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La Parmigiana di Pollo, il caffè alla Crocetta e la coppia del Grande Fratello (ricoveratemi)

Appurato che con il pennello (è un periodo sintattico scorretto molto lungo che va letto tutto di un fiato, ok?) non so passare il fondotinta e che mi ritrovo a dipingere su tele da 1 euro, acquistate diligentemente da Tiger, con acquerelli scarsissimi ma dignitosi con l’ausilio di un pennello milionario professionale della Mac che sul viso mi faceva un allegro effetto zebrato, ho capito che:

– alle cinque del pomeriggio alla Crocetta, esattamente al bar La Croisette, ci si deve andare con un cappotto leopardato, chignon d’ordinanza con relative meches e si beve champagne mangiando insalata di riso e salatini caldi. Perché quella disperata con i fuseaux sporchi di gelato, i capelli con le doppie punte arruffati e il trucco sbavato e il fondotinta passato senza pennello (vabbè ero io sì) era totalmente fuori luogo. E in borsa non avevo neanche un accessorio maculato o un paio di orecchini a lampadario sbirluccicosi. Ricordarsi ordunque di non fermarsi mai lì senza un gioiello di famiglia (mamma abbiamo gioielli di famiglia a parte quell’orrendo bracciale della nonna?)

– i Torinesi conoscono tutte le strade. Sono tutti probabili ed eccellenti taxisti che senza l’ausilio del tom tom o aggeggi vari potrebbero circolare senza tentennamenti portandoti nei vicoli più segreti. Via Barbaroux ma non dove c’è via XX settembre ma in piazza Arbarello. Sai subito dopo via San Dalmazzo dove c’è quella via piccola a destra. E. E così fino alle cinque del pomeriggio (e sono le sette del mattino, sì).  Per una che dopo trenta anni non sa esattamente manco se c’è una strada parallela a quella dove abita è alquanto bizzarro (ma affascinante) apprezzare le conoscenze stradali (e di viabilità) di questi meravigliosi indigeni del luogo (e conoscono pure tutti i negozi, ristoranti e credo pure famiglie che vi abitano. E’ una leggenda metropolitana quella che i nordici non si salutino e non conoscano i loro vicini. Loro conoscono pure la loro settima generazione, ve lo dico io).

–  a Torino vendono le scarpe più belle, innovative, di design e blablabla che si possano trovare in circolazione. Sì vabbè certo Milano la capitale della moda. Non conosco Milano tanto da. Ma essendo un’integralista torinese (cosa sto dicendo?) granata che nei Distinti con la maglia granata si alza e grida “CUORE GRANATAAAAAAAA” posso affermare che nell’eterna lotta Torino-Milano non vi è bisogno di spendere neanche mezza parola: vince Torino (Milanesi picchiatemi. Sono pronta. Prendete il numeretto però per non creare disordini). Torino è la capitale della moda sobria ed innovativa. Raramente si vedono scarpe di questa rara beltà. E non parlo di marchi e catene ma di quei negozi particolari, ricercati e senza ostentazione che in realtà possiedono forme e linee talmente accattivanti da costringerti a fissare le vetrine. Ecco perché essendo una donna anomala è difficile conquistarmi dal punto di vista visivo e riuscirmi a ipnotizzare davanti a una vetrata. A Torino succede ogni tre passi. Tralasciando Mauro Leone, su cui ho abbondamente sproloquiato (quello per il quale ho dovuto organizzare invii di pacchi anche lo scorso anno autospedendomi paperine e stivaletti, sì. Che detto da una che detesta davvero le scarpe ed è votata alle borse…beh. E odio i puntini di sospensione ma volevo mettere beh. Insomma!),  vi sono angoli e angoli di paradiso shopparolo.

– a Torino vi è una perversione per Vuitton e Chanel. Di Dior neanche l’ombra e Balenciaga pare essere un triste ricordo degli anni passati. Se Westwood grazie al cielo esiste e pure Givenchy, al contrario di Roma che è un’infornata di Prada e ahimè Gucci, la capitale del Cinema italiano (e di tante. Credo tutte. Altre cose) è votata a Vuitton e Chanel che la legano indissolubilmente alla cugina Parigi a cui maledettamente somiglia. Che potrebbe essere un dettaglio non di fondamentale importanza questo, ma così non è. Mi piace sproloquiare a vanvera sulla sociologia correlata alla fauna e flora legata al marchio della borsa. E lo farò al mio rientro portando documentazioni visive (sono impazzita sì. E fotografo pure campioni di donne in determinate zone per verificare l’andamento del marchio. Quando mi ricoverano secondo te?)

