Home / Halloween  / Tre righe una storia (3)

Tre righe una storia (3)

Volteggiava sull’altalena sospesa sotto il tendone del circo a strisce bianche e rosse mentre alberi neri si attorcigliavano poco distante sopra le roulotte. Aria era uscita con il suo tigrotto al mattino, adoperando quell’orrendo collare fucsia che le aveva regalato il mangiafuoco a corredo della corte serrata che continuava a mostrare senza remore, nonostante tutti i rifiuti.

Rifiuti di uscire. Di andare a prendere un gelato. Di elargire baci e abbracci. Ma mai di ricevere regali.

Il collare fucsia con i brillantini era solo una sciocchezza se paragonato all’auto color lilla che le aveva intestato, al gioiello dal valore di un camper iper lusso e a qualche diamantino che ad Aria piaceva sfoggiare al mattino. Comoda la vita del circo e del mangiafuoco per prendersi gioco degli usurai. Non c’era da stupirsi però se gli mancava già un braccio, ma sapeva comunque destreggiarsi con il calice infuocato adoperando l’altro, e un piede, ma sapeva camminare seppur in maniera scoordinata.

Ho dato mani e piedi per lei, diceva quando ubriaco vagava tra le diverse case mobili dove agli stendini erano appesi tutù con strass, abiti da pagliaccio, tute in lurex e costumi da cigno.

Il Nano prese il caffè seduto sugli spalti mentre Acqua, gemella di Aria solo fisicamente e non di cuore, volava su quell’altalena composta da fili invisibili d’acciaio. Una rete sotto troppo spessa per il corpo gracilissimo di quell’angelo fluttuante. Sarebbe bastato un incarto di caramella composto da carta velina per sorreggerla.

Marco, quello che vendeva pop corn vestito da coniglio, alzò la testa e guardò il nano. Allungò un pacchetto di quelli dolci caramellati con lo zucchero che nessuno mai voleva ma che la Signora Anna si ostinava a preparare chiusa dentro il suo gabbiotto che odorava di mais scoppiato, e si sedette accanto a lui.

Il Nano posò per terra la tazzina di caffè, guardò fisso Marco sgranocchiando due pop corn zuccherati e sentenziò.

Fanno Schifo. Uno Schifo assoluto.

L’altro annuì.

Passarono giusto due minuti quando un corvo di grandezza spropositata entrò nel tendone. Fece perdere l’equilibrio ad Acqua inizialmente e il Nano urlò. Di seguito lo fece Marco e anche la Signora Anna uscendo dal gabbiotto e appestando il tendone ancor più con l’odore nauseabondo.

Tre urla. Tre grida diverse e poi il corvo.

Fortissimo e penetrante. Perforante.

Colpì l’addome di Acqua e il sangue schizzò fuori come da una fontana. Finì proprio sui pop corn. Il volatile tornò indietro e con ancor più forza colpì la giugulare e picchiettò come fosse un tronco di albero e lui un’altra razza. Fortissimo. Emettendo un rumore come una risata.

Il Nano piangeva. Marco guardava i pop corn insanguinati e la Signora Anna svenne ma prima tentò di rianimarsi mangiando una mentina che teneva sempre in tasca.

Una gamba di Acqua cadde sulla rete. Poi subito un braccio. Il suo tronco rimaneva attaccato perché il braccio coraggioso di Anna continuava a tenere ben stretta l’altalena di paura dove si dondolava.

Il Corvo si allontanò. Per rientrare ancora più violento e prendere di mira il cranio. Lo perforò e le cervella di Aria divennero pop corn fluttuanti nell’aria che cadevano tra gli spalti.

Il Signor Mario avrebbe avuto molto da pulire prima che cominciasse lo spettacolo.

Se ti fa piacere leggere altre tre righe…e una storia:

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
15 COMMENTS

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi