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Torino Smart City Days 2013

Il 10 febbraio 2009 a Bruxelles la Città di Torino ha ufficialmente sottoscritto il Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors), iniziativa su base volontaria per coinvolgere attivamente le città europee nel percorso verso la sostenibilità energetica e ambientale con l’obiettivo di ridurre di oltre il 20% al 2020 le proprie emissioni di anidride carbonica (CO2).

E che Torino fosse la città più verde di Italia mi sa che non sia chiaro a molti. Il Nippotorinese mi ha regalato un albero (ne ho parlato da qualche parte qui ma non riesco a trovare il link. Tristezza), pregevole iniziativa del comune di Torino di cui ho parlato negli scorsi anni qui. Altro che diamanti e anellini. Il Torinese regali alberi; giusto per riconfermare che sono i migliori (non me ne vogliano i miei compaesani ma è chiaro che il campanilismo familiare conta, eccome). Dal 24 Maggio al 9 Giugno il festival Smart City Days realizzato dalla Città di Torino e dalla fondazione Torino Smart City metterà alla portata di tutti le buone pratiche che permettono di ridurre i consumi di risorse naturali migliorando al contempo la qualità di vita.

Ora io tutta presa dal Salone del Libro e dalla mia personalissima avventura sono partita un po’ sprovvista di notizie riguardo le attività che in questo mese si sarebbero svolte nella mia Torino. Ritrovarmi il Castello Errante di Howl di Miyazaki direttamente a Palazzo Madama proprio di fronte Palazzo Reale è stato, oltre che indimenticabile, un colpo al cuore degno di un infarto emotivo senza possibilità di ripresa.

n.b. = sono stata costretta a riprendere l’aitante ingegnere-cuoco-macchinista-chilosacosafosse perché bestiabionda aveva sbagliato obiettivo e cosa vuoi farci con un 200? Io e Paola ci siamo immolate per il perfetto utilizzo dell’obiettivo, insomma.

Perché in effetti a ben guardare non poteva che trattarsi del Castello Errante di Howl, no? Solo che sulle mie strampalate considerazioni è meglio tornarci dopo. Prima vediamo un po’ cosa dice La Gazette l’expèdition de Nantes en Europe che davano gratuitamente per erudire il pubblico incuriosito e affascinato (nonostante il gentile e fascinoso equipaggio francese fosse a completa disposizione per curiosità varie ed eventuali. Peccato che non mastichi il francese; rivelatosi poi fondamentale nei giorni successivi. Del tipo che incontrare scrittori marocchini e signore svizzero-marocchine e francesi-svizzero-marocchini e soloilcielosacosa senza neanche spiccicare una parola e sapendo dire solo scesuicatrindenev divertente non è stato. Diciamo). 

Questo ordigno unico al mondo è degno erede delle aeronavi su cui viaggiavano gli eroi di Jules Verne. Vera e propria serra volante, l’Aeroflorale II funziona in perfetta autonomia grazie all’energia vegetale. Equipaggiata da palloni di tela e propulsata da eliche verticali e orizzontali, l’Aeroflorale sorvola il mondo a bassa altitudine alla ricerca di vegetali più o meno rari, dalle comprovate qualità “energetiche”. A bordo viaggiano una decina di ingegneri, tecnici e specialisti- botanici-metereologi-climatologi-elettromeccanici e un giardiniere-cuoco sotto l’autorità del comandante di bordo Francois Delaroziere, oltre a materiale di sopravvivenza e equipaggiamento per escursioni in montagna. La vera particolarità dell’Aeroflorale sta comunque nel suo modo di funzionamento interamente vegetale: i palloni e i motori termici delle eliche sono alimentati dal metano ottenuto dal compostaggio dei vegetali a bordo. L’elettricità necessaria alla vita a bordo, invece, è fornita dall’energia fotovoltaica proveniente dalle piante che crescono nelle serre integrate. D’altronde è proprio la ricerca dell’energia delle piante che ha determinato il percorso dell’ordigno: le destinazioni sono state scelte in funzione del potenziale intuito delle specie locali. A Torino l’equipaggiamento studierà il platano e la vite e non esiterà un solo istante a incontrare gli abitanti e spiegare loro il suo modo di procedere e raccogliere informazioni.

io non avevo sempre la reflex con me (perché dovevo portare altre 1234234234234234 cose e mi si  sono spaccati tre manici di borsetuttediverseaiuto) e ho dovuto ripiegare in qualche caso come in questo adoperando l’iphone che bontà sua in questo viaggio mi ha salvato ben più di una volta.

