Pizza Mano Freddy Krueger

Must Try

Il pancarrè fatto in casa

La ricetta definitiva per un pancarrè buonissimo che si conserva perfettamente. Un pane adatto alla colazione e la merenda ma versatile.

I paninetti alla zucca profumati d’arancia

Perfetti da mangiare semplicemente così senza nulla ma anche per accompagnare il salato e soprattutto i formaggi. Provali con lo stilton, il gorgonzola dolce e morbido ma anche formaggi stagionati particolari. Un bel tagliere di formaggi morbidi e stagionati con questi panini e hai preparato una cena indimenticabile, sai? Poi la forma la decidi tu. Se vuoi fare la treccia te ne vengon fuori due belle grandi. Nel caso dei panini ne vengon fuori sei ma davvero molto grandi; questo per essere credibili come zucchette. Se fai dei panini classici te ne vengon fuori dodici circa ma anche qualcosina in più.

This is Halloween! Halloween! Halloween! Halloween!

Mi rimbomba come un tormentone estivo nei due giorni precedenti alla notte del trentuno " "I am the one hiding under your stairs Fingers like snakes and spiders in my hair This is Halloween, this is Halloween Halloween! Halloween! Halloween! Halloween! In this town we call home"

12 Ricette dolci facili, veloci e divertenti per Halloween

La ciambella dell'assassino, pupazzetti di Halloween, Le mummie con tanto cioccolato, Il tiramigiù di Halloween, Gli immancabili S'more, i ragnetti dolci, i cerotti insanguinati, gli occhi insanguinati, la merenda di Halloween, i tre dolcetti più facili e gustosi e i muffin vegani al cioccolato per un Halloween indimenticabile.
Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

E Freddy Krueger? No dico Freddy Krueger? Lo vogliamo forse dimenticare?

In realtà l’ultimo orrendo film andrebbe dimenticato; tanto quanto la smania di riprendere film datati e rifarli in chiave moderna. A dimostrazione del fatto che la fantasia, ahimè, è diventata d’élite. Che sono la scopiazzatura e il non avere stile, ma volerlo prepotentemente mostrare a costo di essere ridicole repliche, a fare di questo contorno umano che ci circonda una massa informe di file “copia e incolla”.

Basta soltanto notare qualcosa di diverso per provare feroce invidia e rifarlo. Stuprando la fantasia degli altri, deturpando un lavoro di mondi e talvolta di vite. Questi sciacalli senza fantasia sono la peggior specie. Quella dalla quale io rifuggo costantemente.

Freddy Krueger ha sempre avuto un lato inquietante e oscuro. Confesso di aver percepito più volte una sensazione che ho sempre sperato fosse errata. Avendo letto anche le intenzioni del regista di mostrarlo non solo nella sua ferocia ma anche in una realtà troppo spaventosa da riassumere in un termine, mi ero comunque fortemente convinta che non fosse così.

Freddy per me, a discapito dalle sconvolgenti rivelazioni dell’ultimo capolavoro di scopiazzatura, rimane semplicemente un cattivo. E non un malato che vuole fare del male ai bambini. La storia è ben diversa e tale nella mia mente rimarrà. Ricordo ancora lo sconvolgimento di aver visto stuprato un personaggio messo nero su bianco da qualche parte qui in questa cucina dove i frullati di ricordi si mescolano certe volte così velocemente che è difficile individuare tutti gli ingredienti. E’ diventata non una cucina virtuale ma la casa dei miei ricordi. E pur essendo manicalmente ordinata faccio fatica a volte a trovare il ricordo di Freddy qui. Un po’ come quando ti aggiri tra i cassetti e dici dovelhomessoforsequi.

Solo che il mio cassetto è il cerca in alto a destra. E spesso litighiamo. Solo che non posso scagliarlo sul muro come farei in realtà.

La prima cosa che ho voluto creare quando ho scoperto il marzapane prima e la pasta di zucchero poi, è stata proprio Freddy Krueger insieme al suo degno compare, nonché mio migliore amico, Michael Myers (datato 2010 si trova tutto cliccando qui con tanto di spiegazioni).

Ero così orgogliosa di me. La mia prima casetta di Marzapane con la ricetta di Montersino e tutto il kit. I miei primi lavoretti culinari e. Ed è un po’ come quando avevo perso i primi venti chili.

Ero così orgogliosa di me. Mi accontentavo. Sapevo premiarmi sussurrandomi parole dolci.

Adesso è diverso e vedo tutto quello che di sbagliato c’è. La poca cura nel dettaglio. Il cioccolato sbavato. Il cartellino non allineato. Come quando perdi ottanta chili ma ti odi perché avresti potuto fare di più.

Un po’ come essere diventata la replica di me stessa. Esasperando quello che non andrebbe.

L’idea di oggi è quella di realizzare una semplice manona grandegrandegrande e chiamarla la Mano mozzata di Freddy Kruger, chesssoiounacosadelgenere.

Basta solo un po’ di pasta di pane, che si può preparare con la propria ricetta di fiducia, o altrimenti quella già pronta del tipo “Buongiorno signor fornaio mi dà per favore 500 grammi di pasta di pane già pronta? grazie e arrivederci”.

Pochi spiccioli. Un po’ di salsa senza formaggio e via. La mano mozzata di Freddy  Krueger può essere un’altra idea velocissima e divertente oltre che scenografica. Divertente anche l’idea di non svelare cosa sia e magari lasciarlo indovinare con un quiz improvvisato a tavola, no?

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Su Le Ricette di Halloween.it ho raccolto tutte le elaborazioni preparate al Gikitchen con Maghetta Streghetta in versione Zombie.

Non ho ancora inserito quelle di quest’anno (noncelapossofare) ma nel caso si volesse dare una sbirciatina per spunti, idee, mise en place, apparecchiature, frizzi e lazzi si deve solo cliccare qui>>>> 

Le Ricette di Halloween *****

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9 COMMENTS

  1. Ehy, perché questa amarezza stasera? Cioè, perché credo di averlo capito un po’…come fai a pensare di essere la replica di te stessa? E’ normale, passa il tempo, si affina la tecnica, si impara la destrezza, ma ciò non toglie nulla ai primi tentativi. Un po’ come i primi scatti dei grandi fotografi, magari imperfetti ma con tutto l’entusiasmo che li avrebbe portati avanti.

  2. Un po’ come quando hai un blog con quasi 50.000 commenti ma ti pare che potresti forse postare un po’ di più…che facciamo, un passo avanti e tre indietro? Scusa sono un po’ confuso ché ho un po’ di casini, non mi ricordo se era ieri stesso che si discettava del fatto che ti stavi rendendo conto che la quantità di lavoro fatta non era poi così scarsa… E comunque è un recente passato.

    Hai perso ottanta chili e sufficit. Non possiamo essere perfetti, la perfezione non è di questo mondo, non è di questa vita. Possiamo tendere verso un traguardo. Ma sapendo che non lo raggiungeremo. Non puoi diventare eterea, perché siamo di carne e ossa. Puoi però imparare a piacerti. E guardare al passato non con gli occhi della critica, ma con quelli della benevolenza, con quelli della consapevolezza che un percorso è stato intrapreso. E ce lo siamo detti tante volte, che è il viaggio, e non la meta. Il viaggio, Iaia. Il tuo cuore lo sa. È la testa che a volte non lo vede.

      • In realtà non sono sempre giuste. Però con alcune persone si stabilisce un feeling, un’empatia, che può essere più o meno forte. Quando succede si crea una specie di “flusso energetico”, non so come definirlo altrimenti, per cui è come se si fosse sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda e si stesse ascoltando lo stesso programma alla radio. 🙂

  3. Si notano i dettagli e le imperfezioni, come quando riguardi i quaderni delle prime parole scarabocchiate e vorresti accarezzare sui capelli quella bambina e dirle brava, vedrai come imparerai a scrivere bene.
    molto bene.

    L’artista crea, il parassita copia.

  4. Io le trovo tenerissime queste fotografie (mi riferisco ai tuoi primi esperimenti con la casetta di marzapane) e seppure imperfette, bellissime!
    Dovresti anche tu ammirarne la tenerezza, come quando si ritrovano i quaderni di noi da bambini e si inorridisce (ma mica davvero eh, lo si fa con un sorriso!) per le imperfezioni, gli scarabocchi, le sbavature, gli errori grossolani.
    E’ provando e riprovando che si impara, si cresce, si migliora.
    E mi pare proprio che tu abbia raggiunto un livello decisamente altissimo. A te non sembra, tesoro?? Ma sei cieca?? 😉

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