Home / Bevande  / Ciao sono sempre Iaia, la drogata di Anguria, e sono tornata per confermarti che no. Non ne uscirò mai

Ciao sono sempre Iaia, la drogata di Anguria, e sono tornata per confermarti che no. Non ne uscirò mai

Sono rilassatissima. Ho uno sfogo cutaneo, i capelli unti dal nervosismo, gli occhi fuori dalle orbite, rivoli (e corposi) di bava che scendono lungo gli angoli della bocca da cui trabocca la bile accumulata e il colorito paonazzo ammesso che io abbia capito davvero cosa significhi paonazzo. Tutti mi sorridono e dicono “riposati Iaia. Riposati su” ed io continuo ad abbassare la testa. Loro pensano che io annuisca mentre invece è un tic nervoso che non riesco a fermare. Ho passato la notte dicendo “due. quattro. due. quattro. due” dando sempre gli stessi numeri che di per sé è una novità. Generalmente ne do molti di più e vorrei imparare a scrivere dò per essere linguisticamente giovane. Qualora l’abuso di k mi cogliesse però, esaurimento a parte, mi fustigherei da sola colpendomi violentemente con un nano da giardino in ferro. Insomma fatto sta che passo le notti  tra numeri e (pseudo) relazioni pubbliche attraverso le email che stanno diventando preoccupanti. La conferma che la figura inquietante denominata “blogger”, come fosse una professione, è un covo di proposte-insidie-vaneggiamenti. “Ti do tre bottiglie di birra e metti un banner. Tu dici che è bello l’uovo fresco e io ti mando una gallina da tenere sul terrazzo. Tu disegni questo e io faccio questo e”.

E io passo la maggior parte del mio tempo (anche notturno) cercando di essere il più educata possibile anche la 239482394829348234milionesima volta ringraziando e dicendo  no. No Grazie.

“No Grazie e blablabla. Non sono interessata a. Devo essere presa mentalmente e. Non è un per un tornaconto economico. No. Pandistellenonmipaga. No. Pastiglieleonenonmipaga. No. Sono amici. Lo faccio perché sono legata a loro da ricordi. Blablabla”. La cosa divertente in questo mare di cerimonie, idiozie e smisurata educazione da parte mia che ahimè non viene contraccambiata (ma non per questo cambierò politica e modus vivendi) è l’incredulità. Mi sento tanto una nonnina che dice ai nipoti “ai miei tempi si aveva più fiducia nel genere umano. Adesso…”.

Nell’era delle fashion blogger, che per carità hanno tutta la mia stima e sono pure felice per loro perché al contrario di me sono giovani-belle-simpatiche e ne capiscono di moda, è ormai OVVIO che un povero pazzo proprietario di un blog venga messo nel gruppo: “ti do una cremina e finalmente sai cosa scrivere e dire”.

Non si prende neanche minimamente in considerazione l’idea che si possa avere uno spazio. Si possano avere idee. Non si abbia bisogno di null’altro se non di esprimere il proprio mondo, visione e sogno. So che potrei tranquillamente scrivere “no grazie ciao” ma oltre alla missione che mi sono prefissa tempo addietro cioè “infondere idiozie nel web”, ce n’è un’altra per la quale andrei a morire ed è un concetto talmente semplice da far paura:

questo mezzo è per me. E’ cominciato e divenuto per conoscermi. Mettermi a nudo. Scoprirmi senza paura e liberare la parte di me senza cognome, status economico e obblighi reali. Per questo motivo quando avevo un sondino nel naso non ho tirato filippiche ammorbando l’universo per la mia perdita di ottanta chili ma ne ho parlato solo a cose fatte. Non è nato per dimostrare agli altri quanto sono bravabellariccasimpaticagnegnegne. In principal modo perché non lo sono e in secondo luogo perché non lo sono (colpo di scena). E’ un esercizio. Di costanza, che non ho mai avuto. La disperata voglia di provare a volermi bene. Di combattere un nemico pubblico e dichiarato, il cibo, in una forma creativa. Che è l’unica che conosco per salvarmi dal buio e dall’oblio.

Non posso  semplicemente dire “no non sono interessata ciao”. Certo non posso neanche fare una mail predefinita con la mia vita e motivazione che non importa a nessuno ma il concetto che per denaro si è disposti a tutto questo no. Non passa. Preferisco perire tra atroci sofferenze piuttosto che far passare questo messaggio insulso e di cattivo gusto. Perché avrei voluto nascere comodamente in una mente che bramava una Vuitton per sentirsi una donna importante da invidiare, ma ahimè sono tristemente altro.

Quando Libero mi ha contattato per pormi delle domande (la chiacchierata si può leggere qui e poi qui e poi ancora qui) “nell’ambito lavorativo dei blogger” volevo solo dare craniate sul muro. Poi il mio “sfogo” e il loro garbo mi ha reso felice come non mai.

Io non sogno di essere qualcuno. Sogno di essere me stessa.

Non sogno di ricevere qualcosa in cambio a meno che non sia Iaia. Quella che ho perso e forse non ho mai avuto e che finalmente è più vicina che mai. E’ come se la intravedessi. Ha finalmente una forma seppur non definita. Ma esiste e questa certezza allevia i dolori.

Sono un’illustratrice di biscotti, una bambina scalza senza scarpe, una maghetta senza bacchetta e una bimba con un pancino enorme sgonfiato. Ed è per questo che passo tutte le notti a dire “no grazie e i motivi sono blablablabla”.

Non è snobberia. Sono felice che gli altri si sentano realizzati e ritrovino se stessi esponendosi a patti, comunicazioni, imposizioni, collaborazioni. Rispetto fortemente l’interesse di ognuno di noi ma questi, gli interessi, sono anche diversi giustappunto per ognuno di noi.

L’omologazione in tal senso mi terrorizza. E credo sia un modo di cominciarsi a volersi bene. Anzi. Ne ho quasi giusto un semino (di anguria?) di certezza. Nonostante la paura, gli occhi fuori dalle orbite e lo sfogo cutaneo.

Evvabbè rieccomi qui alle 12.12 come ogni giorno a blaterare circa una preparazione.

Del resto qualcosa dovrò pur farci con venti chili di anguria *disse fischiettando fingendo indifferenza*.

Ed è la volta di un gelato-smoothie-granita ma non adoperando solo anguria e acqua con qualche semino bensì un po’ di latte di riso. E confesso che no. Non mi ha convinto poi molto la versione “corposa gelatosa” perché il destino dell’anguria è perire nello stomaco così bella fresca senza tanti frizzi e lazzi o al massimo con ghiaccio, acqua e tanti saluti. Non necessita di zucchero, perché già ne ha in abbondanza, nè di null’altro. Questo non significa che io non ne abbia sgargarozzato (solo) quattro bicchierini ma a dirla tutta preferisco la variante velocissima e semplice di ieri (questa qui, insomma).

Vivrei solo di questo. Alternandola magari all’Insalata di Cleopatra (la state facendo vero l’insalata di Cleopatra?*disse con tono minaccioso puntando il dito contro lo schermo).

(siamo sicuri che le mie allucinazioni non derivino dall’abuso di anguria e semini?) 

L’insalata di Rucola, Gamberoni e Anguria di Ramsay. Clicca qui per dare una sbirciatina alla ricetta.

L’insalata di Cleopatra con Anguria e Cipolla di Tropea. Clicca qui per dare una sbirciatina alla ricetta.

Il Gelo di Mellone (anguria) . Clicca qui per dare una sbirciatina alla ricetta.

Ma soprattutto dirigiti velocissimamente qui da Bibi che ha fatto una crostata con il gelo di Anguria talmente bella visivamente (e non so cosa darei per assaggiarne il sapore) da far piangere molto più che per le fitte addominali provocate dall’abuso di anguria. Raramente ho visto foto tanto belle legate a una preparazione così particolare.

Indimenticabile. Trovo che questa sia una Crostata indimenticabile.

E’ arrivato il momento di lanciare tutto in aria e dire “vacanzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!”, suppongo.

(ma è solo finzione scenica, sia chiaro).

