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Casa Oz e la Presentazione di Cucina con il Trucco – Lunedì 13 Maggio

“Oh Zietta cara! Se sapessi come sono felice di essere tornata a casa” – Il Mago di Oz

Di Cucina con il Trucco ho trascritto solo qualcosa qui (grazie infinite per la partecipazione alla Tombola per Anziani. Iaiamoltocommossaefelice. Provvederò al più presto all’estrazione con l’aiuto di SanIngegnerFascinosoMaxdeRoma e BestiaBiondaFotografadeccellenza); quello di cui però ho modo soltanto adesso di scrivere fa parte di quel caleidoscopio di storie che ne guardano altre e ancora fino all’otto coricato dell’infinito. Quell’otto che sonnecchia tra morbidi cuscini mentre tesse incessantemente incontri ed emozioni. Casa Oz è straconosciuta in tutto il territorio piemontese e grazie alla madrina d’eccellenza, Luciana Littizzetto, che la rappresenta ha molta visibilità ormai anche a carattere nazionale.

Dalla cartella Stampa che mi è stata gentilmente concessa trascrivo:

Casa Oz è prima di tutto una casa. Leggendo la cartella stampa è quello che primeggia proprio sotto il logo Associazione Onlus.

“Un luogo dove i bambini che affrontano la malattia possono trovare uno spazio sereno insieme alla loro famiglia e a persone capaci di condividere giorno per giorno difficoltà e conquiste. Una casa per un caffè, una chiacchierata, un attimo di relax, per fare insieme i compiti o per il tempo di una lavatrice”.

Costruita nel 2005 Casa Oz è una casa di accoglienza, sostegno e accompagnamento ai bambini e alle loro famiglie che si trovano purtroppo a vivere la terribile esperienza della malattia; qualunque essa sia. La sede attualmente in corso Moncalieri 262, oltrepassato il Po nella meravigliosa collina di Torino, è stata costruita su un terreno messo a disposizione dal comune di Torino e un prezioso contributo di Enel Cuore oltre che da varie istituzioni, aziende e persone private. L’intervento di Casa Oz si articola secondo 4 macro-aree: area educativa, area socio-assistenziale, lavoro di rete e formazione. Casa Oz è aperta dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9 alle ore 19 anche se sono previsti momenti di attività anche durante il week end con programmazione specifica. L’obiettivo è quello di garantire e supportare uno sviluppo delle capacità del bambino e favorire la piena espressione delle abilità residue attraverso il gioco spontaneo, la partecipazione a momenti strutturati di gioco, laboratori creativi e l’aiuto per i compiti, se necessario, in sinergia con le agenzie educative del territorio e i servizi, quando presenti. I bambini possono usufruire di diversi ambienti della casa, da soli o accompagnati dai genitori o da un affidatario. I laboratori sono gestiti da educatori o professionisti a seconda delle tematiche, col supporto di tirocinanti o servizio civile e di volontari. Ci sono diverse tematiche per quanto riguarda i laboratori: argilla, bricolage, musica, cinema, fotografia e molto altro. Per le mamme invece si propongono laboratori di cucina e cucito creativo. La formazione di operatori, volontari e affidatari è un elemento fondamentale per garantire un servizio di qualità. Dal 2010 si tengono cicli di formazione per affidatari in collaborazione con la circoscrizione 9. ResidenzOz: residenzialità notturna per le famiglie che vengono da fuori Torino per far curare i figli presso aziende ospedaliere della città o prima cintura. Sono stati realizzati 4 mini appartamenti con ingresso autonomo. Durante le giornate le famiglie possono usufruire degli spazi e dei servizi che Casa Oz offre. Progetto Autonomia: sempre all’interno della sede, ma con ingresso autonomo, è stato realizzato un appartamento che permette di svolgere iniziative di residenzialità extra familiare per adolescenti e giovani con disabilità a seguito di malattia, che educhi alla gestione autonoma in sè in vista di un pieno reinserimento sociale. Il progetto condotto in partnership A.I.R. Down è stato avviato nell’ottobre del 2011.

