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Tre righe una Storia – Pupilla

Paolo si fermò alla rotonda e la fece dodici volte. Aveva appuntamento con Max alle 13.13. Elisa e Giulia uscivano da lavoro poco dopo e si sarebbero incontrati tutti al bar vicino alla fermata della metro.

I capelli biondi di Giulia si mossero un po’ con il vento mentre Elisa faceva delle foto a un gatto sopra il tetto. Squillò il telefono. Era Max. Avrebbero ritardato perché Paolo voleva fare altri giri della rotonda per testare dopo quante volte gli sarebbe scoppiato realmente il mal di testa.

Giulia sbuffò e continuò a ticchettare sul suo iphone messaggi a una che seguiva su internet ma che continuava a ignorarla per inspiegabili ragioni. Elisa cercava di non perdere il gatto e del profumo di cake pops alla cannella arrivò. Giulia capì subito che la sua omonima Pulcetta era proprio dietro le spalle. Manuel l’aveva lasciata poco isolati più in là e lei con il suo vassoio pieno di dolcezze procedeva spedita.

Max e Paolo ritardano.

Altre rotonde? sì.

Il gatto sul tetto correva troppo veloce mentre Elisa perdeva i conteggi di apertura diaframma e bottoncini a caso. Giulia si sedette sulla panchina, diede un morso al buonissimo dolcetto di Giulia dai capelli morbidi e fluttuanti come i suoi ma nella nemesi del colore e.

E si guardarano chiedendosi “Giulia?”.

La terza che poi così non si chiamava.

La solita, scrollò le spalle la bionda.

Stai tranquilla, fece l’altra, mettendole una mano tra i capelli e cercando di distrarla.

Max e Paolo arrivarono e lo capirono dal pipiiii del clacson. Alla radio ascoltavano un pezzo di Paolo al pianoforte. Elisa si fece largo afferrando un dolcetto e porgendone un pezzetto a Paolo, che lo inghiottì velocemente dicendo che era buono ma si aspettava delle caramelle all’anice.

Partirono e andarono.

Non era notte ma lo diventò. Non c’erano le stelle ma apparvero per poi nascondersi tra nubi enormi e dense. Piovve. Fortissimo.

Paolo spense la radio, Max finì di mangiare un dolcetto, Giulia smise di ticchettare, Elisa non guardò più le foto del gatto sul tetto perché inspiegabilmente l’animale non compariva mai e Giulia riattaccò il telefono con Manuel.

Cosa sta succedendo?

Procedeva lento un clown in quella strada. Proprio davanti a loro. Max alzò il finestrino, Paolo tranquillizzò le ragazze mentre non riusciva a mettere in moto. Giulia cominciò a comporre il numero di Manuel. Elisa abbracciò la bionda con tutta la forza che aveva.

Il clown procedeva lentamente ma deciso proprio dritto davanti a loro. Inarrestabile e imperturbabile mentre la macchina era ferma e il motore non accennava a mettersi in moto.

Il clown si tolse la parrucca.

Poi si impastricciò il viso lasciando il cerone ovunque nella mano.

Rise più forte tanto che si poteva sentire il suono anche attraverso i finestrini chiusi e Max si girò dietro verso le ragazze. State tranquille.

Paolo non riuscendo a dar vita alla sua fedele compagna di rotonde si arrese, si voltò verso Giulia e le chiese un dolcetto.  Masticò lentamente, scrollò le spalle e guardò fisso il clown negli occhi.

Erano verdi. Verdissimi che quasi sembravano gialli e la pupilla ricordava quella di un gatto. Non quello sul tetto scomparso che non abitava più nelle foto di Elisa. Perché ecco proprio quello comparve zigzagando dietro i piedi del pagliaccio.

 Elisa indicò. Giulia capì. L’altra Giulia passò un dolcetto a Paolo che con la mano faceva segno per averne un altro mentre Max.

Respirando emetteva frasi rassicuranti, che avrebbero avuto effetto se il clown improvvisamente non fosse diventato alto più dell’albero e largo più della strada.

Videro solo il piede enorme quando arrivò al cofano. Poi si abbassò e la pupilla diventò l’unico quadro visivo che si parò davanti ai loro occhi. Paolo abbassò il finestrino e chiese: posso fare l’ultimo giro in rotonda?

Max apprezzò e abbassò il finestrino alla sua destra chiedendo: e io in moto?

Le ragazze si guardarono. Si strinsero. E mandarono un messaggio. L’ultimo. Masticando gli ultimi cake pops rimasti.

Almeno quelli il Clown non li avrebbe mangiati.

pasticcio realizzato con Ipad

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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