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Cupcake Ribes e Kiwi

Trovo questo post nell’archivio 2011. E. Lo pubblico, ecco. Come fosse uno zombie resuscitato. Quale migliore occasione del resto?

L’idea di Cupcakeland, o Muffinland che dir si voglia, prende forma e storie di Cupcake psicopatici e Muffin pericolosi con sceneggiature ben precise che stanno venendo giù.

Il tapis roulant diventa luogo sicuro dove poter lasciare andare idee e pensieri. Se certe volte ascolto della musica a volume sconsiderato per dimenticare un po’ il dolore al polpaccio, altre volte cado nel silenzio totale dove rimbomba solo lo scandire dei passi sul rullo. Con quel ritmo di velocità 6 a 5 km/h con pendenza prima 3 sino ad arrivare a 5, costruisco le storie che scendendo disegnerò. Senza riflettere o cambiare troppo quello che l’istinto mi ha donato sotto forma di visione, vedo scorrere storie, personaggi ed evoluzioni inaspettate. Io stessa mi stupisco dei colpi di scena mentre dalla Sigg sorseggio un po’ di acqua che non dovrebbe essere fredda come è.

La Sigg che abbiamo preso a Torino lo scorso anno mi ricorda tantissimo la borraccia che portavo alle elementari in gita. Quelle di un giorno quando il pullman era pieno zeppo e giravo la cassetta lato A e lato B sistemandomi le cuffie per poi toglierle dopo tre minuti. Mangiavo cipster e panini al ritmo di George Michael e quando la mia amica di sedile riusciva a stare un attimo zitta cercavo il finale a qualche storia che viveva nel diario, nel quaderno e nella testa. La musica e il movimento, che sia a piedi o in autobus, concilia la creazione e il  plasmare quello che ho in mente. Talvolta senza saperlo. Non posso più privarmi dell’ipad sul comodino perchè durante la notte ricordo ed elaboro e ho necessità di svegliarmi e appuntare righe che a fatica l’indomani mattina ritrovo. Decifro, ne sono sicura, diversamente. Per questo motivo seppur assonnata tento di scrivere il più dettagliatamente possibile. E’ difficile non disturbare il Nippotorinese (Santo Subito) che il più delle volte capendo nel dormiveglia la mia difficoltà a trascrivere nel buio illuminato da una micro lucetta mi invita ad accendere la luce.

Se prima venivo sedata e invitata a smetterla, adesso l’esatto contrario. Nella prima fase infatti il risultato era deleterio per la mia già compromessa sanità mentale. Sono riuscita a trascorrere intere mattinate domandandomi cosa avessi dimenticato. Trastullandomi su idee cancellate. Arrabbiandomi per chissà quale risvolto finito nel nulla. Questi risvegli inquietanti e trascrizioni notturne sono ormai diventati parte integrante delle giornate. In una di queste notti ho immaginato un pianeta composto da palloncini rossi dove all’interno vi erano abitazioni fluttuanti con piccoli esserini dagli occhi tondissimi e dalla bocca a forma di puntino. Sembravano dei piccoli Chobin in cerca della loro mamma proprio per quell’espressione un po’ triste e dispersa. Orbitavano in un cielo bianchissimo e puro. Ho trascritto sull’ipad, segnando anche l’ora palindroma 03.30, esattamente “pianeti di ribes”. Il ricordo dopo ore di apparente veglia è stato nitido e preciso e la voglia di infornare tanti piccoli cupcake e decorarli con piccoli pianeti fluttuanti è stata pressochè automatica. Non amo molto i kiwi. L’unico Kiwi che apprezzo in maniera smisurata è proprio l’assistente cuoco di Arturo. Da segnalare indiscutibilmente è l’applicazione.

Un’applicazione Apple ti permette infatti di acquistare il pacchetto con tutte le puntate.

Mi ritrovo spesso a ridere in maniera preoccupante riguardando alcune scene in cucina tra Arturo e Kiwi.

E’ semplice e senza troppe pretese ma vi è un genio assoluto che rallegra. Al contrario di me che con i Kiwi gioco più che altro (reperto fotografico 1reperto fotografico 2), il Nippotorinese neanche a dirlo ne va matto. Affonda cucchiaini nella polpa verde che mi spaventa un po’ e in maniera forsennata e disperata ribadisce che “è buonissimo. Dovresti dare qualche chance al kiwi”.

Per questo motivo ne ho realizzati alcuni, seppur con la stessa base degli  altri. Dei mini cupcake con il kiwi e adoperando come spezia lo zenzero, altro ingrediente che gradisce a dir poco. Il connubio kiwi-zenzero continua poi a risultare indiscutibilmente vincente, un po’ come con la zucchina.

Ne deduco che il colore verde abbia qualche stramba alchimia con questa spezia asiatica. 


Le luci stanno cambiando e mi chiedo se sarà una cosa che riuscirò a sopportare. Non ci saranno più mattine sul terrazzo con tanto sole per fotografare comodamente ma luci artificiali. Il tempo diminuirà considerevolmente e alle quindici quando sarà già buio non potrò fermare il tempo sulla cena se non con queste stramaledette luci artificiali che detesto nelle foto in cucina.

Pur apprezzando ultimamente le ombre e giocando un po’ con faretti e varie, confesso che il cibo è l’unica cosa in assoluto che non riesco a concepire senza uno spiraglio di luce. Le giornate sono più corte sì ma suppongo pure la mia pazienza.

Una camomilla alla vaniglia e miele mi farà proprio bene; anche se credo che nel lexotan sia la soluzione *disse andando via ridacchiando.

La ricetta è la base di vaniglia, adoperata anche qui. Per la copertura si può pensare a una crema di burro basilare o qualsivoglia ganache o crema. Io ne trascrivo una alla crema di formaggio e cioccolato bianco che spero possa piacervi.

Ingredienti (per 12 cupcake di media grandezza): 60 grammi di latte intero, 4 albumi di uova sufficientemente grandi, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, 230 grammi di farina tipo 00, 200 grammi di zucchero semolato, 1 cucchiaino di lievito chimico per dolci, 1/2 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di cardamomo in polvere (se piace, altrimenti cannella), 190 grammi di burro.

Preriscaldare il forno a 170.

Mescolare il latte, gli albumi d’uovo e l’estratto di vaniglia in una ciotola di media grandezza e tenere da parte. Mettere gli ingredienti secchi nel contenitore dello sbattitore elettrico e sbattere lentamente per qualche secondo. Aggiungere il burro e metà del composto a base di uova. Sbattere a bassa velocità fino a quando tutti gli ingredienti si saranno inumiditi. Aumentare la velocità e mescolare per un minuto.

Staccare la miscela eventualmente rimasta sulle pareti del contenitore e aggiungere in due tempi il resto del composto a base di uova sbattendo per 30 secondi dopo ogni aggiunta. Staccare nuovamente la miscela dalle pareti e mescolare per altri 20 secondi. Riempire con l’impasto i pirottini di carta fino a tre quarti e non di più e cuocere per 25-30 minuti fino a quando uno stuzzicadenti ne uscirà pulito e asciutto.

Crema alla crema di formaggio e cioccolato bianco (circa 700 grammi. Per 6 cupcake di media grandezza sono più che sufficienti): 450 grammi di crema al formaggio tipo Philadelphia, 85 grammi di burro, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, 225 grammi di cioccolato bianco.

Il burro e la crema di formaggio devono essere a temperatura ambiente. Fare fondere il cioccolato bianco a bagnomaria. Quando sarà ben sciolto, togliere dal fuoco e lasciare raffreddare per dieci minuti. Sbattere la crema di formaggio, il burro e l’estratto di vaniglia a velocità media. Incorporare il cioccolato fuso e sbattere vigorosamente per tre minuti almeno. Utilizzare immediatamente o conservarla fino a tre ore coperta e a temperatura ambiente (indurirà quando  i cupcake saranno riposti in frigorifero).

Questa glassa si sposa benissimo anche con la polvere di cannella o pistacchio (e presto anche una versione con il the matcha *disse fischiettando).

Un’altra crema per cupcake semplicissima aromatizzata alla vaniglia la trovate cliccando qui>>>

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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8 COMMENTS
  • Le ore palindrome notturne sono le migliori, io ci credo fermamente ma le 3:30 forse è l’ora migliore. Io sono convinta da anni, da quando scrivere, un certo scrivere, ha cominciato a dipendere proprio da quella sensazione di stordimento, da quel vortice di pensieri e parole. Così, al buio, illuminata dallo schermo 11 pollici, ad intuire appena il movimento delle dita sui tasti. E credo sia lo stesso. Appuntare visioni che al mattino dopo forse risultano indecifrabili ma delle quali si percepisce la sincerità e profonda, seppur imperscrutabile, sostanza.

  • apity 01/11/2012

    Ma questi?
    Son svenuta!

  • Chemical 01/11/2012

    i cupcakes al ribes mi danno idea di feste natalizie e quelli al kiwi, con la tovaglietta argentata, di capodanno 🙂

  • ho pensato. saranno zombi riesumati dall’archivio ma già preannunciano il natale.
    kiwi e arturo. benebene. mi mancavano. *___*
    la mail l’ho rispedita.

    ho delle difficoltà a gestire il sonno. se stessi sveglia la notte non ci sarebbero problemi. è molto più probabile che si crei un certo stato adatto al flusso di visioni. ma non riesco a svegliarmi. non riesco nemmeno ad addormentarmi. non ho alcun controllo e mi perdo i sogni spessissimo. ed è la cosa peggiore che possa succedere perché ci sono talmente tante di quelle immagine che mi rimane una sensazione di perdita assurda quando mi sveglio e non riesco a ricordare.

    mi viene fame.

  • Bibi 01/11/2012

    ecco.
    ipad sul comodino potrebbe essere la soluzione quindi?

    è tragico non ricordare la mattina tutto quel che viene a visitarmi la notte (ma per una che non ricorda nemmeno quello che ha pensato 1 ora prima dovrebbe essere meno tragico – fancù)

  • bestiabionda 01/11/2012

    musica e movimento conciliano le storie? verissimo.
    Le ultime le ho viste camminando. Oppure sulla metro, quando ci sono talmente tante voci che vorresti assorbirle tutte e ti gira la testa.

  • pani 01/11/2012

    dici che l’ipod va bene per i nottambuli. Uhm…la cosa si fa interessante

  • gluci77 01/11/2012

    In questi semplici quanto bellissimi cupcakes c’è qualcosa di natalizio… quando si comincia?!?!?!?! Se il Nippo avesse il sonno pesante dell’Inge…non sente nulla, quando Frugolino era un lattante e piangeva tutta la notte, lui se la dormiva tranquillo! Bacetti Giulia e grazie ancora per la bella esperienza di ieri!

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