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La psicologia della patata al cartoccio

Quando ero allegramente obesa papà e mamma hanno pensato, suppongo incentivati dalla Verdoniana memoria di “sette chili in sette giorni”, di propormi un soggiorno in quel di Mességué a San Marino. Un incrocio tra clinica e hotel iper lusso dove far soggiornare stupide ragazzine, attempate vecchiette e varie tipologie facilmente elencabili come queste che rientrano in un range di idiozia fuori dal comune. Io, eccellendo giustappunto in questo parametro di idiozia, e appartenendo alla categoria “stupide ragazzine figlie di papà” dopo le prime titubanze ho acconsentito a patto che mamma venisse con me. Così giusto per discostarmi completamente dal termine “viziata come una bestia”.

Invece di ricevere bei ceffoni mentre sgranocchiavo patatine sono stata (ovviamente) accontentata e mamma ed io siamo partite alla volta di San Marino. Luogo incantevole e meraviglioso dove tra idromassaggi, inutilità varie, pressoterapia, impacchi con edera, passeggiate (sfiancanti), cyclette e soloilcielosacosa ho trascorso due delle settimane più belle della mia vita. Non tanto per il fatto di rantolare dal dolore in preda a spasmi di fame assassina, quanto perché con mamma ci siamo davvero divertite da pazze. E pazze fondamentalmente è un concetto che poi non si discosta molto dal nostro vero essere.

Ho già blaterato sulla mia indimenticabile esperienza in quel di San Marino dal punto di vista alimentare. Quella scenografica coppa con tanto di fiori, liquido blu, fuochi d’artificio, bandierine e palloncini che veniva sì presentata in maniera eccelsa ma che all’interno conteneva TRE micropezzetti di ananas. Si badava all’aspetto psicologico, dicevano. Il cibo, se presentato in un qual certo modo, ci avrebbe saziato. Ah sì? E perché io bramavo il portiere di notte fatto arrosto con due patate accanto?

Fesserie. Quando si ha fame, soprattutto nervosa, ci può essere pure un trapezista che con un effetto scenico travolgente fa un numero tra fuochi d’artificio e palloncini volanti e che si catapulta per offrirti un pezzo di petto di pollo. Potrà pure fare numeri acrobatici e stupirti ma sempre un pezzo di petto di pollo dovrai mangiare. Meglio allora otto chili di lardo di colonnata con un chilo di pane di casa buttato su un tavolo senza neanche la tovaglia. OH LA FAME E’ FAME.

Ed io avevo tanta FAME *bava alla bocca-sguardo vitreo assatanato e mani che si allungano per afferrare oggetti a caso da ingurgitare. Pure il dondolo sul terrazzo*.

Ci facevano oltrepassare un corridoio dove servivano la colazione degli ospiti dell’albergo. Una genialata no? Tavoli imbanditi con cornetti, marmellate, bombe con creme, latte a fiumi, yogurt e cereali, pezzi di cioccolato, wurstel.  uova fritte, pezzi di carne. Attraversavamo l’inferno (per loro ) e il paradiso (per noi) a capo chino venendo additati e riconosciuti. Gli ospiti dell’albergo ben sapevano che una fila di obesi tristissimi che seguivano una personal trainer di un metro e ottanta per 50 chili altabiondamagrabellissimatruccatafeliceconfondoschienabellissimo, non era una comitiva di allegri gitanti ma pazienti della clinica Messegue. Non ci voleva poi una faina perspicace  per capirlo, insomma.

E insomma quel miglio verde che ti portava a morire: tre cucchiai di yogurt magrissimo (che non era yogurt ma colla vinilica light) e tre pezzi di mela.

Ricordo il giovedì. Il giovedì, sì. Sul menù c’era scritto “patata al cartoccio con formaggio”. Ricordo il delirio. Se avessimo avuto le trombette e le pernacchiette di carnevale in quella stanzina buia in fondo, segregati rispetto ai “normali” che si sfondavano di pasta asciutta e cotolette, avremmo inscenato un capodanno di Rio.

Io quando ho letto “PATATA” dopo dieci giorni di stenti ho pianto di gioia (pesavo allora 125 chili e avevo perso otto chili in dieci giorni. FAME NERA. Saranno pure stati i liquidi ma santocielo c’è stata una sera che ho pensato bene di mangiare un pezzo di piede di mamma. Lì in veste di ospite per altro perché mamma nonostante mangi come un dolcissimo camionista affamato al massimo nella sua vita ha avuto otto chili di sovrappeso e non di più).

Il cartoccio era enorme. Io e Barbara, la mia amica di Roma conosciuta lì che solo il cielo sa quanto vorrei ritrovare, ci siamo abbracciate. Fortissimo dicendo “patata” con fantozziana intonazione. 

E’ stata lei la prima ad aprire il cartoccio. Vedere la patata più piccola del mondo è stato un tuffo al cuore. Ad uno ad uno abbiamo sperato che la situazione personale fosse diversa e che si potesse avere la patata più grande. Ma niente.

La patata più grande capitò ad una tipa che fu ferocemente odiata (porella) per il resto del soggiorno. In realtà era una micropatata con un piccolissimo cucchiaino di philadelphia microscopico. Senza sale. Senza olio.


Ecco perché a volte scavo una patata. Ci infilo dentro del generoso formaggio che piace al Nippotorinese. Faccio un giro di olio. Sale e pepe fresco macinato sul momento. Incartoccio e servo:

“Patata alla faccia di Messegue”.

Solo che a me adesso sembra troppo. Il formaggio non lo mangio più e detesto l’olio extra vergine d’oliva. Incredibile la vita no?

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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58 COMMENTS
  • gluci77 19/06/2012

    a

    • gluci77 19/06/2012

      primaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Dov’è quel culone di Max?! 😉

      • apity 19/06/2012

        Infatti! Straccialo almeno in questo! Brava Luci!

        • gluci77 19/06/2012

          Ciao stellina! salta sulla moto che facciamo il giro d’onore insieme! 😉

          • apity 19/06/2012

            Sìììì! Alla velocità della luceeeeee

            • apity 19/06/2012

              Luci, ci manchi su Facebook. Ne stiamo discutendo e ci manchi davvero. Ti vogliamo anche lì. Non vuoi venire? Dai… Fallo per noi! Ti prego…

            • gluci77 19/06/2012

              Adesso ci penso, ok? Solo per voi…

              • apity 19/06/2012

                Pensaci! Spero la risposta sia positiva. Sai, anche io è da poco che mi sono iscritta dopo che mi ero, tempo fa, disiscritta e l’ho fatto per stare più vicino a tutti voi, miei nuovi amici. Poi c’è pure il fatto della scuola, del gruppo di classe e dei compagni, ma loro sono decisamente più distanti da me rispetto a voi. Io vi voglio bene veramente.
                Pensaci, mi raccomando! Attendiamo tutti risposta!

      • tittisissa 19/06/2012

        Ciao tesoro!

        • gluci77 19/06/2012

          Ciao Titti mia!!!! :-*

  • Biancaneve Suicida 19/06/2012

    prrr!

  • gluci77 19/06/2012

    Alla facciaccia del centro Messegué… E pensare che a pochissimi km di distanza c’ero io… sarei venuta a salvarti… te li avrei fatti perdere io quei 10 kg… e non te ne saresti nemmeno accorta… La tua ricetta di oggi mi ricorda certe serate invernali, a casa dei miei, quando c’è il camino acceso e il babbo cuoce qualche patata nella cenere… togli la buccia e la mangi così, non servono nè olio nè sale, anche se, chiaramente, chi vuole può metterlo comunque! Baci stellina, buona giornata

  • Wish aka Max 19/06/2012

    Ah io ho vinto ieri, sto bene per una settimana…. Io e il mio boney ass!

    • gluci77 19/06/2012

      Ancora buongiorno… colazione a parte, come procede la vacanza?!

      • Wish aka Max 19/06/2012

        Diciamo “a parte i pasti”… Bene bene, c’è un meraviglioso maestrale che viene in obliquo dal mare (la costa è esposta a nord) e si sta d’incanto…

        • gluci77 19/06/2012

          Qui oggi invece faceva molto caldo… si stava bene solo in acqua!

    • tittisissa 19/06/2012

      Not so boney, my dear 😉

  • angyerry 19/06/2012

    Davvero incredibile…:) bella la mia Giulia…. Ti abbraccio fortissimo!!!
    P.s. Non ho capito bene come fx con hollo 😀 io sabato dipingo la mansarda e poi vorrei fare mio quel bel pezzo di nano 🙂 con mobile intorno… Come devo fare?! 😀

  • Wish aka Max 19/06/2012

    Quando ho letto “non era yogurth era colla vinilica light sono caduto dalla sdraio”

  • Martina 19/06/2012

    stupida maledetta patata al cartoccio!

  • Leilani 19/06/2012

    Che ridere !!! Comunque la patata al cartoccio ha sempre il suo perché, le patate in generale ,hanno sempre il loro perché. Sia che le metti sotto la cenere e le mangi scondite, sia che le usi per qualsiasi ricettina ti venga in mente … 🙂 Comunque il pezzo della sera in cui ti saresti mangiata un pezzo di piede di mamma mi ha fatto rotolare giù dalla sedia!!! (ora che ci penso:che cosa avrà pensato la collega???) meglio non chiederselo …
    Un bacio, bella!! <3

  • Biancaneve Suicida 19/06/2012

    Sto concentrandomi per non scadere in facili beceraggini commentesche…d’altra parte volevo esordire con classe, come ben si evince dall’ingresso…la patata è cosa buona e giusta (ecco), come la metti metti mette allegria (nun fa ‘na piega), versatile come il nero va con tutto (o con tutti?), è povera ma bella, ecco, pure nuda fa la sua figura… e se si prende una bella cotta si sposa facilmente. Cavolate (o patatate a parte) il corridoio infernale è da denuncia!!!

    • Biancaneve Suicida 19/06/2012

      Certo però che anche tu che te ne esci con la psicologia della patata non mi aiuti!!! XD

    • tittisissa 19/06/2012

      Bianca ti quoto in pieno! il corridoio è da abolire! Fa troppo campo di concentramento.
      Ma com’è che sono sempre d’accordissimo con te?? 🙂

  • tittisissa 19/06/2012

    La parola “patata” di per sè mi piace anche così…. Il solo pronunciarla mi da piacere…
    Cucinate poi, in ogni salsa ed in ogni modo, le mangerei tutti i giorni. Ma non si può, solo il giovedì, su questo ha ragione Messeguè santo cielo! Ma solo su questo però! E tu, Iaia, alla faccia loro, hai fatto bene a coniare una ricetta sulla base di quella esperienza ed a chiamarla “alla faccia di Messegue” 😉

    • Biancaneve Suicida 19/06/2012

      Anche io ADOVO la parola “Patata”, finisco col chiamare “Patate” tutte le amiche, ha anche un sott’inteso lusinghiero che non guasta mai nei momenti grigi e bigi XD

  • Luca 19/06/2012

    <3

  • Katia 19/06/2012

    Io quando dici queste cose qui ti vorrei abbracciare e basta.
    Anche se la frase “E insomma quel miglio verde che ti portava a morire: tre cucchiai di yogurt magrissimo (che non era yogurt ma colla vinilica light)” mi ha fatta morire dal ridere!

  • apity 19/06/2012

    Giuli, sai già quanto io ti amo però questo post mi spinge a dirtelo di nuovo e di nuovo. Ti voglio un bene dell’anima.
    Nel tuo percorso doloroso sei stata bravissima e mi chiedo come ho fatto a non averti per amica prima. Certe cose non si scordano facilmente e certe cose perseguitano anche me. Appena vedo certi piatti ricordo tutto quanto.
    Tomino e insalata e lasagna di verdure ognuna cotta in padella diversa, per quella cena tra amici alla quale non ho detto una parola perchè c’era quella ragazza più magra di me, mentre io mi consideravo guarita.
    Zucchine impanate con farina e poi cotte in padella con pomodoro e tanto olio, per quella volta che vomitai perchè mamma non mi aveva tenuto da parte delle zucchine pulite e senza niente e quando lei mi sentì.
    Cornetti di mais al profumo di formaggio e cookies della Lidl quella volta che andai ad abbuffarmi lontano da tutti per poi liberarmi del cibo nello stomaco dietro un cespuglio, ovviamente fazzoletti e acqua con me.
    Ti capisco… Ti capisco ogni volta. Riusciremo a liberarci degli scheletri nell’armadio? Spero tanto di sì.
    L’ho già scritto nel mio blog. Vorrei un’amnesia per potermi liberare dei ricordi dolorosi del passato e dei miei sbagli. Sono stata così stupida e a volte continuo ad esserlo. Ma lotto per non esserlo.
    Ti voglio bene.

    • Giulia 19/06/2012

      ti rispondo con calma dopo ma.
      ti voglio bene anche io . fortissimamente e sì.
      riusciremo a liberarci degli scheletri e faremo un brodo di scheletri nell’armadio.
      lo mangeremo insieme ridendo.
      e poi seguira’ frittura ipercalorica alla faccia di messegue e di tutte ste fregnacceeeeeeeeeeee ( a fregnacce Max sara’ orgoglioso di me . lo sento)

      ti voglio bene apityna.
      celafacciamoeccome.
      te lo giuro.
      è una promessa.

      • apity 19/06/2012

        Ce la faremo. Ne sono sicurissima.
        Se non ci fossi stata tu io sarei ancora in alto mare.
        Mi hai dato la spinta per dire basta ai pensieri cattivi, alla vita triste, senza sapore e senza amore. Veramente grazie.
        E grazie anche alla mia amica Edith, che mi è stata vicina.
        Io vi voglio abbracciare tutte e due.
        E mi viene da commuovermi, come mia mamma quando le si racconta una storia triste o quando guarda un film russo che includa nella trama necessariamente una guerra mondiale e una storia d’amore appassionatissima tra una ragazza tutta nature bella biondissima russa con occhi azzurri e un uomo non bello abbastanza.
        Ora riesco a mangiarmi un piatto di riso, senza sensi di colpa e senza poi riempirmi di frutta e yogurt, abbuffandomi a modo mio, per poi vomitare pure quello tra mal di testa e pelle da rettile (che la tua forse futura tartaruga mi perdoni…). Ora riesco a mangiare il giusto e questa è una gioia immensa. E’ una gioia immensa alzarmi da tavola e non sentire il bisogno di continuare a mangiare soltanto per rabbia nei confronti di quel piatto di carboidrati ingerito.
        E se anche capita di cadere di nuovo, come inciampando dopo ore e ore di corsa sotto il caldo simile a quello di questi giorni, io riesco a rialzarmi, perchè so che qui ci sei sempre tu, che mi aspetti e ci tieni a me. So che qui ho degli amici, che sono sempre sorridenti e che sono convinti che possa esserlo anche io con loro. E lo sono.

        Sorrido.

        Grazie a tutti voi!

        • gluci77 19/06/2012

          Non smetteró mai di ripetere che il primo, vero passo avanti in certi casi è capire di avere un problema… Poi c’è tutto un percorso sul quale non posso esprimermi perchè non ne ho nessuna competenza, ci sono le difficoltà di cui è costellato, gli ostacoli, ma se si è davvero convinti di quello che si fa, pian piano si arriva. E tu mi sembri sulla buona strada. Ti stringo forte e ti dico “continua a lottare”… Per te, prima di tutto.

          • apity 19/06/2012

            Esatto. Devo ricordarmi che lo sto facendo solo per me stessa e per nessun altro.
            Grazie…

      • saransa aka satomi 19/06/2012

        brodo di scheletri d’armadio? mi piace l’idea, ma il mio scheletrino ancora non è pronto.. appena uscirà renderà ancora più ricco e gustoso il brodo. un caro abbraccio

  • Giulia 19/06/2012

    ok sono di cosa ettepareva ma mi sono giurata che anche se sono di corsa io devo scrivere. ecco.
    perché mi mancate ariecco.
    e vorrei singolarmente dire la mia arieccoecco ma dico solo cumulutivamente viamo. mentitemi e ditemi che va bene lo stesso.

    devo pero’ assolutamente raccontarvi questa:
    Mamma mi chiama e dice “max è caduto dalla sdraio!”

    al che mi preoccupo e dico santocielomax. è caduto. sta bene?!?!
    senza pensare che fosse strano che mamma sapesse che max fosse caduto dalla sdraio ( ho pure pensato che max e mamma si sentissero e io non avevo capito. o meglio ancora che mamma fosse nel gargano con max e. e vabbè una serie di ipotesi)

    insomma.
    mamma rideva come una matta.
    “ma amore l’ha scritto nei commenti!”

    ancora non ci credo che mamma vi conosce tutti.
    ancora non ci credo che mamma sia alle 12.12 qui a urlare prima ( non sa commentare. ma mi sa che ora glielo spiego e la registro. perché ogni giorno vorrebbe dire delle cose)
    ancora non ci credo che mamma sia a casa.
    secondo me è con max e la bellissima bionda nel gargano.

    ( ecco perché papa’ oggi è uscito con la barca. è andata a riprenderlsela!
    miiiiiiii è tutto chiaro adessoooooooooooooooo)
    vi amo
    corro ad apparecchiare
    e tonno !

    • apity 19/06/2012

      E tonno! Ahahahaha 😀
      Ti amiamo anche noi e sì, vogliamo pure tua mamma qui, subito, con noi, da amare, la amiamo, che lo legga, che lo sappia, che venga qui mamma di Giulia! E’ troppo divertente tua mamma… La mia sta facendo progressi con il pc. Ha imparato ad accenderlo, a cliccare sull’icona di Google Chrome e a cercarsi le canzoni russe smielate, romantiche, tristi, da far piangere su Youtube. E sa cos’è Facebook. E sa che si può commentare tutto qui. E… Basta. Sa solo questo, ma è un grande passa avanti! Un applauso per le nostre mamme… Sono sicura che la tua migliorerà parecchio se la iscriverai!

    • gluci77 19/06/2012

      Nanda… Quale onore averla qui con noi! Si sieda comoda, le preparo un bel caffè! Se poi vuole anche uno dei miei maffin, ne sarei lusingata… Di certo quelli di Iaia saranno più buoni, ma qua ci diamo tutti un po’ da fare in cucina! E si lasci dire che ha una figlia meravigliosa, un vero balsamo per tutti noi! Ah, dimenticavo… Questo è Frugolino… All’ inizio è un po’ timido, poi è uno spasso!

    • ђคгเєl 20/06/2012

      e io arrivo sempre dopo…taaaanto dopo! giorni infernali questi. SOno da 15 ore al pc a disegnare e pare non arrivi mai la fine..vabbè!!!!
      Detto ciò credo che molti dei miei amicuzzi quassù hanno espresso tanto di quello che avrei detto anche io. Io però ti sogno che mangi qualcosina in più. Al di la delle intolleranze, ovvio, mi piacerebbe sentirti dire che ti sei divorata un bel piatto di pasta! Però sei da ammirare in tutto ciò. Io qui a lamentarmi da mesi..ancora con l’ago della bilancia che è sceso giù di pochi etti. Boh! …e cmq la patata alla faccia della clinica Messegue è bellissima a vedersi eh! certo una sola…ehm…credo che il nippo ne avrà un vassoio pieno no??? 😀
      mega abbraccio Gyuiuzza…sto esaurita-stressata ma ti leggo lo stesso…anche se interagisco poco.
      :-*************

  • ssandrici 19/06/2012

    °__° ok ehm salve SignoraNanda le prometto che non scrivero’ piu’ parolacce giuringiurello. :)…..Detto questo ma lei sta’ anche su twitter per caso? che li non ce la posso fare, ma per colpa di Max, è sempre colpa di Max giuro.

  • Katia 19/06/2012

    Ciao Nanda!!!

  • Bea 19/06/2012

    Nanda baderesti all’eletto un paio d’ore oggi pomeriggio?

  • darkchimera 19/06/2012

    ebbè, ora sì che mi sento sazia! 😀

  • yliharma 19/06/2012

    la SignoraMamma ci legge?? emossioneeeeeeeee *___*

  • pani 19/06/2012

    incredibile sì.
    Questa mattina ero da un cliente e verso l’una, dopo sei ore di digiuno, mentre ancora eravamo in riunione, ho cominciato ad accusare qualche sintomo, un po’ di appetito.
    Appena usciti siamo andati in una pizzeria/trattoria, ho mangiato una fettina di pane artigianale e giuro, dopo quel pezzettino sarei andato avanti fino a questa sera.
    Per dire che, insomma, c’è la fame, poi c’è la Fame e poi c’è la FAME ancora.

  • pieceofstar24 19/06/2012

    la signora mamma ci legge *___* cielo. ma anche la signora pina? *___* <3 che miti. miticheeeee <3 e no. niente patata al cartoccio per te, solo zucchine bollite che ti fanno sicuramente meno paura :*

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