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Il Precipizio sopra le Nuvole – Fang Lijun ( Gam Torino)

Esco sempre sconvolta dalla Gam. Quando riesco a uscire, intendo. Perché vorrei stare lì non soltanto un giorno. Ma attimi di sempre. Sedermi lì. Con foglietti e ipad, adesso. Sedermi. Cominciare a disegnare. Alzare gli occhi. Guardare. Abbassare. Ricominciare. Continuare. Mai finire.

Si possono dissolvere le mie ceneri lì? Anche nella pattumiera poco avanti all’entrata sarebbe tanto per me.

Quest’anno però con le visioni di Fan Lijun mi è venuta una malattia. Sì. Come se non riuscissi a respirare. Come se le gambe si paralizzassero e non riuscissero ad articolare bene. Già estasiata dai disegni di Mosso e dal percorso. Già piena di Chagall, Gattuso e l’adultera che avevo già visto e che ritrovare mi ha reso felice. Già ascoltare un critico poco distante da me. Sentirne le sensazioni. Le confidenze. Anche solo il respiro dell’attesa . Quell’intervallo di tempo che giri la porta e trovi ancora mondi e mondi e mondi.

Non ero pronta a Fan Lijun. Alla sua maestosità e grandezza. Alla sua esagerazione visiva. A quel grido di colore dell’ultima stanza. Dopo aver attraversato pareti enormi di bimbi mai nati o forse-chissà, sulle ali di un insetto.

Tre anni prima della rivoluzione culturale in Cina nasce Fang Lijun, esattamente nel 1963. Incoraggiato dal padre inizia a dipingere all’età di cinque anni e si diploma a Pechino poi nell’Accademia. I fatti del 4 Giugno del 1989 a Piazza Tian’anmen segnano profondamente la visione e il pensiero dell’artista. Nominato Ambasciatoe di Pace e Sviluppo e patner ufficiale del programma di sviluppo delle Nazione Unite di Cina regala al mondo le sue visioni assolutamente pazzesche, spettacolari, teatrali in un surrealismo travolgente.

E se è impossibile carpirne ogni singolo dettaglio a meno che di non impiegarci una vita, quanto si può realmente comprendere di una visione così dettagliata, precisa e molte volte ricorrente visto che i volti dei bimbi sono quasi un’ossessione? Certo si gioca sull’impatto visivo a tratti “esagerato” ma quello che mi ha colpito e che è entrato dentro è stato l’uso dei colori. Mischiati al bianco e nero ed esplosi.

Proprio come una bomba. In una cartolina monocolore che imbratta tutto.

Mi è rimasto dentro e nella testa Lijun. L’ho trovato a tratti divertente ed infantile, a tratti moderno sino poi a diventare “grande”, antico come se appartenesse a qualcosa di passato. Che c’è sempre stato.

Io sono esagerata. Teatrale. Scenica. Sconvolgente non sempre nel significato positivo. E nonostante mi piaccia sempre l’esatto contrario di quello che sono, stavolta la similitudine mi ha colpito e. E Lijun è diventato musa.
Lucio Fontana- Rosario di Santa Fe 1962
Lucio Fontana- Rosario di Santa Fe 1961

Renato Guttuso – Gente in strada 1956-57

 

Renato Guttuso – Candela e pacchetto di tre stelle 1940



Yves Klein – Portrait Relief of Claude Pascal 1962
Mimmo Paladino – La virtù del fornaio in carrozzo 1983 ( uno dei miei preferiti)

Francesco Mosso – La femme del Calude 1877 . Una delle visioni più belle mai viste


Fortunato Depero – L’aratura 1926
Otto Dix- Matrose Fritz Muller aus Pieschen 1919

Francis Picabia – The kiss 1923 ( spettacolare)

Fang Lijun 2009 Spring 140×180Fang Lijun – 2005-2007 cm 400×1750
Fang Lijun 2008.5.1 cm 250×360



Fang Lijun 2009-2012 cm 120×270

” Voglio che i miei dipinti siano come una tempesta e che quando li guardi suscitino un effetto così travolgente da lasciarti a chiedere come e perché ” Fan Lijun


Fan Lijun 2006.1.1 xm 179.5×138.6






Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
14 COMMENTS
  • girati 16/09/2012

    Quello delle reti gettate in mare mi piace assai!!
    G

  • certo che se fa venire i brividi solo in foto. taccio.

  • apity 16/09/2012

    Io questo post, questi dipinti me li imprimo nella mente.
    Io che studio Arte seriamente, non conoscevo molti di questi nomi, ma ricordarli, ricercarli, conoscerli mi farà solo bene.
    Mi arricchiranno. Mi hai arricchito.
    Grazie.

  • bestiabionda 16/09/2012

    quante farfalle. vorrei essere una farfalla.

  • Wish aka Max 16/09/2012

    A cì però ‘a prossima volta falle, du’ foto! 😆

    Quando verrai a Roma DOBBIAMO andare insieme ad una mostra di pittura. Qualsiasi. Voglio parlare con te per ore di sensazioni e di brividi che innescano le immagini. Ah. E io sempre in quel posto speciale ti devo portare. Perché guarda caso c’è un quadro.

    • Paola D. aka paolaquelladelparchetto 16/09/2012

      “A ci’ ‘a prossima volta falle du’ foto” rimarrà nella storia! 😀

  • Luci 16/09/2012

    Bellissimo… Guttuso lo adoro, poi Paladino, Depero, Fontana… Questo è un posto dove vorrei tanto andare con mamma e babbo… Buona domenica stellina, tanti baci!

  • Bea 16/09/2012

    che bella persona sei, non mi stancherò mai di dirlo… e in ogni tua pagina-immagine-pensiero-idea-parola ne ho la conferma…

    e nonostante tutti i tuoi discorsi sull’amicizia, posso dire con certezza che
    io una come te la vorrei come amica eccome

    ma va bene anche così, da lontano e da vicino

    e grazie anche per questo

  • Questi dipinti che avvolgono e risucchiano, immagini dentro immagini dentro immagini finché l’occhio riesce a cogliere, e grandiosi, maestosi, mi suscitano un po’ di terrore. Insetti e neonati sono soggetti un po’ ostici per me. Ciò nulla toglie alla forza impattante dell’arte, nel suo dettaglio, nella sua energia. Io poi sono una di quelle che si perde nei musei, che si immobilizza come una falena davanti ad un lampione ad osservare qualcosa non sapendo bene cosa. E. Wow. Sempre wow.

  • Il correttore missa’ che ti ha cambiato Guttuso in Gattuso…

  • pani 16/09/2012

    da restarci delle ore. E sono sempre più convinto che in certi posti bisognerebbe andarci da soli in modo che se si vuole restare fermi davanti ad un particolare, ci si resta. Anche tutto il pomeriggio

  • lacinzietta 16/09/2012

    Splendido. Ho provato sensazioni molto simili in alcuni musei che ho visitato qui. E credimi, altro che teatrale, non volevo uscire piu’!

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