Home / Decorazioni Pasquali  / Fantasie di Pasqua: il Menù *rulloditamburi*

Fantasie di Pasqua: il Menù *rulloditamburi*

Che siccome (è sempre l’inizio migliore) si sentiva l’esigenza di mentire e far finta di essere organizzati per Rubriche, è nata qualche giorno fa  l’ennesima dal nome poco fantasioso giustappunto “Le Fantasie di Pasqua” con tanto di ridicola sigla giusto per non smentirsi; una sorta di carrellata pasquale con un camion a rimorchio di futilità semplicissime da realizzare che potrebbero (condizionale) stupire davvero moltissimo chi trascorrerà con voi le feste imminenti. 

Qualora non dovesse accadere, che si stupiscano intendo, mollate loro un ceffone in pieno volto e otterrete ugualmente l’effetto stupore; che non si dica che qui non ci si organizzi per benino.

Da dove cominciare quindi dopo aver gettato le basi e le fondamenta con

Ma dal Menù. La prima cosa che si pensa sempre e comunque è il Menù. Chi di noi non è stato a blaterare di primi, secondi, contorni e antipasti disquisendo animatamente su “cannelloni sì cannelloni no?!” e chi non bramava proprio in quell’esatto momento che una società di catering caritatevole si fosse prestata all’organizzazione dell’evento con tanto di apparecchiatura-sparecchiatura-caffè? C’è stato un momento nella mia vita in cui credevo fosse proprio questo il mio destino: organizzare eventi. Erano in ballo mentalmente tanti progetti ed ero lì lì per aprire la Iaia Corporescion al vostro servizio. Matrimoni da sogno con tanto di lanterne volanti che prendono fuoco e incendiano il paesaggio circostante e cavalli bianchi con corni in polistirolo attaccati sul muso e spose che cappottavano dal carretto (io dovrei davvero raccontarvi di quella volta che una sposa cadde dal carretto ma scatterebbe una denuncia, mi sa. Ecchisene? ve la racconto ma non adesso che è un tutorial serio questo, uff).

(Lo farò in un post apposito dunque. Cheionuncihopauranunciho).

Poi sono rinsavita improvvisamente e mi sono detta testualmente “ma chi me lo fa fare?”. Parlare con spose psicotiche e nervose, organizzare matrimoni quando io detesto questa forma di convenzione sociale giusto per sperperare denaro e bramo di farlo in un panfilo offrendo la cena a tre persone contate (forse due); peggio ancora se per evento si intende ragazzina neo diciottenne che vuole tappezzare la città con la sua foto, due cuoricini glitterati e il suo nome seguito da “the best in the world”. Fossi stata in un luogo glamour, che ne so New York giusto per non esagerare o Parigi, forse avrei potuto lamentarmi meno ma qui santo cielo sarebbe stato quantomeno difficile; usiamo un termine seppur inappropriato: difficile, ecco.

E allora ho deciso di fare un altro lavoro; ovvero quello di inventarmi un lavoro che mi calzasse a pennello: dire idiozie.

Credo di essere una professionista e ho una credibilità tale che qualsiasi tipo di curriculum impallidirebbe davanti al mio. Essendo quindi una persona che conta in fatto di idiozie nessuno  oserà contraddirmi oggi con questa grande verità “Senza il Menù Pasquale trascritto non è Pasqua”.

No perché si fa tanta fatica a deciderlo ma poi nessuno lo apprezza appieno. Avete notato l’entusiasmo di quando si va fuori?

Tutti subito a dire “cosa si mangia?”, scalciando e pestando e rubandosi vicendevolmente il foglietto qualora non ce ne fossero, come buona norma imporrebbe, per l’esatto numero dei commensali.

Io con il menù ho una fissa che non nasce nella vecchiaia che sto vivendo ma da quando sono nata. Trascrivo menù continuamente. L’ho fatto per il sesto anno del mio compleanno e di mia iniziativa, figuriamoci un po’ adesso. Sono sempre stata presa in giro ed è per questo che questa massa inetta poco glamour non staziona più dalle mie parti. Se loro sono felici di addentare qualsivoglia pietanza come arriva sul piatto poco importa, io lo sono nel trascrivere le portate anche su un post it. Si evita quel fastidioso momento di “che si mangia?”, che rimane carino eh ma è talmente bello accomodarsi insieme e leggerlo. Chiacchierare un po’ e da una parola o alimento nasce altro. Ora sì lo so “eeeee bella ma tu ci hai tempo da perdere!” . Ed è santo cielo il momento che più mi deprime. Non è assolutamente una questione di tempo ma di organizzazione e lo ripeterò fino alla morte. Oltre all’organizzazione poi è una questione di voglia e anche questo fino allo sfinimento.

I casi sono pochi e vanno contestualizzati facilmente. Non ti piace il Menù e lo trovi ridicolo? Bene. Fine del discorso. Hai ragione. Ciao.

Ti piace il Menù ma credi che lo facciano solo le donnette senza impegni (ammesso che lo siano) come me? Male. E comincia il discorso. Hai torto. Siediti. E tieni pure il dolcetto che ho preparato mentre tenevo la crema depilatoria sulle gambe, giusto per capire come si ottimizzano i tempi tiè.

Non importa se una cosa riesce bene o male. Se ne hai voglia la prima volta viene fuori male. La seconda un po’ meno male e così via. Se non dovesse accadere, quello che apparentemente sembra “brutto per te” potrebbe non esserlo per altri. C’è una differenza sostanziale tra il brutto e “il proprio stile” e un giudizio soggettivo, perché tale è, non trova conferma soprattutto in questo specifico caso. Ci si deve solo interrogare se lo si vuole davvero e in quel caso il tempo si trova. Ora non è che ci sia da fare tutta questa psicologia da bricolage per un Menù Pasquale ma molte volte mi capita di notare come tutti mi dicano “ehhhhh ma anche a me piacerebbe ma non sono brava” sino ad arrivare “ehhhh ma io non lo so come ce la fai tu. E’ perché dormi pocoooo ehhhhh” per poi finire con  “ehhhhh io me lo sooogggnnnooo”.

E che ti sogni? Non tutti i sogni devono essere in grande. Possono essere piccoli e importanti. Non tutto deve essere stratosfericamente meraviglioso e perfetto ma può essere piccolo, discreto e profondo.

Il Menù di oggi è volutamente infantile e fa parte proprio dei piccoli sogni. E’ già più complicato di quello che si sarebbe potuto fare ma a prendere un post it o un foglietto bianco e scriverci il menù sopra siamo tutti capaci. E’ bello e importante nel caso in cui si avessero bimbi invitarli a partecipare. E’ meraviglioso delegare impegni e introdurli nella quotidianità. Mia mamma non mi coinvolgeva mai nella realizzazione delle ricette ma solo per il troppo amore. Non mi faceva lavare i piatti perché la vedeva come un’offesa e un affronto nei confronti di una piccoletta che doveva solo giocare. Su di me grava troppo amore e troppo rispetto mentre a volte ci sarebbe voluto un bel rimprovero e una piccola sculacciata.

Ma mamma mi coinvolgeva nell’apparecchiatura. Mi chiedeva cosa mi piaceva di più e di trascrivere il menù. Mi diceva cosa ci fosse ed io stavo lì con la penna e la matita mentre coloravo. Mamma sapeva le priorità della mia vita già trenta anni fa. Come tutte le mamme non ha mai sbagliato. Mai (ehi tu Nanda, visto che mi leggi smettila di fissare il monitor dell’ipad e muoviti che ti sto aspettando! Devi pelare due chili di patate!).

Questa Gallinella Menù che si realizza davvero in pochissimi minuti potrebbe essere un modo anche per coinvolgere i bimbi.  Magari a tavola si inviterà a leggere il menù chi da poco sa l’alfabeto e ne deriverà un innesco di amore e parole. Trovo fondamentale la presenza del Menù sia da un punto di vista affettivo e di coinvolgimento che di cura dei particolari. A volte è meglio una portata in meno di cibo perché l’esagerazione è cheap e occorrerebbe ricordare che non serve impilare cibo per settimane, piuttosto che rinunciare a una delicatezza come il menù.

Una gallinella del genere farà sorridere chiunque. Che abbia zero o novantanove anni. Non passerà indifferente e si giocherà indistintamente a tavola. Magari agitando un po’ gli occhietti che si muovono o tirando per le ali la gallinella.

Occorre semplicemente un cartoncino bianco in modo che sia più robusto ma se non si ha a disposizione un foglio comune andrà bene. Al massimo lo si fa in doppio. Dopo aver disegnato la gallinella sul foglio si procederà al ritaglio e alla colorazione e con l’aiuto della colla si attaccheranno questi occhietti reperibilissimi in commercio soprattutto nei negozi di oggettistica, passatempo e hobbies vari.

Si trascriverà dietro l’intero Menù che verrà servito e perché no anche qualche frase di ringraziamento o decorazione, tutto quello che la fantasia suggerisce. A me sarebbe piaciuto attaccare proprio sotto la gallinella, vicino alle zampette per intenderci, delle piume. Come se fossero cadute dalle sue ali. Ho cercato queste piume bianche o colorate dappertutto senza alcun risultato e quindi magari qualora voi le trovaste sarebbe davvero un dettaglio particolare e dolcissimo.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
18 COMMENTS
  • Wish aka Max 18/03/2012

    Uh

  • lacinzietta 18/03/2012

    buona domenica cara 🙂

  • Katia Ostanel 18/03/2012

    Ciao!!!Son stata dai miei e non mi son fatta più sentire, ma ora sono di nuovo viva e lotto insieme a voi!

  • gluci77 18/03/2012

    Buona domenica a tutti! Giulia, ma che bellina questa gallinella… che sia parente di Pio Pio?! (a proposito, Frugolino ha voluto mandarti via mail un documento fotografico…) Sai che quando ero bambina la mamma mi faceva sempre preparare i segnaposti e i menù?! E quanto mi divertivo! Con Frugolino ci provo, ma tenerlo fermo con i colori in mano è ancora una piccola impresa! Baci!!!!! <3<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3 !!!!!!!

  • tittisissa 18/03/2012

    Ciao Iaia, questo tuo post mi ha fatto venire una gran voglia di una di quelle belle tavolate all’aperto,che sono comuni nelle occasioni come Pasqua, dove ci si raduna tutti insieme ed ognuno prepara qualcosa, da completare poi insieme tutti in cucina.
    Una bella giornata di sole e tanta gente allegra che si vuole bene 🙂

  • Wish aka Max 18/03/2012

    Quanto è vero il discorso di volere… A me capita con la cucina. Ho iniziato a fare i dolci quest’anno, e non avevo mai provato in mezzo secolo… Non avevo mai provato perché non avevo mai voluto. E stavolta invece ho voluto, con tutte le mie forze. E la prima volta non è venuto come volevo io, era una Sacher che non era montata come volevo e la glassa non mi soddisfaceva completamente. La seconda volta è venuta bene la torta ma la glassa era veramente uno schifo. La terza volta il miracolo è avvenuto, e la Sacher è uscita esattamente come la volevo. Per dire che è proprio volerlo, che fa la differenza. Ora io so cucinare un pochino, e cimentarmi con una cosa che non avevo mai provato è stato un po’ come ricominciare daccapo, mi sono ritrovato giovane studentello alle prese con la mia prima pastasciutta. E qui c’è però la cosa importante, che un MINIMO bisogna essere capaci. Ne abbiamo parlato al telefono e credo di averlo anche scritto, io con la matita posso al massimo minacciare qualcuno di dargli una matitata impugnandola come un pugnale. Ho conosciuto persone che in cucina si muovono come un elefante in una cristalleria, che non distinguono il sale dallo zucchero, che non hanno idea di come abbinare sapori, ecco, credo che un minimo di capacità serva, oltre la volontà. Perché non si può cavare sangue da una rapa.

    • Bibi 19/03/2012

      e qui caro Max ti devo contraddire: una mia amica (non Iaia, no, un’altra) che non sapeva cucinare per nulla, nemmeno il caffelatte, non sapeva che “lessare la pasta” significasse cuocere la pasta, ora (ok dopo anni) è una cuoca non da 10 e lode, ma diciamo che un bel 7 pieno lo prende.
      Basta applicarsi, basta studiare, basta appassionarsi.
      Se manca la passione e l’interesse puoi fare solo aria fritta.

      • Wish aka Max 19/03/2012

        Sì però il template della gallina lo hai chiesto!! 😀 😀 😀 Io sono una ZAPPAAAAAA a disegnare…

  • Amaradolcezza 18/03/2012

    cucciola mia
    che meraviglia quella gallinella!!!!

    tu sei una meraviglia…
    martedì o mercoledì ti chiamo ok???
    anche per soli 5 minuti…
    che giovedì parto….
    ricordi??

    ti mando un bacio grande

  • pieceofstar24 18/03/2012

    Checccarina coccodè *___*
    amo molto queste cose e in realtà non le si fa solo per pigrizia -.- però ora dimmelo che eri tu la ueddingplanner delle 1255763246 spose di catania e che quei teribbbili fiori viola li avevi scelti tu. A me puoi dirlo iaia, va tutto bene o.ò

  • anya78 18/03/2012

    come sempre un’altra bellissima idea!

  • Bibi 19/03/2012

    ma se tu mettessi il template della gallinella? che dici? solo la forma, da scaricare e colorare a piacere

    può essere un idea?

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi