Fusilli Napoletani con i Mirtilli per un Torinese (che tutti i Napoletani e San Gennaro mi perdonino)

Sempre perché è giusto mostrare anche le schifezze immonde che si sono preparate e non soltanto i piatti intriganti (ammesso che lo siano) e fotografati bene (sottotitolo: alla meno peggio), ecco qui il trionfo dell’assurdità avvenuto qualche giorno fa. Il Nippotorinese fedele alla politica “non si butta via mai in nessun caso” ha mangiato tutto come fosse un bimbo all’asilo; di quelli costretti da una feroce insegnante a ingoiare quintalate di odiosi legumi. Caldi, sotto il sole, in ginocchio sui ceci  e d’estate per giunta. Ma sono dettagli.

La porzione era, come sempre,  molto più abbondante di quella ritratta perché appunto l’immagine deve essere confacente al mio gusto (bella ‘sta frase. La lascio? devo. Perché la bionda sta facendo danni mentre smanetta tra file e cartelle. Esploderemo tutti), mentre ciò non è necessario per quanto riguarda la dose che viene realmente propinata. Insommacosastodicendo?

 Dopo aver fatto le polpette ai mirtilli, che sono finiti pure su Fornelli in rete di Francesca Martinengo  e aver scoperto che con il caprino proprio come con il mango non solo affatto malaccio, era chiaramente la volta della pasta ai mirtilli (vedo già Max contorcersi davanti lo schermo) . In diversi libri e preparazioni straniere pare che non sia del tutto assurdo condire la pasta con i mirtilli, Max ! ( reggimi il gioco ti prego). 

Dovendo far fuori sempre i famosissimi pacchi di pasta ho optato per i fusilli napoletani che sino alla scorsa settimana facevano una discreta figura con i gamberoni e l’arancia.

In un soffrittino leggerissimo di cipolla tagliata sottile far cuocere i mirtilli premurandosi di bagnarli un po’ con l’acqua di cottura dove i fusilli napoletani (o qualsiasi altro tipo di pasta) verranno accolti. I mirtilli ne necessitano un bel po’ per poter ridursi in una salata marmellatina-pesto che farà poi da condimento al nostro primo insolito ma non per questo assurdo. In realtà non è che sia orrendo l’abbinamento ma è inutile negare che il Nippotorinese abbia storto un po’ il nasino sostenendo che no. Non è proprio un piatto da tutti e che se il mirtillo con la polpetta è davvero una piacevolissima scoperta tanto quanto con il caprino, pare che in connubio con la pasta non sia proprio una gradita sorpresa. De gustibus non disputandum est, ergo una seconda prova qui in casa verrà fatta perché ho trovato altre tre versioni alternative senza escludere il fatto che mi sono messa in testa di “inventare” un accostamento che sino ad ora si è rivelato tutt’altro che sbagliato ( e poi ho pure una cavia bionda. Posso non approfittarme?) . Insomma il capitolo della pasta con i mirtilli rimane assolutamente aperto * musica del terrore in sottofondo*

Il lavoro informatico con la bionda ferrarese procede benissimo. Lei mangia granite al pistacchio ed io lavoro. Lei annuisce incitandomi ” continua sì. Lavora. Bene così” ed io persa tra codici, app, android e soloilcielosacosa vaneggio (come potrebbe essere diversamente?). La vignetta precedente mostra una realtà completamente distolta.

Le ho già propinato ostriche, ricci di mare, litchi, rambutan e granadilla. Spero in un’intossicazione alimentare entro le dodici ore. Speriamo qualcosina in meno.

Indovina chi è più pallido tra i tre. Il nuovo gioco dell’estate.

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56 COMMENTS

  1. SIETE BELLISSIME, chissenefrega se siete pallide?! Nell’antica Grecia – e non solo lì – la donna veramente bella e raffinata era pallida… Detto questo…stellina, tu lo sai che ti adoro, ma questa pasta mi ha un pochino inquietata…e dire che i mirtilli mi piacciono tanto…però il piatto con il quale li hai serviti è meraviglioso… 😉

    • E stamattina è partito un pacchettino…. solo che nella fretta mi sono scordata di metterci dentro anche il disegno di Frugolino… prometto di rimediare con una letterina!

  2. Te vojo bene assaje eh, ma tanto tanto intensamente..ma il Nippo te ne vuole assaje assaje di più se si è mangiato la pasta ai mirtilli, ai livelli di adorazione di divinitá azteca . La bestabionda é la più pallida, é l’unica ad avere anche gli occhi chiari che fanno luce, così è deciso!!! Sbaciucchio a caso sbavuzzando anche un po’!

    • O.o ma come? noi che siamo così docili e indifese. no iaia posa il coltell..iaiaaaaa smettila. ahem. scusami. dicevamo?

      • A I U T O Qui si perpetra un reato! Colta con arma impropria in mano! Fermi tutti…è una rapina! Ehm…no, volevo scrivere, è un attentato alla bionda pallida o alla mora? Mah, comunque è un attentatoooo!

  3. E comunque NO. Oggi questa ricetta non mi sconfinfera il velopendulo perciò NO, io passo a piè pari. Scusami ma non è per me (solidarietà all’eroico Pier) 😀

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Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

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