Il 2012 Casa Oz ha seguito 365 persone, fra adulti e bambini, di cui 259 come accoglienza diurna e 76 nelle ResidenzOz. In totale si sono registrati quasi 6.000 passaggi segnando rispetto all’ultimo dato un incremento del venti per cento rispetto all’anno precedente. Attalmente Casa Oz segue 150 famiglie circa. La giornata tipo a Casa Oz:

  • accoglienza
  • gioco e attività strutturate
  • pranzo (un pasto caldo completo e servito a norma di igiene da un’azienda specializzata nella ristorazione)
  • proseguimento delle attività
  • conclusione

Durante le vacanze scolastiche di Pasqua e Natale Casa Oz rimane aperta per offrire l’opportunità di trascorrere alcuni momenti di vacanza alle famiglie che restano a Torino per terapie e controlli medici.

Moltissime altre notizie sono contenute all’interno della Cartella Stampa che ho davanti. Ogni singola riga mi ha emozionato non poco e portato a riflessioni che sono sempre difficili da gestire. Vivo anche io la tragica esperienza di una malattia mortale in casa e nonostante sia impossibile immedesimarsi nel dolore che un genitore può provare nei confronti di un figlio malato è un bene trasmettere, e mai smettere, un messaggio che può non solo salvare una vita ma anche la propria. E lo fa ricordandoci le fortune che abbiamo e non il contrario. Di quanto la vita all’improvviso possa cambiare irrimediabilmente per lasciare spazio solo alla nostalgia di non aver vissuto anche quel singolo momento che no. Non tornerà più. Cartella stampa a parte, per me visitare Casa Oz è stata un’esperienza indimenticabile proprio perché legata a quella serie di specchi di quel caleidoscopio. C’era Enrica Melossi e Caterina Giavotto e pure Daniela Vitta che ho avuto il piacere di conoscere. C’era Luciana Littizzetto, che ti sembra di conoscere da sempre. C’era Enrica Baricco, sorella del grande scrittore, che ha cominciato questa avventura partendo proprio da quelle scarpette rosse che portano Dorothy lontano da casa, e che ho avuto il piacere di conoscere (qui una sua intervista per chi volesse saperne di più).

Si è tenuta qui la prima presentazione di Cucina con il Trucco, che come spiegato devolverà per l’appunto l’incasso delle autrici a Casa Oz oltre che all’associazione Vidas di Milano. Era Lunedì 13 Maggio e io ero da pochi giorni arrivata a Torino. Da poche ore avevo visto per la prima volta l’impaginato del mio libro e tutto era preludio di tutto. Del Salone del Libro, della presentazione del mio libro senza libro e di conoscenze che ho sognato per lunghissimi anni.

Per questo ho deciso di raccontare questo piccolo diario di viaggio, dopo due settimane di assenza dal blog che è inutile sottolineare mi è mancato da star male, partendo proprio da qui. Con quella raffica di vento che fa volare le case per poi farle cadere su streghe cattive con calze a righe. Perché è stato anche per me un po’ così. Un viaggio nel viaggio. Ho conosciuto finalmente Francesca, e la sua adorabile mamma, e Tommaso. Ho potuto finalmente abbracciare chi nel mio cuore c’è ormai da un anno. Anche se non lo sapeva neanche. Estenuanti passeggiate con creature fantastiche e solo apparentemente sconosciute. Con scarpe rosse che non hanno fatto male.

Al mio fianco non c’era Toto (cane di Dorothy, sì) ma Baldo dell’Hafa Cafè (per chi se lo è perso sappia che se ne innamorerà a breve). Al posto della Zia c’era la mia Sirena Rossa e lui. Il mio Oz. Il mio Mago: Pier.

Questo viaggio l’ho fatto per Papà e Mamma. Per Pier e Pola. Per tutti quelli che.

Ed è stato incredibile come alla fine io abbia capito che in fondo l’ho fatto anche per me.

Qualche Fermatempo? Ecco.