(e lo ho omesso volontariamente giusto per non commuovermi vabbèchepoièsuccesso ma. Ma la mia guarigione pubblica ancora in corso esiste perché ci siete stati voi. Ci sei stato tu. Proprio tu. Grazie infinite)

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
13 COMMENTS
    • ne uscirò mai, intendevo, ma non ci stava in pochi caratteri….da cosa non lo so, da me suppongo, da me come pensiero che poi tanto logico non è. E l’anguria mi fa impazzire perché sembra una granita racchiusa in un uovo, così, a pois, per sembrare ancora più frivola, e bella nel suo colore acceso e nella sua consistenza ghiacciosa…e poi si passa tutta la vita a giustificare ogni pensiero e accorgersi che non sembra cambiare le cose, che ogni volta si risponde alle stesse domande e ogni volta si sente spegnersi l’ardore di voler essere capiti e “così è se vi pare” sorge sulle labbra spontaneamente ma poi lo si lascia lì e ci si impegna ancora e ancora e ancora una volta…e questo per ogni cosa, per ogni decisione, riguardo ogni rinuncia ed ogni convinzione e. Con chiunque, a volte, conosciuti o meno. Ed essere sé stessi stesso significa essere come nessun altro, e a volte questo immagino spaventi. Ma di cosa ti stia parlando non lo so, e come lo stia facendo anche meno e quanto io stia scrivendo nel farlo è una condanna che ogni tanto ti tocca. Ed essere qui a farlo però fa star bene, sai?

  • agh! tardi!

    • piccì è lento. l’autodescrizione iniziale è magistrale. ho fatto il Gelo e mi è piaciuto un sacco. non ho le cipolle di tropea e per questo andrò a fustigarmi a breve.
      dopo le informazioni flash non riesco a dire ciò che vorrei. il grazie anche quando non lo scrivo nei commenti è sottinteso. e quando c’è non è abbastanza. e sei una persona meravigliosa proprio perché gradualmente somigli sempre di più a te stessa.

  • Silvia Pinturikkia 11/08/2012

    “Perché avrei voluto nascere comodamente in una mente che bramava una Vuitton per sentirsi una donna importante da invidiare, ma ahimè sono tristemente altro”…mi sento anch’io così ogni tanto.Spesso.Kiss

  • el 11/08/2012

    C’è poco da ridere ma. al tic nervoso della testa che va giù, ecco l’ho fatto, chiedo perdono.
    rilassati dunque, perchè puoi essere te stessa, ok? Su, su, da brava.
    facciamoci un’anguria, ok? smack

  • Avete visto il film “basta che funzioni”? Lei..Rachel woods che interpreta la ragazza svampita… Ecco io avrei voluto nascere essere lei….

  • Bibi 11/08/2012

    E che dire.
    Vacanzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  • pani 11/08/2012

    su, coraggio, pensa a quando ti proporranno di partecipare ad un reality.

  • yliharma 11/08/2012

    beh lo sai che io sono un pochino più…come dire….drastica? quindi se ti scassano troppo le palle mi propongo per gestire il servizio d’ordine munita di randello hellokittoso rosa glitterato ok? suggerisco anche evitare anguria a cena, pena processione interminabile al bagno tutta la notte a fare pipì…l’esperienza insegna 😀
    riposati cazzooooooooooooooooooooooo

  • Katia 11/08/2012

    La guarigione in corso mi piace un sacco. Perchè vuol dire che c’è una guarigione e che sta procedendo. Il pensiero vorrebbe essere più profondo di quello che appare leggendo queste parole biascicate…Ma so che tu hai capito e so che sai quanto io sia infinitamente felice di essere parte di uno dei tuoi sorrisi.

  • ђคгเєl 12/08/2012

    e vacanza siaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!
    so che ci porti nel tuo cuoricino e quindi mi sento un pò con te.
    Io resto qui…ti aspetto, anche se c’è Nanda che ti annaffia i fiori io do un’occhiata a casa occheiiii? controllo che i nani si comportino bene e che il geco non decida di cambiare residenza!
    😛
    e ora dopo una giornata a fontane bianche-vendicari-marzamemi….dire che posso andare a letto no???
    e ti bacio tanto tanto
    :-*****************

  • tittisissa 12/08/2012

    “Io non sogno di essere qualcuno. Sogno di essere me stessa.”
    Che frase bellissima, il vero sunto del tuo lungo, giornaliero blaterare.
    Come vorrei avere la tua determinazione e liberarmi anche io definitivamente del peso che mi porto dentro, e addosso.
    Ma, a parte questo, che non è tempo nè luogo, ti auguro le vacanze più belle, divertenti, scoppiettanti e frizzi e lazzi che si possa desiderare. E. Davvero. Sarebbe bello se. Facessi una tappa qui. Nel tavoliere delle Puglie. Io ti aspetterei. 🙂

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi