Piazza Armerina e il ratto di Persefone

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Itinerari in Sicilia: 5 incredibili Luoghi per chi ama la Natura e l’Avventura

La Sicilia è luccicante e oscura, nascosta e accecata dal sole, contraddittoria nel suo bianco brillante che riflette nel blu del mare e in quel rosso fuoco che esplode dal terreno nero di una lava accesa e mai spenta. La Sicilia è una, nessuna e centomila ed è anche per questo che suscita eterno interesse. La Sicilia ti fa perdere la testa in ogni senso, sia perché non ne capisci la vergognosa incuria sia perché non puoi non innamorarti della sua folle bellezza. Di quello che ti offre visivamente, gastronomicamente e umanamente. Ci sono ancora le signore di nero vestite con il velo davanti alla porta, sedute su quelle sedie intrecciate e sgangherate ma anche movimenti artistici e culturali floridi e modernità degne di vere e proprie metropoli. Un contrasto perenne che porta nel dna, la mia terra. Siculi, elleni, sicani, francesi, arabi, spagnoli, austriaci. Normanni, bizantini, egizi e aragonesi si sono mischiati al sangue degli indigeni locali creando questa nuova "specie", questa nuova popolazione a tutti gli effetti: i siciliani. Che non appartengono ad altro se non alla propria isola, terra e se vogliamo nazione.

La Cassata Siciliana. Versione Originale e facilitata

Sua maestà la Cassata Siciliana, un dolce apparentemente semplice che in realtà cela segreti e cura. Uno scrigno di tradizioni arabe, greche, siciliane e spagnole che ti catapultano in un mondo antico fatto di fiabe e meraviglie tra canditi, profumo di zagara e arte.
Iaia
Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Chiaramente quella che fa brutte figure sono sempre io. Lui arriva bello fresco con il suo accento torinese e chiede lumi circa le friandine nei Dolciumi Zingale, locale rinomato per biscotti e leccornie in quel di Piazza Armerina. A me non rimane che chinare il capo e far comparire il lacrimone manga giapponese alla sinistra in alto della mia testa vuota e via verso magiche avventure. E’ stato un week end lunghetto rispetto agli ultimi e altri arriveranno (sì sono in ritardo pure con la catalogazione dei ricordi. E’ snervante), il che mi fa desumere che non posso che esserne felice. Nonostante i post siano programmati sino a natale 2098 (infatti sto sfornando già le colombe per rimpinguare l’archivio pasquale del 2099) ho una qual certa difficoltà a gestire tutto in movimento. Contando che questo 2012 e 2013 saranno all’insegna dei viaggi, tocca abituarsi, fare un sospiro e cominciare con lo yoga (almeno quello dello wii. Oh sono una campionessa nel saluto al sole).

I muratori andranno via a Ottobre se tutto va bene ed io. Ed io sono disperata, manco a dirlo.

Insomma sarà che l’algido nordico ama leggiucchiare le guide riguardanti le osterie e le tre tazzine e stellette o sarà semplicemente che ha più tempo di me (è sempre la seconda) ma grazie a questo tour velocissimo all’interno dei Dolciumi Zingale ho scoperto in primis che il biscotto Totò (così lo chiamiamo a Catania) altro non è che il biscotto Taitù; Taitù cioè Sole era la Regina (1849-1918) che fu imperatrice etiope moglie dell’imperatore Menelik.

Mentre lui annuisce e la gentilissima Signora ridacchiando sostiene “Tutti in Sicilia lo chiamano Totò ma il nome corretto è Taitù” mi riprometto di saperne di più anche perché questo dolcetto oltre a piacere moltissimo al mio papetto è da un po’ nella mia personalissima To Do List.

Abbiamo fatto un salto a Piazza Armerina, oltre che per collezionare l’ennesima mia foto in controluce che appassiona non poco il Nippotorinese, per gustare un po’ i lavori in corso nella Villa del Casale; la Villa del Casale è una villa tardo romana i cui resti sono situati nell’immediata periferia di Piazza Armerina, comune dove si possono trovare meravigliosi vialetti con siepi degne di nota. E’ come se Edward Mani di Forbice fosse passato di lì. Devo assolutamente portarci Bestiabiondaferrarese al secolo conosciuta come Pezzo di Stella ventiquattro.

 La paesaggistica è davvero interessante e non pare neanche appartenere alla Sicilia tanto sono verdi e rigogliosi. Sarà pure che questo è senza ombra di dubbio alcuno un giugno particolarmente freddo. Certo non bisogna fidarsi di una sicula pallida con il giubbotto mentre tutti gli altri sono in costume e cappello di paglia, ma è anche vero che ad agosto per non beccarmi i raggi UVA sono quella con i collant. Seppur otto denari, sempre collant sono. La memoria volge a quella diapositiva che mi ritrae al Cous Cous Festival quando tutti boccheggiavano ed io allegramente zompettavo tutta bardata di nero con relativi collant (mi guardano tutti machiseneimporta? Preferisco essere ricordata ” come quella pazza tutta coperta” piuttosto che ” quella tutta scollata volgare”, tiè).

La Villa è famosissima e patrimonio dell’UNESCO dal 1997. Ricca di mosaici e totalmente in ristrutturazione (molti percorsi sono ancora inagibili. Ettepareva). Un ingresso monumentale e il corpo centrale della villa organizzato intorno ad una corte a peristilio quadrangolare dotata di giardino con vasca al centro (davvero meravigliosa nonché la mia preferita; non che sia una nota importante ma tant’è). Moltissimi animaletti e laterali adornati da decorazioni cubiste manco fossero contemporanee. Perché stupisce proprio quella trama così moderna in alcuni scorci.

Sulla via del ritorno un ristorante stellato Michelin nel quale non ci siamo fermati perché per me sarebbe stato difficile chiedere dell’insalata o della frutta che  non fosse almeno destrutturata e poi perché il Nippotorinese aveva mangiato solo otto tonnellate di specialità dolciumesche ergo si è rimandato ad un futuro prossimo. Purtroppo non si è potuto godere a pieno di questo micro viaggetto all’interno della Villa perché i turisti erano tantissimi (per ritrarre le colonne senza dolcissimi fanciulli tedeschi ho impiegato qualcosa come tre minuti. Al secondo minuto ho estratto la luparadaborsettasparacuoricini e li ho stesi al suolo).





Durante la via del ritorno una tappa obbligatoria che con la cultura non ha praticamente niente a che fare mi attendeva. Il cinquanta per cento dell’outlet e di conseguenza ballerine a pois a metà prezzo. Nonostante fosse tanta la voglia di correre velocissimamente lì e uccidere le concorrenti che volevano accapparrarsi l’ultimo quaranta, ho ugualmente acconsentito alla fermata “Lago di Pergusa” e aggiungerei un gigante: e menomale.

Ho perso sì quella zeppa fiorata che volevo maledettamente per allinearmi a questo delirio floreale imposto dai marchi per questa primavera estate all’insegna del disequilibrio visivo a causa di flash allucinogeni fluo, ma sono stata nel luogo dove Ade o Plutone che dir si voglia si innamorò di Proserpina, Persefone.

E ho pensanto tanto a Cey e al fatto che lei ami moltissimo la mitologia. Devo assolutamente portarla lì.

Proserpina nell’antica Roma e Persefone in Grecia, con la sua etimologia che significa “emergere”, era figlia di Cerere. Rapita da Plutone/Ade re degli inferi mentre raccoglieva fiori al Lago di Pergusa presso Enna. Trascinata sulla sua biga trainata da quattro cavalli neri divenne la sposa dello stesso e ne fu regina. La madre Cerere disperata per l’assenza della figlia ottenne di farla tornare in superficie solo per sei mesi l’anno e per questo motivo leggenda vuole che la felicità della madre si esprima con il rifiorire della natura durante i sei mesi in cui la figlia riemerge dagli inferi e con il conseguente freddo e gelo nei restanti mesi. La natura strettamente correlata a questa zona cui Proserpina era fortemente legata. Enna con il suo rigoglioso verde e curve di emozioni e non solo di asfalto regala davvero una bella passeggiata; a mio avviso totalmente deturpata dalla pista automobilistica che per assurde ragioni a me ignote è stata costruita proprio intorno.

L’impatto visivo e il Belvedere soprattutto ne risentono notevolmente e quello che poteva essere un luogo (e doveva essere) dove contemplare la grandezza del mito e della Sicilia strettamente correlata alla storia vera e di fantasia, viene annientato ancora una volta dalla deficienza di qualche mente diabolica come un moscerino che ha preteso di farci girare macchine intorno. Inquinando. Sporcando. E non in ultimo creando un disturbo uditivo non indifferente. Amen.





Note visive a seguire: 

Non posso non guardare i Cartoni Animati in macchina; men che meno perdermi una puntata di Arturo e Kiwi.
Non le pubblico ma siamo anche noi dei romanticoni che si fanno le foto puccipuccipucci stendendo il braccio e fissando ebeti gli obiettivi. Siamo solo un po’ riservati, tutto qui. Perché su Twitter spesso (continuamente) mi viene chiesto “ma una foto abbracciati? mentre vi date bacini? puccipucci cuccicucci?”. L’esasperazione dell’amore mi turba. Mi piace guardare quella degli altri. La mia la risparmio volentieri ma qualora si avesse bisogno di prove*disse ridacchiando sommessamente.
Nell’Outlet lungo la Palermo-Catania oltre ad essere finite le ballerine a pois perché ne ho prese solo tre paia (tiè alla bionda che cercava di farsi entrare il mio numero!) c’è questo luogo che prende il nome di Ca’puccino; a quanto pare catena presente al nord in quel degli outlet. Ecco. Sia messo a verbale che sanno fare i ghiacciolini genuini con solo acqua, zucchero e frutta  e che il gusto mandarino è strepitosamente buono. E che non stanno proprio messi male con la granita al pistacchio. Non è delle migliori  certo ma per essere una catena non ha proprio nulla da individiare ad altri che professano produzioni da fantomatici millenni.

