Una pappa super veloce tra gli incubi: Riso con rucola, datterini e pesce spada

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Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Dario Argento, durante un’intervista, aveva sentenziato che Torino è un po’ come Cinecittà; solo che non devi preparare nulla perché trovi tutto pronto. Era davvero piccolo quando una notte in cui pioveva fortissimo attraversò la città magica. La ricorda dalla macchina. Ne rimase colpito ed estasiato. Il suo grande sogno era quello di girare dei film e raccontare delle storie. Si disse che Torino sarebbe stata perfetta e che semmai fosse riuscito a realizzare il suo sogno le sue visioni avrebbero avuto un luogo e questo era proprio Torino.

Il resto lo si sa. Nonostante sia discutibile l’operato cinematografico, soprattutto degli ultimi tempi, Argento rimane uno dei più grandi registi italiani e gli si perdona pure Giallo pensando a Suspiria, al liberty, all’angoscia e allo specchio di Profondo Rosso. 

Ogni volta che sono a Torino non posso fare a meno di pensare a quelle parole. Al fatto che Torino sia un set cinematografico. Che tutto sia perfetto per vivere e realizzare angosce di paure e sogni. E lo stesso effetto o qualcosa di vagamente avvicinabile è quello che provoca in me. Ma in maniera visiva di staticità. Illustrazioni e disegni. Storie e colori. Non in movimento e forma di realtà tra cinepresa e parole. Sono più lunghi silenzi, forme che prendono vita e incubi. Tanti. Perché Torino me ne regala ogni notte. E il progetto Sweet Nightmare (che se non conosci – per tua fortuna- puoi vedere cliccando qui) avrà sempre più corpo grazie proprio  a questi giorni. Sudati, convulsi e agitati.

Non ho tempo per disegnare. Riformulo: non ho il tempo che vorrei per disegnare e quindi mi concentro fortissimamente per trattenere tutto. Con enormi difficoltà ma tento.

E la ricetta di oggi cos’è?!

E’ un po’ la classica base sicula dello spada con il pomodorino e le olive. Ci si fa la pasta sempre. Base con olio extra vergine di oliva in padella. Si toglie il nocciolo dalle olive e si tagliano a pezzetti e poi si lasciano saltare un po’ nell’olio che sfrigola. Si aggiungono poi i pomodori ciliegino o datterino e insieme danzano fino a quando il pesce spada tagliato a pezzetti (ahimè) fa la sua comparsa per qualche minuto. La generosità del pomodoro rilascerà un gustosissimo succo che mantecherà e si amalgamerà al grasso dell’olio. Nel frattempo la pasta starà cuocendo nell’idromassaggio caldo e salato della pentola e sarà pronta per essere tuffata nel gustoso sughetto a base di pesce, pomodoro e olive che è un po’ come il pesto di basilico per i genovesi e la melanzana fritta e ricotta per i catanesi: una base onnipresente.

Solo che stavolta è tutto a freddo. Complice l’estate e il desiderio di immediatezza e la poca voglia di stare ai fornelli ad aspettare danze tra sughetti di pomodoro e olive, è nata l’idea di una sorta di rivisitazione. E proprio per rovinare per bene il tutto cambio di carboidrato (taddddannn!) e al posto della pasta: riso. Che sia basmati per essere distaccato (ma non d’anima) o carnaroli o da insalata o integrale o vabbè pure orzo-farro-cereali (gnam!) basta cuocerlo e lasciarlo freddare. Fare saltare un po’ il pesce spada (se si è maniacali nell’uso del grasso o in un regime ipocalorico controllato, la tecnica del vapore non deluderà come gusto), salarlo e servire tutto con pomodori freschissimi (i datterini sono i miei preferiti; che è di per sé una notizia inutile) e olive nere tagliate a pezzetti. La rucola fa colore e se non è troppo amara come di questi tempi aggiungerà una nota particolare e sempre vincente in abbinato con il pomodoro e l’oliva nera.

A chiudere se lo si desidera (a freddo) dell’ottimo olio extra vergine d’oliva che se aromatizzato alla menta colpirà piacevolmente. Una nota croccante? Sesamo. Il sesamo nero stupirà in questa elaborazione culinaria velocissima e gustosa.

