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Polpette di Karen Fingerhut e Oliver Rouault

Ho più volte parlato all’interno dei post, preparazioni ed elaborazioni di questi libretti editi da Guido Tommasi divisi per gustose e particolari categorie. Con l’avvento della Libreria di Iaia (che se ne poteva fare pure a meno lo so) però posso sistemare tutto in maniera molto più ordinata. E così sia.

Ho deciso di cominciare dal volumetto dedicato alle polpette perché è stratosfericamente bello; e si potrebbe non aggiungere altro. C’è quello sulle Madeleines, Yakitori, Torte di Mele, Tartares e Vellutate e. E faccio sicuramente confusione perché non tutti sono della stessa collana pur avendo formato e tipologia di edizione pressoché identica. Questo graziosissimo volumetto  che si aggira intorno agli 11 euro è una raccolta di ricette polpettose saporite tradizionali ma al tempo stesso innovative ed etniche con quel fusion che non è più così con-fusion. Per tutte le occasioni si potranno propinare polpette. Che sia per un buffet, appetizer, brunch o vero e proprio primo piatto perché no?! sino ad arrivare a secondi e contorni e dolcetti. Perché sì ci sono tantissime elaborazioni di polpettine dolci. Quelle indicate le ho fatte praticamente tutte e confesso che sono diventate muse per altre ed altre ancora. Le dosi sono eccezionali e le spiegazioni semplici e senza fronzoli. E’ un libretto non troppo patinato, esagerato e pretestuoso e ha un formato sorprendentemente comodo perché va detto che in un libro di cucina si apprezza certamente moltissimo la qualità delle foto e spesso i grandi volumi sono meravigliosamente belli ma.

Ma ahimè quando li si deve trascinare tra microonde, forno, cucina e soggiorno, la bellezza viene quasi dimenticata. Comodo con una copertina rigida che grazie al cielo non si sporca (ci si può pure passare una pezza bagnata nel caso succedesse un pasticico come è accaduto a me), conta ben sessanta pagine e qualche consiglio utile per quanto concerne la preparazione base e classica delle polpette.

Queste rassicuranti palline che vanno bene per le più disparate occasioni. Sono dolci e tenere e spesso ispirano simpatia anche ai bimbi più renitenti alla carne o al pesce (ottimo modo per propinarglielo tra l’altro) e comode. Perché ecco quando si ha qualcosa di avanzato tutto si trasforma in polpetta. Mia nonna ad esempio gli avanzi del giorno li ha sempre trasformati in adorabili palline. Credo abbia fatto pure polpette di suppressata e polpette di gnocchi con la ‘nduja ma credo non sia attinente a tutto questo (o forse sì?) .

Il volumetto non è che vale soltanto il prezzo, ma va proprio preso ad occhi chiusi. Fosse solo per la geniale copertina con una varietà polpettosa estetica che ti fan venire voglia di accarezzare le pagine e andarci a dormire abbracciato (del resto quando un libro, e quello che c’è dentro, ti piace davvero tanto si ha sempre voglia di abbracciarlo e di dormirci su per paura di separarsene. Ricordo che la prima volta è successo con Piccole Donne).

Polpette di formggio di capra con i semi di papavero, polpette di riso con la mozzarella, bocconcini di pesce alla noce di cocco, polpette che sembrano crocchette, polpettine con la menta, polpettine di gamberi alla marocchina, polpettine di agnello, polpettine di patate e pancetta, polpettine di carne e cavolo, polpette di polenta, polpette di cioccolato con salsa di arancia, polpette di corn flakes al cioccolato, polpettine di mandorle e pistacchi e davvero molte altre ancora.

Certo per la polpetta basta davvero un po’ di fantasia, nonostante chiunque apprezzi indiscutibilmente anche la versione tradizionale (se non vi capita una Iaia, certo), ma vale davvero la pena possedere questo gioiellino. Il prezzo è basso e la qualità delle foto ottima. Gli impasti sono perfetti e non vi è neanche una consistenza che lasci perplessi. Le ricette si vede che sono davvero provate e riprovate e non gettando a caso ingredienti.

Un lavoro delizioso e un compagno di viaggio fidato. Oltre al pollice in alto pure una piccola ola con tanto di ip ip urrà evviva le polpette!

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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