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Grazia – Through the Looking-Glass

E poi ti ricapita una canzone che ascoltavi e che ti faceva pensare a lei. E non senti nulla. Solo che poi ti spunta un sorriso e le immagini, quelle più belle che avevi dimenticato, ti si parano davanti. Ci sono macchine, sorrisi, vento, pianti e urla. C’è una buona dose di masochismo e sogno. Corridoi e onde. Costumi e gelati. Tanti ma proprio tanti gelati. E mentre cerchi di sistemare gli impegni su un app dell’ipad spostando icone, aggiungendo testi e copiando idee ti fermi giusto un attimo.

Guardi quel telefono che non squilla minaccioso più e ti senti libera di essere la cattiva amica che sei sempre stata. Occorre impegno per esserlo. Precisione maniacale e una buona dose di serietà. Non c’è improvvisazione sai? Devi avercelo nel sangue e nelle viscere. Fuggire lontanissimo senza mai voltarti. Sorridere sì a quelle immagini ma senza troppo trasporto o sentimento. Con una qual certa freddezza. Vivisezionare i ricordi. Scegliere le parti che ti interessano e continuare.

In cuor mio spero sempre che gli altri facciano lo stesso con me. Che si ricordino di me appena sveglia e arrabbiata con il broncio. Mugolando roba incomprensibile. Goffa con il cuscino sopra la pancia gonfia di coca cola e centoquaranta chili con  i capelli lisci buttati sul  volto per farlo sembrare più magro. Con un pacco di patatine in mano mentre  faccio molliche sulla lacoste nera e i fuseaux arena con la banda laterale bianca. Mentre disegno e rido. Rido fortissimo. Con i piedi scalzi per poi infilarmi nel letto e gridare ” grattiniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii”. Pretendendoli per una notte intera. ” Mi racconti qualcosa?”. Con la pretesa di sentire la vita degli altri e non la mia. In cucina a guardare ciambelle e pizze senza capire esattamente cosa sia l’albume e il tuorlo. Con il mio cappotto di maglia nero. Solo uno. Sempre quello che mi avvolge e mi fa sentire sicura. Sicura di non essere troppo enorme anche se è l’esatto contrario. L’unica XXXXXXXXXXL trovata in un negozio dove vendono abiti per anziane signore taglia forte. Con il finestrino abbassato mentre canto e urlo a squarciagola e fumo. Fumo tantissimo sgargarozzando coca cola che cade sulla plancia. Sul cruscotto. Su di me. Senza preoccuparmi. Della mia pizza senza il formaggio ma con la mozzarella tagliata e il pomodoro crudo senza la salsa che mi fa venire l’acidità. Della cipolla fritta e dei barattoloni di nutella da spalmare sui cracker. Poi con i grissini. Poi con il pane caldo e poi a cucchiaiate fino a quando ti si ferma nella gola e rischi di soffocare. Delle prime videochiamate ridendo come sceme davanti allo schermo e urlando ” incredibile!”. Delle notti con la pioggia e di quelle con le stelle. Degli incontri sbagliati e corretti. Dei tradimenti e avvicinamenti. Di me al pianoforte che suono November Rain. Mentre disegno e scrivo favole per i figli di voi che non conoscerò mai. In cuor mio spero che gli altri facciano questo con il ricordo di me. Che si ricordino di tutto quello che sono stata.

