Home / Carne  / Pollo Rudinì di Artusi

Pollo Rudinì di Artusi

Che poi ho avuto ancora più conferma che senza twitter potrei avere serie difficoltà di sopravvivenza. Oltre all’oracolo Google cui rivolgo domande esistenziali del tipo “non bevo caffè da dodici giorni posso sopravvivere?” , “non ho ancora apparecchiato e sono quasi le due, credi che mi lascerà?” ricevendo sempre un abbraccio virtuale e un caldo conforto, l’altra mia certezza è proprio l’uccellino azzurro cinguettante.

Non vi è domanda che non abbia risposta e nell’impareggiabile cerchia di amici che mi sono creata pullula una serie di geni che ti fanno ben sperare nelle sorti dell’umanità. E’ bastato porre il quesito “parallels o bootcamp?” per vedersi arrivare recensioni in formato pdf, in 140 caratteri, sotto forma di messaggio con piccioni viaggiatori e santi che preparavano la valigia per venirmi ad aiutare. Io non so il perchèpercome sia possibile ma nonostante non ci si conosca vi è un ascolto importante e certamente da non sottovalutare una voglia di aiutarsi incredibile.

Per dire che alla fine non ho mica capito se devo usare bootcamp o parallels ma ho tanti nuovi amici che mi continuano a dire “ma nooooo metti parallels” , “ma finiscila non pensarci neanche metti bootcammmmp”. Io che già avevo serie difficoltà a capire i due concetti mi ritrovo a pensare di dover comprare un altro MacBook per mettere in uno Bootcamp e nell’altro Parallels, giusto per ascoltare tutti.

Questo perché riflettendo sull’uso di twitter un po’ mi deprimo. La mia foltissima lista vip, alla quale dedico quei tre secondi della mia giornata quando l’autostima comincia a prendere una vorticosa discesa, è diventata purtroppo per i media in genere la vetrina da cui attingere. Sapere che l’ex velina ha ricevuto in regalo il tronchetto di prada pare essere una notizia di vitale importanza da rimbalzare attraverso retweet, link, notizie ansa fashion.

Twitter, che uso da sei anni ormai, era meravigliosamente di nicchia. Non che mi piaccia il concetto essendo stata la prima a fare la ola per l’arrivo degli Androidiani su Instagram ma quando viene descritto con “dici quello che stai facendo o dove ti trovi per il tuo ultimo acquisto o esprimi un concetto in 140 caratteri” Jack Torrance si impossessa di me e tutti i luoghi intorno diventano ambientazioni dell’Overlook Hotel.

Vorrei solo un’ascia e commettere gesti non troppo cinematografici. Tutto questo gran parlare di sé sempre e comunque. Esprimere un concetto, dire dove ci si trova, cosa si possiede, cosa si fa. E’ chiaro che io per prima seguo il copione ma è il dettaglio che sfugge. La condivisione. Anche se per una strepitosa minoranza esiste, il concetto di spartire appunto non riesce ad emergere come dovrebbe. Mettere a disposizione idee, visioni e concetti. Confrontarsi, capirsi e aiutarsi. E’ un passaggio che non viene compreso suppongo proprio per il fatto che si è così tanto obnubilati dalla propria sete di emergere che ci si spintona. Fortemente e sgomitando.

Facendo tutto per gli altri e mai per sé. Per dimostrare che. Blablabla.

Al contrario di tutte le mie ostentazioni, che se volessi potrei centuplicare perché è incredibile pensarlo ma vi  è una modestia difficile da capire per i più, credo fortemente nel concetto della condivisione. Quella vera, genuina, pulita. Senza che ci si chieda “ma quante tazzine ha Giulia?”, “ma quanti computer hai? cosa devi farci con tutti questi oggetti?” con quella morbosità malata avvolta e confezionata proprio dalla voglia di confrontarsi sì, ma nel modo più sbagliato. Fermo restando che io non conto le tazzine degli altri, non gareggio con nessuno e trovo estremamente cheap questo atteggiamento che denota un animo sporco, malato e invidioso. Concetti davvero a me sconosciuti.

Sì c’è quello che alla domanda “parallels o bootcamp?” ti risponde con l’altra domanda “quanti apparecchi hai? ma cosa devi farci? ma non hai tanti blablabla?” ma è appunto un blablablabla. Un sottofondo sordo, insulso e privo di consistenza oltre che di suono. E poi c’è il resto. E il resto è molto più cospicuo, fortunatamente, nel mio impareggiabile giro di amicizie.

Il resto diventa oggetto di scherno e monito per “non voglio diventare come queste nullità” nella sacra agendina di appunti importanti della vita per una sopravvivenza serena.