Con orgoglio poi l’angolo rosa della casa. Luogo detestato fortemente al Nippotorinese dove è costretto a cenare ultimamente. Ho allestito questo angolo (work in progress eh. Perché questi gerani rossi cozzano fortemente e andranno sostituiti con nuance adeguate). Non trovo dei Nani reggiportate in color rosa pallido ed è per questo che ho comprato tanto ma proprio tanto acrilico rosa.

Non esistono? E li faccio io.
Mai demordere.

 ( e sì. Appendo le lampade Ikea al soffitto con la lenza. E’ una mania la mia ma vedere la candela sospesa in aria mentre si cena è una di quelle cose semplici e irrinunciabili che non possono mancare altrimenti tiro fuori la motosega in memoria di Faccia di Cuoio; che sono una personcina equilibrata io).

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18 COMMENTS

    • poi volevo dire che ( ecco perchè ho perso tempo e Angela m’è fregata!! ho letto tutttttttto il post prima io…eh! 😀 ) …si, dunque…volevo dire che il fatto di tenere per te ( per voi!) le vostre foto pucci pucci mi sembra cosa buona e giusta!come sai anche io mi riservo di pubblicare foto col pazzo…solo giorni fa dopo tanto ne ho messa una insieme nel profilo (e nessuno se l’è filata commentandola (olè!!!)…secondo me nessuno s’è reso conto che da quando stiamo insieme è la prima foto che metto…sarà la troppa abitudine a vedere sempre foto “micio micio” di tutti/e…che fa perdere di vista le novità! 😀 eheh) ..cmq si, questo per dire che io sono con te!con voi! niente foto di sbaciucchiamenti e varie..sono attimi vostri! l’accendiamo!……..detto ciò , guardavo la foro del terrazzo…ehmmmmm…. io e il rosa non cozziamo molto, direi per nulla eh! il rosso mi piace molto molto molto..ma di rosso stai lasciando poco ormai! tingerai pure le sedie rosa????? O_o ( ti prego dimmi di no!) … infatti adoro quello smalto rosso che hai in foto…adoro meno quelle ginocchia piccole piccole ( e mi chiedo sempre come diavolo hai fatto!) perchè se cadi ti fai male lo sai?????? un pochino di “cuscino” serve eh!tipo para-ginocchia…tipo! ma credo che ci dovrò fare l’abitudine a vedere solo ossa mi sa :/ …santapazienza!
      Di Piazza Armerina ho un ricordo lontano, delle scuole da ragazzina…ma vedo che i posti non cambiano mai 🙂
      occhei occheiiii non spingeteeeeee, ho capito che ho parlato troppo e dev o andare..ho capito ma non spingetemi occheiiiiiii? tse!
      vabbè riabbracciamoci e sbaciucchiamoci!

  1. Porti tutte a Piazza Armerina e ti dimentichi proprio di me?! Che quei mosaici li ho studiati fino allo sfinimento quando – ormai secoli fa – diedi l’esame di archeologia romana?!?! Sigh, non mi vuoi più bene?!?! E potremmo parlare dei risvolti pedagogici del mito di Proserpina…. Sigh! 😉 Scherzi a parte, che belli questi giretti insieme a voi… Buon weekend, stellina, riposa un po’ e… Goditi le coccole del Nippo in privato, cos’è sta mania di fotografare tutto?! :-*

    • Chiaramente buon weekend a tutti gli allegri pazzerelli che passeranno di qui oggi! Stamattina stavo parlando con l’Ingerimese del possibile incontro che potremmo organizzare… Noi tutti, gli Amici di Iaia!!!!

  2. ho sempre voluto vederla piazza armerina, ma ancora non ci sono mai stata. aspettavo giusto qualcuno che mi ci portasse <3
    e il ratto di proserpina mi ha ricordato uno dei miei libri preferiti di quando ero piccola. un libro illustrato sulla mitologia. sì anche io appassionata, e quel libro, dovrei risfogliarlo, si. <3 grazie.

  3. Di piazza Armerina ho un ricordo vago, di quando ci sono stata con i miei genitori quando ero bambina.. ricordo distintamente ancora adesso il caldo insopportabile ma null’altro purtroppo…troppo giovane pr apprezzarne la bellezza. Ci tornerei volentieri ora…per coglierne gli aspetti che allora mi sfuggirono e apprezzarla come merita, non disdegnando la puntatina a mangiare granite e dolci!! 🙂

  4. Sabato 16 h16 (!) volo Bologna-Palermo. Lascio a casa le preoccupazioni in e post terremoto, la mia amata Ferrara con il suo pane meraviglioso e mi tuffo, insieme all’amore della mia vita (e delle prossime dieci), nella tua bellissima isola. Dieci-giorni-dieci di sole (spero), paesaggi mozzafiato, mare e cultura. Voglio sognare un pò dopo tante cupe gironate. Ti penserò cara Iaia, soprattutto quando per la prima volta avrò davanti una granita al pistacchio. Tanti baci. Simo

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