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Succede a Phobialand . Ore 11:11

Mr Pyr bevve un sorso dalla tazza color ocra con i disegni geometrici dorati tenendo il cucchiaino in mano e facendo sgocciolare un po’ dell’infuso sul tovagliolo.

“Oh è straordinario questo connubio, cara” disse.

“Sai che non mi piace la parola cara, caro” sorrise Mrs Pyr sbadigliando mentre portava la mano alla bocca fissando il giardino. Enormi distese di rose bianche e margherite, gelsomini, gerbere e nebbiolina facevano da contorno al grande gazebo proprio vicino all’albero più antico.

“Vam dov’è?” chiese Mr Pyr versandosi ancora dell’altro infuso mentre Mrs Cat irrompeva in cucina con la sua poca grazia. Tirava un enorme e pesante sacco di iuta   “No. Non vi è alcun bisogno che qualcuno mi aiuti”, disse ironicamente.

I coniugi Pyr non si erano neanche accorti che Mrs Cat fosse arrivata. Se ne resero conto quando la donna, abbandonato il sacco di iuta in un angolo, con fare  infastidito li ragguagliò.

“Vam è con Garlic in giardino. Quella peste continua a mangiare le foglie delle gerbere nonostante lo abbia ammonito più volte. Mr Pyr non potrebbe dirle qualcosa?”

Mr Pyr aveva ricevuto parzialmente la risposta che aspettava e fu per questo che la continuò a fissare sorseggiando l’infuso.

“Vam fa foto. Che altro dovrebbe fare? La camera oscura è un disastro e non vuole che metta ordine. Ci sono foto appese ovunque. Se mi lasciasse sistemare un po’ otterrebbe più spazio. Mrs Pyr le parli lei “

Mrs Pyr continuava a fissare le gerbere che a suo avviso non erano perfettamente allineate come avrebbe voluto. “Lo stagno Mrs Cat. Ecco lo stagno credo abbia priorità assoluta rispetto alla camera oscura di Vam”

“Ma…” cercò di interromperla mentre tirava fuori dal sacco di iuta enormi sacchetti più piccoli che contenevano pomodori.

“Vede Mrs Cat, lei per certi versi ha ragione. Apprezzo il fatto che si preoccupi dello spazio della mia bambina ma Vam è così. Curiosa della vita e di fermare il tempo. Curiosa di occupare il mondo a modo proprio. La lasci libera di inventare, creare e distruggere. Lo stagno. Lo stagno in questo momento ha la priorità assoluta”

Mrs Cat non era per nulla felice perchè sapeva già che l’idea di Mrs Pyr era quella di togliere quell’acqua putrida, trasferire le ranocchiette chissà dove e sostituire il tutto con cigni e piccole cascate limpide. Lo stagno stava lì da secoli e nessuna delle generazioni della famiglia Pyr che si erano susseguite aveva mai avuto la malsana idea di rimuoverlo e rimpiazzarlo con qualcosa di terribilmente fashion e alla moda.

Ma Mrs Pyr era così. Amava collezionare porcellane pregiate e alternare con pezzi moderni al limite del futuristico i mobili antichi sparsi nei vari angoli del castello; orrende carcasse bianche e minimaliste, così venivano definite da Mrs Cat non in un sua presenza ovviamente.

L’anziana donna si ritrovava quindi a lucidare  dapprima un candelabro centenario ricco di intarsi e di lavorazione pregiata per poi passare a un mobiletto con cassettoni apribili e maniglie lucide in alluminio satinato.

Mr Pyr annuiva e acconsentiva, come sempre alle parole della bellissima moglie con i capelli rossi raccolti in uno chignon morbido; la preferiva con la sua chioma naturale ma farlo notare sarebbe stato inopportuno.

“Stai benissimo, cara con i capelli rossi” disse alzandosi e infilandosi l’ultimo biscottino al miele rimasto sul piccolo vassoio di argento.

Mrs Pyr non ne era molto convinta e per questo motivo tirò indietro un po’ la testa per cercare di specchiarsi sul vetro della finestra. Si udiva il sottofondo della mezzaluna urtare contro il tagliere di legno perchè Mrs Cat aveva già cominciato a preparare il pranzo.

“Non ho proprio voglia di zuppa di pomodoro, oggi” disse cercando una forcina nelle tasche per raccogliere la parte sinistra della parrucca finita fuori posto miseramente. “Sono proprio stanca di questa zuppa di pomodoro. Non si potrebbe fare qualcosa di innovativo? Una zuppa fredda di pomodoro, ad esempio. Fredda con qualche erbetta aromatica? Mi faccia questa gentilezza Mrs Cat”

Mr Pyr finse entusiasmo per l’idea della zuppa fredda aromatizzata e con un baciamano si congedò dalla cucina.

“Vado in laboratorio a lavorare un po’. Chiamatemi quando è pronto”

Vam, non riusciva a mettere bene a fuoco Garlic che correva con un matto. Cambiava i tempi, l’esposizione e l’apertura del diaframma senza ottenere nulla. Erano gli ultimi giorni di vacanza e non poteva perdere neanche un minuto. Il suo grande progetto doveva prendere vita e il materiale essere a disposizione perchè a breve non ci sarebbe stato più il bel tempo che incorniciava il cielo sotto cui respirava al momento.

