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Un’insalatina di fagiolini, patate e mandorle dove manca la mela ma non la salsetta senapata

Ci sarà modo di fare un piccolo trip advisor all’interno del Gikitchen e quindi tediare l’universo circa i luoghi di ristorazione, bar e gelaterie da non perdere a Torino. Come faccio ogni anno del resto; che mette un po’ d’ansia scriverlo soprattutto quando in una stanza di albergo ti rendi conto (e le luci non sono affatto sbagliate. Anzi. Filtra ancor più luce che a 1.400 chilometri da qui dove ho solitamente dimora) che le zampe di gallina ci sono eccome. E quelli che erano tre capelli bianchi sono quattro. Segno che i nani da giardino beffardi sono venuti a trovarti durante la notte trascorsa tra bagordi post bicerin e hanno spennellato per bene cute e fili. Ho voglia di vedere Brave che per qualche inspiegabile ragione hanno tradotto in “ribelle”. Perché ha i capelli rossi e ho sproloquiato (anche semmai a sufficienza) per questa mia fissa visiva. Perché li ha ricci e ribelli e ha le efelidi. E mentre sfoglio Topolino che ha la principessa in copertina e leggo la recensione manco stessi sfogliando i Duellanti come l’intellettuale Nippotorinese sento anche la nostalgia di casa. Del gazebo. Dei Nani da giardino. Di SantasignoraPina. Della tavoletta grafica. Ecco perché è quella che mi manca maledettamente. Sì certo con l’ipad e Ibis paint senza parlare di Sketchbook pro si fanno tante cose. Sì certo anche con i mille moleskine e gli sketchbook di Tiger se ne fanno altrettante altre ma. Mi manca. Il suo filo attorcigliato a me come cordone ombelicale e la freddezza che diventa calore quando tutto prende corpo. Le linee. I punti. I colori anche se pochi. L’effetto di tridimensionalità mentre guardo la finestra che ho opportunamente filtrato con una  tenda tecnica perché lo spettacolo non è che mi interessi molto. Tranne quando la lava scende giù e sta per scoppiare la pioggia di cenere nell’azzurro violento del cielo. 

Ci sarà modo di fare un piccolo trip advisor dicevo e poi vabbè tra rughe, polvere di lava e cielo azzurro mi sono persa. Ma La Deutsche Vita (ne ho parlato qui qualche tempo e fa) si riconferma gestita da esseri adorabilmente tedeschi. Chi anche poco ha avuto la sfortuna di leggermi sa della mia zia tetesca (che adesso ha un pastore tedesco e la cosa chiaramente fa ridere solo me perché sono la stupida della famiglia) e del mio amore nei confronti di questo paese (tranne quando gridavo come un’invasata crucchimaledettiiiiiiiiforzaitaaaaaliaaaaa durante i mondiali e gli europei “sapete solo cucinare i crauttiiiiii noiciabbiamo i friarellllliii e la cicoriaaaaaa tiiiièèèèèèèè!!!” ma sono dettagli suppongo). Ci siamo seduti qualche sera fa. Nelle panche esterne perché nonostante a Torino ci sia stato un Natale precoce nei primi giorni di settembre la situazione pare essersi normalizzata (nel senso che è autunno inoltrato per una sicula) e abbiamo ordinato. Un plurale scenico perché io alla Deutsche Vita vado solo in veste di accompagnatrice purtroppo. Nel menù non è presente una voce che sia una adatta a me. Ho qualche dubbio fortissimo sui crauti; nel senso che non ho nemmeno chiesto se si potessero cuocere senza olio e magheggi ma alla fine seriamente: chi se ne importa? A disposizione difatti ci sono dei barattoli di cetriolini che mi sogno la notte. Sedici calorie per cento grammi. Anche quando te ne mangi nove chili hai assimilato pochissimo, hai un alito pestilenziale che ti provocherà asocialità che è sempre una cosa bella e crampi e spasmi e.
E mica l’ho capito davvero se mi piace o no il cetriolino. Lo dicevo davanti alle facce sbigottite di: nippotorinese, sacra dottoressa suocera, bellissima cognata socia Piola. Senza pudore ho sostenuto con convinzione che non sono davvero sicura del fatto che mi piacciano i cetriolini. E che albergano in quel confine labile e pericoloso (oltre che pericolante) dove stanno i finocchi. Non ho davvero mai capito se i finocchi mi piacciono davvero oltre al turbamento fisico che mi provocano proprio come i cetriolini (anche i peperoni eh. Ma di quelli sono sicura. Mi piacciono davvero e molto e sul gusto punterei qualsiasi cosa. E sì mi sono persa la Sagra del Peperoni di Carmagnola nonostante in albergo continui incessantemente a rigirarmi nella vasca da bagno emulando Superman nella cabina telefonica. Non mi trasformo. Non mi sdoppio. Non riesco ad avere il dono dell’ubiquità. Perché?).