Adesso ditemi che la soluzione di comprare un altro MacBook per installarci parallels e nel mio bootcamp è una bella idea e facciamola finita.

E a proposito di farla finita. Ahem.

Lo confesso. Non vedo l’ora che finisca questa settimana del pollo, uffa. Soprattutto perché a Pani non piace e neanche a Tappa e Rella. Ma dopo questa ricettina e la prossima di domani, abbiamo chiuso ecco *disse sbattendo fortemente il pugno sul tavolo con fare risoluto per sorridere poi come in preda a un esaurimento nervoso (il come è un eufemismo).

Ero proprio all’inizio della mia avventura qui al Gikitchen, nonostante il Maghetta Kitchen fosse nato nel 2004 con la preziosa compagnia di molti amici (al momento il Blog in questione è offline ma non tarderà a cambiare stato) quando Max mi disse che se avessi avuto davvero intenzione  di fare un po’ di ricette dell’Artusi lui non mi avrebbe abbandonato ma piuttosto  seguito nell’impervia avventura culinaria con estremo interesse. Poi l’idea dell’Artusi  è stata accantonata ma per fortuna Max è rimasto ugualmente al mio fianco. Io pure ma come una spina infilzata (bella questa battuta vero Max? riconoscimelo mentendomi ecchepizzetta!).

Giusto perché quello che è messo da parte non significa sia dimenticato, proseguo con qualche indicazione Artusiana preziosissima ed è la volta del Pollo alla Rudinì leggermente modificato.

(qui mi sa che Pani mi perdona perché l’immagine del pollo Rudinì/Houdini che fa giochi di prestigio bellolegatostrettostretto mentre si cala in una vasca di acqua potrebbe tirar fuori visioni di un qual certo livello)
Artusi non sa perché questo pollo venga chiamato Rudinì e lo scrive nella sua 544.ma ricetta. Lo definisce sano, semplice e dal sapore delicato e come solo lui sa fare ne descrive la preparazione con dovizia di particolari ma senza frizzi e lazzi e indicazioni precise. Il genere tra l’altro che preferisco seppur non incontri il gusto di tutti; sarà che adoro le persone sintetiche, dirette e precise. Il mio esatto opposto insomma.

L’impatto visivo di questo polletto alla Rudinì che poi altro non è che un gustoso pollo al limone con qualche trucchetto interessante (nella descrizione vi è quella del guscio d’uovo che mi ha catturato, lo confesso) è davvero scenografico. Fotografarlo, al contrario di quanto avviene generalmente per la carne come più volte ho sostenuto fortemente, non è stato drammatico. Allettante neanche ma tant’è.

Se proprio si è ancora nel mood “voglio perdere assolutamente quei quattro bancali di uova di pasqua e colombe che mi sono rimaste sullo stomaco” sarà bene evitare il burro e magari piastrare soltanto per nulla togliere alla croccantezza. Del resto il pollo è sempre un fido alleato per i postumi dei bagordi festivi.

E le parole le lascio all’Artusi: Frullate un uovo con acqua quanta ne stia in un mezzo guscio d’uovo metteteci in infusione il pollo dopo averlo infarinato e conditelo col pepe e col sale a buona misura lasciandovelo fino al momento di cuocerlo. Allora prendete i pezzi a uno per uno, panateli e metteteli in una sautè o una teglia con 100 grammi di burro cuoceteli in questa maniera. Quando comincia a soffriggere il burro collocateci per un momento i pezzi del pollo dalla parte della pelle, poi rivoltateli, coprire la sautè con il coperchio e con molto fuoco sopra e poco sotto, lasciateli grillettare per circa dieci minuti. Servitelo con spicchi di limone e sentirete che sarà buono tanto caldo che freddo.

(io che l’Artusi mi perdoni ho fatto anche una bella grattugiata di scorza di limone freschissimo raccolto dal giardino; sì perché ne ho uno un po’ distante da casa ma ho deciso che distante da adesso non lo sarà più. Non contenta di questo quando il tutto sfrigolava con il burro scoppiettante ho spremuto due generosi limoni sul pollo in fiamme e salato come non ci fosse un domani)

Oh seriamente  uff. Parallels o Bootcamp?

Cosa devo farci? semplice.

Nel Macbookproperchèlairèunaciofegaèstatoenonsaràmaipiù ho la necessità di mettere una partizione (ocomelavogliamochiamarenonloso) con Windows. Non mi interessa lavorarci contemporaneamente o chissà con quali programmi pesantissimi che girano e blablabla. In pratica devo per esigenze di spostamenti futuri e imminenti possedere una stazione portatile mac e una windows. Vorrei in qualche modo trasformare la mia postazione lavorativa composta da un pc e da un Imac in un’unica soluzione portatile da avere a disposizione quando non sono incollata alla mia solita poltroncina rossa (poi da quando ho scoperto il concetto di Ical e ICloud con ipad-iphone-mac-blablabla la mia vita è molto più facile).

