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Bike Pride – Torino Smart City 2013

Del Progetto Torino Smart City 2013 ho parlato qui (cliccacliccacliccasetiva) e per chi non avesse minimamente voglia di ampliare la lettura della mia sgrammaticata sintassi (monello/a!) basterà sapere che:

  Dal 24 Maggio al 9 Giugno il festival Smart City Days realizzato dalla Città di Torino e dalla fondazione Torino Smart City metterà alla portata di tutti le buone pratiche che permettono di ridurre i consumi di risorse naturali migliorando al contempo la qualità di vita.

Uno degli innumerevoli appuntamenti avvenuti la scorsa settimana è stato il Bike Pride subito dopo Corri Torino.

Ho assistito a entrambe  manifestazioni anche se la partenza da Piazza San Carlo al mattino, ahimè, me la sono persa (nonostante il Golden Palace dove ho alloggiato-e amato-eneparleròneldettagliofosse proprio a mezzo passo). Il sito di Corri Torino ci informa che la carica dei corridori è stata di ben 7.000 persone; confesso che pur essendo leggermente fuori allenamento se avessi saputo prima – e non fossi impegnata in altre attività – mi sarei messa tuta da sci e sarei andata a correre pure io (nonostante ci fosse il sole per una sicula era tempo ideale per giocare con le palle di neve. E invece il sabaudo coraggioso era in pantaloncini e maglietta tutto sudato prima di cominciare a correre. Li amo anche per questo: perché hanno una temperatura corporea magica e bizzarra).

Non avevo la reflex con me al mattino e mi sono maledetta invocando tutti i sette nani e divinità nanose a me avverse ma nel pomeriggio mi sono rifatta con qualche scatto improvviso perché totalmente imbottigliata (anche se il termine inbiciclettata suona meglio) tra 25.000 biciclette. Sì perché pare che siano stati tanti i partecipanti. A conferma ancora una volta che Torino è una città che risponde benissimo alle iniziative organizzate soprattutto quando si tratta di promuovere l’ambiente e la lotta contro l’inquinamento. Via il grigiume  dei tub di scarico; del resto è la Città Verde d’Italia grazie alla quale anche noi siamo stati toccati dalla fantastica esperienza dell’Aerofloreale.

(poi ne parliamo di tutte le aree pedonali. TORINOTIAMOTIAMOFOLLEMENTE!)
(qualcuno mi sedi)

Pochi giorni prima avevo assistito per la prima volta in vita mia a un furto. Esattamente nella via che da piazza Corpus Domini porta in via Garibaldi, stavo passeggiando dopo una bella rimpinzata di Sushi vegetariano in un localino che avevo snobbato per anni e sul quale mi sono molto ricreduta, forse solo perché le edamame erano fresche e salate al punto giusto (mai come quelle del compianto En a Catania ma mi aspettavo fossero surgelate, molli e schifose per dire. L’aspettativa era agghiacciante mettiamola così ). Con il panciotto gonfio come la mongolfiera dell’aerofloreale mi dirigevo verso la libreria Storica Paravia (che amo perché ha un angolo di fiabe e libri per bambini incantevole) quando improvvisamente un rumore strano. Un colpo di cesoia alla catena di sicurezza di una bicicletta legata a un palo. Incontro lo sguardo del ladro. Che mi fissa. Io non capisco da brava ragazzetta di provincia. Il Nippo mi dice “non spaventarti”. Capisco. D’istinto mi viene voglia di fargli lo sgambetto perché la strada è stretta e lui da lì a pochi secondi mi passerà a due millimetri. In trenta nanosecondi mi sento un po’ come Gianclodvandamm siculo che difende la città di Torino. Un po’ Eva Kant (con una panza enorme ricolma di edamame – non è una bella immagine suppongo) che. Vabbè insomma.

Non faccio niente e rimango lì. Inebetita e stordita sotto lo sguardo di tre (a cui se ne aggiungono altre tre immediatamente) persone che, intuito cosa fosse successo in questa brevissima frazione di secondo, si lanciano  in commenti dove rimaniamo coinvolti. Eppure in quel momento, commenti a parte, mi sono sentita poco civile. E per lungo tempo mi sono chiesta se avrei (avessi?) dovuto fare qualcosa. Se avrei (avessi? masaichenonmiconvincequestavolta) dovuto seguire davvero l’istinto che mi portava ad allungare la gamba o rimanere fissa lì come una stupida a vedere il ratto della bicicletta che stuprata sarebbe stata rivenduta al peggior offerente.

Il Nippotorinese, la persona più civica che io conosca e che ha infuso in me questa caratteristica che mea culpa non avevo sviluppato alla stessa stregua, con un ragionamento a posteriori mi ha fatto notare che il tutto è avvenuto in pochissimi secondi e che la mia capacità di rallentare i momenti e sezionare il tempo mi ha dato una visione totalmente distorta perché non avremmo potuto fare nulla. Non so se sia vero anche se mi fido sempre e comunque ciecamente del suo giudizio ma so che non ho fatto nulla e che lo sbigottimento ha preso il sopravvento. Questo poi mi ha creato scompensi del tipo che ho immaginato i ladri in casa, persone che mi puntavano la pistola alla tempia e tutta una serie di mie reazioni completamente incompatibili (a mio giudizio chiaramente) con il momento. Ho sempre pensato di dare il portafogli senza dire nulla nel caso mi fosse puntata una pistola o qualsiasi minaccia. Al massimo piangere come piace fare a me e.

E qualcosa l’avrà pure insegnato Ghost, no? Mai reagire (cosa sto dicendo? Non erano in bicicletta Molly e Sam). Altrimenti ti ritrovi a strisciare un penny sulla porta alla tua ragazza che avrà pure un bel taglio di capelli ma è in serio pericolo (cosa sto dicendo? fermatemi).

L’istinto, che è quello su cui mi sono più soffermata a riflettere, non mi ha però portato a nascondermi. Voleva esattamente il contrario. Che è poi quello che mi ha insegnato mio papà. Non fidarmi del mio istinto, a posteriori, mi ha arrecato dolore. E non poco.

(la giustificazione che nessuno si è mosso e che quindi era la scelta più “intelligente” no. Non mi convince affatto)

Racconto questo perché è nata un’iniziativa importante considerato che (ho saputo subito dopo a seguito dell’accadimento) a Torino ultimamente c’è un altissimo numero di furti di biciclette.

Qui un sito interessantissimo che si è occupato della divulgazione di volantini e foglietti informativi su “come non farti rubare la bici”

Io non compro la tua bici – 19 Maggio – Bike Pride Off

Torino 20/05/2013 – Domenica 19 maggio è cominciata “Io non compro la tua bici”, la campagna indipendente di promozione culturale curata dall’Associazione ME.LA, in collaborazione con l’Associazione Bike Pride e Tangerine Lab.

Favorevole la bella giornata di sole, il primo punto di distribuzione è stato il Parco del Valentino: centinaia di piccoli depliant, sono stati appoggiati sui manubri delle biciclette parcheggiate. Ogni pieghevole racconta una breve storia illustrata: il concetto chiave è quello di non comprare mezzi di dubbia provenienza. Negli ultimi tempi l’uso delle bici è incrementato rispetto a quello dell’automobile, registrando purtroppo un considerevole aumento dei furti di veicoli a due ruote. Si è quindi innescato un circolo dannoso, per cui il derubato accresce il mercato nero delle biciclette acquistando a sua volta cicli rubati. E’ quindi necessario possedere bici “pulite” per disincentivare quella che oramai è diventata prassi comune.

La risposta da parte del pubblico è stata positiva. I ciclisti presenti, incuriositi dai volantini, si sono poi dimostrati favorevoli alla diffusione di una campagna il cui unico obiettivo è quello di educare a un acquisto consapevole, riducendo il mercato dei furti.

A questa prima giornata di sensibilizzazione seguiranno ulteriori uscite di distribuzione nel corso della settimana in zone della città ad alta concentrazione di ciclisti. 

stampa@associazionemela.com

www.associazionemela.com

www.bikepride.it

www.tangerinelab.it

Famiglie con bimbi e piccini bici-muniti con tanto di pupazzetti. Ragazzi estrosi con tanto di parrucca multicolore. Donne con birkin e altre con shopping di tela di AltroMercato. Occhiali da sole sobri e a forma di cuore e orecchie di gatto. Alcuni vestiti anche da gatto con tanto di coda. Alcuni che proprio gatti erano ed erano dentro i cestini come fossero baguette. E cani. Tanti tanti cani. Per via Roma c’è stato tutto il colore di Torino e la sua incredibile multietnicità anche in fatto, e soprattutto, degli innegabili status e ceti sociali abbattuti e cancellati da un pensiero comune.

E sono stati proprio i volti  felici e la socializzazione (dopo venti minuti io ho dovuto attraversare un fiume in piena inarrestabile e si sono fermati pure sorridendo e non inveendo) che hanno riconfermato quanto entusiasmo c’è nel portare a termine questo grande progetto: Torino Smart City.

(ebbene sì il Signore ritratto in questa foto – che ho rincorso per un po’ perché velocissimo – è su un monociclo. Un indiscutibile mito, insomma)

Ah sì. C’era pure il Coreano con la faccia ustionata vestito da killer che spingeva la sua compagna, Vuitton gigante munita con tanto di cane (era un cane?) dentro, come fosse uscito da un film sulla Yakuza. Ma di quello parlerò più avanti. Purtroppo per l’umanità.

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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23 COMMENTS
  • niCol 31/05/2013

    priiiiiiiiiimaaaaaaaa

    • niCol 31/05/2013

      ah si, prima davvero! 🙂
      a vedere le foto mi sembra ancora di essere a Torino!
      Spappolata su una delle sdraio sotto l’aeroflorale causa (post)giornata intensa al Salone del Libro…
      Me lo sarei portato a casa!

      • Iaia 01/06/2013

        🙁 il fatto che non siamo riuscite a vederci mi fa arrabbiare anche in differita . Ecco

    • Iaia 01/06/2013

  • ireneairinb 31/05/2013

    “Altrimenti ti ritrovi a strisciare un penny sulla porta alla tua ragazza” hahhahaa questa la rivendo 😉
    io di questa iniziativa non ne sapevo niente, sarà che abito in una frazione di provincia, qui tutti vedono tutto 😀

    • ireneairinb 31/05/2013

      certo che i miei commenti vanno forte eh!!!il filo logico, questo sconosciuto!!Sembro lobotomizzata 🙂

  • pani 31/05/2013

    sembrano quasi foto anni, ’50, quanto tutti si andava in bici

  • tittisissa 31/05/2013

    No, ma il monociclo *_*
    Quasi quasi inforco la mia mitica e storica Graziella e pedalo fino a Torino 🙂

  • bunkerresidenza coreano. perché continua a venirmi in mente questo pensiero?

    (se approfondisco. non me la cavo con diciottomilacommenti logorroici e incomprensibili. mi ci incarto spesso, per cose meno. illegali? pericolose? vorrei sapere che cosa sto tentando di dire. ma non metto a fuoco. aripassame l’accendino perfavore.)

  • Bibi 31/05/2013

    Ti dico solo che sono in piedi e applaudo. Non so perché. Ma è la cosa piu naturale che mi è venuto di fare

    • Iaia 01/06/2013

      E baciarmi ? Non ti viene naturale ?( immaginami mentre lo dico con fare maschio deciso )

      • Bibi 01/06/2013

        ahahaha. no, quello meno naturale in effetti.(come il tuo fare da maschio deciso eh)

        • Iaia 01/06/2013

          Sono maschisssssimmmooo io ! ( sto cercando una foto di te e me . Perché ho solo quella dove ho ghiaccio sintetico in testa ? È possibile che non abbiamo una foto ******** ?!?!)

          ( meglio adoperare gli asterischi )

          • Bibi 01/06/2013

            🙁
            si
            abbiamo quella e un altra con quella faccia di **** di mia sorella l’altra.
            (mai più senza asterischi)

            • Iaia 01/06/2013

              Ma perché ******** non abbiamo riflettuto e siamo andati in quella ******* hall dove c erano le luci giuste ( spente ) e ******** milioni di ******** fotooooooo

              Percheeeeeeeeeeeeeeeee

              ??!!?!??

            • Iaia 01/06/2013

              Non ce la faccio a digitare senza tastiera . Io noncelapossofare

        • Bibi 01/06/2013

          devo dirtelo o uso gli asterischi? meglio gli asterischi.
          perché ************ siamo ********************* e poi ******************* ma sopratutto ******************************

  • apity 31/05/2013

    O mamma! Tu mi fai morire! Il riferimento a Ghost é stato fantastico! Bahahahaha! Mi sei mancata!

    • Iaia 01/06/2013

      Ma lo rivediamo ghost? Che dici ? ❤

      • apity 07/06/2013

        Massssì! Dopo vorremmo sfornare vasi di terracotta immagino!

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