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Di Ricette ebraiche ne ho fatte ben poche ma già da un po' sfoglio con ammirazione la Cucina Ebraica di Clarissa Hyman con le fotografie di Peter Cassidy. Un libro con immagini davvero molto belle e semplici. Introduzioni personali e annotazioni proprio come piace a

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Ho capito il concetto di ammonizione dopo aver visto il torso di Balotelli. Il calcio comincia a interessarmi.

Comincia così la mia avventura con gli undici ometti che rincorrono il pallone. Non sono una che tifa quando gioca l’Italia e neanche una che si entusiasma per spirito di aggregazione. Non sono neanche una donnetta che asseconda il virile omuncolo che arrotola spaghetti e con rutto libero grida “goalllllllllllllllllll”. Sono semplicemente una psicopatica e non ci sarebbe neanche bisogno di ribadirlo.

Il fatto è che qualche mese fa ho acquistato un prodotto tecnologico (uhchenovità), trattasi di (ho difficoltà a ricordare visto che non sono neanche la donna che compra scarpe ma piuttosto tablet e borse) unaggeggioacaso Tablet, insomma. Il tipo di Mediaworld mi fa Se pensi che l’Italia vinca gli Europei potrai avere il totale rimborso del prodotto. Se pensi che l’Italia perda gli Europei ti facciamo uno sconto di x cifra adesso ma perdi l’opportunità chiaramente del rimborso totale”.

Chiaramente ho avuto difficoltà a capire il meccanismo perché da Mediaworld c’era una musica metal sparata a tutto volume ed io no. Proprio non ce la faccio. Mal sopporto se in un esercizio commerciale c’è musica che non riscontra i miei gusti. Vorrei fornire i negozi che frequento di un cd o formato mp3 essendo ormai nel 2012 in modo da non venire disturbata da questa immondezza sonora. Fatto sta che fisso il tipo e con un sorriso che va dall’antipatico all’antipaticissimo ho esordito con un “ma figuriamoci”. 

Da me ci si sarebbe aspettata una scelta poco logica, lo capisco. Volevo però tornare a casa e rendere il Nippotorinese orgoglioso di me. Avevo scelto una certezza e quindi un piccolo sconticino piuttosto che una chimera che avrebbe fruttato però fior di quattrini. Risultato? Il Nippotorinese contro ogni logica aspettativa avrebbe scelto di affidarsi al fato. A nulla è servita la mia vena poetica da citazione “questo è bacco e arianna belli e l’un dell’altro ardenti blablabla del doman non vi è certezza”. 

Dove voglio arrivare? (e che ne so? io blatero mica ho un percorso premeditato) Che è una questione di principio ormai la mia. Devo sapere se spaccare sulle mie ginocchia quell’aggeggio elettronico al grido di “Italiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa”. Distrattamente abbiamo cominciato a guardare le partite. Io ticchettavo, lui sgranocchiava gelati (maledetto!), io sistemavo due fiori (non è vero ma mi piace descrivermi come una casalinga perfetta) e lui picchiava i miei pupazzetti (non è vero ma mi mi piace descriverlo come un pazzo psicolabile cattivo quando la realtà è chiaramente un’altra) e gira che ti rigira mi sono ritrovata a urlare “buttala lì. ma stai dormendo? cosa stai facendo? attacca!”

Mi sono detta che in fondo nulla c’era di diverso dalle puntate di Holly e Benji. Correvano solo un po’ di meno, non c’erano i salti mortali e le inquadrature dei volti sudati ma bene o male si trattava di un cartone animato. Alla fine senza alcuna ragione logica improvvisamente in una notte d’estate tra spiedini tricolore, tramezzini tricolore, pasta tricolore e pure macedonia tricolore ho trascorso una nottte mmmagggggica. Commuovendomi, piangendo e sfoderando tutto il repertorio degli ormoni psicolabili di una donna quasi in menopausa, ormai.

Confesso di avere chiare difficoltà a capire il concetto di fuorigioco, punizione, calcio d’angolo, frizzi e lazzi ma l’ammonizione l’ho capita.

Se hai un torso maestoso statuario bellissimo vieni ammonito, ergo tutte le donne amano l’ammonizione. C’è una cosa che mi ha fatto molto riflettere, essendo io donna profondissima che si concede all’autoanalisi degna della psicologia da supermercato più complicata. Dopo essere rimasta allibita tra urla e pianti per il goal di Balotelli (più per aver visto quella tartaruga gigante attaccata lì) mi sono chiesta da dove venisse, cosa facesse e perché aveva scelto di farsi quell’orrenda cresta ossigenata che cozza mortalmente con i suoi lineamenti pronunciati (rasato. Completamente rasato cucciolo stai benissimo. Ascolta la zia).

Lo ricordavo nei giornaletti di gossip (che tanto mi piace sfogliare sull’ipad quando penso a concetti universali e complicati tipo “che smalto mi metto oggi?”) in una Ferrari con quattro escort e accompagnato dalla Fico, ex del Grande Fratello famosa per essere la “ragazzaacquaesaponevirginale”, ma volevo sapere di più. Vengo a sapere del suo abbandono, della sua vita in ospedale e in una notte d’estate finisco a tifare Italia a causa di un rimborso che a questo punto spero di aver perso, con la voglia di una rivalsa sociale soprattutto nei confronti della Germania che tanto ci sbeffeggia (pur avendo ottime motivazioni talvolta) e. Ed è un periodo troppo lungo. Ricomincio.

Insomma in una notte d’estate quando all’ultimo rigore ho lanciato il cuscino sul televisore e urlato “crautino noooooooooooooooooooooooooo” ho capito quanto potessi essere incommensurabilmente cretina.

Avevo già delle certezze sia chiaro, ma la conferma è arrivata ed è giusto appuntarla tra i miei outing pubblici. Logica vorrebbe che io non tifassi non essendo appunto tifosa e importandomene un fico secco degli undici suddetti che rincorrono un pallone. Logica imporrebbe che io dovrei sperare che non vinca per rasserenarmi sul fatto di avere fatto una scelta corretta da Mediaworld ma soprattutto per dire al Nippotorinese spernacchiandolo “tiè. avevo ragione io”. Logica vorrebbe che non guardassi gli addominali di un ventenne che potrebbe venirmi pronipote anche perché a me del torace possente non è mai importato nulla (ma non avevo visto quello di Mario Balotelli, inciso). Logica vorrebbe che non mi innervosissi in questo modo urlando, sbraitando e spaccando oggetti mentre un uomo composto con occhialini e gelato al pistacchio mi osserva sorridendo e pronunciando parole fastidiose del tipo “Gi, amore. Rilassati. E’ una partita di calcio”.

E quindi sì sono incommensurabilmente cretina e vi è certezza ma sono Italiana. E raramente me ne ricordo. Il sangue, l’appartenenza, il senso di rivalsa. Riemergono così all’improvviso. E ti riscopri di appartenere a qualcosa che è diverso da routine, famiglia e affetti.

Non avrei sopportato di perdere con la Germania e non perché non sia una nazione che per certi versi va presa a modello ma l’aria di supponenza quella no. Vincesse la Spagna sarei anche felice. Vincessimo noi userei il tablet come sottopiatto con davvero molto piacere ridendoci su.

Perché anche se gli stereotipi fuorviano e la generalizzazione è sintomo di ignoranza vi è un fondo di verità ed è innegabile: siamo una razza. E i volpini non sono sempre cani che abbaiano fortissimo e non recepiscono i comandi come non tutti gli alani sono docili, buffi e pigri. Ma in linea di massima i volpini sono cani che abbaiano fortissimo senza motivo e producono solo palle di pelo inutili e gli alani sono dolci, pigri, buffi e un po’ duri di comprendonio.

E noi Italiani saremo pure la vergogna dell’Europa grazie anche a un tricheco botulinato abbronzato in Armani Privè giusto per dirne una,  ma non siamo mai sicuri di noi stessi.

Solo che poi alla fine.

E quindi sì. Sono assolutamente Italiana.

(Su Facebook ho denunciato la violenza perpetuata ai danni della Mascotte da parte di Buffon. Siamo tutti con te Slavko!)


Ennnamocheètardi!

Ero un po’ scettica riguardo alla preparazione della torta al microonde con all’interno la banana e stranamente non avevo tutti questi torti. La mia preoccupazione principale era proprio che potesse essere troppo morbida ed umida e che l’impasto giustappunto ne risentisse ancor di più nella cottura al microonde. Passate poche ore ero sicura che sarebbe diventata un allegro mattoncino ma così non è stato. Sono bastati cinquanta minuti*segue risata istercia.

Che siccome trovo assolutamente giusto far vedere anche le ciofeche pazzesche, come ho sempre fatto, ecco qui in tutta la sua incommensurabile schifezza e pallore l’orrenda torta al microonde con tanto di pezzotti di banana dentro, sopra, sotto e ovunque.

Il Nippotorinese, stoico ed eroico, preferirebbe avere spasmi di dolore piuttosto che buttare cibo e l’ha divisa (con una pistola puntata alla tempia) insieme ai ragazzi dell’ufficio che no. Non erano felici per nulla ma allettati dal fatto che a breve sarebbe arrivata la cheesecakechenonèunacheesecake con il cioccolato fondant  (clicca qui per la ricetta) hanno fatto il loro “dovere” (leggi: sono dei santi).

Consiglierei ordunque questa magnifica torta duracomeunmattone alla banana da fare al micro quando si ha voglia di lanciarla addosso al marito, colpire il vicino che si frega sempre il nostro posto auto e far male a quell’antipatica della commessa che ti guarda e dice “cosa prendi una 50? “

tuasorella!

Con tutto il rispetto per tutte le sorelle del mondo, sia chiaro.

Qualche mese fa vaneggiavo sui sessantamila chiedendomi quanto potessero essere con esempi degni di una treenne. Il Nippotorinese mi aveva erudito circa il Meazza;  che non era un famoso outlet dove comprare borse in saldo bensì uno stadio piuttosto grande. Come allora ieri inebetita gli ho

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Ho parlato dell’Associazione Culturale per la diffusione della birra Artigianale Malti da Legare qui spiegando come anche un’astemia eticamente riluttante nei confronti dell’alcol possa  (imparare ad) amare smisuratamente questo tipo di divulgazione. Fermo restando che quella camicia nel logo, usurpato dall’immagine maghettosa, continuo ad immaginarla come una camicia di forza che mi calzerebbe a pennello, direi di cominciare immediatamente con il primo puntatone di:

“I Consigli di Malti da Legare”.

Dlin Dlon Comunicazione di ServizioLa Pagina di Facebook di Malti da Legare la potete trovare qui  (se non clicchi non sei amico mio)

Da brava psicolabile in una notte buia e tempestosa (? giusto per dare enfasi perché attualmente le notti sono solo piene di zanzare e imprechi in lingue sconosciute e/o appositamente inventate) mi sono messa a scartabellare l’archivio fotografico sulla pagina Facebook alla ricerca di tutti i consigli che Luca (sì vabbè quando rincitrullita non avevo capito che Luca fosse Luca ovvero Luca il Presidente di Malti da Legare. Santo cielo che collezione di brutte figure ho?) mi aveva saggiamente dato lasciandomi colpita se non più.

Spero di averli recuperati tutti ma nel caso ne saltassero fuori altri verranno aggiunti  nelle puntate a seguire (Luca chiaramente sta fuggendo via a gambe levate ma lo azzopperò, legherò e lo riporterò qui in cucina. Perché è ormai cosa nostra *disse con la coppola e con chiara inflessione sicula pericolosa).

Ordunque le ricette alle quali Luca ha abbinato una birra speciale e artigianale sono qui sotto elencate. Ringraziandolo sempre infinitamente non posso esimermi però dal  tramutarmi ugualmente (giusto qualche secondo eh) in vecchia babbiona acidazitellanovantenne per  dire:  “Bevete poco e con prudenza” .

E aggiungerei pure:

“Bevete poco e con prudenza e solo quello che dicono Malti da Legare”. Così è deciso l’udienza è tolta.

E ho trovato l’ennesimo post in Archivio. Un dolcetto davvero interessantissimo che dalla prima volta che ho eseguito ho fatto e rifatto più volte. Pure con le gocce di cioccolato. Pure con il Tè matcha e pure aromatizzato alla cannella e una volta pure mischiando la farina di castagne. Diventa un’ottima base gluten free anche per gli amici che come me sono intolleranti al latte. Un mega yuppy du!

Devo sistemare un po’ la sezione Gluten Free; a tal proposito domani un’altra idea velocissima muffinosa glutine esente. Al momento pare che come dolcetti ci siano solo questi (troppo pochi! Devo rimediare immediatamente! E devo farlo in nome di Biancaneve!):

Senza glutine non significa senza gusto e questi muffin sono letteralmente andati a ruba. Con la farina di riso ho sempre difficoltà e il pomeriggio trasformo la cucina in una sorta di laboratorio chimico nell’accezione dell’immaginario comune meno fantasioso. Al posto delle ampolle ci sono misurini e i liquidi scoppiettanti  e fumanti  sono sostituiti dai coloranti adornati dalle diverse tipologie di ingredienti.

I fumi e le esplosioni ci sono ugualmente, sì.

Tengo sempre con me il moleskine “Kitchen Note” (sì perchè ho tutti i moleskine diversi a secondo dell’utilizzo e ci sono pomeriggi che faccio volare in aria l’ipad e riprendo carta e penna, leggi: quando ho più tempo; come un serial killer professionista farebbe, insomma) e le penne colorate infilzate nel taschino del grembiule pronte per essere estratte ed appuntare le variazioni e le stupidate che sto eseguendo senza alcuna maestria, tecnica e conoscenza.

La farina di mais, nonostante non sia una certezza come la classica OO, più affidabile di quella di riso è.  L’altro giorno cercavo di impastare farina di riso con margarina cercando di far star su con latte di miglio un impasto che voleva essere un biscotto trasformatosi in ciambella, diventata una sorta di frolla e finita dritta dritta nel forno senza alcuna consistenza per essere trasformata infine in una roba sbriciolosa da mettere su un crumble.