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E poi la sicula si decise a fare una pseudo recensione, uff.

Cercherò di non tirarla troppo per le lunghe ( e non ci riuscirò a meno che non faccia scrivere un’altra persona)  ma una doverosa premessa deve comunque essere fatta. Più volte mi è stato chiesto, su twitter soprattutto, di trascrivere delle impressioni sui prodotti che adopero per disegnare in modo multimediale. Su instagram, addirittura, i miei amici provenienti da tutte le parti del mondo fanno gravare sulla mia coscienza un peso insopportabile. E’ già difficile esprimermi in quella che dovrebbe essere la mia lingua madre figuriamoci in inglese per  parallelismi tra prodotti e pseudo recensioni. Quando gli altri hanno una visione di te professionale è difficile far capire di non avere alcuna competenza. Spesso viene confusa per modestia e nei peggiori casi, perché è pieno il mondo di insulsaggine, per “snobberia”, mi si passi il termine coniato sul momento; ovvero un atteggiamento scostante e volutamente elusivo per non dichiarare chissà quali torbidi segreti e tecniche. La meraviglia della perversione umana, insomma.

Molto semplicemente io non ho alcuna nozione tecnica e il mio approccio ai vari strumenti non è stato precedentemente studiato, sondato e approfondito. Sono totalmente istintiva e non da sottovalutare mi annoio  con facilità estrema.  Questo sta a significare che non ho mai letto un tutorial in vita mia e che non so in alcun modo disquisire sulle varie specifiche perché nel caso in cui la mia infallibile “tecnica dei bottoncini caso” non abbia scoperto ” quel tasto x” o “quella funzione y” magari io stessa non ne sono a conoscenza. Per dire che potrei stupirmi adesso se qualcuno mi dicesse che c’è la funzione flash nella fotocamera dell’iphone perché se c’è una cosa che aborro è il flash ergo non l’ho cercato tra i vari bottoncini e se c’era la mia mente l’ha annullato per lasciare spazio ad altro.

Non devo in alcun modo giustificarmi, ma giusto per raccogliere tutte le considerazioni del caso va infine detto che l’immensa fortuna di poter comunque possedere diverse tipologie di attrezzi fa sì che io possa relazionarmi con una vastità di strumenti. Questo non significa, e voglio ribadirlo fortemente, che io li usi in maniera professionale ergo non è che non voglio dare informazioni di carattere tecnico. E’ che non le conosco. Ribadisco, sottolineo e preciso perché vorrei una volta per tutte trascrivere ( e quando ho tempo tradurre in lingua ostrogota siffatto post) i diversi punti in modo da linkare in futuro questo delirio qualora mi venisse richiesto.

Mi è stato più volte chiesto comunque, a prescindere dalla mia totale incompetenza a riguardo,  di dedicare un post a qualcosa che potesse riassumere la mia strumentazione. Ho sempre glissato ed evitato, anche in altri contesti, perché fa un po’ tristezza allineare i possedimenti e blaterarci su a meno che non si voglia ridere. Ecco perché io quando mi capitano post con “le borse del mio armadio” e “tutte le scarpe che possiedo” abbasso la testa verso la scrivania e rido, batto i pugnetti e mi riprendo con difficoltà. Estremamente Cheap, insomma.

Se si vive in un determinato contesto non si può negare certo, ma ci sono cose che santo cielo si intuiscono e non c’è bisogno di sottolinearle. AMEN.

Metto da parte principi, politica e paranoie perché dietro vi è un invito da parte di amici altrimenti non ne avrei mai sentito l’esigenza. In primis perchè non posso, ma soprattutto non voglio, insegnare nulla a nessuno e non in ultimo non incentivo all’acquisto di nessuno dei prodotti ribadendo che essendo anticonvenzionale e folle uso questa strumentazione in maniera istintiva e non tecnica.

A seguire quindi delle breve considerazioni e appunti che semmai a questo punto potessero essere davvero d’aiuto ne sarei felice.

La penna. Su instagram passo il novantanove per cento del tempo a rispondere alla domanda “che penna usi?”. Mi lascia sempre sbigottita e perplessa questo quesito. Da qualsiasi parte del mondo arrivi, fisso lo schermo dell’iphone e mi chiedo semplicemente  “perché?”.