Garlic era uno degli ultimi aglietti rimasti sulla terra. L’aglietto era un piccolo esserino bianco che ricordava per l’appunto l’aglio. Una piccola goccia pallidissima con enormi e dolci occhioni. Aveva sempre vissuto con Vam.

Non vi era un giorno della vita di entrambi che non ricordassero insieme. Garlic era sempre stato cagionevole di salute e Vam non si era mai tirata indietro. Erano sempre stati presenti ognuno nella vita dell’altro. Non vi era mai stata un’incomprensione o una discussione finita male. Garlic seguiva Vam in tutte le sue avventure ma sapeva quando mettersi da parte e lo stesso faceva lei.

“Garlic, andiamo a vedere se qualche immagine e luce mi convince”

E si avviarono verso l’albero più vecchio del giardino. Era un tronco enorme e nodoso. Si diramavano tantissimi legnetti secolari al suo esterno. Come fosse edera quel legno si intersecava formando trame e racconti di ere e vite passate. Vam estrasse la sua chiave a forma di cuore dalla tasca e quando girò per dodici volte nel chiavistello a forma di cuore si accese un enorme cuore lampeggiante e apparve una porta, che si aprì.

Sì, perchè vi era una serratura invisibile che con la chiacuore, chiave a cuore,  dava vita a una porta; questa portava proprio nella stanza di Vam.

Una scala a chiocciola lunghissima scendeva giù. Il corrimano era tempestato di cuoricini sbirluccicosi al buio perchè una luce d’ambiente non c’era.

“Su Garlic, andiamo”

A Garlic piaceva sempre intrattenersi all’entrata perchè Mrs Cat lasciava dei cioccolatini di benvenuto, proprio come all’entrata principale del castello. Garlic era ghiottissimo di questi cioccolatini confezionati in casa. C’erano dei pezzettini di petalo di rosa dentro e a lui piaceva passarseli un po’ tra la lingua e il palato.

Vam scendeva velocemente saltellando. La testa, nonostante fosse davvero una scala molto circolare, non le girava nemmeno un po’ al contrario di Garlic che a metà doveva fermarsi per l’affanno e il capogiro. Sputacchiava un po’ di petali di rose e proseguiva.

Arrivati alla fine Vam estrasse un’altra chiacuore. Un cuore più piccolo e un’altra porta comparvero.

Un’enorme porta a forma di cuore. Intarsiata.

Entrò e richiuse dietro le spalle l’altro mondo per entrare nel suo.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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10 COMMENTS
  • valeria 07/02/2012

    tada!!!
    a casa forzosamente… e non posso fare a meno di bivaccare qui!
    (mondo meraviglioso)

  • Paolo 07/02/2012

    Lo sanno anche le alghe ma.
    Sei un genio.
    Complimenti !

  • è strano come quando sono tornata a casa ieri sera, ossessionata dall’idea di voler scrivere qualcosa in forma di racconto, ho trovato Ary. ed ora trovo questo. un pò come quando non sapevo cosa preparare come fast breakfast on the bus ed è apparso il post delle barrette ai cereali.
    queste cose mi fanno prendere un bel respiro. e cancellano l’ansia, l’ossessione di dover fare qualcosa per forza. allora aspetto. e mi leggo un altro post.
    grazie.

  • pani 07/02/2012

    Lo stagno ha la priorità, lo dicevo anche io ma i lavori di idraulica non mi hanno mai appassionato. Invece la camera oscura sì, anche per il nome misterioso e tutto quello che ci corre dietro, tipo: “immagine latente, reazione oscura, fissaggio, bagno d’arresto…)
    La chiacuore esiste anche in formato passepartout?

  • luci 07/02/2012

    “… richiuse dietro le spalle l’altro mondo per entrare nel suo.” … Quando potremo entrare anche noi?! Aspettiamo con ansia il seguito…

  • marty 07/02/2012

    maa me piace molto questa storia! sono rimasta affascinata e vorrei che continuasse! Forse avrei messo qualche virgola in più ma chissene frega! è una storia che si lega al cuore!

  • mariaverzi 07/02/2012

    Entrare nel cuore….nell’essenza….non tutti hanno il coraggio di farlo…e’ piu’ facile voler entrare nel cuore dell’altro…tuttavia, leggiamo per leggerci per incontrarci…brava Giulia!…entriamo tutti in camera oscura e sviluppiamo queste foto! Baci

  • Pieceofstar24 07/02/2012

    E adesso? *___*

  • Elisabetta aka Princess_76 07/02/2012

    Tornata da poco, non potevo non leggerti prima di mettermi a tavola per cena, (sì è tardi lo so). Sono io a ringraziarti per le rassicurazioni che mi hai dato nel post/racconto precedente. Speravo mi dicessi quelle parole, non sai che piacere è leggere e vedere quello che fai! Anch’io non sono costante nello scriverti, ma ti assicuro che ogni giorno, mi ritaglio un paio di minuti per sbirciare il tuo blog e i tuoi progetti, (ti ho già detto l’effetto che mi fai ^_^). Ripeto, io prima o poi, ci spero ad avere un tuo fumetto e o libro, ovviamente con dedica. Nel frattempo mi sono accontentata di avere il Casa Facile di dicembre e vedere un tuo disegno “live”, cioè su carta 😉 Reperto fotografico su Instagram. Per quanto possegga anch’io tablet e touchscreen, alla fine, preferisco sempre appoggiare le mie dita sulla carta e sentirne il profumo.

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