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L’uovo fantasmoso in camicia

Questo uovetto mostruoso è nato per caso. Che io sia leggermente in fissa con le uova chi mi conosce un minimo lo sa. Non le mangio ormai da (cinque-sei?sette?) anni e ho dedicato loro anche uno dei miei dodici progetti visivi fotografici: Eggland, messo da parte per un futuro migliore (si spera).

Dal significato delle uova e dal loro trasformismo nascono germi di storie e favole nere. Sono indiscusse protagoniste dei miei incubi ma anche di tenerezze ai limiti del kawaii. L’uovo, come la vita e il significato stesso, cela in sè un genio non replicabile. Oltre a essere uno degli incontestabili sovrani della cucina lo è della creatività in genere.

Con l’uovo non si finisce mai di creare, plasmare e interrogarsi. Sì perché domandarsi cadendo in abissi di ragionamenti se è nato prima lui (e ci scommetterei tutto) o la gallina, si finisce pure per chiedersi quante svariate forme di vita possa far nascere.

L’uovo è una farfalla e un relax tra tuorli che prendono un drink. E’ una moltitudine e infinità (qui alcuni miei scatti dedicati a Eggland).

L’uovo in camicia mi ipnotizza. Sto lì ferma immobile cercando di carpire cosa si disegnerà nell’acqua bollente. Quale forma assumerà. Se il tuorlo reggerà all’impatto e se il bianco si attorciglierà, annegherà o si romperà.

Non penso a nulla in quei sei minuti ma si manifesta una sensazione che raramente provo: la curiosità. Perché non lo sono mai stata, curiosa, se non moderatamente e per cose “poco comuni”. In maniera nettamente “violenta”, mi piace definirla così, lo divento davanti alla formazione di qualcosa. Quando nasce una storia, arriva un personaggio a raccontarmi cosa sta vivendo, facendo, sognando. E tutte le volte. Tutte. Dell’uovo in camicia accade.

Quando è arrivato questo mostro gerinoso è stato amore a prima vista. Non aveva ancora gli occhi che poi gli ho donato con due olive e del ketchup rosso ma sapevo che sarebbe stato un nuovo amico. Che lo avrei ricordato per sempre.

E subito ancora caldo e piagnucoloso appena nato l’ho messo lì sul piatto nero perché era chiaro che sarebbe finito su un tovagliolo arancione per trovare luce a Halloween. Al Nippotorinese piace molto l’uovo in camicia e pur non abusandone con un contorno di piselli, qualche verdurina grigliata o semplicemente un’insalatina, magari esotica e particolare, rimane uno dei suoi pranzi preferiti semplici e senza pretese.

E lo amo immensamente quando prima di far scomparire la nuova creatura appena arrivata dentro il suo panciotto (vivono tutte lì) mi guarda e mi dice:
Raccontami di lui.
E io gli racconto da dove arriva. Di cosa ha paura. Cosa vorrebbe e cosa no.

Poi pensiamo sempre la stessa identica cosa; ovvero a quando potremmo raccontare e inventare creature magiche uovose con un nanetto spelacchiato.

Nelle uova in camicia ci sono mondi inesplorati troppe volte. E’ un bene percorrerli. Subito. Senza perder tempo.

Niente salato, più voglia di dolce? Uhm e allora perché non riproporre i cupcake di zucca con copertura di formaggio?! Ottimi! Davvero ottimi e di facilissima realizzazione (come tutto quello che è qui del resto).

Clicca qui anche per la versione “torta”. Queste dosi sono indiscutibilmente perfette. L’impasto non risulterà umido ma neanche troppo compatto. Sarà gustoso ma non eccessivamente “zuccoso”. Una torta da fare e rifare e “condire” in diversi modi. Che sia glassa, crema di burro, crema di formaggio o colata di cioccolato.

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Su Le Ricette di Halloween.it ho raccolto tutte le elaborazioni preparate al Gikitchen con Maghetta Streghetta in versione Zombie.

Non ho ancora inserito quelle di quest’anno (noncelapossofare) ma nel caso si volesse dare una sbirciatina per spunti, idee, mise en place, apparecchiature, frizzi e lazzi si deve solo cliccare qui>>>> 

Le Ricette di Halloween *****

Ti va di scrivere un racconto del terrore,disegnare una storia, registrare un file audio o dare libero sfogo alla tua creatività e fantasia? Sederti intorno al fuoco la Notte di Halloween con me e tutti i miei amici per far scorrere qualche brivido e soprattutto risate? Clicca qui e vedi come partecipare. Ti stiamo aspettando!

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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13 COMMENTS
  • La magia della condivisione, quella della creazione e quella dello stupore…tutto questo è fantastico e “raccontami di lui” a me fa piangere, ma ti rendi conto?

  • bestiabionda 20/10/2012

    vorrei che, appena hai dueminuti, lo racconti anche a me di lui.
    ha un faccino indimenticabile, davvero.

  • mi sono venute in mente quel solito tappo di idee che vorrei raccontarti ma non ne riesco a far uscire nemmeno una. mh,
    racconta ancora. questa è come una favola della buonanotte, non saprei farne a meno.

  • gluci77 20/10/2012

    A parte il fatto che quella momiji mi assomiglia e l’ho già detto mille volte…forse perchè vorrei che guardandola pensassi a me… Anche per me l’uovo è sempre stato e sempre resterà qualcosa di incredibilmente affascinante; lo penso ogni volta che separo l’albume dal tuorlo. Buonanotte stellina, a te e al Nippo. Sarà bello, vedrete, avere qualcuno a cui regalare tutte quelle storie…

  • pani 20/10/2012

    Ah! Questi sono super. Mi verrebbe voglia di mangiare il monitor.
    A me piaceva preparare l’uovo in camicia, ma ancora di più la frittata, con mia nonna. Frittata con cipolla qualche volta.
    L’altra mia nonna invece me li faceva bere. Ed erano buonissimi!
    Ogni tanto mi fermo a riflettere ed a meravigliarmi sulle uova ma mi succede anche con altro. Mercoledì per esempio, mi sono entusiasmato davanti ad una banana ed ho iniziato a discutere di quanto fosse un frutto strano e buffo. Ed ho coinvolto i miei colleghi in questa discussione per arrivare a concludere che un po’ tutti i frutti sono buffi e strani.
    Ma le uova…ricordo ancora la faccia stupita dei miei figli quando Tappa e Rella si sono appollaiate sopra la casetta e una di loro ha fatto un uovo. L’uovo è rotolato giù dal tetto: drudrudrudrudrudrun…puf. E caduto nel prato e non si è fatto niente.
    E mia figlia con la bocca aperta:
    “Ha fatto l’uovo…papà…ha fatto l’uovo…”
    Così voglio rimanere, con la bocca aperta e lo stupore negli occhi, anche davanti ad una zucchina o un uovo di lucertola

  • pani 20/10/2012

    e la barchetta di San Pietro non l’hai mai fatta? No? Devi rimediare.

  • ђคгเєl 21/10/2012

    e fighissimo lui!!!
    e quei piatti vabbè..sono ripetitiva ok 😀

  • apity 21/10/2012

    Leggendo il tuo post ho immaginato davvero la scema.
    Siete davvero una bella copia. Tu con la tua curiosità e il Nippo con la sua, mentre ti chiede di raccontare della tua creazione, del tuo amico.
    Potremmo davvero avere moltissimi amici se usassimo questa tattica amichevole. Raccontare e parlare di un uovo come se fosse un tuo amico. Prima l’uovo, poi la fetta di pane, poi le pennette, poi la fetta di torta. E il cibo non sarebbe più un problema, non sarebbe più un nemico.
    Forse sto solo fantasticando, ma perchè non crederci?!

  • Bibi 21/10/2012

    E’ bellissimo.
    E l’ovettogirinofantasmino mi ha commosso. Lui e tutto quello che ci sta dietro, o forse dentro.

  • tittisissa 22/10/2012

    Il piccolo nanetto che arriverà presto sarà un nanetto fortunatissimo, perchè non solo potrà contare su un bagaglio infinito di fermatempo scattate proprio pensando a quando lui le potrà vedere, ma anche sulla fantasia e sull’immaginazione irrefrenabili ed inesauribili che tu saprai donargli, come adesso fai con tutti noi 🙂

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