta tanto da voler prendere la reflex e fotografare lo schermo del fiammante televisore al led, che per inciso non mi piace. E pure per nulla. Nella visione del led c’è qualcosa di inquietante. Dona realtà a una dimensione diversa.

Non mangio le unghie e le pellicine e ho smesso di fumare. Non mangio fuori pasto ergo non stuzzico dopo cena e a dirla tutta neanche bevo perchè poi l’indomani mattina devo pesarmi e quindi non voglio appesantirmi neanche con i liquidi. E schizofrenie a parte osservavo il Nippotorinese mangiare di gusto la torta rovesciata all’arancia che guardava un visionario e ne aveva una accanto.

Con il suo sguardo astuto, razionale e pragmatico io quel quid bizzarro l’ho visto, nonostante non si possa concretizzare in uno specifico atteggiamento. Non mi è sembrato affatto un extraterrestre; contando che le persone apparentemente statiche come lui per me lo siano. Forse solo un po’ per il fatto che mangia torte a mezzanotte  e non ingrassa; ecco quello sì. Un po’ extraterrestre c’è. Ma per il resto, oltre a essere fermamente convinta di trovarmi davanti a un capolavoro visivo, posso dire che il Nippotorinese è dei nostri (e nei nostri sono compresi i nani da giardino, chiaramente).

(se fissi lo schermo dicendo “mamicahocapitocosastadicendoquestamattina!”, ecco. Stai bene, tranquillizzati. E’ che mi piace ticchettare a ruota libera sorseggiando il caffè all’alba. Senza pensare. Lasciando andare tutto fuori; tranne i neuroni chiaramente, perchè sono stati selvaggiamente massacrati).

Ho sempre visto, tra gli innumerevoli volumi di cucina che stazionano nelle mie librerie ondulate, queste torte rovesciate. La prima che mi viene in mente è quella all‘ananas. Chi, seppur non fissato con il food, non ha mai visto queste meraviglie gialle con fettone intere di ananas sopra e grondanti gelatina o caramello? Qualora qualcuno non le avesse mai viste sarebbe il caso di ometterlo, altrimenti cadrebbe miseramente questo ragionamento (?) che funge da introduzione. Annuiamo fintamente e proseguiamo.

Insomma fatto sta che mi ero sempre chiesta (un po’ come avviene con l’interrogativo ” ma starà mica su la tartare da sola?”)  “ma quando la si rovescia rimarrà integra?”.

Avessi dovuto scommettere senza indugio avrei puntato tutte le monetine sul “No categorico”. E’ già difficile girare la frittata, figurarsi riuscire nell’intento della torta rovesciata. Omettiamo le crepes e i pancake dove do il meglio della mia incapacità di rovesciamento.

Due torte mi tormentano da un po’: la torta rovesciata e la tarte tatin; quest’ultima perchè la socia cognatosa mi ha narrato di come sia complicatamente difficile e quanta antipatia provi nei confronti di questa stramaledetta tarte tatin che per inspiegabili ragioni non le riesce mai (e detto da una che fa bignè come fossero sofficini precotti e realizza eccelsamente le ricette di Montersino, si capirà che un po’ di fifa mi è venuta eccome).

Messa da parte la temibile e terribile tarte tatin ho voluto compiere questo gesto coraggioso con la realizzazione della Torta Rovesciata alle Arance caramellate e vaniglia.

Affinchè la fortuna fosse con me, in un gesto scaramantico mi sono affidata al libro di Donna Hay che Cey e Fab mi hanno regalato durante il nostro festeggiamento del finto Natale. Lo amo. Non quanto amo loro ma amo questo volume sulle Stagioni. Mi piace la grafica,  la carta e l’odore. Mi piace l’impaginazione e come sono suddivise e spiegate le ricette. Mi piace smisuratamente quello che c’è dal primo al secondo alla carne al dolce. Tutto quello che ho realizzato è venuto fuori ai limiti del perfetto. Evoca ricordi e sapori e le pagine profumano davvero; sì certo la valenza affettiva ne aumenta maggiormente l’importanza ma davvero Le stagioni di Donna Hay è un libro da possedere e che nell’arco della vita tornerà sempre utile.

Il risultato è sorprendentemente facile e non vi è affatto bisogno di farsi cogliere dall’ansia di prestazione del ribaltamento. E’ più complicato davvero farlo con la frittata e i pancake. La consistenza è perfetta e l’aspetto invitante. Per una che non ama particolarmente l’arancione, come il verde, direi che è tutto dire. Nessuna foto renderà giustizia a questa meraviglia calda che profuma la casa e anche le scale. Un sapore speziato e di cannella con quell’agrume che ti fa venire voglia di buttarti per terra e dire. Basta. Mi capovolgo pure io. Cospargetemi di arance caramellate. Voglio morire così. Soffocata dalla dolcezza del caramello e dall’acredine di queste meravigliose arance freschissime. 

Con il tè nero e una tisana alla liquirizia sino ad arrivare al tè bianco e perchè no anche all’infuso con il Lemon Grass, regalo prezioso di Ilaria, che mi piace da matti ( le ho tirate tutte a caso per darmi un tono, chiaramente). Perfetta questa torta. Da prediligere sicuramente per l’ora del tè e della colazione e non certamente per chiudere un pasto. Da prendere assolutamente in considerazione per un brunch e per un dono quando si è invitati.

Celestiale (ho finito con gli aggettivi, prometto).

Mi rendo conto di quanto mi piaccia una ricetta dal numero di scatti. Da quanto io abbia smania di fermarla dalle diverse angolazioni provando luci diverse e gesti di chi mi sta intorno.

E con questa confesso non avrei mai voluto finire. Mi è successo pochissime volte. Credo con la coppa di mascarpone e fragole, a ben pensarci, e con le polpette al sugo di mirtilli e pochissime altre preparazioni.

Non vedo l’ora di ribaltare e rovesciare ancora torte su torte. Perchè dopo questa anche la tarte tatin sembra essere meno terribile.

O forse no, ma santocielo un po’ di ottimismo.


Ingredienti  per una torta di 24-26 centimetri di diametro circa: 4 uova, 220 grammi di zucchero di canna, 1 cucchiaio abbondante di estratto di vaniglia, 1 bustina scarsa di lievito, 270 grammi di farina OO (Donna Hay consiglia 150 grammi di farina autolievitante e 120 grammi di farina di mandorle ma non avendo la farina di mandorle in casa ho ovviato al problema così), 150 grammi di burro fuso. Per la copertura di arance caramellate occorrono: 125 ml di acqua, 1 baccello di vaniglia e 2 arance grandi tagliate sottilissimamente, 230 grammi di zucchero semolato.

Prepara le arance caramellate mettendo l’acqua in una padella antiaderente di 20 centimetri e a fuoco medio lascia cuocere le fette di arancia tagliate finemente. Aggiungi quindi i 230 grammi di zucchero semolato e aspetta che si sciolga tutto per bene (ti sembrerà che il liquido faccia difficoltà ad assorbirsi ma quando spegnerai il fuoco ti renderai conto che tutto si è caramellato davvero per bene). Trascorsi 10-12 minuti indicativamente togli dal fuoco e metti da parte con lo sciroppino che si è formato.

Lavora dentro il robot da cucina o aiutandoti con un frustino elettrico prima le uova con lo zucchero e poi aggiungi la vaniglia. Lavora per 8-10 minuti (e con il robot sarebbe meglio perchè con lo sbattitore elettrico partono i bicipiti). Quando il composto è chiaro e denso e si è triplicato di volume (gli ultimi minuti falli a velocità massima) setaccia la farina (se usi quella di mandorla inseriscila pure setacciata) e versala sul composto con le uova ben amalgamate. Incorpora quindi il burro e lascia lavorare un altro po’. Per far sì che le arance siano sopra quando la torta verrà rovesciata, metti in una teglia da cheesecake a cerniera prima la base con le arance caramellate disponendole per bene e poi versa su il composto che hai lavorato.

Fai cuocere per 40-45 minuti circa a 160 in forno già caldo. Controlla sempre con uno stecchino di legno. Quando è asciutto sforna e aspetta che si freddi.

Ricordo che sul mio vecchio Blog, presto di nuovo online per l’imminente fine del mondo, si disquisiva su cose importantissime tipo l’isola dei famosi e il grande fratello. Siamo proprio caduti in basso qui. Si da spazio alle torte e pizzette e non giusto lustro alla cultura. Io direi di rimediare sin dall’inizio di settimana prossima.

Quasi quasi riprendo l’appuntamento fisso della sintesi reality con tanto di telecronaca e considerazioni (bello terrorizzare il fine settimana e dare poche aspettative per la settimana che arriva, no?).

Cri, amore mio, dimmi che ti manca. Un tuo sol cenno e ricomincio.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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