Pollo al Tè e Cedro

E’ una missione, suppongo, la mia. Quella di preparare il pollo con qualsivoglia salsa, ingredienti, frutta, verdura, qualsiasi cosa. Perché davvero se guardo indietro ( e avanti nell’organizzazione dei miei post) dovessi indicare l’alimento che più è stato benevolmente stuprato è proprio il pollo. Con la ciliegia sino ad arrivare allo yogurt per poi incontrare ananas e limoni e in polpetta, o cucito o adornato di mele e limoni caramellati,  il povero pollo qui ne ha viste di tutti i colori e pure abbinamenti, nuance e sfumature. Outing doveroso: a me  questa cosa un po’ mette ansia e se dovessi soffermarmi e studiare il mio  labile e schizofrenico subconscio so già che non riceverei come risposta nulla di buono.

Perché santo cielo si potrebbe pensare che io ce l’abbia con il pollo. O che peggio ancora io lo brami in qualche angolo di una coscienza carnivora che sostengo fortemente di non possedere da una vita. Sta di fatto che quando mi ritrovo a fissare la lista della spesa da compilare è proprio difficile che io non inizi con : pollo. Non si finisce mai poi oh. Perché in  qualunque libretto che sia indiano, cambogiano, malese, polacco o americano è sempre lui quello che possiede più credito ( e giuro seguito). I fan del pollo sono  migliaia e nonostante il luogo comune, il provincialismo e il qualunquismo lo  descrivano come noioso e stopposo,  la verità è che la carne ben si presta a qualsivoglia elaborazione fantasiosa. L’aggravante di essere particolarmente fotogenico credo implichi quel fattore ics che nell’inconscio di chi poi deve fotografare suddetto cibo inneschi un valore aggiunto (sembra che non abbia un senso questa frase e difatti non lo ha. Rileggendola 9048239082349240 volte però qualcosa potrebbe lasciare. Sgomento, sì). Insomma cosa  ho detto non lo so ma so che oggi sto qui ancora una volta, sapendo che non sarà certamente l’ultima ma l’esatto contrario, a parlare/sproloquiare di e sul  POLLO. ussantocielo.

E’ un’elaborazione semplicissima, particolare e che stupirà. Ipocalorica e light ma gustosa e frizzante ( Max lo faccio pettè! resisti ! Appena tocchi ‘na matriciana ti brucio la moto! ) . Il petto di pollo impanato nel tè verde e nella scorza di cedro. Niente di più semplice in quanto per ammorbidire  il  petto di pollo  sarà buona norma spennellarlo con qualche cucchiaino generoso di olio extra vergine di oliva. Prediligendo il pollo biologico e allevato a terra, va da sè che la consistenza ne guadagnerà  certamente non poco.

Dopo averlo lasciato riposare un po’ tra il grasso dell’olio e l’acido del limone si dovrà semplicemente impanare con dell’ottimo tè verde e scorza di cedro o limone. Come? Pressando leggermente il tè sulla carne. Il resto verrà da sé.

In una padella antiaderente si procederà ad una cottura extra light. Perché ricordiamoci che alla fine il grasso c’è e sta nella marinatura. Per chi invece volesse saltare il passaggio di “no al grasso eccessivo”, la cottura “fritta” con poco olio extra vergine d’oliva sarà perfetta. Stare lontani dal burro in questo caso è cosa buona e giusta.

Servito con abbondante succo di limone, sale grosso e magari giusto una giratina di pepe nero macinato sul momento freschissimo potrebbe essere davvero una buona idea. Come lo è accompagnarlo con un po’ di maionese aromatizzata al tè a  patto che sia fatta in casa (no Max, posa la maionese o ti brucio la moto).

Su Style è stata pubblicata la FumettoRicetta delle Patate alla Savoiarda. Per chi avesse piacere di leggerla o di “dare una ripassata” deve solo cliccare qui con relativo lancio di cuori e ringraziamenti.

23 COMMENTS

    • a parte essere prima ( ddo stanno tutti???) ..volevo ricordarti che anche io sto a dieta!( sigh…voglia di uan granita al gelsi con panne e una brioche!) …cmq dicevo….il fatto di far marinare il pollo in un paio di cucchiaini abbondanti di olio non fa per me e max che di olio ne abbiamo solo un cucchiaino…come la mettiamo eh? come la mettiamo???? (max chiudiamo un occhio..che dici???famo finta che è caduto per sbaglio il cucchiaino in pù!!! 😀 oops!!!)….
      a parte questo delirio..volevo dire che questo lo provo alla prima occasione di pollo in frigo…lo ggggggggggggggiuro!!!!! croce sul petto!!! la mia scatola di te verde è posata in cucina in attesa di essere preparato e bevuto..e invece..tadàààà..io lo cucino! 😀

  1. “ma ce l’hai con il pollo? Hey, dico a te…guardami, guardami…ce l’hai con il pollo. No, dico, ce l’hai con quel pennuto involatile del pollo”.

