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Tre righe e una storia (6)

Erano le 12.12 quando il campanello della residenza dei Signori Karsh suonò interrompendo un irreale silenzio. Uno dei domestici si levò dalla sedia mentre affettava le patate in cucina e andò alla porta. Attraversò il salone con quell’odore di castagne arrostite che tanto gli piaceva e aprì. Non c’era nessuno. Si guardò intorno. Richiuse la porta e riprese il lavoro mentre la moglie, che si occupava della stiratura, affondava il ferro da stiro tra le trame della camicia del padrone.

Erano tutti fuori per un picnic poco distante. Anna aveva stirato i vestitini di seta per le gemelle stando ben attenta a non rovinare i merletti, come le aveva intimato la padrona che non gradiva imperfezioni sui tessuti delle figlie, e aveva organizzato il cestino con dei buonissimi sandwich al prosciutto e formaggio; quello che aveva portato il signor Karsh da un viaggio qualche settimana prima.

Erano le 13.13 quando il campanello della residenza dei Signori Karsh occupati in un picnic con le figlie gemelle dagli abiti di seta stirati bene suonò interrompendo un irreale silenzio. Il marito di Anna si levò dalla sedia dove sbucciava castagne che sarebbero diventata polpa per un dolce che nel pomeriggio avrebbe preparato per il rientro in casa dei padroni. Attraversò il salone pensando che doveva lucidare i candelabri, altrimenti la padrona si sarebbe arrabbiata anche se ugualmente sarebbe successo e aprì la porta. Non c’era nessuno. Si guardà intorno. Richiuse la porta e riprese il lavoro mentre la moglie, che si occupava della pulizia dei vetri, spingeva più forte il panno quasi come se volesse sfondare il vetro per fuggire verso la natura e la libertà tra foglie autunnali e vento piacevole sul collo.

Erano le 14.14 quando il campanello della residenza dei Signori Karsh con i candelabri impolverati e i vetri puliti, che avrebbe odorato a breve di torta di castagna, suonò. Il Signor Alfonso, marito di Anna, si levò dalla sedia mentre buttava le bucce delle castagne nel cestino della spazzatura. Attraversò il salone pensando che avrebbe dovuto prendere pure della legna in più per il forno e aprì la porta. Si guardò intorno. Non c’era nessuno. La richiuse.

Si voltò e continuò verso la cucina. Avrebbe detto nuovamente ad Anna che non era nessuno. Anna avrebbe sbuffato. Lui avrebbe alzato le spalle e cominciato ad impiegare il tempo pensando alle faccende che dovevano essere svolte prima del rientro dei padroni.

Anna si sporse dal vetro e vide arrivare correndo le gemelle. Uno sguardo interrogativo le apparve in volto mentre fissava gli occhi sbalorditi del marito domandandosi come mai le bimbe fossero lì a quell’ora. Pensò che fossero state loro a fare lo scherzo del campanello, ma subito dopo riflettè sul fatto che erano passate ben tre ore dalla prima volta e non era certamente possibile.

Aprì la porta a vetro della cucina e si affacciò.

Aria! Acqua!

Chiamò le gemelle che erano scomparse tra le foglie.

Aria! Acqua!

Nulla.

Erano le 15.15 quando nessuno suonò il campanello. Neanche alle 16.16. Neppure alle 17.17. Arrivarono fino alle 21.21 ma nessuno più suono alla porta. Alfredo e Anna immobili davanti alla porta a vetro rimasero fino alle 22.22 con la promessa per quell’ora di chiamare la polizia.

Alle 22.22 suonarono alla porta. Anna e Alfredo corsero velocissimamente verso la porta. Stavolta qualcuno c’era. Aria e Acqua ridevano e tenevano in mano la testa della loro mamma senza preoccuparsi che i merletti fossero rovinati e sporchi di sangue. Aria masticava delle budella guardando la sorellina ridere felice. Saltellava un po’.

Arrivò il papà di spalle. Disse:

“Entriamo bambine. Anna e Alfredo, le bimbe hanno già cenato. Anche io. Mettitele a letto. Vado a fumare la pipa.”

Erano le 24.24, la porta si richiuse e la torta alle castagne, disse il Signor Karsh, non era buona quanto le cervella della moglie ma ugualmente soddisfacente. La Signora Anna appuntò la ricetta. Alla prossima moglie, avrebbe fatto nuovamente questa per dessert.

Se ti fa piacere leggere altre tre righe…e una storia:

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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11 COMMENTS
  • Bibi 24/10/2012

    ecco.
    oggi salto il pranzo mi sa

  • Monica 24/10/2012

    WoW terrificante…. Meno male che sono vegana!!! 😉

  • Wish aka Max 24/10/2012

    Questa la torta o questa la moglie, per dessert? 😀

    Bello anche questo, bello il ritornello con l’aggiunta dei particolari man mano che si procede, sia sull’azione sia sul personaggio. Molto raffinato.

  • bestiabionda 24/10/2012

    ma.
    aria e acqua poi sono quelle del circo? *___*
    è un’unica storia e tu ce la dai a singhiozzi maledettaaaaaaaaaaaaaa

  • tittisissa 24/10/2012

    Ribadisco. Natale. Cuoricini. Angioletti. Risate. Ecco. O_o

  • Wish aka Max 24/10/2012

    Aria ha mangiato i rigatoni con la pajata… (ogni tanto rileggo un pezzettino e mi vengono in mente nuove considerazioni/associazioni)

  • Wish aka Max 24/10/2012

    Approposito, ma Aria e Acqua hanno una sorella ancora e un fratello, giusto? Quando entrano in scena?

  • mammacanta 24/10/2012

    Che ansia. Tornero`per leggere il seguito..

  • lo sai che ogni volta sto qui che combatto per non leggere tutto d’un fiato? non è un’esclusiva halloweeniana spero. è più un “finché dura fa verdura”. perché ho davvero necessità di leggere questi brandelli di storie. sembra quasi che da un momento all’altro possano incastrarsi tutte. probabilmente perché ci sei sempre tu in mezzo, che leghi i vari pezzi.
    wa. ho fame.

  • pani 25/10/2012

    le 24.24!!!!!! è la prima volta che lo leggo.

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