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Puntino

Fa male un po’ e dico po’ perché faccia male meno, sì. Capita che sfogli le cartelle ordinate con date ed eventi qui al computer. E se ci sono volti, momenti e date che passano senza significare niente perché sono file di memoria ve ne sono altri che mi paralizzano. Sempre un po’.

Perché mentre ti avrei abbracciato sarebbe partita la colonna sonora di Kikujiro. Proprio lenta lenta sino ad arrivare assordante e se non avessi avuto lo stesso zainetto blu con le ali di nuvole lo avrei cucito per te. Dentro ci avresti potuto mettere tante lecca lecca; perché so che ti piacciano. E non vi è una volta e dico una che fissando un lecca lecca io non pensi al tuo sorriso e alla puzza schifosissima della tua cacca che mi faceva tanto ridere. Mentre la tua mamma cercava disperatamente di capire come eravamo finite lì. Lontane da casa e da noi stesse con una miniatura di quello che in fondo poi era lei quando mi tirava la gonna e mi diceva nel corridoio di nonna ” balliamo Iaia?”.

Ed io non volevo ballare ma disegnare. Ma la tua mamma è sempre stata parecchio convincente e   finiva che qualche passo di danza riuscivo pure ad accennarlo.

Fa male un po’ e dico un po’ perché laceri meno, sì. Pensare che abbiano scelto per te la peggior madrina del mondo; capace di preparare pappe per tutti i bimbi, far sorridere centimigliaiamilioni di mamme con le foto dei broccoli folletto e le uova farfalle. E che non sia stata in grado di fartene una di pappa. Quello che però non sa nessuno e oggi proprio viene fuori e quindi lo lascio andare via è che in ogni topolino di cioccolato, marzapane, lumachina di brisée ci sei tu. Le tue grida e la tua manina che stringeva fortissimo. Sento ancora il tuo pianto che mi faceva esaurire proprio nell’esatto momento in cui avevo ricominciato a fumare per poi nuovamente smettere. Quando lo zio nippotorinese ed io eravamo distanti come il fumo nell’aria ed io buttata per terra tra polvere e sorrisi della tua mamma mi stavo chiedendo chi fossi.

E chi fossi tu.

Quando i bimbi al supermercato camminano velocissimo e tirano i carrellini piccoli e poi si fermano davanti a me. E alzano gli occhi. Mi guardano e scappano. Alcuni sorridono e altri no. Non penso a quanto siano carini, come siano vestiti, se. Penso a te. Se alla fine ti sarebbe piaciuta la canzone di Kikujiro. Se china la lumachina con la pasta brisèe me l’avresti sputata in faccia e se come allora butteresti il ciuccio fortissimo per terra scoppiando a ridere.

Lo butti ancora il ciuccio per terra, Puntino?

E la cacca è puzzosissima come allora o stiamo migliorando? Pure quando leggo semi di finocchio fingo di non pensare agli ettolitri che io e la tua mamma ti abbiamo preparato per le colichette. E mentre ti contorcevi  noi ci disperavamo muovendo avanti e indietro quel passeggino . Portandolo su e giù. Facendoti fare passeggiate con la macchina a tutte le ore e in tutti i luoghi.

Ma te lo hanno raccontato che quando sei nato io ero lì che ascoltavo sulle scale Rocket? E fumavo. Santo cielo quanto fumavo. Mi colpivo fortissimo con il male e bruciava tutto. Però avevo una buona scusa per piangere e dare la colpa al fumo e all’emozione quando in realtà la disperazione si era impossessata di me seppur mista a felicità grazie a te.

Il mio ritorno a casa. Ed ad attendermi c’eri tu. Mentre la tua mamma con i tacchi e bellissima come è sempre stata, mi tranquillizzava a tre minuti dal parto. Con le scarpe comode, esaurita ed isterica ero io. Il travaglio di idiozie come sempre mi è appartenuto e se è vero che il piccoletto prende qualcosa dalla madrina mi auguro soltanto che ti venga risparmiato questo.

Non vorrei che mi somigliassi in nulla ma forse una sì. La caparbietà. Di credere che tutto possa accadere. Soprattutto le cose belle. Come lo sei stata e sei tu. E come lo è stata ed è la tua mamma.

Ma te lo hanno raccontato che per essere la tua madrina ho dovuto fare la cresima? Ho studiato come se dovessi dare una materia e ho mentito dicendo che il Nippotorinese ed io fossimo solo fidanzati e non convivessimo. L’inferno mi attende insomma ma saprò che l’ho fatto per te. Del resto non ho fatto altro e questo pare il minimo.

Ho un video. La tua prima uscita ufficiale. Quando  dentro un carrellino ci vieni consegnato da un’infermiera sorridente. Lo zio Pier, quello pelato che parla strano sì, e il tuo papà ti tirano su e giù per tutto l’ospedale. Mentre la tua mamma che sembra uscita da un set fotografico di moda beauty con la sua pettinatura intatta mi sorride e mi dice “tranquilla Iaia”.

Tranquilla Iaia. Fa ridere no? Ho spaccato la macchina di tuo papà contro un muro durante il  parcheggio in ospedale proprio il giorno della tua nascita. Sono uscita con le ciabatte dall’albergo quando si sono rotte le acque e sono rimasta ferma in un parcheggio a cercare di aprire quella diavoleria di passeggino per trentacinque minuti salvo scoprire poi che bastava  tirare una levetta. E non spaccare tutto il marchingegno.

Tranquilla Iaia.

Iaia non è mai stata tranquilla, Puntino. Ma tu in una profetica etimologia della parola lo rimani un punto tranquillo. Etereo e fermo. Sospeso e impercettibile ma presente. Ci sei quando alla Feltrinelli vorrei comprare tutto lo stand dei lecca lecca giganti. Ci sei quando compro oggetti per bimbi che servono per le foto pensando che se ci fossi tu avrei potuto usare e.

Ci sei quando vedo il bagnoschiuma a orsetto che avevo comprato per farti fare l’idromassaggio qui. Con la tua mamma e me in costume. Ridendo. Sguazzando.

E forse anche allora la tua mamma avrebbe voluto ballare ed io disegnare.

E’ che, Puntino, ancora non abbiamo ben capito come eliquibrare i nostri movimenti. Per quanto doloroso e straziante sia ci stiamo in qualche modo provando.

E lo stiamo facendo per te.

Ma nonostante io non  lo meriti tieni a mente questa immagine. Perché è così che io e la tua mamma, siamo. Anche se al momento non riesci a vederlo.

Abbracciate. Insieme. Per sempre.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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27 COMMENTS
  • Te l’hanno mai detto che sei emotivamente devastante?

  • valebri 13/07/2012

    piango. Ma tu tieni duro amore.

  • maltidalegare 13/07/2012

    Sei uno spettacolo Iaia, grazie 🙂

  • giuvaaaaaa 13/07/2012

    Wow…su una panchina, sotto gli alberi, in una fresca (ancora per poco) mattina a Valencia riempi gli occhi di acqua e il cuore di bolle di sapone… 🙂 difficile vivere la ziaggine alla lontana, sigh!

  • Patrizia 13/07/2012

    Mi piace. Tanto.

  • Giovanna Petrone 13/07/2012

    *_* e … io piango…

  • principessainsonne 13/07/2012

    Ecco! Mi hai fatto piangere! Di nuovo! E sono in ufficio! Circondata da Ingegneri che non capiscono le emozioni! Ecco!
    Ti abbraccio fortissimo lo stesso!

  • bestiabionda 13/07/2012

    tu sei. boh. non c’è niente che possa riassumere quello che tu sei.
    e sai che c’è? puntino lo sa.
    e anche la sua mamma.
    e iaia, un equilibrio lo stai trovando. in tutto.

  • marikapi 13/07/2012

    Piango :’)

  • tittisissa 13/07/2012

    Altro che palle! Sei un’ottima madrina, santo cielo, e Puntino è fortunato. Nel tuo immenso casino, sai trovare tempo. E parole. Per lui e per te. Sai occuparti di lui. E questo è quello che conta davvero.
    Saresti un’ottima madre, anche. Come la tua.
    E non vedo la tastiera, mannaggia li pescetti! Mi hai commossa, come solo tu sai fare.
    Ti voglio un gran bene.

  • gluci77 13/07/2012

    Col tempo ho imparato che a volte la vita sembra allontanarci – non solo fisicamente – dalle persone che amiamo, ma che in realtà, quando il legame è profondo e autentico, al di là dei chilometri e dei silenzi, il sentimento continua a vivere, a pulsare. E quando ci si ritrova, perchè ci si ritrova sempre, miracolosamente e meravigliosamente, tutto torna come se non ci si vedesse da appena due minuti… Puntino e la sua mamma ci saranno sempre per te, così come tu ci sarai sempre per loro. E adesso fatti stringere, anima splendida!

  • cebbola 13/07/2012

    Mi piaci tanto quando ti lasci uscire, quando esce tutta te stessa =) Ti abbraccio =)

  • piccoleparole 13/07/2012

    Bella!!!

  • Bea 13/07/2012

    Uh…le bimbografie di Iaia…che meraviglia!

    Dolce, dolcissima zia Iaia…

  • Katia 13/07/2012

    Ma che incanto!

  • Bibi 13/07/2012

    certo che lo sa.
    e vedrai che i movimenti ora impacciati diventeranno più fluidi e magari tornerete a ballare.
    in tre.

  • songbirdsing 13/07/2012

    Mi hai fatto piangere, sul serio.
    Cuore.

  • Paola Scuderi 13/07/2012

    bellissime parole..mi hai fatta commuovere!sei speciale Giulia bella e lo sa sia Puntino che la sua mamma!dovresti scrivere un libro!!
    mille bacini per te!

  • Agnese 13/07/2012

    Copia e incolla il primo commento.
    Sono in un bar con amici che mi guardano e si chiedono che cavolo abbia mai letto.
    Grazie. Ogni volta che lasci andare le parole sono fiumi di lacrime ed empatia.

  • lacinzietta 14/07/2012

    Madonna mia quanta bellezza…

  • Ninphe 14/07/2012

    che meraviglia <3 quanto amore in quello che scrivi.

  • Laguidu 15/07/2012

    ufff….sei così piena d’amore che mi ricordi la mia mamma…e ufff….mi fai piangere ecco!!!

  • StregaNoite 15/07/2012

    Uff.. :,)

  • my strawberry nose 16/07/2012

    Mi sono commossa tantissimo ieri leggendo questo post…sarà stata l’aria fresca della sera, col silenzio assoluto e solo il canto dei grilli… 😉

  • aurora 16/07/2012

    lo dovevo capire dalla prima foto che mi avresti devastato! -.-‘
    brava IAIA

  • Francesca 18/07/2012

    E quando pensi di dare un cuginetto a ‘sto povero Puntino?

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