Tutti a chiedersi “ma vola o non vola?” mentre estasiati con il naso all’insù (le donne soprattutto perché resesi conto che il cuoco, il meccanico e tutto l’equipaggio sembravano usciti da una sfilata di alta moda di Paris) si sognava sperando che cominciasse a camminare proprio come nel magico lungometraggio nipponico. E mentre monitoravo le gambotte di ferro della struttura (che sembravano quasi per incamminarsi verso Via Roma e proseguire verso Piazza San Carlo) ho cominciato a pensare che tutto fosse strepitosamente irrazionale e incredibile. Ritrovarsi in carne e ossa (piante e palloncini in questa determinata occasione) una delle rappresentazioni visive che più hanno segnato diversi percorsi della mia esistenza è stato ai limiti del pazzesco (mancava Falkor in effetti a sorvolare sopra il Duomo in restauro a dirla tutta). Poter ammirare il tutto con Paola che nel mio immaginario ho sempre identificato come l’amica di sempre e per sempre ha assunto quel valore in più. L’Aerofloreale mi ricorda (e ricorderà ad imperitura memoria) Paola.

Certo è che l’immagine della mia dimenticata Ombrella riconosciuta da mamma (che mi rimprovera “l’hai lasciata sola!”) seduta su una sdraio mentre disegna proprio sotto il Castello è un’altra che voglio tenere sempre in quel.

Sempre e per sempre.

Torino riesce a distinguersi e anche in questi mesi ne dà prova. Lo fa con il Bike Pride (che ho seguito e che ho fotografato divertendomi moltissimo. Seguirà in questo diario di viaggio bizzarro dove tutto viene raccontato mentre altre avventure accadono), lo Slow Food Day e il Pranzo degli Avanzi. E non è difficile trovare, a tal proposito, luoghi dove si applica il cinquanta per cento di sconto dopo un determinato orario in esercizi dove si vendono alimenti. E neanche difficile trovare chi a fine serata dona a chi fortunato non è. I senza tetto e i bisognosi. Torino mira sempre più a essere una città intelligente e non solo ci riesce ricordandocelo in ogni attività che promuove e a cui partecipa ma in tutta la sua sfolgorante maestosità.

Non deve lottare più per non essere ricordata come la città più grigia e buia di Italia. Come quella dove ci sono le fabbriche e gente antipatica che scrive “non si affitta ai meridionali”. Quella Torino non esiste più e forse non è mai esistita se non in un determinato periodo e va assolutamente contestualizzata.

E’ verde, sfolgorante e accogliente. Cosmopolita e ricca soprattutto di umanità e cortesia. Ti apre la porte e ti fa stendere su un prato. Ti fa sentire a casa e ti ricorda quanto è bello il mare di Sicilia. Perché mai una volta sentendomi parlare e chiedendomi da dove arrivassi c’è stata una frase fuori luogo. Ma sempre parole belle. Su quanto è bello il mare di Sicilia. Su quanto è buono il cibo. Su quanto.

E tu Torino non sei grigia affatto. Non sei scortese. Non sei buia. Non sei razzista.

Sei meravigliosa. E finché avrò fiato in corpo lo griderò perché mi hai fatto perdutamente innamorare. E io ti appartengo con viscere e sangue.

Per chi avesse piacere di vedere le foto dalla Mole Antonelliana ad alta risoluzione caricherò su Flickr (fingiamo interesse?) anche se confesso che molte diventeranno basi e basi e basi per illustrazioni future. Del resto ho solo scattato 123 giga di foto in 15 minuti sul tetto di Torino. Ho roba per lavorarci fino al 2098. Ma questo non significa che possa stare anche solo altri 98 giorni senza di te, Magica Signora dai colori granata.

La domanda è  “sei riuscita davvero a salire sull’ascensore?”. La risposta è sì. Perché se ami così profondamente e intensamente anche quello che ti fa più paura. Va. Affrontato.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
23 COMMENTS
  • Antonia 30/05/2013

    Grazie per questo elogio a Torino ma, anche a Novara abbiamo una Cupola!!! E, prima o poi, intendo portarti su, assieme al Nano… TVB, una abbraccio ad entrambi.