Cosa c’entra il tipo di penna? Il risultato di un disegno e quindi di un’emozione non è certamente dato dalla marca della penna. Se ho accettato alla fine però di redarre questo  inutile chiacchiericcio devo “stare al gioco” e. Generalmente e per comodità (leggi: le vendono sotto casa e non devo fare tanti giri) prediligo le Staedtler di diverse tipologie e punte. Il pigment liner 0.2 sino ad arrivare a 0.8 mi piacciono. Ma se non ho la 0.8 acchiappo pure l’eye liner e disegno. Non mi importa praticamente nulla della punta. Al massimo cambio disegno e non la voglia di disegnare. Quella che adopero giornalmente è di solito una 0.5 e anche qui la marca ha poca importanza. Mi piace la penna a inchiostro fluida e veloce e da un po’ apprezzo la V5 Hi-Tecpoint 0.5 Pilot mentre per le matite una particolare predilezione per le Faber Castell 8B della serie 9000. Ma è tutto fondamentale ridicolo, insomma.

La Wacom Cintiq che possiedo mi rendo conto che faccia parte di una fascia totalmente diversa da quella delle comuni tavolette. Quando mi si espongono i problemi riassumibili in “ma io non riesco a disegnare così bene sulla tavoletta” capisco che non si ha la cognizione di cosa sia esattamente una Cintiq. E pavoneggiarmi dicendo “io ho lo schermo perché ho speso più di mille euro e tu no gne gne gne gne” credo sia un’opzione da escludere. Solo che con garbo e incoraggiamento, che dovrebbero essere le caratteristiche principali per un quieto e decoroso vivere, a volte non sortisco gli effetti sperati. Capisco che la Cintiq sia una spesa eccessiva ma è chiaro che la frase “eh ma tu disegni bene ed io sono una schifezza” lascia il tempo che trova. In realtà disegnare su una tavoletta normale e disegnare su una Cintiq è completamente diverso. Non lo dico perché sono modesta ma semplicemente sincera. Certo è chiaro che se non si è capaci di disegnare (ammesso che non credo in questa asserzione ma non è il momento di fare filosofia) un cerchio poco cambia se si adopera una Cintiq o una Wacom ma naturalmente scrivere e disegnare su un display ti dà la possibilità di coordinare al meglio il tratto e tutto diventa intuitivo. Si può usare photoshop o corel painter o qualsiasi programma come fosse un vero e proprio foglio bianco. Il discorso è diverso quando invece con la classica tavoletta bisogna disegnare in un piano virtuale dove il tratto non è proiettato ad altezza occhio e bisogna alzare la testa per percepirlo attraverso il monitor. Il tratto avviene in uno spazio e il visivo in un altro. Certamente non è da sottovalutare. Ugualmente poi sono importanti la capacità, la voglia e soprattutto la pratica ma con la Cintiq si può certamente partire avvantaggiati.

Con la Cintiq disegno moltissimo e tutte le mie elaborazioni di disegno su foto sono nate con lei. Non sono molto capace ad usare photoshop perché, per la pigrizia succitata, non ho mai approfondito il discorso livelli e istintivamente senza troppe paranoie disegno quando ne ho voglia, come ne ho voglia e senza riflettere. Se dovessi consigliare la Cintiq? Certamente. La consiglio senza pensarci ma solo nel caso in cui non ci fossero problemi economici tali da far considerare mille e passa euro una spesa eccessiva e se occorrerà per uso professionale e non casalingo. E’ uno strumento potentissimo che non ha alcun bisogno di essere posseduto se non si avvera una o entrambe le condizioni sopra. Con una tavoletta classica da cento euro e addirittura meno, si possono fare ugualmente le stesse cose. Con un po’ più di tempo, pazienza e pratica. Quindi no. Non è lo strumento a determinare la riuscita, o almeno in una fase iniziale di lavori di questo tipo. E’ la capacità di usare l’attrezzo, la pratica e naturalmente la predisposizione all’arte in genere.

La Wacom Inkling è lo strumento che gli appassionati come me hanno guardato e riguardato sognando e sperando che giungesse sul mercato il più presto possibile. E’ un oggetto che anche se realizzato da poco si sognava e sperava che un giorno potesse esistere. Credevo che sarebbe trascorso molto più tempo ed invece Wacom, leader in idee e realizzazione, ha regalato un sogno a tutti i visionari come me. Perchè è una penna. Una semplice penna capace però di riportare in formato multimediale e quindi digitalizzare quello che è stato disegnato su un foglio comune.

Un astuccio portabilissimo che contiene una penna che è la trasmittente del segnale, una clip da applicare alla pagina superiore del foglio che è la ricevente del segnale ovvero quella che raccoglie le informazioni del disegno e quattro punte di penna intercambiabili quando l’inchiostro di una finirà più un piccolo cavetto per l’alimentazione.

Io l’Inkling la consiglio senza remore e riserve. E‘ come possedere una Cintiq ma spendendo un decimo e soprattutto avendo la possibilità di disegnare ovunque. La Cintiq naturalmente non può essere trasportata (non è un Ipad per intenderci), oltre ad essere pesante deve necessariamente stare collegata ad un computer e occorre davvero molto spazio su una scrivania dove oltre a monitor, altro computer, tastiera, stampante, c’è pure lei (è comunque piegabile. Io ad esempio la tengo chiusa sulla stampante e all’occorrenza apro la sua staffetta laterale).

Quando dico che è come avere una Cintiq lo sostengo nel senso che l’approccio visivo del disegno è praticamente uguale. Ovvero si disegna sempre sullo stesso piano e non come accade nelle tavolette classiche. Si ha un foglio e una penna e poi tutto viene magicamente trasferito sul computer in formato digitale. E’ quindi un’operazione intuitiva e arcaica come il “disegno vecchia maniera”. Certamente stando attenti a diversi fattori: uno su tutti la pressione.

La mollettina che si posiziona sopra il foglio, la ricevente del segnale e del tratto, emette una luce verde quando riceve il tratto. Questo significa che bisogna controllare se in effetti mentre si disegna stia ricevendo o menoperché poi non ci sarebbe da stupirsi se scaricando i file sul pc ci si ritrovasse tutt’altro disegno. Il tratto è quello di una classica penna a biro e quindi non inchiostro fluido e veloce ma una penna di quelle antiche per capirci. Un po’ statica ferma e poco fluida. Per chi ama disegnare potrebbe certamente essere un deterrente ma non lo è. Giusto perché comunque bisogna riportare tutto al contesto. Non è un disegno “normale” dove puoi scegliere punte, tratti e inchiostri. E’ comunque uno strumento multimediale che ti consente di digitalizzare quello che stai pasticciando su un foglio. No dico, vogliamo lamentarci della punta a biro statica? Non scherziamo neanche.

In pochissimi grammi si porta a casa un ufficio. Una tavoletta grafica e soprattutto si ha sempre a disposizione una visione reale da digitalizzare. Per il costo che ha bisognerebbe prenderne otto pacchi anche solo per venerarli. E’ stato l’acquisto più entusiasmante che io abbia fatto non solo negli ultimi anni ma da quando sono in vita. All’inizio ci si deve prendere un po’ di confidenza e capire quali sono i reali spazi affinché la ricevente acchiappi il segnale e non lo perda ma trascorsi i primi terribili minuti dove ti fai duemila domande (stupide) che non troveranno risposta, è tutta una bellissima passeggiata di salute.

Se fossi una persona cui piace dare consigli non solo la consiglierei ma imporrei proprio con una gomma da cancellare puntata alla tempia a un amico di comprarla.

Ipad. Altro tasto dolente. Anche qui la domanda più gettonata è “ma come fai a disegnare su ipad?”. La risposta è sempre la stessa e non lo dico perché mi sento piena di me. Chi purtroppo mi conosce sa che trattasi esattamente del contrario ma chiaramente alla domanda “ma come fai  a disegnare così bene su ipad? io so fare solo tre palline” si può rispondere in diversi modi.

Se la domanda è retorica si ringrazia, si sorride e si mandano cuoricini. Se la domanda però è seria e pretende una risposta come più volte mi è accaduto bisogna allora ricorrere a qualcosa di più vagamente adatto che un “bisogna saper disegnare”. Ecco perché la base è sempre quella. Credo fortemente inoltre che tutti sappiano disegnare e che ci sia una differenza sostanziale tra il saper disegnare, il voler disegnare e lo stile nel disegno ma non è un post sulla filosofia del disegno che potrebbe essere il secondo step, è un post sulla strumentazione. Ergo alla domanda la risposta è certamente riassumibile in: a una persona che sa/piace/vuole disegnare puoi pure dargli del carbone che generalmente si usa per arrostire la carne sul barbecue e ti disegnerà un paesaggio sulle mattonelle del terrazzo.

A una persona che ama disegnare non occorre una strumentazione precisa, professionale e libretti di istruzioni ma troverà sempre il modo di farlo.

Esempio: quando ho visto l’ipad anni fa la mia prima domanda non è stata “quanta memoria ha? “ e neanche “quanto dura la batteria?” ma :

“ci si può disegnare?”.

Ogni oggetto che vedo mi ha provoca sempre e solo questa domanda da che ho vita e memoria. Perché vivo per il disegno. Vivo nel disegno. Voglio morire disegnando. Quindi alla domanda “ma come fai a disegnare su ipad?” la risposta è.

Perché lo voglio più di qualsiasi altra cosa.

Voglio disegnare su tutto. La vera risposta è questa ma per le altre, quelle insulse e tecniche: uso un Ipad 2 e fremo per il 3 tanto che non dormirò fino a quando non lo avrò tra le mani, ma non è quello il problema.

Molto spesso mi dicono “ah io ho l’Ipad 1”.

Disegnavo pure su Ipad 1 e le differenze erano: nulle. Ugualeugualeugualespiccicato. Ho adoperato qualsiasi pennino e quello potrebbe essere un deterrente e magari incentivare meno. E’ chiaro che ci sono pennini ridicoli in commercio e stessa cosa per Iphone (dove riesco ugualmente a disegnare) ma ce ne sono di altrettanto validi. Wacom si riconferma ancora una volta la migliore e non a caso, aggiungerei, essendo specializzata nella digitalizzazione del disegno in cui è indiscussa leader mondiale. Per questo motivo il Bamboo Stylus appositamente studiato per Ipad non ha rivali. E in più è colorato e se siete malati di mente come me potreste anche possederne uno rosa per le giornate buie e uno nero classico per sembrare professionali e seri.

Le punte del Bamboo Stylus a volte si bucano e dipende dalla pressione, dall’uso e soprattutto dalla cura che si ha del pennino ma a una cifra ragionevole sono in commercio online sul sito della Wacom dove io acquisto senza problemi. Anzi dirò di più sia la Cintiq, che la Inkling che il Bamboo Stylus li ho acquistati online nello store ufficiale Wacom e sono stati oltre che smisuratamente gentili anche molto puntuali. L’Inkling non è quasi mai disponibile in quanto la richiesta è davvero altissima in tutto il mondo e in più mi piacerebbe apportare il mio contributo rassicurando (ironia) sul fatto che non riceverete mai la mail “avvisami quando il prodotto è disponibile” perché non funziona.

Il nippotorinese ha trascorso ore aggiornando lo store come un pazzo per poterla trovare disponibile in un giorno che definire fortunato è poco e dopo altri tre minuti (ne dovevamo prendere un’altra) era già  “non disponibile”.

Su Ipad ho usato tutti i programmi. E non tutti per modo di dire ma proprio tutti. Tutti quelli a pagamento e gratis. Il Bamboo paper (gratis) è un’applicazione efficiente e carina che ti consente di creare tanti piccoli moleskine e veri e propri taccuini visivi. E’ realizzata guarda un po’ dalla Wacom ed è deliziosa. Per essere gratis ne vale davvero la pena.

Whiteboard è interessante e anche Doodle Buddy e. Insomma però senza tirarla troppo per le lunghe: le migliori in assoluto sono Ibis Paint e SketchBook. Due portenti di programmi. Ibis Paint è proprio una comunità e appoggiandosi ad un account youtube si possono avere anche le varie fasi dei disegni in formato video. All’interno di questo blog ne ho mostrati diversi. Si possono aggiungere musiche, estrapolare ed è davvero una cosa pazzesca. Si va poi in classifica se il disegno è cliccato e si socializza come un vero e proprio social network. Interessante a dir poco (il mio account è questo. Purtroppo messo un po’ da parte perché santapizzetta non ho mai tempo).

Sketchbook è un altro strumento validissimo che come Ibis Paint ti dà la possibilità di regolare diverse punte e sfumature senza contare la moltitudine di pennelli, spray e matite. Il disegno può pure essere messo da parte e continuato e modificato. E’ davvero pazzesco. Inoltre lo schermo dell’Ipad chiaramente può essere ingrandito e con il pennino dedicarsi a quei dettagli che tanto turbano i “ma io riesco a fare tre palline”.

Quasi superfluo ribadirlo ma lo faccio ugualmente: tempo.

Chiaramente più un disegno è dettagliato e preciso e ci si è impiegato del tempo e più è realistico e interessante.

Nel caso del disegno digitale è fondamentale. Questi sono i tre strumenti tecnologici che adopero maggiormente. Wacom, Inkling e Ipad. Per quanto riguarda i disegni su Iphone, Galaxy Note, Galaxy Tab e altri aggeggi che uso direi di scribacchiarne in un secondo post. Il pacchetto primario completo è stato eseguito. Il secondario lo si fa poi.

Sperando di essere stata in qualche modo di aiuto rimando eventuali domande ai commenti di questo post, nella speranza ulteriore di poter rispondere in qualche modo a curiosità varie ed eventuali.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
25 COMMENTS
  • Wish aka Max 08/03/2012

    Ollallà

  • Hariel 08/03/2012

    !

  • tittisissa 08/03/2012

    Yuppi

  • Hariel 08/03/2012

    🙂 ma tu come fai a disegnare sorrisi sui nostri volti??????
    E mò rispondi a questa…tiè! 😛
    ihihihi
    e cmq sono d’accordo con te che il saper disegnare ti porta a farlo ovunque e con qualsiasi mezzo, e ovviamente la voglia di farlo da il suo grande contributo.
    E poi che tu odi i tutorial chissà perchè lo immaginavo 😀 …
    io ho deciso essere autodidatta per il render…ho deciso si! scarico programma e mi ci fiondo ogni notte finchè qualcosa di simile a un’architettura vista in prospettiva con tutti i materiali si vedrà! e se non si vedrà..aehm..so caXXi si 😐

    • Hariel 08/03/2012

      e dimenticavo la valanga di baciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  • Katia Ostanel 08/03/2012

    Iaia, penso che se te avessi davanti una scatola di fagioli, sapresti disegnare anche con quella. Sono d’accordo con te sul fatto che chi vuole disegnare, chi ama farlo, non ha bisogno della “ferrari delle penne” o di chissà che supportone. Lo vedo con mio fratello, che è davvero bravissimo, e che da sempre disegna dove gli capita, addirittura sui cataloghi dei fornitori nelle pause pranzo (fa l’idraulico,lui)…e anche io quando disegnavo facevo così. Il banco di scuola. Il fondo del diario. La lista della spesa di mamma. Il blocchetto vicino al telefono. Ovunque. Perchè è questo il bello. Tu, Iaia, potresti essere sul kilimangiaro e troveresti comunque qualcosa su cui disegnare. E per questo, anche, ti amiamo.

  • Cinzia 08/03/2012

    “Non è lo strumento a determinare la riuscita, o almeno in una fase iniziale di lavori di questo tipo. E’ la capacità di usare l’attrezzo, la pratica e naturalmente la predisposizione all’arte in genere.”

    Vado a tatuarmela.

  • pani 08/03/2012

    uh! Che recensione…comunque, per quanto riguarda la professionalità e i tutorial, la tecnica e blablabla: i Beatles mica avevano studiato la musica, non sapevano e ancora non sanno leggere una nota. E pure Pavarotti non era capace di leggere uno spartito. E così pure molti altri.
    La tecnica ammazza la passione, l’istintività. Smorza l’arte. Quindi non è un delitto fare a meno dei tutorial e non è un delitto conoscere solo l’1% per cento di fotoscioppe.

    • Angela 08/03/2012

      Pavarotti non sapeva leggere uno spartito????????? Non lo sapevo… Ma cacchio…

  • Angela 08/03/2012

    Iaia ma che interessante questo post!!!! Io quando vedo i tuoi disegni li ammiro e basta sinceramente, non ponendomi mai domande di questo genere… Proprio perchè se tu mi vedessi compilare una cartella clinica , non penso che mi chiederesti nessuna informazione a riguardo, 🙂 ma ecco è stato interessante venire a conoscenza di queste cose 🙂 sono rimasta stupita come quando guardo quark 😀 soprattutto della penna e del trasmettitore che riceve i segnali mentre disegni, ma wow!!! È davvero un invenzione geniale:) grazie!!! A me quello che piace e che interessa è il risultato di questa tecnologia che utiliZzi 🙂 mi piacciono moltissimo i tuoi personaggi e le tue creazioni !!!! Tu abbraccio forte 🙂

  • ArtEC 08/03/2012

    Veramente interessante. Mi piacerebbe provare a disegnare sulla tavoletta grafica. Prima o poi ci riuscirò.

  • nekosensei 08/03/2012

    bel post…soprattutto perchè non sapevo esistesse qualcosa di lontanamente simile all’ Inkling! Devo averne 10!

    Bel post anche perchè quello che io percepisco e ho sempre percepito come limite al mio disegno è la mancanza di tecnica (e io sono supersevero coi risultati dei miei lavori), al punto da avermi fatto interrompere quest’attività che però mi piace tantissimo. Potrei ridarmi una seconda possibilità in fatto di disegno…

  • ma che penna usi??? ahahah!

  • Luci 08/03/2012

    Buongiorno Giulia!!! Spero che la situazione meteo lì da te stia migliorando… siamo stati tutti un po’ in ansia! Questo post mi sarà molto utile… adesso mi imparo un po’ di nomi e faccio l’esperta con l’Ingeriminese così smette di prendermi in giro per la mia scarsissima conoscenza del mondo informatico! Personalmente non mi sono mai chiesta “come fai” o “cosa usi” … guardo e mi lascio catturare dall’immagine e da quello che racconta… per me non c’è nulla di più bello di quella figurina tratteggiata velocemente con un tratto sottile e sicuro su un cartoncino di carta ruvida che ho appeso dove posso guardarla e tenerla vicina vicina… 😉 abbracciami!!!! <3

    • tittisissa 08/03/2012

      Bravissima la mia Luci stupiscilo con effetti speciali stroboscopici!!!!! 😀

  • tittisissa 08/03/2012

    Ahem…dunque Iaia ho finito orora di prendere diligentemente tutti gli appunti del caso 🙂
    Mia sorella che disegna meravigliosi alter ego fumettosi di se stessa e di noi tutti vittime ignare della sua matita, come te disegna ovunque capiti. E con ogni mezzo! Anche se lei non dispone di una tavoletta grafica (non vedo l’ora di aprirle il ventaglio di nuove possibilità creato da questi nuovi strumenti magici per vedere i suoi occhietti vispi illuminarsi e gridare “Li voglioo!”) e disegna con matite e colori prevalentemente, ha come te una intuizione fenomenale e i suoi disegni risultano sempre divertenti e ben fatti.
    Quando frequentava a Milano l’Accademia Marangoni inviava a tutti le lettere colorate e disegnate da lei, persino le buste erano personalizzate e vedessi che lavori bellissimi!! 😉
    Quando eravamo bambine di solito lei disegnava e io coloravo i suoi disegni perchè lei odia colorare mentre a me piace tantissimo. 😀

  • tittisissa 08/03/2012

    Infine un invito…Iaia visto che sei in vena di recensioni, mi puoi consigliare come migliorare la qualità delle foto su Ipad? Ci sono app da scaricare di qualche interesse? La fotocamera sembra piuttosto elementare in sè e semplice da usare ma ha un menù opzionale davvero poverissimo e non mi permette di equilibrare al meglio le immagini dei soggetti che vorrei fotografare. Mi daresti un consiglio pliiss??! 🙂

  • Bibi 08/03/2012

    a parte che io vorrei ribadire il fatto che disegnavi già tipo con paint o cos’era.
    cosa che io nemmeno le tre palline so fare.
    e a proposito di questo, e del fatto che tutti sanno disegnare, ti invito alla prossima volta che da Ale giochiamo a Pictionary.
    te la faccio cambiare io idea, te la faccio.
    U.U

  • Pieceofstar24 08/03/2012

    Quando racconti e blateri sul disegno potrei leggerti per ore e ore e ore. Potrei guardarti disegnare per altrettante ore. (inutile introduzione). Io a familiarizzare con la tavoletta ci ho messo un po’ ma ora amo muovere la mano tenendo la testa alta sul monitor. Solo questione di abitudine (il disegno che ti avevo fatto era uno dei primi, ecco).
    Odio i tutorial ma qualcosa ho letto, giusto per saperne di più sul disegno vettoriale.
    Ma ora prendiamo carbone e disegnamo sulla pelata di ziopier e facciamola finita *___*

    Ps: se continuo a non trovare la cacchio di inkling io pianto un casino. Vado alla sede di produzione della wacom e me la vado a prendere u.u uffaaaaa

  • Martina 12/03/2012

    ma com’è bello il disegno della casina che vola con gli smarties?! *.* che creatività cavoli io non ci avrei mai pensato!

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