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Il timballo di Salsiccia e Verza

Sono moooooooooooooooolto brava a fare i risotti e i timballi. Il perché è presto detto. Non occorre assaggiare e il riso non tradisce come la pasta dove volente o nolente si deve controllare il grado di cottura usufruendo delle papille gustative che il corpo umano ci ha messo a disposizione. Con il riso si può pure sbagliare leggermente il tempo di cottura senza compromettere l’operato e allo stesso modo con il timballo si ha la certezza assoluta che “tanto la cottura la finisce in forno”. E’ difficile che io renda “pappetta” un risotto come accade con la pasta. E’ difficile insomma che sbagli clamorosamente come nel caso opposto avviene sistematicamente-ripetutamente e aggiungerei anche ovviamente.

Insomma per dire che quando dico “ho fatto il timballo di riso” non vedo polvere sotto i piedi di amici-conoscenti e passanti che se la danno a gambe levate ma sorrisi rilassati e quel “fiuuuuuu” con goccia di sudore sulla fronte che sta per “oggi siamo salvi”.

Non è che bisogna disquisire molto sui timballi. Procedi come se fosse un risotto e quindi adoperando brodo vegetale o di carne, come preferisci, e condisci con quello che hai in casa o che hai scelto di mettere in casa per l’occasione. Non preoccupandoti poi eccessivamente della cottura, mantechi con burro e parmigiano e poi infili nella teglia. Sarò sempre ripetitiva e noiosa ma confesso che sì. Anche qui adopero il silicone ed esattamente in questo caso la teglia di silicone classica dell’ikea a poco prezzo che occorre per fare ciambelle. Così anche i timballi riescono con il buco. Si sforma e sforna facilmente e non si sbriciola tutto. Anche se caldo, contrariamente a quanto si pensi. Si può tagliare a fette ed essere coreograficamente adorabile e si può riscaldare per più e più volte, così che quando si ha in frigo il timballo lo si tira fuori anche per tre giorni di fila.

Ho fatto questo timballo nel periodo pasquale (sono in ritardo? ma parlo di Pasqua 2013, eh) proprio perché qualsiasi sorta di “nido” va tanto di moda in quei giorni. E allora si fanno ciambellotti e timballi (l’anno scorso ne erano venuti fuori di meravigliosi. Se non sbaglio anche di Tortellini. Sbaglio sempre ma questa volta mi sa di no. Con calma linko tutto sotto questo delirio grammaticale nel caso fortunatamente vi siate persi delle puntate-losperopervoieperivostrineuroni- e come in un masochismo feroce vorreste infierire).

Il timballo (sì voglio ripeterlo, uff) rimane insomma la soluzione ideale per i lavoratori. Lo prepari la sera e l’indomani fai un figurone. Il domani successivo al dopodomani pure e il dopodomani successivo al dopodomani (mi sto confondendo aiuto) ti becchi un ceffone a pieno volto al grido di “bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa magnatelo teeeeeeeeeee il timballoooooooooooooooooooooo” (ogni riferimento a fatti di violenza domestica non è casuale) .

Insomma evviva il timballo dove cificcodentroquellochetrovo è la regola suprema.

Ma come l’hai fatto questo stramaledetto timballo tu?

Vi sento. L’ho detto io che vi sento. E allora carta e penna (copia e incolla) che ve lo spiego BENISSIMO (sarcasmo? ovvio).

Dipende quando è grande il timballo che vuoi fare (cominciamo bene no?) ma di norma una forma ciambellosa classica da 22-24 è perfetta per quattro persone affamate, sei persone non troppo affamate. Che potrei pure dire:

2 persone del Sud

18 persone del Nord

(da oggi forse conteggio così)

Prendi della salsiccia (1 kg per le persone del Sud – 1 nodo di salsiccia per le persone del Nord. In quel caso sgrassale. Nel caso delle persone del Sud aggiungi quanto più grasso possibile. Hai della sugna-zuzzu-lardo a disposizione? aggiungilo per renderlo più saporito) e privala del budello. Riduci la carne come se fosse un tritato. Allo stesso modo lava la verza e tagliala (se lo servi a delle persone del Nord aggiungi più verza – Se lo servi a persone del Sud poca verdura perché la verdura fa male. La carne e il grasso fanno bene. Ci siamo? non confonderti).

Fai saltare in un wok (io preparo sempre il risotto nel wok. Primo perché sono pazza. Secondo perché è più comodo. Ma a patto che sia un wok grande come il mio. Il mio ha una circonferenza di un chilometro quadrato per dire) un po’ di cipolla con dell’olio extra vergine d’oliva (se sei del Nord però puoi adoperare il poco grasso della salsiccia per “oliare” il tutto. Se sei del Sud daccisotto che COLESTEROLONUNTETEMO!). A quel punto aggiungi verza e salsiccia e se proprio vuoi esagerare sfuma con un frizzantino (chechitiammazzaattèaho!) e via. Brodo vegetale o di carne (di pesce no occhei?) a parte.

Butta il riso in mezzo a verdure e salsiccia e fallo tostare in quel delirio di grasso animale, grasso vegetale, grasso di ogni tipo. Nonloso. E poi gira che ti gira, bagna con il brodo finché il riso è quasi cotto e tutta la pappetta è ben amalgamata. Non occorre mica che il riso sia perfettamente cotto. Se sei del Sud aggiungi burro per mantecare. Se sei del Nord smettila di strabuzzare gli occhi, santocielo!

Parmigiano a patto che sia grattugiato fresco se piace e via versa nella forma ciambellosa di silicone e a 180 per 50 minuti fai dorare tutto. Sforna quando non è troppo caldo però (anche se non occorre che si raffreddi del tutto) e via. E’ pronto.

Sono stata professionale, no? (mentitemi)

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Un timballo di anelli siciliani che più siculo non si può. Clicca qui per la Ricetta

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