  • bestiabionda 30/05/2013

    questa storia del 200 mi perseguiterà a vita vero?
    sono contenta tu sia salita lassù. davvero <3

  • Katia 30/05/2013

    Adesso io piango, ecco. Facciamo il duo sicula-allaqualemancatorino e astigiana-trapiantataperforza e piangiamo insieme?

  • Katia 30/05/2013

    E comunque quel tipo era da fotografare, brava Bestiabionda.

  • ssandrici 30/05/2013

    🙂

  • Bibi 30/05/2013

    Non te lo perdonerò mai comunque

  • Francesca 30/05/2013

    viva l’aitante ingegnere-cuoco-macchinista-chilosacosafosse! 😀

    comunque, hai ragione. Torino è bellissima, e me ne sono accorta pure io che non ci ero mai stata, ne ho visto solo un assaggino e che forse avevo qualcuno dei pregiudizi da te citati. In più tu con questo post riesci a renderla meravigliosa e desiderabile!

  • lunaspina 30/05/2013

    Torino fa innamorare tutti. I motivi li hai spiegati tu e quelli che non hai scritto li hai sicuramente vissuti o scritti e detti altrove. Non vedo l’ora di tornarci. Dovevo andare l’11 ma. Un esame, un infausto esame mi impedisce di cogliere quest’occasione. Ci spedisco il mio trapiantato a Torino solo soletto.

  • yliharma 31/05/2013

    ah beh ma io immolo quando vuoi per suggerirti soggetti da fotografare 😀
    (non ci riesci a farmi piangere stasera no no no, ce la stai mettendo tutta e ti stai impegnando un sacco però! vabbè magari un occhio lucido…)
    comunque il castello di Howl/Aéroflorale di notte era ancora più magico *__*
    ma perché non l’abbiamo fotografato?? boh….

  • qui accennavi http://maghetta.it/2011/09/15/10-cose-da-fare-a-torin/ e rimandavi a questo post http://maghetta.it/2010/11/04/torta-anniversario/
    si più non so.

    (altro che disegnare, sotto quell’albero stavo proprio per dormire. se non era per Nanda mi avreste trovata lì. ammesso che uno passi vicino alle sdraio dove la gente si sdraia e si addorme senza pudore. per cercare una che non sa bene dove sta e dove deve andare. nel dubbio ci disegna su, ci dorme su. forse funziona.)

  • Paciocchidifrancy 31/05/2013

    aspetta che asciugo le bave provocate dal biondo e applaudo. Perchè le due volte che ho visto Il castello errante in Piazza Castello non c’era ‘sto pezzo di manzo biondo, perchè????????????????????????????????????????????????

    • Luci 31/05/2013

      Ma perchè voi avevate il superfascinosoingegnere Max… chissenefregavadelbiondo?!?!

      • Iaia 01/06/2013

        Ma appunto !!!! Evviva Maxxxxxx ❤❤❤❤❤❤

  • Luci 31/05/2013

    Un uomo che ti regala un albero è un uomo speciale… un uomo speciale non può che stare accanto ad una donna speciale, come te… Hai preso l’ascensore… il prossimo passo è l’aereo, se vuoi Frugolino ed io veniamo con te!!! <3<3<3<3<3

  • apity 31/05/2013

    Ok.
    Voglio venire a Torino.
    La mia Ombrella. Che ridere! 😀

  • tittisissa 31/05/2013

    Una volta superata la barriera del suono con l’aereo, ogni distanza sembrerà relativa. E allora sarai miaaaaaaa!! Preparati ❤❤❤❤❤❤❤❤❤

    • Iaia 01/06/2013

      ❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤

  • Airin B 31/05/2013

    sono diventata pazza per trovare il link dell’ippocastano del Nippo
    non mi ricordavo che era un ippocastano maledizione
    ma è qui
    http://maghetta.it/2010/11/05/quadrotti-cioccolato-cocco/

    ciao Iaia, sei riuscita a farmi amare di più la mia città 😉

    • Iaia 01/06/2013

      ❤❤❤❤❤grazie !!!!! Eccolo santo cielo !!!! Questo archivio è più pazzo di me !

      (Grazie sempre a te )

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