Insomma per dire che quella seduta che mangiava cetriolini dal barattolo in vendita sopra la cassa ero io. Ed ero la stessa che ha chiesto alla bellissima (perché santo cielo bellissima davvero è) co-proprietaria che fino avessero fatto quelle senapi deliziose dello scorso anno (ne ho parlato qui e tantissime altre volte in questo pozzo di ricordi e vaneggiamenti che rileggerò quando mi ricovereranno in un reparto psichiatrico. E quindi a breve).
Una spiegazione del tipo “sono scadute. No posso vendere. Io porto”. E mentre buttavo giù cetriolini il nippo mi invitava alla maturità e coerenza e cercava di fermare questa bulimia cetriolosa, all’improvviso mi sono vista recapitare al tavolo due barattoli di senapi. Una al mango e una ai frutti di bosco. Le stesse dello scorso anno. Le stesse che erano state preparate da due simpatici signori che giravano l’Italia per reperire i prodotti freschi e insenaparli in barattoli che le due proprietarie della Deutsche Vita avevano conosciuto al Salone del Gusto.
Scadute da qualche settimana e quindi ad Agosto vengo rassicurata sul fatto che sono ancora buone ma che ahimè per le leggi vigenti lei non può più venderle. La prego di farmele pagare e ricevo un secco no. Inutile dire ordunque che giuro amore eterno mentre il Nippo si sfonda (termine poco elegante ma adatto alle circostanze) di frittelle con patate e mele (che non vedo l’ora di riprodurre appena a casa. Ho pure dedicato loro un servizio fotografico improvviso con iphone. Devo solo trovare tre minuti) servite con una deliziosa (il nippo ha fatto scarpetta e sbavato lungo tutta via Barbaroux) salsetta di mirtilli (ha detto che era molto simile alla mia ma diversa. E in quel diversa con sorrisetto ironico ho colto il suo essere gentleman che tanto amo. E pensavamo ci sarebbero state benissimo anche le cipolle caramellate, chi volesse dare una sbirciatina deve solo cliccare qui. E qui per i mirtilli ma è un’altra cosa vabbè) e una composta simili purea di mela (ed io quest’anno a Torino ho davvero imparato moltissime cose sull’utilizzo della mela. Basteranno dieci anni per trascrivere tutto? Non penso). Non contento ha accompagnato le due frittelle di patate e mela a due bellissimi ed enormi würstel bianchi da spellare sotto consiglio del gentilissimo cameriere (che già lo scorso anno avevo adorato) e un bel malloppotto di crauti con il cumino.
Tutto questo per dire che adesso in questa insalata di oggi io aggiungerei la mela. Tadan! Colpo di scena!

Sì perché la patata con la senape non c’è neanche bisogno di dirlo è un connubio vincente. La patata con la mela altrettanto e ce lo insegnano i polacchi (ti ricordi l’insalata polacca? Clicca qui se no o semplicemente se ti va. C’è pure la fumetto ricetta. Poi vabbè c’è pure la scacciata con le patate classica sicula che io impazzita ho rivisitato con la patata. Clicca qui nel caso volessi dare una sbirciatina. Ahhhh vero!!! e la mela con il maiale freddo? vabbè la smetto).
La mela con i fagiolini è ottima (e l’ho sperimentata per sbaglio durante una trasferta in quel del Crudo, nuovo locale a Torino dove spesso ho stazionato. Anche con Bestiabionda) e insomma sì.
Fossi a casa rifarei questa insalatina che ho proposto al Nippotorinese prima di partire e aggiungerei tocchetti di mela. Per i più impavidi (anche se non fidarsi di me è cosa buona e giusta) rimane un’idea da prendere in considerazione. Mettiamola così.

A  me l’insalata di fagiolini e patate ricorda la mia mamma quando ancora andavo al liceo. Ma proprio i primi anni. Mamma preparava sempre questa insalata di verdura. Sempre. Ed io mi lamentavo perché il fagiolino era troppo molle e la patata troppo dura e cruda come piace a lei. Quando l’amido ti si conficca in gola e rischi il soffocamento insomma. Poi vabbè non la mangiavo mai perché ad attendermi c’era sempre il mio solito panino pomodoro-mozzarella e novechilidimaionese o pacchi di cipster o otto chili di pane casereccio caldo con la nutella ma.
Ma me la ricorda terribilmente (non che ci sia una pietanza al mondo che non lo faccia ma è inutile ribadire che alcune di più).
Faccio spesso come da tradizione questa insalata al nippo proprio perché tale madre tale figlia (è difficile emularla nel mio caso essendo lei la migliore). Leggermente rivisitata e in chiave “moderna” perché la croccantezza della mandorla è una perversione del terzo millennio, diciamolo. Se non ci infili qualche cosa di “inusuale” in un’insalata semplicissima non sa di “fudbloggg” e non si è “autorevoli” in cucina (risate registrate). Faccio lessare i fagiolini in acqua bollente e salata e lo stesso faccio con le patate (che se me le dà la nonna,  quelle della Calabria dei nostri parenti della Sila, è meglio) e poi servo con una salsetta preparata in una ciotolina mischiando due generosi cucchiai di maionese con uno di yogurt magro senza zucchero e un cucchiaino abbondante di senape (indicativamente queste le proporzioni ma dipende dal gusto. Nel caso quindi assaggiare sino a renderla piacevole soggettivamente al palato) e via. Salsetta liquida su fagiolini e patate. Pioggia di mandorle e se ci si fida pocopoco di me anche tocchetti di mela. La mela ovviamente tenderà ad annerire. Per essere sicuri si potrebbe lasciare macerare leggermente nel succo di limone ma non so se con la senape e tutto il resto contrasti eccessivamente. Al massimo si introduce giusto qualche secondo prima di servire.

L’anno scorso mi ero ripromessa di preparare, basandomi sugli ingredienti adoperati e trascritti nell’etichetta delle senapi della Deutsche vita, tutto il catalogo delle senapi fruttate e poi vabbè. Non ci sono riuscita. Ma davvero vorrei poterlo fare non appena a casa. Poi c’è anche questa voglia di imbarattolare ricordi. Fare conserve di tenerezze da aprire nei momenti tristi e servire caldo e freddo a secondo di quello di cui si ha bisogno. E in questa voglia di imbarattolare la senape c’è e risulta anche un bisogno prepotente.
Che poi perché non fanno il gelato di senape? Me lo sono chiesta mentre mangiavo il sorbetto al pomodoro e basilico da Pregio, una nuova gelateria dove fanno anche gelati salati. Ma di questo si sproloquierà alla prossima puntata (perché purtroppo è una telenovela ripetitiva, senza senso e infinita questa).
( e scrivere post con l’ipad è scomodo. Bisogna solo farsene una ragione)

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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23 COMMENTS
  • ђคгเєl 08/09/2012

    baciami subitoooooooooooooooo

  • Katia 08/09/2012

    E dire che io alla Deutsche Vita non ci sono ancora andata. Ogni tanto mi dico che, ma poi. Prometto di andarci. E ti penserò, quando azzannerò anche io quintalate di wurstel e frittelle di mele e patate.

  • ђคгเєl 08/09/2012

    oggi son tutti al mare?????
    allora….andiamo a vedere Brave???? non so perchè ma piace molto anche a me quella tipina riccioluta rossa..voleva metterla nel profilo di fb..pensa te!!!!
    hai 4 capelli bianchi??? …io li taglio alla radice..così non li vede nessuno..e sono più di quattro. Chissà quanti non vedo -.-” ..e magari li vedono gli altri perchè son di dietro!!! grrrrr
    ma ste foto le ha fatte il nippo???? sono MERAVIGLIOSE!!!!!!!
    e vabbè..io poi adoro le tue mani..sono di parte mi sa <3

  • scusa. “ribelle”. andiamo ad appiccare fuoco agli studios per favore. perché appena ho visto il trailer di un personaggio con la montagna di capelli rossiricciinfiniti. e le efelidi (quanto è elegante questa parole). io sono impazzita. e poi chiamano il film “ribelle”. sto dando il tormento a chiunque sfiori l’argomento. da “the brave” a “ribelle”. non lo posso accettare, davvero. ho bisogno di un calmante.
    dovrei fare un commento più o meno ad ogni paragrafo ma dannazione non ce la faccio.
    senapi fruttate e gelati salati. sto sognando vero?

  • Wish aka Max 08/09/2012

    Quand’anche esistesse, il gelato alla senape te lo magneresti te e quelli da’a palazzina tua, capito cì? 😆

    E i sentimenti che nutri per la tavoletta grafica sono gli stessi che mi legano alla mia amatissima motina, con la quale finalmente potrò andare in pista lunedì prossimo. E sì, documenterò la giornata sui maggiori social, Instagram in testa. E poi ci faccio anche un post. E faccio tante foto. E ho anche comprato il top delle frocerie, occhiali con telecamera che vanno sotto il casco, per fare le riprese in soggettiva. Una figata bestiale.

    • tittisissa 08/09/2012

      Il top delle frocerie?? Muahahahahahah 😆

    • gluci77 08/09/2012

      Ti prego Max, gli occhiali con la telecamera nooooooo!!!! Truzzata!!!!!

      • Wish aka Max 08/09/2012

        Vabbè ma me li metto in pista, mica per strada (non è vero li ho messi per strada per provare e posterò video di velociraptor in motorino) 😆

  • tittisissa 08/09/2012

    Deutsche Vita? Deutsche Bank? Mmmm… No. Grazie!

  • marikapi 08/09/2012

    Ma io lo voglio subito questo piccolo trip advisor su Torino, così adesso che risalirò al norde mi sentirò meno persa 🙂

  • apity 08/09/2012

    Adoro le tue unghie nude.

    Scappo che sono di fretta, ma poi leggo!

  • gluci77 08/09/2012

    Ma lo sai che l’Ingeriminese quest’estate è diventato un patito di Trip Advisor?!?! Ha pure ottenuto il suo primo distintivo, al momento risulta “contributore”… Per quanto riguarda l’insalata di fagiolini e patate, ne mangerei a tonnellate, l’adoro…e anche a me ricorda serate estive, quando ero bambina, e una ciotola bassa e grande, dai bordi leggermente ondulati e un po’ sbeccata, ma per me bellissima…

  • pesopiuma 08/09/2012

    Oh, i cetriolini. Sono scalorici, li adoro per questo. Stasera provo la ricetta, fidandomi di te come fossimo nella famosa scena sul Titanic. (Tanto, se cado in acqua, provoco l’onda anomala, quindi non mi preoccupo)

    • Wish aka Max 08/09/2012

      Da me dovresti cortesemente fornire il nome del prossimo ministro per l’istruzione, serve per il comunicato stampa… 😉

  • bestiabionda 08/09/2012

    Secondo me la mela ci sta bene sì.
    D’altra parte la mela mica è uva. Che si sa, la senape sull’uva proprio no XD

  • ninatrema 09/09/2012

    Donna fantastica, proveró la tua insalata e adoro le tue mani in rosa 🙂

  • E questa la preparo subito, che è stata una lunga giornata di una serie di lunghissime giornate e sto cercando di recuperare tutto. Pian piano arrivo*

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