Tra tutte le cose che ho capito, non ho capito però come mi sia venuto in mente di fare questa parmigiana di pollo. Naturalmente provata prima della partenza perché farla qui, fotografarla e portarsi tutto il servizio di cocotte e tovaglioli della nonna mi risultava assai difficile (contando poi che ci sono fulmini e saette trovare la luce giusta sarebbe stato arduo assai). Direi una bugia e quindi taccio ma non so esattamente se avessi visto un’elaborazione simile in televisione, sul libro di cocotte, su un’enciclopedia tuttopollotuttopollo o roba simile. So però che questa parmigiana di pollo ha riscosso discreto successo e papà che alla parola “parmigiana di pollo” aveva già salutato i presenti ed era corso via velocissimamente fingendo di avere un impegno di lavoro, è piaciuta con mio enorme stupore.

Essendo vacanziera (ma non troppo) in territorio straniero (ma casalingo) ed essendo strafatta di zuccheri da granita siciliana torinese (mi sto confondendo) ho qualche scusa per affermare che: sono confusa? Perché ecco davvero non ricordo. Ma ricordo come l’ho preparata ed è semplicissimo. Non servono indicazioni precise, grammi o chissachètuttattaccato.

L’idea di servirla in monoporzione nella cocotte, qualora piacesse esteticamente, rimane valida altrimenti in una classica teglia da forno anche in terracotta che santocielo fa sempre la sua figura.

Il petto di pollo viene leggermente inumidito con dell’uovo leggermente sbattuto insaporito con sale e se piace una spolveratina di parmigiano fresco grattugiato sul momento. Dopo aver inumidito il pollo passalo nel pan grattato ma se non ce l’hai anche la farina per formare quella deliziosa crosticina (ora che ci penso si potrebbe pure mettere qualche mandorla sbriciolata. Vabbè sto zitta e tento di proseguire). Arrivati a questo punto sarà come comporre una classica parmigiana. Il petto di pollo prende il posto della melanzana senza girarci tanto intorno. E a dirla tutta anche l’idea di inserire ugualmente le fette di melanzana fritte non è poi una così cattiva idea. Dovrai alternare insomma le fette di petto di pollo (con o senza melanzana fritta) con qualche pezzotto di formaggio, salsa e basilico e poi infilare in forno fin quando tutti gli ingredienti si saranno amalgamati.

Nella parmigiana classica il siculo mette anche la mortadella e/o il prosciutto cotto talvolta (e se ce l’ha pure un intero cotechino, perché mai essere tirchi?) e l’uovo sodo tagliato a pezzi (cosa che ha fatto rabbrividire il Nippotorinese le prime volte in terreno trinacriesco).

Essendo la prima volta non ho abusato di eccessivi condimenti ma ho adoperato soltanto pollo, formaggio e salsa che ho aromatizzato solo ed esclusivamente con del basilico fresco.


(a me non rimane che reperire un cappotto leopardato per far bella figura questo pomeriggio alla Crocetta. So per certo che alla signorasobriabiondacontacco12 che si spatacchiava insalata di riso nei risvolti di pelliccia di volpe che traboccava dalle scarpe farà piacere avere una degna compare di tavolo)

(prendo pure una sciarpa di volpe sintetica e me l’annodo come cintura. Che è sempre un dettaglio discreto e poco appariscente).

(santocielo dimenticavo. Ho visto Patrick del Grande Fratello che si è fidanzato con Martina dell’ultima edizione. No vabbè ma quante cose da raccontare ho? Nonostante il mio interesse sia principalmente rivolto a Portofino e ai suricata rosa, non devo assolutamente tralasciare ogni più insignificante- apparentemente-dettaglio*disse fissando il vuoto e annuendo fino a slogarsi il collo*)

Se ti fa piacere dare una sbirciatina alle altre ricette fatte in cocotte.

Il Castagnaccio in cocotte ( clicca qui per la ricetta) 

La Cheesecake di Fragole in cocotte (clicca qui per la ricetta)

La Fonduta di Formaggio in Cocotte (clicca qui per la ricetta)

La Crema Pasticciera in Cocotte (clicca qui per la ricetta)

La zuppa di Cabret (cipolla) – Clicca qui per la ricetta

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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19 COMMENTS
  • Luci 04/09/2012

    a

    • Luci 04/09/2012

      primaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!

