Gli Involtini di Villainquieta

Must Try

Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

[youtube=http://youtu.be/8nJYVPxH9oo]

Ho parlato di Benvenuti a Villainquieta, il meraviglioso libro di Paolo Perlini, qui . Ho moltissimo materiale da pubblicare. Disegni. Idee. E vabbè le solite cose : il tempo manca ma ci sono abituata a prenderlo dal bavaro per rimetterlo al suo posto. La realtà è che vorrei farne diecimila di cose e andare a Villainquieta molto più spesso di quanto si pensi. Cercare sogni. Scovarli. E.

 

E ma non mi arrendo. Quello mai. Oggi la prima ricetta ( eh sì ce ne saranno altre e altre ancora) che ho fatto ieri giusto per un’idea nata tra i commenti insieme a Paolo. Trasformare in involtino la trippa credo sia alquanto bizzarro ma per qualche assurda ragione a me la verza fa venire in mente solo ed esclusivamente: involtino ( in realtà “alla polacca” con la salsiccia e altra roba ma. Ma “a Villainquieta la trippa è speciale”. Lo dice il mio amico Johnny Dream. Posso dargli torto? Giammai).

Se vuoi una raccomandazione per ricevere l’autografo dall’autore mettiti in fila che ci sono prima io, ecco.

(non è vero io ce l’ho gne gne gne gne) 

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Comunicazione di (dis)servizio: Il vincitore della Tombola per Anziani del 24 Gennaio “Cioccolato – Donna Hay è PrincipessaInsonne (Michiiiiiiiiiiiiiiiiiii)

Il Video è qui 

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36 COMMENTS

  1. ahhhh la trippaaaaa
    si sente l’odore fino a qui
    non mi piace la trippa. non mi piace il concetto di mangiarmi la trippa. e la consistenza. in linea generale assaggio tutto stoicamente ma. la trippa è una battaglia persa in partenza.

  2. Apparte che il libro è davvero bello e lo confermo, lo sottoscrivo, croce sul cuore e sputo per terra e tuttequellerobelì (e non mi stanno minacciando con una pistola alla tempia, eh!), ma vogliamo parlare di come dici “sughetto”. Svengo.

  3. oh ma ste donne tutte culone qui eh? solo perchè io sono a dieta ( non ce la farò mai!) non significa che prima o poi non sarò culona pure io alla tombola eh!! tremateeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee….
    e ora scusate…corro a vedermi il video

  4. Io continuo a dare giudizi tecnici, eh.
    Bellissima l’idea della post-produzione video con i commenti sul parlato.
    Molto bene l’equilibrio tra scene a velocità normale e fast forward.
    Un piccolo neo: secondo me troppo tempo dedicato alla pentola che bolle, e alla ciotola col ghiaccio.
    Un suggerimento: inquadratura iniziale di tutti gli ingredienti, prima di cominciare.
    Molto molto bello nel complesso, divertente, leggero, non noioso. E coerente con il blog, nel senso che non è “la ricetta”. E’ una ricetta contestualizzata all’interno di qualcosa. E questo è il tuo principale fattore critico di successo, e valore differenziante rispetto a un qualunque blog di cucina. L’intreccio tra vita privata e cucina, il riferimento alle persone che ti stanno accanto, alle altre attività, viste però come un corollario e un complemento, la misura con la quale le citi, la leggerezza, tutte queste cose fanno del blog un’esperienza diversa. E questo si riverbera molto bene anche nei video.
    In conclusione. I messaggi sono coerenti, e stai facendo un eccellente lavoro di posizionamento.

    • le trippe sono buonissime. Ovviamente se sono fatte come si vede. certo,vederle al supermercato fa una certa impressione. Ma a me impressiona anche un cosciotto di pollo con la calza

      • Ma almeno autoreggente? No, perché col reggicalze forse è peggio. Io della trippa so solo che mia nonna diceva di lavarla, ovvero, se ne usciva con una espressione tipo “ti piace lavata ‘sta trippa? Lavatela meglio”. Ne ho dedotto che andasse lavata e pure bene. MMM. Anche se credo fosse un modo per spedire cordialmente a quel paese. Contorto. Mi sto incartando. Forse mi spedisco pure.

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