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26 COMMENTS

  1. Ma tesoro, me lo dovevi dirmelo che Torino era un set cinematografico! Mi sarei attrezzata a dovere, distribuendo sorrisi e fiori a destra e a manca e mi sarei gettata quel chilochiloemezzo di cerume sul viso, così, tanto per apparire al meglio (di che?), vestendo in abiti fascianti e indossando tacco 12 mozzafiato. Invece ero in scarpe da trekking e canottiera. Sgrunt :-/

  2. mi rendo conto di quanto sia diverso ascoltarti parlare di Argento dopo averlo visto. Ancora apro le foto che hai fatto a piazza CLN dicendomi “dopo la capisci” saltellando. e sono contenta di averlo capito dopo, perchè sono sicura che non avrei amato quel posto abbastanza se già l’avessi visto.
    questo piatto me lo ricordo, con delle linguine, quella sera di un anno fa. non c’era la rucola, non era freddo. te l’avevo raccontato che l’avevo mangiato a piraino, là in quel posto magico dove c’è il mio scoglio e tu me l’avevi fatto poi.
    E sì ok mi sto dilungando. il resto già lo sai.
    <3

  3. ok ho controllato, è tutto di stagione.
    la porzione mi sembra adeguata.
    puoi pubblicare senza spargimento di sangue quindi.

    la donna del monte ha detto si U.U

  4. pensare al pesce spada mi fa sempre uno strano effetto. Mi dispiace per lui, poveretto. Magari era un novello D’Artagnan.
    Ma a tavola non bisogna farsi prendere da istinti filosofici. NOn ho fatto così nemmeno quando ho mangiato la balena. Però…ricordo di essermi chiesto: ma all’Uomo, che diavolo è saltato in mente di dare la caccia alle balene? Voglio dire, aveva tutto a disposizione: galline, piti, tacchini, fagiani…cosa diavolo gli è saltato in testa per mettersi a cacciare un bestione del genere?

  5. Io questo piatto me lo mangerei subito. Sai che adoro il riso e ogni sua rivisitazione mi stupisce e mi soddisfa. Buonissima ricetta questa.

    E io con Dario ho sognato, pianto, mi sono sorpresa, spaventata.
    Lui è speciale, per ognuno di noi, perchè rappresenta e ricorda qualcosa di diverso ad ognuno. Profondo Rosso e Suspiria sono quei film che mi riguarderei mille volte, quando rimani da sola in casa e proprio non vuoi lasciar passare la serata senza un’emozione. Insomma, Dario Argento uguale per me tanti ricordi.

  6. Nel 1975 avevo 16 anni, e andavo al liceo. Eravamo tutti patiti della musica, Pink Floyd, ELP, Rick Wakeman, Jetro Tull, Deep Purple, Genesis, e tutto ciò che oggi si definisce Progressive Rock. E poi esce Profondo Rosso. E un mio compagno di classe aveva appena finito di costruirsi una coppia di casse con dei woofer da 60 cm di diametro. E si è comprato la colonna sonora dei Goblin. E provate ad ascoltare la canzone che tutti conosciamo, quella con il fischio, con delle casse con un woofer da 60 cm di diametro. Quando parte il basso che fa tun-tu-tutun tremano i vetri. E ogni volta che tremavano i vetri io rivedevo il viso dell’assassina nello specchio. Ho ancora i brividi.

  7. io non lo mangio il pesce spada! però che bello leggere di torino da due angolazioni diverse. 🙂

  8. Adoro il pesce spada… e questo abbinamento cin il riso mi intriga parecchio… Direi che anche questa ricetta si può fare! E magari poi ci riguardiamo pure Profondo Rosso… La prima volta l’ho visto a vent’anni, in un garage, eravamo una quindicina, alcuni si sbaciucchiavano, i ragazzi facevano gli imbecilli con noi ragazze e l’atmosfera non era sicuramente quella adatta ad un film del genere!

  9. Io pensa che Dario Argento l’ho anche visto mentre girava un film in via Montebello (Torino, per i non autoctoni) con Adrien Brody!
    Ho detto tutto.

    Luci ♥
    Max♥
    Titti♥
    Zeta♥

  10. sono in fase di recupero MA! ho letto tutto e intanto vorrei abbracciarti.
    mi è molto familiare la forzata astinenza dal disegno. una tortura. mi dimentico molto facilmente o perdo d’interesse riguardo alcune idee e per questo necessiterei di riportarle istantaneamente. e se sono sull’autobus e il formato richiesto dal disegno è di 50/70? non accade spesso ma è uno dei casi più drammatici.

  11. Sale il mio desiderio di visitare Torino. Nel nuovo anno mi organizzerò per andare a vedere la Juve, pur senza Del Piero ( momento di silenzio e disperazione). E seguirò tutti i tuoi consigli gastronomici!!!

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