Ho i capelli legati e il volto scavato. Un rossetto rosso accecante e delle piccolissime rughe intorno alle labbra perché sorrido molto meno ma il ricordo di quelle è lì come un solco indelebile. Mi alzo serena e prestissimo. Sorseggio decaffeinato o caffè a secondo del momento e controllo le telefonate, gli impegni. Depenno, taglio, copio e incollo. Non cammino scalza e nessuno entra in casa con le scarpe. Nulla entra in casa se non opportunamente disinfettato. Non sono goffa ma leggera e altezzosa. Vado dritta al punto e uso tacco dodici solcando sicura o perlomeno fingendo benissimo. In mano ho al massimo un bicchiere d’acqua o un succo di frutta; mi premio dopo tante storie, a volte, con  un  gelato. Ma  con il latte di riso perché il gelato vero non lo mangio più. L’esatto apporto del tuorlo e dell’albume lo so e tutta la tabella proteica. In cucina faccio tour mondiali culinari e mi destreggio benissimo nella colossale differenza tra il bagel e il ciambellotto. Mi infastidiscono i grattini e non voglio raccontato nulla che non sia un appuntamento. Un orario. Indicazioni precise. Senza improvvisazioni. Ho tantissimi cappotti di taglia M e mi arrabbio che non siano S ma credo che mi farò tagliare le spalle da nuotatrice che mi ritrovo. Ho i collant terza, anche se la seconda mi entra,  ma vorrei la prima e credo che mi farò tagliare pure le gambe che sono eccessivamente lunghe e non me ne faccio nulla. Non mangio la pizza come tutti i carboidrati  ma a volte i pomodori crudi perché non mi provocano più acidità. In macchina non canto e non bevo coca cola. Indosso gli occhiali da sole rigorosamente in tinta con gli accessori e con il finestrino abbassato al semaforo sto lì. Immobile. Senza musica. Al massimo Chopin. Non ci sono barattoli di nutella ma ho trovato la marmellata diet con 40 calorie per cento grammi che sembra essere un buon compromesso quando si deve festeggiare una cosa importante. Che so il Natale. Un cucchiaino e fai parte della festa pure tu. Non mi entusiasmo e non urlo davanti lo schermo e quando ho provato a suonare con Garage Band November Rain ho sentito il conforto di poter portare con me ricordi in formato multimediale. Che si possono cestinare, recuperare.Tagliare e incollare in documenti e cartelle consone.

Solo che poi  quando sono da sola.

Scrivo fiabe. Disegno ridendo. Mi butto un po’ di succo di frutta sedici calorie per 100 ml addosso. Protendo le labbra e spunta il broncio. Fisso Totoro e gli chiedo “mi racconti qualcosa?”.  E cerco di togliermi le ciabatte per provare e camminare scalza. E no. Non ce l’ho ancora fatta.

E no. Non mi manca Grazia. C’è Giulia.

La accarezzo, quello sì. Ci sono giorni.  Che vado allo specchio. E lei è lì. Con i  capelli davanti al volto e il triplo mento. Con il cappotto nero di maglia anche se è Agosto e le sue mani cicciottissime.

E allora mi avvicino piano piano e le sussurro una frase. Una frase che è un segreto tra me e lei. Fino a quando rimarrà tale: sarò salva.

Pare che sia fondamentale salvare se stessi e non il contrario.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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24 COMMENTS
  • Katia Ostanel 29/03/2012

    UH!

    • Katia Ostanel 29/03/2012

      Non so che dire.
      Quando scrivi queste cose vorrei saltare su un trenoaereotraghettobicicletta e venirti a scampanellare poderosamente alla porta. Farti vestire in fretta e furia e portarti a camminare a piedi nudi su un prato o sulla spiaggia o su di me, andrebbe bene lo stesso. Vorrei trasformare quel broncio in un sorriso, vorrei farti smettere di essere sola, faccia a faccia con te stessa, impedirti di pensare. O forse, facendolo per te lo farei per me e dunque, vedi, io credo che è difficile salvare se stessi, Molto spesso sono gli altri che ci salvano e salvandoci, noi salviamo loro. Credo. Lo spero.
      E adesso piantala di dire che sei una cattiva amica altrimenti giuro che vengo lì e ti coloro la casa di verde. Perchè io ho ben presente cosa vuol dire essere una cattiva amica e tu, bhè, ecco: proprio non lo sei. Almeno non per me. Perchè a volte basta poco, se quel poco è tanto in mezzo al niente degli altri. E se poi quel poco è fatto di te, siamo a posto.

  • tittisissa 29/03/2012

    UH

    • tittisissa 29/03/2012

      Cara Iaia, tu non sei sola. E l’evoluzione della tua vita ha preso una strada dritta, liscia e facile. Non importa se bevi solo acqua e succhi di frutta, brinda a te stessa perchè la tua forza d’animo a fatto si che Grazia rimanesse soltanto un ricordo nel tuo cuore e brinda a chi ti vuol bene e ti è accanto perchè grazie al suo sostegno tu ce l’hai fatta. E sei rinata dinuovo. Una nuova te, senza gli stessi errori, ma anche senza gli stessi problemi. Concordo con Katia in tutto e per tutto e mi unisco alle sue parole ma con una piccola variante. Hai sbagliato solo una cosa tu. Il mestiere. Dovevi fare la personal trainer ed io ti avrei assunta a tempo pieno, così che una fettina della tua forza avrebbe aiutato anche me 🙂 E non ti dimenticare quello che nel video ti ho scritto, rivedi le immagini, quanto sei bella, e quanto è bello ciò che emana da te. E smettila di definirti sempre cattiva. Quelle cattive davvero non hanno il tuo cuore. Non sono te. 🙂

  • dunque. penso di dover accettare che ultimamente riesco solo ad ammutolire. però posso semmpre ringraziarti giusto?
    grazie, tantissime volte grazie

  • mademoiselleanne 29/03/2012

    Sembra pure che parlarne sia la soluzione migliore per ricordarsi chi si era, chi si e’ e chi, forse, si sara’! 🙂

  • Hariel 29/03/2012

    e io adoro quando ti metti ( un pò ) a nudo.
    Mi fa un pò paura questa cosa…cioè, lo so che per te non sono sacrifici, ma se mi fermo un attimo penso a cosa significa mangiare come mangi tu…e il fatto che tu voglia entrare in una S non mi piace. Mi lamento sempre per il mio peso ma non arrivo mai a decidermi così tanto da riprendere in modo serio quella maledetta dieta…però ci provo. e penso a quei almeno 10 kg che non vorrei addosso e più ci penso più non ci riesco.Ecco…la forza di volontà che tu hai avuto la invidio..si…però resta in una M ti prego…sei bella così…giuro 🙂

  • Cey Chan (@Cey) 29/03/2012

    Questo è un commento non facile da fare ma ci provo. A me manca Giulia, manca Grazia per quel pochissimo che ho visto e manchi tu nella tua interezza, quella che hai concesso di condividere con me, con noi. Di Grazia so poco, so che l’hai nascosta in un cassettino del tuo cuore e sta lì, ma quello che ho visto quando ero a casa di tua madre e ci parlava di lei me l’ha fatta rimanere simpatica. Mi piacerebbe anche lei ne sono sicura. Come mi piace il fatto che Giulia abbia le ciabattine per tutte le persone anche se a me scappano in continuazione. E che sia buona, pulita e allo stesso tempo un’insopportabile cuore nero. Mi piace più della Nutella, che in realtà non mi piace così tanto, ma anche più della granita e della bioches con il tuppo che non pensavo potessero piacermi ma è stato grazie a Giulia che li ho conosciuti e domenica mentre mangiavo il gelato ho pensato tanto a lei, a te e mi sei mancata nelle viscere come a volte mi manca Kyoto. Ecco a me manchi tu, il tu che ho conosciuto e quello che ancora non conosco, anche quello più antipatico e che non sopporti perchè è sempre tu.
    E nessuno dice che per salvarsi da se stessi non ci si possa reinventare, con il resto, con l’altra parte di noi si fa sempre in tempo a fare pace.
    Ho scritto una serie di cagate eh? ti voglio bene. a te. e un po’ anche a Pier.

  • valefatina 29/03/2012

    sentiunpo’ che mi fai spazio nel cappotto purammè che vorrei proprio proprio proprio abbracciarti?

  • La Eli 29/03/2012

    U_U’ ….<3

  • mykoize 29/03/2012

    Ecco. Prova a immaginare di avermi lì intorno. Non ti piacerebbe, sono una piccola selvaggia. Ti camminerei scalza per tutta casa e sul terrazzo e sporcherei il bagno con la cipria.
    Prenderei un pennarello nero e ti dipingerei in faccia i baffi, quelli del mio avatar.
    Girerei col mio vestito verde lungo.
    Prenderei le parti di Pier, probabilmente (no, va beh, adesso esagero).
    Insomma ti lancerei nel lago del mio caos perchè so che sai nuotare, che sei forte, che puoi fare qualsiasi cosa.
    Perchè tu puoi, davvero.
    E poi tu ti vendicheresti facendomi vedere film horror e facendomi dormire in una stanza tutta rosa hello kitty.
    <3 <3 <3

    • Ninphe 29/03/2012

      siamo in 2, riusciremo a camminare scalze per casa sua ballando con i nani da giardino

  • gluci77 29/03/2012

    Non ho conosciuto Grazia e – anche se ho letto e visto molto qui tra queste pagine – non conosco Giulia e il suo percorso tanto a fondo da potermi permette di dire qualcosa di davvero significativo per te… Quando leggo queste tue parole vorrei trovarne altrettante capaci di accarezzarti, perchè, nonostante le nostre esperienze siano state e siano diverse, sento in quel tormento qualcosa di quello che è stato il mio, qualcosa che in fondo ci avvicina. ma sarebbe presuntuoso e invasivo da parte mia, che tante, troppe cose non so… per questo scusami se non trovo qualcosa di giusto da scrivere e lascia che ti abbracci, cercando di farti capire che ci sono…

    • tittisissa 29/03/2012

      Ciao Luci!!! 🙂
      Come sempre affronti con estrema delicatezza ogni argomento. Ti adoro!
      Mi unisco a te nell’abbracciare la nostra Iaia, secondo me talvolta un abbraccio vale più di millemila parole. Se potesse sentirlo davvero, saprebbe. 😉

      • gluci77 29/03/2012

        Ciao Titti!!! Sei sempre così carina… :-*

  • Bibi 29/03/2012

    ed io stanotte di ho sognata. e c’era Giulia, c’era Grazia, c’erano un sacco di tu e mi piacevano tutte.
    (ero io che non piacevo a loro ç_ç)

  • pani 29/03/2012

    cos’è questa storia che tutte mi fregate dicendo UH! ???

  • pani 29/03/2012

    Uh! Di niente. Mi fa piacere non essere l’unico a Uhuzzare

  • pani 29/03/2012

    Giulia o Grazia, prima o dopo, con o senza coca cola, con o senza Chopin…non ha importanza. Noi siamo la somma di errori e vittorie. Il passato si può anche rimuovere ma non eliminare ed è questo che ci rende unici

  • yliharma 29/03/2012

    mi rendo conto di non conoscerti, di non conoscere Grazia e di avere visto solo qualche sprazzo qui e là di Giulia. e mi rendo conto che vorrei tanto conoscerti (come sei adesso perché il passato è oltre il velo del ricordo e io non posso né voglio raggiungerlo) e vorrei che anche tu conoscessi me, quella che sono ora, in divenire. e penso sempre che “c’è tempo” e che succederà, mentre metto a tacere la vocina che dice “il futuro non esiste…ora ora ora”. e poi mi viene da cancellare la frase precedente perché mi sono appena resa conto che non c’è bisogno: non serve che io sappia tutto di te e tu tutto di me per essere amiche, va bene così!!! anzi è anche più bello: scoprire piano piano pezzetti di te e lasciarti pezzetti di me, come in un puzzle da ricomporre. tu lo sai che ti voglio bene vero? e che per me non è facile dirlo vero? beh, te lo ripeto pure va: ti voglio bene.

  • Manola 29/03/2012

    “Lo vedi tu com’è… bisogna fare e disfare, continuamente e malamente e con amore, battere e levare…” (F. de Gregori)
    Non ci sono vittorie e sconfitte, per me, ma una tela che si tesse, un po’ alla volta, cambiando programma, facendo e disfacendo. Continuamente. Malamente. E con amore.
    Anch’io ho varie ex-me stessa alle spalle e a volte faccio fatica a pensare che ero io, quella, quella e l’altra ancora: ma non è, sebbene doloroso, bellissimo?
    Un abbraccio a tutte e due. E lascia stare la S…la M è decisamente molto più simpatica…

    • Giulia 30/03/2012

      grazie per la delicatezza. un bacio. grande.

      Grazie Manola.
      grazie davvero.
      ti abbraccio forte .

      quando vorrai. la tua ex. la tua te. quella che verrà. beh. noi. io siamo qui.

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