Semplicemente tutto qui. E visto che siccome non si sa mai qualcuno vuole pure intervenire qui con “ma finiscila e riposati quando sei in trasferta!” è il benvenuto (uffamaioadeccocihodellescadenzeciho. sonocresciuta. sonobimbachelavoro. aiutatemisonopazza).

Che sia un week end strepitosamente meraviglioso! Ahem io sono impegnatissima in una Caccia al Tesoro Speciale di cui vi parlerò prestissimo *Disse fischiettando e fingendo indifferenza.

L’estrazione del Vincitore del Giveaway alle 16:16

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
41 COMMENTS
  • gluci77 14/04/2012

    Buongiorno!

    • gluci77 14/04/2012

      Dico “prima” e leggo con calma!!! Giulia tanti baci… Ho spedito pacchettino stamattina…

  • gluci77 14/04/2012

    L’Ingeriminese aveva lo stesso problema e dice decisamente Bootcamp… Per il pollo invece mi esprimo io… Questa ricetta e’ una goduria… Pollo e limone… Slurp!!!

  • pieceofstar24 14/04/2012

    Riposati in trasferta cacacazzzzzzziiiiii <3
    (mi dicono che parallels giri mooooolto lento, ma ancora non ho installato perchè dovrei sviotare l'hard disk -.-)
    Ecco sì il pollo allimone è buooono.
    E tu manchi, bestia

  • katiaostanel 14/04/2012

    Hai ragggggione, Iaia!!! Il mondo è un costante sgomitare, ma per fortuna c’è qualcuno che non lo fa,,,o meglio: si fa largo nei posti giusti, con smalto chanel e l’infinita, impeccabile classe di una regina…

    E comunque appena ho letto Pollo alla Rudinì anche io ho pensato al prestigiatore.
    Suma bin ciapà, dicono in Piemonte!

  • Wish aka Max 14/04/2012

    Né Bootcamp né parallels. Io uso VMware Fusion. E ti spiego anche il perché. VMWare è leader nella produzione di software per la realizzazione di macchine virtuali. Cos’è una macchina virtuale? E’ una macchina (e dico macchina perché potrebbe non essere un semplice pc ma anche un server) con un certo sistema operativo, non importa quale, che gira ospitata in una macchina più grande. E quindi in questa macchina più grande puoi infilare, come se fossero tante schede, tutte le macchine che vuoi. Nelle architetture grandi queste “sotto-macchine” possono essere dimensionate a piacere. Faccio un esempio. Supponiamo di avere un grosso server con 16 CPU quad-core, il che significa 64 core singoli, e con 128 GB di memoria RAM. Posso inserire in questo server 16 macchine virtuali, ciascuna con 4 core e 8GB di RAM, oppure posso avere solo 8 macchine virtuali con 4 core e 8GB di RAM ciascuna lasciando 32 core e 64GB di RAM liberi, in modo che se una singola macchina fosse troppo carica potrei (ad esempio) attribuirle altri 4 core e altri 8 GB di RAM. Questo tipo di soluzione viene usato molto da provider di siti come aruba. Quando ti dicono che ti danno un server dedicato in realtà ti danno una macchina virtuale.
    Quello che vuoi fare tu è di mettere una macchina virtuale Windows sul tuo Macbook (che avendo OS/X ha tutte le caratteristiche per comportarsi da server). Il migliore sulla piazza per gestire macchine virtuali è VMware. Il prodotto che gira su Mac è Fusion. Ecco.
    Ricordati che quando userai Windows dovrai preoccuparti di tutte le stronzate di Windows, tipo ad esempio l’antivirus. Perché il virus te lo becchi anche se la macchina è virtuale… A meno che tu non usi Windows solo stand-alone senza mai andare in rete (ma francamente ne dubito).
    Ho detto. 😉

    • katiaostanel 14/04/2012

      Max: io comunque da te mi aspettavo un pò più di sfottimento nei miei confronti,,,, Sono delusa. 🙁

      • Wish aka Max 14/04/2012

        E’ che io dietro questo aspetto burbero sono buono… 🙂 E mi sento anche in colpa perché non sono ancora venuto a trovarti (o meglio l’ho fatto ma non ho scritto nulla ancora…) 🙂

        • tittisissa 14/04/2012

          E da me, non vuoi passare? Sei monello allora 😀

        • katiaostanel 14/04/2012

          Maffigurati!!!Che colpa e colpa, hai fatto bene!!!! Però passa a trovarmi, che ho bisogno delle tue critiche!!!!!

    • gluci77 14/04/2012

      Ok…adesso lo leggo quelle 15 volte poi ti dico… 😉

    • tittisissa 14/04/2012

      Senti tu, ing.Max, domani non posso perchè ho il corso di cake design, ma agendiamoci peppiacereproprio un corso intensivo che mi spiega perfiloepersegno come posso usare al meglio il piccì e le nuvolette dell’aipad.ecco. peppiacereproprio te lo chiedo 😉

    • gluci77 14/04/2012

      Io aspetto post su Instagram, grazie!!!

      • Wish aka Max 14/04/2012

        CIoè mi stai dicendo che ti stai comprando uno smart-fon? Ché ora Instagram c’è anche per android quindi non è obbligatorio un aifon… o meglio anche l’aipod potrebbe andare (penso). Insomma mi stai dicendo che hai instagram???? :O

        • gluci77 14/04/2012

          Si…

          • gluci77 14/04/2012

            AIUTO!!!!!

            • tittisissa 14/04/2012

              Finalmente Luci!! E non dici niente?! Monella 🙂

              • gluci77 14/04/2012

                volevo farvi una sorpresa… 😉 … ma quando dico che avrei bisogno di un post esplicativo di quelli con tutti i disegnini NON SCHERZO!!!!

    • yliharma 14/04/2012

      io preferisco VirtualBox a VMware….più semplice e minimale, molto molto affidabile 🙂

      • Wish aka Max 14/04/2012

        Io ho imparato dai miei clienti, vado per referenze. Siccome ho idea di un certo numero di installazioni “importanti” con VMware, sposo la causa… 😉

        • yliharma 14/04/2012

          sì ma per Giulia probabilmente è sovrastrutturato e difficile: probabilmente VirtualBox per iniziare è meglio 🙂

  • chemicalmarty 14/04/2012

    ma cosa vuol dire “coprire la sautè con il coperchio e con molto fuoco sopra e poco sotto” dove lo metto il fuoco???? ma chi è fraugrard o come si chiama? io ti <3

  • tittisissa 14/04/2012

    Questa ricetta è una goduria visiva Iaia. Leggendo le parole di Artusi lo diventa ancoradippiù. Amore, ma la parola riposo non c’è sul tuo vocabolario? Eddajee. Ma ci vuoi lasciare un pò tranquilli per qualche giorno quando sei in trasferta?!? 😉 Premesso che non ho la minima idea di cosa vogliano dire bootcamp e parallels (ma imparo eh.) nè di come funzioni la nuvoletta che ha anche descritto Max in un suo post ma ecco. Non mi entra proprio devo approfondire, ti adoro, sei lamoremiobellissimo e basta. Siediti un attimo e respira con calma. Goditi il weekend. 🙂

    • gluci77 14/04/2012

      Buongiorno Titti! :-*

      • tittisissa 14/04/2012

        Buongiorno Luci tesorino mio :-*

      • tittisissa 14/04/2012

        Instagram è facilissimo da usare tesoro, devi solo cercare gli amici e cliccare il pulsante segui, così potrai vedere le foto pubblicate da ognuno e commentarle 🙂

  • pani 14/04/2012

    Parallels o Bootcamp? Qui mi cogli proprio impreparato. Devo approfondire…umpf…com’ è che non ne so nulla, neanche un velo di ‘sta roba?
    Diciamo che il pollo ho iniziato a mal sopportarlo qualche anno fa e non ho capito se si tratta della qualità dei polli, il tipo di cottura, il ricordo di Tappa e Rella o il mio gusto che semplicemente cambia, come tutto.
    E poi c’è un’altra cosa: il pollo non è molto fotogenico.
    Ma il pollo Houdini/Rudini e magari anche alla Rodin mi fa impazzire.

  • Bibi 14/04/2012

    si però
    quante tazzine hai quanti computer hai cosa devi farci con tutti questi oggetti? eh? eeeeh? eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh?

    • pani 14/04/2012

      una per ogni Iaia, no? Se sono dodici avrà dodici tazze, dodici computer, dodici nippotorinesi…

      • Bibi 14/04/2012

        nooooooooooo 12 nippi?
        allora è pazza davvero. già uno è una rovina, figuriamoci 12

        XD

  • principessainsonne 14/04/2012

    Dato che non ho idea di chi o cosa sia parallels e non ho idea chi o cosa sia bootcamp, scantono la domanda e ti abbraccio fortissimo. 🙂

  • Chemical 14/04/2012

    Quando ero ospite da alcune amiche Turche a Istanbul mi hanno fatto provare un dolce che aveva all’interno del petto di pollo…sono rimasta molto sorpresa. qualcuno di voi ne sa qualcosa di dolci con il pollo? :p

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi