Gingerbread Gluten Free con Farina di Castagna

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Iaia
Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

No. Non parlerò di quello che è accaduto ieri qui. E del vostro regalo. Perché per quello ho bisogno solo di un’oretta tutta mia. Voglio e pretendo di poterlo fare in un modo diverso da questo mentre corro, dribblo, scanso, butto telefoni in aria e organizzo. Lo voglio fare con calma. Piangendo ancora altre secchiate di acqua.

Ma una cosa sì. Il riassunto assolutamente doveroso anche se ieri in ogni modo ho cercato di.

Vi amo. Grazie. Non basteranno mai i grazie. Nessuna sorpresa mai. Niente mai nientedinientedinientediniente sinora è stato più bello.

Amici veri che hanno capito il regalo PERFETTO per me. Lo stamperò, duplicherò, incornicerò e imparerò a memoria. Mi occorre un po’ di tempo per organizzare anche una sorpresa a riguardo ma.

Ma come è che è? celapossiamofarcela. Come sempre.

Ieri vedere per tutto il giorno sulla testata Facebook di Pan di Stelle (e su Instagram) l’immagine qua sopra mi ha francamente, senza tanti giri di parole, sconvolta. Mi sono sentita parte di qualcosa di grande. Tralasciando il fatto di star parlando di Pan di Stelle che non ha certamente bisogno di specifiche riguardo grandezza e potere comunicativo e commerciale. Mi sono sentita di appartenere a una squadra. Ed è una sensazione nuova e particolare per una che solitaria nel profondo è sempre stata ed è.

Maghetta tra le pastigliette più famose del Mondo e della tradizione Piemontese e tutta Italiana di cui dovremmo essere poi molto orgogliosi, con l’immagine maghettosa sorridente tra coriandoli di sogni e felicità colorati mi ha gettato nella commozione assoluta. Per un discorso diverso sicuramente. Per un’amicizia nata per caso che ogni giorno si cementa con zucchero, fave di cacao, ricordi, accadimenti e voli pindarici. E non a caso mio papà ha festeggiato il mio compleanno riuscendo a mangiucchiare un pezzettino di Cioccolato Leone al settanta per cento ed io ho fatto lo stesso. Concedendomene non un pezzettino misero ma mezza tavoletta! (e nnnnammmmoooo!)

(ahem Charlie ha esagerato e, oltre a un Nano che fischia che presto vi presenterò, ha pensato bene di mandarmi mezza Fabbrica di Cioccolato. C’erano pure 12 Umpa Lumpa giusto per dirne una) 

Ed è davvero difficile in generale esternare cosa ho provato ieri. La reazione riguardo l’uscita del mio libro (santapizzetta ho detto MIOLIBROPERLAPRIMAVOLTA *sviene). Le parole. Le email. Le. Le.

Ho sempre ricevuto tanto e troppo ma ieri al grido di checefregadelpapasutwitternoidobbiamofesteggiareilcompleannodiamaghetta ho pianto così tanto, tra risate e commozioni, che ho pensato davvero fosse giunta la mia ora (ma impavida attendo i Maya che dovrebbero giusto arrivare. Io nel frattempo faccio ricette Maya per non farmi trovare impreparata).

Insomma per dire che. Che siccome devo smetterla con questo 12.12.12, in quanto vi ho francamente ******* (censura) e capisco che ******** (doppia censura): Grazie. A capo chino cercherò di rispondere a tutti. Ringraziare ovunque (avrò problemi su Instagram con i messaggi in arabo e cirillico. C’è un traduttore in sala?). Email. Twitter. Soloilcielosacosa. E.

E GRAZIE . Qualcuno mi dia un Grazie gigante lampeggiante subito!

Ho sempre festeggiato il mio compleanno qui con i Gingerbread e quest’anno, speciale manco a dirlo, saranno diversi (che San Montersino mi perdoni).

A proposito di Santi (Luca perdonami!)

Santa Lucia! Mi sarei dovuta chiamare così. Nonna Grazia lo voleva proprio ma poi. Grazia fu. L’onore siculo emerse *disse indossando la coppola e suonando il maranzanu sopra un carretto trainato da Nani da Giardino.

Vabbè ma che c’entra? (oggi è la giornata del Vabbè)

Vabbè i Gingerbread si fanno con la farina. Vabbè si deve mettere lo zucchero. Vabbè la ricetta di Montersino è la migliore. Vabbè all’albero ho attaccato proprio quelli. Vabbè c’è più gusto con.

Vabbè.

Ma se si è intolleranti al glutine (come la mia amata Biancaneve ammazzavolpini?) si può rimanere senza gingerbread? Magari in formato mini da inzuppare in piscine di latte e neve? No dico SIAMO PAZZI?! Li prenderei a ceffoni quelli che dicono sivabbèmaèmeglioconillatte. Sivabbèmaèmeglioconilburro. Sivabbèmaèmeglio.

Si vabbè era meglio pure se avevi un cervello, sarebbe l’unica risposta sensata da dare a questi geni dell’intuizione. Ma sta di fatto che TUTTI possono avere i loro Gingerbread. E che tutti i Gingerbread sono buoni allo stesso modo seppur diversi *disse salendo sulla sedia e agitando i capelli con sguardo infuocato.

(Ri)scoperta ultimamente la mia passione per la lana, che non posso in alcun modo portare avanti perché tempo non ne ho mavorreitanto, ho deciso di usarla in qualsiasi contesto. Arrotolo tovaglioli con la lana. Mi lego i capelli con la lana. Faccio trecce ai nani con la lana. Metto la lana nell’albero di natale di mamma. Intreccio la lana e faccio cuori da appendere. E ho deciso di adoperarla pure nei biglietti di auguri. Insomma che le pecore mi perdonino (cosa sto dicendo?).

Sta di fatto che pure i Gingerbread gluten free dovevano avere la loro sciarpetta di lana. Mossa fotograficamente intrigante ma non troppo dal punto di vista culinario.

Vedere il Nippo sputazzare lana al grido di “matiparenormale?” (ma che domanda è? Retorica a pioggia!) è sempre un’immagine che scalda il cuore più di un cappuccino macchiato (a proposito. Sapete che il mio Nuovo Nano bianco che usa la Nespresso si chiama proprio Macchiato?). 

(notizia interessante no?)

Si conservano benissimo (anche qui potremmo ripetere tutti in coro “soprattutto in una scatola di latta”) e sono ottimi anche se non si è intolleranti al glutine, che non per forza si deve inglobare farina come fossimo sacchi. L’aromatizzazione può essere variata come sempre a seconda dei gusti e l’idea di farne una versione salata cresce in me prepotentemente come la voglia di appendermi quell’enorme Gingerbread di stoffa (regalo meravigliosa della mia bellissima Socia Piola Cognatosa) a mo’ di ciondolo da collana (è alto 40 centimetri giusto per dire una misura a caso).Non sono molto sbriciolosi ma compatti e resistenti. Questo fa di loro dei Gingerbread davvero tuttidiunpezzo. Coraggiosi e tenaci. Sono perfetti da inzuppare nella cioccolata calda (ma anche fondente, crepi l’avarizia e al diavolo il conteggio calorico!) proprio perché suppongo che qualcosa di più idilliaco dell’abbinamento castagna-cioccolato difficilmente esista. E tornano alla memoria immagini di marron glacé *disse con la bava alla bocca.

Sino a due anni fa mi avessero detto Marron Glacé avrei riso a crepapelle e urlato “schifezzaimmondaaaaaaaaaaaaaaaaaa”. Adesso, che non sono proprio completamente capace di intendere e di volere ma qualcosinaèmigliorataleggermente, ben conosco quanto sia idilliacamente meraviglioso questo sposalizio

Dosi per una decina di Gingebread (chiaramente dipende dalla formina, dalle dimensioni e dallo spessore. Indicativamente per quattro persone): 200 grammi di farina di castagne, 60 grammi di zucchero, 100 grammi di burro, 1 uovo.

Amalgama tutti gli ingredienti insieme (il burro deve essere tolto dal frigo almeno 20 minuti prima) e ottieni una pasta. Fai riposare in frigo un’ora. Stendi e inforna a 180 per 12 minuti. Dipenderà dallo spessore. Non appena dorati tirali fuori e lasciali raffreddare.

Per altri tipi di Gingerbread

La versione del 2009 dei miei Gingerbread è qui >>>>

La versione definitiva (quella del grande maestro *inchino* Montersino) è qui (la stessa che adopero da due anni e che non cambierò GIAMMAI!)

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35 COMMENTS

  1. versione Montersino già stampata 😉 e presto “cotta e sbaffata”

    che festa ieri eh!!!loviù

  2. Stellina mia, tu sei speciale e chissà che tutto quello che è accaduto ieri non ti abbia aiutato a capirlo, almeno un pochino… io non mi stupisco più di trovarti tra Pan di Stelle e Pastigliette…e sono sempre più felice e orgogliosa di essere qui e di poterti, in qualche modo abbracciare ogni giorno. Ma ci pensi?! Ti saresti chiamata proprio come me…e avremmo avuto pure il nome in comune oltre alla stessa età… due splendide Lucie venticinquenni! 😉 Questo post capita a proposito…oggi Frugolino ed io “biscottiamo” quando torna dall’asilo. Un abbraccio grande a te, al Nippo e ai tuoi genitori!

  3. uh. cielo. castagne. farina di castagne. emmisà che quest’anno la provo *_* (da quando ho cominciato con i gingerbread la mia vita è cambiata).
    Bianca li può inzuppare nell’apfelsafffffffffffffttttttttttttt (quanto mi piace dirlo? si era capito? mh)
    maledetta privilegiata u.u

  4. ma impavida attendo i Maya che dovrebbero giusto arrivare. Io nel frattempo faccio ricette Maya per non farmi trovare impreparata <– qui sono morta XDD

    Dannazione, la farina di castagne qui in casa piace solo solo a me. Dannazione. E se devo cucinare per me è già tanto se tiro fuori l'insalata dal frigo… Per gli altri ho passato notti insonni :*

    Questo post sprizza allegria, simpatia, ironia. Tutto Ia(ia), insomma ♥

  5. Oh. Santo cielo! Ma ce la vogliamo finircela di commuoverci tutti come i pazzi?! Eh?! Ecchemmodisono! 😉
    Iaia cara, spero che gli auguri fatti ieri in ogni dove, ma sopratutto con la nostra rivista, abbiano contribuito a rendere gioiosa la tua giornata e anche quella dei cari Pier, Turi e Nanda. Insomma, la festa era di tutti e a me è sembrato che fosse il mio di compleanno, tanto era l’eccitazione 🙂
    Detto ciò… Oooooohhh gli omini di pandizenzero *_*
    Li adoro, adesso mi stampo questa variante e quella sacra di montersino e mi metto a biscottare come se non ci fosse un domani. L’unica cosa..ma sei sicura che dieci biscottini siano la giusta porzione per quattro persone?? Forse per dieci nani 😀 Dieci biscotti a casa mia sarebbero la porzione per UNA persona sola : il mio Pupone 😆

  6. MA CAMMINA SUL LATTE!
    ho pensato davvero che stesse in equilibrio sul latte. mi serve un ricostituente. o un paio di occhiali. (con i gingerbread che abbracciano le lenti, ovviamente.)
    tu non puoi capire che flash mi hanno dato questi biscotti. (insomma ma che ho stamattina???) è che sono più scuri. pure tuttidunpezzo. e quella sciarpina di lana. che ho pensato subito all’effetto pellucco rosso su latte bianco, davvero natalizio *____________*
    non ce la faccio più. un giorno dietro l’altro così non si regge. la testata natalizia. il post sui gingerbread.
    il nodo alla gola adesso mi prende la tracheo e me la strozza, così la finiamo.
    che siccome (inizio spesso con “e siccome”. però mi sembra giusto dare spazio a questa interlocuzione magnifica.) io sparo parole a raffica. non richieste, proprio no. ti lascio un link.
    http://kurokorecipe.wordpress.com/2012/12/13/un-anno-il-primo/
    (pensa però i danni che fai e manco lo sai che diamine.)

    è una mattina tanto tanto strana ma forse si era inteso.

  7. Ogni volta che leggo le tue mitiche frasi precedute dall’asterisco (*disse indossando la coppola e suonando il maranzanu sopra un carretto trainato da Nani da Giardino.
    *disse salendo sulla sedia e agitando i capelli con sguardo infuocato.), giuro, credimi, ti immagino esattamente nel modo in cui ti descrivi e rido da sola! E ricordo (un po’ di sana vecchia nostalgia, eh sì!) quando farcivi i tuoi post, (in quel posto lontano) di faccine e spazi e punteggiatura…che altro non erano che l’anticamera del tuo successo!
    Sai che sono rientrata, qualche giorno fa, lì dentro, ed ho riletto alcuni dei tanti 3d esilaranti che tu, sai, di aver contribuito a creare?
    Vabbè, tralasciando i ricordi, passo a ringraziarti per avermi dato un motivo per non buttare il pacco di farina di castagne che ho nella dispensa, dopo il fallimento del dolce alle castagne di qualche giorno fa!!! 😀

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