(non ho potuto adoperare ahimè la reflex ed era anche discretamente buio ma l’iphone riesce a non deluderti pure con scarsissime qualità di luci. Ho anche diversi Video che man mano caricherò perché gestire 34234234 giga di foto-video è impresa ardua assai)

  • Qui l’essere mitologico Caterina Giavotto (che amo follemente ancor di più. Credo che fonderò un Fan Club a breve), partita da Milano con milioni di finger food, mostra come con una semplicissima sac-a-poche usa e getta si possano sfornare meravigliosi aperitivi (anche iper light) con mousse eccezionali create in pochi secondi (crema di tonno al peperoncino e mousse di sgombro che trovi sul libro).

  • Tartine al finto caviale. Un’idea carinissima anche quella di adoperare al posto del pane delle piccole fette di zucchina (ma anche cetriolo) ricoperte di mousse che possono contenere o meno il formaggio (libero sfogo alla fantasia) e tanti (ma proprio tanti) semi e frutta fresca. Caterina infatti ha consigliato (quello che è poi anche il mio mantra culinario) di arricchire sempre chiudendo con una sbriciolatina sfiziosa che può variare dai semi di lino alle mandorle sbriciolate. Del resto oltre a far bene (e non poco) è davvero uno dei segreti (oltre che must) che conferiscono quel quid in più.

(purtroppo non ho potuto assaggiare nulla perché se non c’era il pesce c’era il latte e se non c’era il latte c’era la panna ma. Ma i miei accompagnatori speciali, il Nippo e Socia Piola, sono state le mie papille gustative e hanno apprezzato a tal punto di farmi acchiappare al volo anche la mia porzione per “non sprecarla”)

  • Vellutata Principessa sul pisello realizzata semplicemente arricchendo una zuppetta già pronta (quella del banco frigo per intenderci) con qualche tocchetto di formaggio (o formaggini morbidi), un po’ di brodo, buon olio extra vergine d’oliva, pane tostato e presentazione monoporzione-carinissima-finger food.

Una serata spettacolare, oltre che per la presenza di Luciana Littizzetto che ha interagito e assaggiato ogni pietanza partecipando anche attivamente e simpaticamente, che ha compreso anche la degustazione, come anticipavo, e del buon vino. Le autrici stesse munite di grembiule personalizzato, con il validissimo aiuto del personale di Casa Oz (padrona di Casa compresa), hanno dribblato le sedie con vassoi ricolmi trasformando quella che può essere una noiosa e  tediosa presentazione di qualsivoglia volume in una magia.

E fissando un budino al cioccolato preparato in dodici secondi e arricchito da qualche semino sminuzzato con  nuvolette di meringa in formato mignon mi sono resa conto che c’è sempre una ricetta. Un consiglio. Un’idea. Non soltanto per sembrare un vero chef. Ma per essere felici senza neanche fingere un po’. Che non è “accontentarsi” ma.

Ma non sprecare tempo.

E che esistono davvero le amicizie secolari. Se si ha sbagliato prima qualche ricetta. Le altre saranno “perfette”.

E grazie. Grazie infinite a tutti quelli che hanno partecipato alla Tombolata dove ho messo in palio 5 volumi di Cucina con il Trucco. E’ un libro che va assolutamente divulgato, sponsorizzato, regalato e fatto circolare il più possibile.

Anzi a tal proposito se vi va io ne farei un’altra tombolata. Che dite?

Il primo di Giugno c’è la FestaEstate. Clicca qui per saperne di più! (sarà mia premura comunque ricordare attraverso qualche mio pasticcio sia qui sul Blog che nella Pagina Facebook)

Il prossimo Evento a Casa Oz con Luciana Litizzetto? Venerdì 7 Giugno: Sotto Vetro. Pummarole, giardiniere, marmellate, le conserve dell’estate. Con la maestra Lucia De Stefanis si imparerà a mettere sotto olio le verdure dell’estate  con ricette sfiziose e originale e marmellate composte da dolcissima frutta.

Segui i Progetti di Casa Oz. Puoi anche devolvere il 5×1000 ai Bambini con il loro codice: 97668930015

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Fallo per i Bimbi. Per il Futuro. Per te.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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