    *passaggio del pollice vicino al naso, smorfia e poi di nuovo:

    “Ma ce l’hai con il pollo?”

    Tutt’intorno nuvole di fumo e due mammasantissima seduti che fingono di stare attenti invece pensano ai fatti loro, cioè stanno attenti. E bevono un vov.

    “Dimmi cosa ti ha fatto il pollo? Devo forse pensare alle maniere forti, eh?”

  2. A me il pollo piace, soprattutto il petto, quello che tutti denigrano perchè stopposo, senza sapore, ecc, ecc, ecc… Come tu stessa dimostri, ci sono mille modi diversi di cucinarlo, si adatta quasi a tutto… ed è fotogenico! Questo abbinamento è geniale e pochi giorni fa ho trovato una ricetta per la maionese vegana. Non l’ho ancora provata, ma l’autrice assicura che il sapore è identico a quello della maionese tradizionale. A me personalmente non piace la maionese, ma può essere d’aiuto per quegli Ingegneri (il Riminese e un certo Max?!) che a quanto pare si sentono male solo al pensiero dello yogurt magro o di un mese di distacco dall’amato maialino…

  3. Ciao a tutti!!! E sono rimasta indietro coi post della sister. Ma ce la faccio eh. Un buon uicchènd a todos da me e dall’eletto 🙂

    • Carissima, buon weekend anche da parte nostra… noi lo passiamo a casa, Frugolino è sotto antibiotici causa otite… ma cosa combinano quei due durante le loro missioni?! 😉

  4. Dopo aver provato e amato l’insalata di pesce spada aromatizzato agli agrumi, il mio prossimo obiettivo sarà il pollo al tè verde.
    Ormai sei il mio faro in questa lunga, lunghisssima estate di dieta. Grazie!

  5. E’ difficilissimo trovare del pollo “vero”. Quelli che si trovano a Roma, di norma, sono polli allevati in batteria riempiti di ormoni, che io chiamo polli Silvan. Li metti in forno e il volume dimezza, come se ci fosse un sortilegio. Peccato perché a me piacerebbe parecchio. Ma lo compro poco, come non compro affatto la vitella.
    Oggi mi sono sfinito di merluzzo… che tristezza… ah no, un attimo, stamattina grande goduria con l’incredibile quantità di 80g di pasta! 😀

  6. Io avrei una domanda idiota: ma l’impanatura non si sbruciacchia (leggi diventa amara)? La risposta ovviamente è no, ma… io la sbruciacchierei e mi diventerebbe amara. Ehm.

  7. Yuhuuuu le patate alla Savoiarda le ho preparate settimana scorsa, fumetto-ricetta alla mano, buoneeeerrimeeeee (pur avendole preparate io, hehe)!!!! Mo’ dovrei vedere come preparare al mio Doc questo pollo al tè verde di cui è fan sfegatato…lo conquisterei…non fossi una vegetariana con annesso blocco psicologico a maneggiare carne, ahem… ._.

  8. Mi hai fatto troppo ridere quando hai accennato a Max in diretta, live. Tu hai davvero la testa altrove, ma sulle spalle ragazza! Complimenti!

    E comunque questo accanimento contro i polli non mi piace ma proprio per niente. Poveri polli. E non dimentichiamo nemmeno i cani uccisi dall’Ucraina per gli Europei. Da ucraina mi vergogno nonostante non abbia ucciso una mosca.
    Si possono insaporire pure delle polpette di ceci o di fagioli, no?
    Appagano ugualmente. Mangiare per vivere.

    • Beh come carnivora convinta e appassionata (un pezzo di carne fatto come si deve è una delle poche cose in grado di commuovermi all’istante. Ma soprattutto di farmi tacere)… eh? Ah sì: da carnivora convinta e appassionata non posso non intervenire.
      Niente – e sottolineo niente – può sostituire un buon pezzo di carne. Sono buone anche le lenticchie e i ceci e il farro e tutto il loro parentado, ma la carne è un’altra cosa.
      Detto ciò rispetto i vegetariani eh, ci mancherebbe.

      Tatanka!!

        • mmm non l’ho mai assaggiato, ma non credo. Cioè, magari si presta, ma dubito che mi darebbe la stessa soddisfazione e le stesse sensazioni.
          Oh, parere spassionato, poi ognuno fa quel che gli pare, giusto? 😉

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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