  • Ninphe 04/09/2012

    T_T damn!

  • tittisissa 04/09/2012

    PODIO!! Mi so accontentare 🙂

  • pani 04/09/2012

    certo che tu e il pollo siete una bella coppia…siete legati indissolubilmente. Dovresti prendere un pollo da compagnia per i nani. Sì, sì…ti serve un pollo

  • Luci 04/09/2012

    Scarpe?! Qualcuno ha parlato di scarpe?! Se continui così finisce che qua mollo tutto e scappo lì da te… passiamo il pomeriggio a guardare vetrine, facciamo shopping selvaggio (se l’Inge chiede, voi non avete sentito nulla… 😉 ) e poi andiamo insieme alla Crocetta e le diamo una bella lezione alla leopardatamaculatatacco12tuttainzaccheratadiinsalatadiriso! Dimenticavo… adoro le cocotte e adoro il pollo, quindi questa ricetta mi piace davvero tanto! Bacetti a catinelle!!!

    • tittisissa 04/09/2012

      Vengo anche io a fare shopping selvaggio!! Sulle scarpe so tutto ciò che c’è da sapere!
      Iaia, tesoro, ti devo contraddire…se ce ne sarà l’occasione ti porterò in alcuni negozietti di Brera o del centro di Milano che ti lasceranno senza fiato. Sallo! 😉

      • gluci77 04/09/2012

        Pronta! Io sono pronta! Date le mie disponibilità economiche mi accontenterò di guardare le vetrine e di portare le borse… mi portate comunque?!

  • ђคгเєl 04/09/2012

    io non capisco solo una cosa…perchè il pollo va passato nell’uovo e nella mollica?… mica con le melanzane lo facciamo. E’ una parmigiana di cotolette di pollo così! oh… io il petto di pollo in frigo ce l’ho…che dici la provo per pranzo? 😛 … il nippo non sapeva cosa si perdeva con l’uovo sodo nella parmigiana *_* … io metto uova sode come se non ci fosse altro *_* ..gnam gnam…
    e sbaciucchiamoci va!!!!
    :-*****************

  • Non so perché uordpress si ostini a non riconoscermi, è stata una dura lotta, ordunque:io non conosco Patrick e Martina quindi siamo pari karmicamente in questo commento. E sono rimasta ipnotizzata dal fatto che sproloquiassi di scarpe, completamente affascinata e dai personaggi che hanno lasciato in me un ricordo di leopardato e sbrilluccicoso con sottofondo di erre moscia, chissà perché. E in questo post molto mondano ti trovo invece molto presente e mi piace, più tranquilla, più consapevole. Psicologia da bancofrigo^^, giassai, ma anche a me piace fare riflessioni sù per giù. E io e le indicazioni stradali siamo su 2 mondi incalcolabilmente distanti. Quindi però so che a Torino posso chiedere ad un torinese e saprà tutto. Mancherebbe solo il coraggio di chiederle, le indicazioni. Spero invece che la possibilità di farlo arrivi, prima o poi. Ma ti manderei anche una chilata di baci, if possible.

    • Katia 04/09/2012

      Facciamo così,Bianca. Tu mi dici quando vieni a Torino ed io mi faccio trovare mooooolto casualmente sulla strada dove stai camminando e con fare moooooooolto sciolto ti avvicini a me e mi chiedi indicazioni ed io dissimulo abilissimamente il fatto che ci conosciamo,così abbiamo unito capra e cavoli.

  • tittisissa 04/09/2012

    Poche storie, tira fuori le foto delle scarpe!!!!!!!

  • uonderful uonderful. si accumulano informazioni appena accennate. al tuo ritorno ci si aspetta una documentazione precisa e dettagliata. una cosa come “in vacanza con Iaia”?

  • Katia 04/09/2012

    Eh si:alla Crocetta lo fanno.
    Roba da Crocetta e basta.

  • bestiabionda 04/09/2012

    Balenciaga. Balenciaga azzurra u.u ho studiato sì.
    Birkin, Kelly, LadyD. sono pronta donna!
    però secondo me, e dico secondomechenonnecapisconiente, per andare alla Crocetta dovresti portare una borsaconmanico. sì.
    <3 ciao donna che cucina nelle cocotte

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